Cults in Our Midst - Le sette tra noi: Che cosa sono le sette?

        Di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich

        Pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publishers, ISBN 0-7879-0266-7, prefazione di Robert Jay Lifton. Una lettura fondamentale per comprendere il fenomeno settario.

        Traduzione a cura di Martini

         

        Capitolo 1 - Che cosa sono le sette?

         
        • Definire una setta
           
        • Definizioni e caratteristiche
        • Origini del gruppo e ruolo del leader
        • Struttura: relazione tra leader e seguaci
        • Programma coordinato di persuasione
        • Le sette non sono tutte uguali
        • Tipi di setta
        • Chi entra nelle sette?
        • Il mito del "Non io"
        • Sì, tu
        • Perché si entra in una setta?
        • Il mito del seeker
        • Incolpare la vittima
        •  
        • Note dell'autrice
         
         
         
        Definire una setta

        Per due volte in meno di 15 anni abbiamo visto il vicolo cieco in cui i seguaci di una setta possono essere condotti. Nel 1978 le foto aeree ci hanno mostrato i 912 cadaveri dei seguaci di Jim Jones, morti dopo aver bevuto una bibita al cianuro o abbattuti a colpi di pistola nell'umida giungla della Guyana. Le foto ricompaiono sui media ad ogni anniversario della tragedia. All'inizio del 1993 i telegiornali ci hanno mostrato la sparatoria della setta di Koresh e poi, parecchie settimane dopo, la sua fine tra le fiamme nella pianura del Texas. Quante Jonestown o Waco dovranno ancora accadere prima di rendersi conto della vulnerabilità del genere umano all'influenza altrui? Nel periodo compreso tra questi due episodi circa cento tra bambini e madri di una setta sono morti nell'Indiana per mancanza di cure mediche, e sono stati riportati i casi di numerosi altri bambini ed adulti abusati nelle sette. Un gruppo con sede in California ha cercato di uccidere un avvocato collocando un serpente a sonagli nella sua cassetta della posta, perché aveva vinto tre cause contro il gruppo. La setta di Rajneesh in Oregon [1] ha cercato di avvelenare l'acquedotto della cittadina di The Dalles e danneggiare funzionari pubblici delle contee di Wasco e Jefferson per aver applicato le leggi dello stato che il gruppo non voleva accettare per sé. Tutti loro, che un tempo erano cittadini comuni, sono stati convinti da ognuno di questi gruppi e da altri ancora a mettere in atto i capricci del gruppo compresi omicidio, suicidio ed altre azioni violente, istigati dal loro leader. Le sette di cui riconoscerete i nomi sono più visibili semplicemente per dimensioni, comportamento flagrante e, nel caso di alcune, per le tendenze autodistruttive. Ma esistono molti altri gruppi abili e sofisticati ugualmente insistenti e pericolosi. Una grande quantità di gruppi settari sta attivamente reclutando, prosperando e acquisendo denaro e potere, negli Stati Uniti come altrove. Questi gruppi sfruttano i loro membri e seguaci e li abusano, usando deliberatamente manipolazione mentale e processi di riforma del pensiero. La manipolazione mentale può essere usata in numerosi contesti o ambiti.

        In questo libro esamineremo due categorie principali di gruppi. La prima è costituita da sette o gruppi settari che espongono i loro membri e seguaci a processi organizzati di persuasione psicologica e sociale studiati per produrre cambiamenti comportamentali, ed esercitare un notevole grado di controllo sulla loro vita. Queste sette ingannano, manipolano e sfruttano i membri nella speranza di farli rimanere tali per sempre.

        La seconda categoria consiste nella vendita commerciale su larga scala di programmi di formazione o “auto-miglioramento” con fondamento psicologico, o di organizzazioni miste che usano processi coordinati di persuasione ugualmente intensi, ma che generalmente non intendono mantenere a lungo i loro clienti. Preferiscono che gli aderenti acquistino ulteriori corsi e prodotti e portino dentro altri clienti, che generalmente rimangono legati all'organizzazione per un paio d'anni.

        I gruppi di entrambe le categorie usano processi di riforma del pensiero. I loro iniziatori utilizzano programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento per modificare l'atteggiamento delle persone su una vasta gamma di filosofie, teorie e pratiche. Questi abili manipolatori sembrano essere consapevoli della necessità di mettere in atto serie prestabilite di tecniche, tattiche e strategie di influenza per convincere il prossimo a eseguire i loro ordini e desideri. Non tutti questi gruppi collimano con la definizione di setta, ma come le sette usano tutti tecniche di riforma del pensiero per reclutare, modificare e sfruttare i seguaci (si veda il Capitolo Tre per una discussione più dettagliata sui processi di riforma del pensiero).

        Avete idea di quanti gruppi settari si mascherano da impresa legittima tipo ristoranti, gruppi di auto-aiuto, seminari di formazione professionale, club di prosperità, cliniche psicoterapiche, palestre di arti marziali, programmi dietetici, attività universitarie, organizzazioni politiche? Invece che appassire, come molte persone credono, le sette o i gruppi che usano processi di riforma del pensiero sono cresciuti come funghi dopo un'abbondante pioggia.

        Attualmente, in base a come viene definita una setta, solamente negli Stati Uniti ne esistono da 3 a 5.000. Nell'ultimo ventennio circa 20 milioni di persone sono rimaste coinvolte per periodi di tempo variabili in uno o l'altro di questi gruppi. Il fenomeno non riguarda unicamente i membri, ma i milioni di familiari e amici che si chiedono preoccupati, a volte per anni, che cosa sia accaduto al loro parente o amico.

        Non tutti quelli che vengono avvicinati da un reclutatore finiscono per entrare nel gruppo, e non tutti quelli che ci finiscono rimangono per sempre. Ma un numero sufficiente ci entra e resta per periodi di tempo abbastanza lunghi per costituire un problema sociale pressante che merita un'analisi seria. E non sto parlando di un problema che può essere affrontato con un dibattito filosofico o un servizio giornalistico esplosivo in un talk show notturno. La minaccia rappresentata dalle sette si spinge molto oltre. Sto parlando delle minacce reali a salute pubblica, salute mentale, potere politico e libertà democratiche – oltre alle crescenti preoccupazioni per la difesa del consumatore – che divengono evidenti quando apprendiamo in che modo questi gruppi o programmi manipolativi e spesso immorali si sono diffusi non solo negli ambienti marginali, ma anche in settori e istituzioni importanti della nostra società.

        Le sette non sono più unicamente una preoccupazione per i genitori che vedono reclutati i loro figli idealisti, e in alcuni casi insoddisfatti, come accadeva negli anni '60 e '70. A partire dagli anni '80 abbiamo visto le sette sedurre persone di tutte le età e di tutti gli strati sociali. In passato le sette avevano come punto d'appoggio i cosiddetti emarginati – persone senza legami, i disillusi, gli scontenti di ogni generazione. Ma i gruppi settari di oggi si sono così perfezionati nell'approccio e nelle tecniche persuasive da essersi spostati ben oltre il margine, direttamente nella corrente generale. Vogliono voi.

        Ho intervistato oltre 3.000 persone che sono state in questo o quel gruppo – e in alcuni casi in più d'uno – della moltitudine di sette presenti negli Stati Uniti, e ho avuto colloqui con centinaia di parenti di membri. Ho inoltre studiato decine di persone coinvolte in altri gruppi a forte controllo e molte persone, di solito donne, la cui vita era nelle mani di un singolo che le controllava in modo simile ad una setta. Da questa esperienza e da oltre 50 anni di studio, ricerca e pratica clinica, posso soltanto dire che ogni volta in cui pensavo di averne sentite di tutti i colori emergevano nuove prove addirittura più bizzarre delle precedenti.

        In questo libro cercherò di spiegare in che modo persone comuni lasciano la vita quotidiana per divenire parte di un gruppo che compie azioni che vanno dal bizzarro all'immorale, fino all'autodistruzione e all'omicidio. Le sette sembrano non avere fine nelle loro pratiche peculiari. I leader di setta sembrano non conoscere la fine dei loro comportamenti vergognosi e della capacità di abusare dei loro seguaci. I membri di setta sembrano avere una capacità di resistenza che va oltre la comprensione umana. E dopo aver lasciato il gruppo gli ex membri hanno uno spirito illimitato e una volontà insuperabile di guarire, di reclamare la loro indipendenza e riuscire a trovare il lato positivo di esperienze orribili - uno spirito e una volontà che non posso fare altro che ammirare e sostenere, sempre di più ad ogni nuova persona che incontro.

         

        Definizioni e caratteristiche

        Il termine setta tende a comunicare un'immagine di organizzazione statica. Ma come per tutti i raggruppamenti umani, anche chi vive l'esperienza settaria interagisce in modi speciali, e questi modi cambiano nel corso del tempo. È nei loro meccanismi interni che le sette tendono ad essere insolite, così non sempre è facile afferrare la differenza tra un'organizzazione o società aperta e una setta. A volte non si considera il modo in cui una setta opera perché viene erroneamente considerata come un gruppo di pazzi, o si pensa che le sette siano uguali ai gruppi normali che solitamente si frequentano, tipo il Rotary Club locale, il PTA, o L'Ordine dell'Alce.

        Le normali definizioni di setta del dizionario sono descrittive di certi aspetti. Ma vorrei descrivere anche in che cosa consiste la vita nelle varie sette e fornire un quadro più dinamico di processi e interazioni che si verificano in una setta. Una relazione settaria è un tipo di relazione in cui una persona induce intenzionalmente un'altra a divenire totalmente o quasi totalmente dipendente da sé per quanto riguarda la maggioranza delle decisioni più importanti della vita, e inculca nei seguaci la convinzione di possedere qualche talento, dono o conoscenza speciale.

        Per il nostro scopo l'etichetta di setta fa riferimento a tre fattori:

        - Origine del gruppo e ruolo del leader;

        - Struttura di potere, o relazione tra il leader (o i leaders) e i seguaci;

        - L'uso di un programma coordinato di persuasione (che viene definito riforma del pensiero o, più comunemente, "lavaggio del cervello", plagio).

        Ciò che un ricercatore etichetta come setta può non essere identificato come tale da un altro. Per esempio alcuni ricercatori considerano solamente i gruppi a fondamento religioso, scartando la miriade di sette che si formano attorno ad una grande varietà di dottrine, teorie e pratiche. L'uso dei tre fattori sopra esposti – leader, struttura e riforma del pensiero – ci permette di stimare la natura di un particolare gruppo o situazione indipendentemente dalla sua credenza. Espandiamo pertanto questi tre fattori per aumentare la nostra comprensione:

        Origini del gruppo e ruolo del leader

        Nella maggioranza dei casi al vertice della struttura settaria c'è una persona sola, generalmente il fondatore, e le decisioni emanano da lui (esistono anche alcune leaders donne ma per lo più di tratta di uomini, quindi in questo libro mi riferirò per semplicità ai leader con il pronome maschile). Generalmente i leaders hanno queste caratteristiche:

        - Sono autoproclamati, persuasivi e affermano di avere una missione speciale o speciale conoscenza.
        Ad esempio i leader di sette dei dischi volanti affermano spesso che esseri dello spazio cosmico li hanno incaricati di condurre la gente in luoghi particolari e rimanere in attesa di un'astronave. Altri affermano di avere riscoperto antichi modi per raggiungere l'illuminazione o la cura delle malattie, e altri ancora sostengono di aver sviluppato innovativi progetti scientifici, umanistici o sociali che condurranno i seguaci verso “nuovi livelli” di consapevolezza, successo o potere personale o politico.

        - Tendono ad essere risoluti e autoritari, e vengono spesso descritti come carismatici.
        Necessitano sufficiente slancio personale, fascino o ascendente di altro tipo per attrarre, controllare e gestire il loro gregge. Convincono i devoti a lasciare famiglia, lavoro, carriera e amici per seguirli. Nella maggioranza dei casi, in modo aperto o coperto, alla fine prendono il controllo di proprietà, denaro e vita dei seguaci.

        - Accentrano su di sé la venerazione.
        Preti, rabbini, ministri, leaders democratici e leaders di movimenti sinceramente altruistici mantengono la venerazione dei seguaci su Dio, su principi astratti o sugli scopi del gruppo. I leaders di setta, al contrario, mantengono su di sé attenzione, amore, devozione e fedeltà. In molte sette, ad esempio, i coniugi sono costretti a separarsi, o i genitori costretti a rinunciare ai loro bambini come prova di devozione verso il leader.

        Struttura: relazione tra leader e seguaci

        Per una immagine visiva semplice di una setta, immaginate una T capovolta. Il leader è solo sul vertice, e i seguaci sono alla base.

        - Le sette hanno una struttura autoritaria.
        Il leader viene considerato l'autorità suprema, sebbene possa delegare alcuni poteri a qualche suo subordinato allo scopo di verificare che i membri aderiscano alle sue regole e ai suoi desideri. Al di fuori del sistema del leader non esistono attrattive né sistemi maggiori di giustizia. Ad esempio, se un insegnante pensa di essere trattato in modo ingiusto dal suo preside può appellarsi ad un'autorità diversa. In una setta il leader ha la gestione finale di tutte le questioni.

        - Le sette sembrano essere innovative ed esclusive.
        I leaders affermano di rompere con la tradizione e di offrire qualcosa di nuovo, di istituire il solo sistema praticabile di cambiamento che risolverà i problemi della vita, o il disagio del mondo. Ad esempio un gruppo con sede in Arizona sostiene di aver trovato l'immortalità e racconta ai suoi seguaci che anch'essi vivranno in eterno – ma solo se rimarranno con i leaders, conosciuti dalle iniziali dei nomi di battesimo CBJ (Charles, BernaDeane e James). Si dice che CBJ abbia trentamila seguaci nel mondo. Un altro gruppo professa che, vivendo al suo interno e apprendendo un metodo di respirazione segreto, i membri riusciranno a vivere di sola aria. Quasi tutte le sette sostengono che i loro seguaci sono “scelti”, “selezionati” o “speciali”, mentre i non membri vengono considerati esseri inferiori.

        - Le sette tendono ad avere un doppio standard morale.
        I membri vengono spronati ad essere onesti all'interno del gruppo, e a confessare tutto al leader. Contemporaneamente vengono incoraggiati a imbrogliare e manipolare i non membri. Le religioni istituzionali e morali, al contrario, insegnano ad essere onesti e sinceri con tutti, e a rifarsi ad un solo standard morale. Nelle sette la filosofia più importante è che il fine giustifica i mezzi, un punto di vista che permette alla setta di istituire il suo particolare tipo di moralità, al di fuori dei normali obblighi sociali. Ad esempio un grande gruppo ha introdotto termini come “inganno divino”; un altro parla di “stratagemma trascendentale” e alcuni gruppi neo-Cristiani hanno termini come “parlare ai babilonesi” o si riferiscono agli esterni come “sistemiti”. Un linguaggio di questo tipo è inteso a giustificare un doppio standard morale, rendendo accettabile l'inganno nei confronti dei non membri.

        Programma coordinato di persuasione

        Più avanti descriverò tecniche specifiche di persuasione a fini di sfruttamento, vale a dire i diversi processi di riforma del pensiero usati dai leader e dai gruppi settari per indurre le persone a entrare, rimanere e obbedire. Qui mi limito a descrivere le caratteristiche generali di questo fattore cruciale per la definizione delle sette.

        - Le sette tendono ad essere totalitarie o onnicomprensive, a controllare il comportamento dei loro membri – sono ideologicamente totalitarie e la loro visione del mondo mostra fanatismo ed estremismo.
        Infine, e generalmente prima piuttosto che dopo, la maggioranza delle sette si aspetta che i membri devolvano sempre più tempo, energia e denaro od altre risorse all'obiettivo professato dal gruppo, affermando o sottintendendo che viene richiesto impegno totale per raggiungere un qualche tipo di stato, per esempio “l'illuminazione”. La forma di questo impegno varia da gruppo a gruppo: più corsi, più meditazione, più quote, più attività legata alla setta, più donazioni. Le sette sono famose per dettare ciò che i membri devono indossare e mangiare, quando e dove lavorare, dormire e fare il bagno, e che cosa devono credere, pensare e dire. Sulla maggioranza degli argomenti le sette promuovono ciò che chiamiamo pensiero in bianco-e-nero, o punti di vista tutto-o-niente.

        - Le sette tendono a richiedere ai membri di sottoporsi a importanti cambiamenti nello stile di vita.
        Molte sette fanno grandi pressioni affinché i nuovi membri lascino famiglia, amici e lavoro per immergersi completamente nei propositi del gruppo. Questa tattica di isolamento è uno dei meccanismi più comuni di controllo e imposizione di dipendenza.

         

        Le sette non sono tutte uguali

        Le sette non sono uniformi né statiche. Le sette esistono in un continuum di diversi gradi di influenza, dalla piccola all'estrema. Esistono sette in cui si vive all'esterno, ed altre in cui bisogna vivere all'interno. I gruppi variano nel livello di appartenenza e nel grado di coinvolgimento, ad esempio i membri alla periferia del gruppo non sono a conoscenza di costi, contenuti e obblighi delle fasi successive, e sanno poco sui veri intenti del gruppo, o sulla portata del potere nelle mani del leader. Anche all'interno della medesima setta regole, restrizioni e requisiti possono cambiare di anno in anno, o da luogo a luogo, a seconda delle pressioni esterne, della dirigenza locale e delle simpatie del leader.

        Anche il modo in cui viene esercitato il controllo, la sua portata sui dettagli del comportamento del membro e la sua vistosità variano da setta a setta. Nella maggioranza delle sette in cui è richiesto di vivere all'interno ogni dettaglio della vita viene sottoposto a scrutinio. Ad esempio, esistono codici di abbigliamento, restrizioni sul cibo, e matrimoni o relazioni forzate. In queste sette di solito i membri vivono insieme nella sede o in precise località del paese o all'estero, e lavorano per imprese di proprietà della setta. Tuttavia esistono anche seguaci che sembrano rimanere attivi in alcuni aspetti importanti del mondo esterno, e si guadagnano da vivere fuori dalla setta. Ma al lato pratico anche queste persone, come quelle a cui sono legate, vivono secondo le regole che governano le caratteristiche importanti della vita personale: il loro denaro, l'educazione dei figli o il luogo in cui abitano.

        Fondamentalmente le sette hanno due soli scopi: reclutare nuovi membri e raccogliere denaro. Anche le religioni istituzionali e i movimenti altruistici possono reclutare e raccogliere fondi. Il loro scopo esclusivo, tuttavia, non è semplicemente ampliarsi e arricchirsi; questi gruppi hanno come obiettivo il miglioramento della vita dei loro membri o dell'umanità in generale, sia in questo modo che nell'aldilà. Una setta può affermare di devolvere contributi sociali ma in realtà questi rimangono mere affermazioni o gesti. Alla fine tutto il lavoro e tutti i fondi raccolti, anche come gesti di altruismo, servono alla setta (Nel Capitolo Quattro esplorerò ulteriormente queste significative differenze tra sette e gruppi sociali, commerciali o religiosi legittimi).

        Riassumendo, il termine setta è puramente descrittivo, non peggiorativo. Si riferisce ad origini, struttura sociale e di potere di un gruppo. La condotta di certe sette, tuttavia – in particolare dei gruppi che tendono apertamente allo sfruttamento e all'abuso delle persone e sono impegnati in prassi ingannevoli, immorali ed illegali – provoca atteggiamento critico nella società circostante.

        Nonostante negli Stati Uniti le sette siano esistite in epoche diverse, alla fine degli anni '60 il reclutamento aggressivo di certi culti ha attirato su di loro l'attenzione pubblica. Poi i tragici omicidi-suicidi di massa di Jonestown nel 1978 hanno concentrato l'attenzione mondiale sul fenomeno settario. La gente ha iniziato a chiedersi in che modo era possibile ottenere un tale controllo totale sul prossimo da ordinargli di bere cianuro. L'opinione pubblica vedeva altri leaders unire in matrimonio migliaia di estranei in cerimonie di massa. Leggeva di un altro leader che richiedeva ai suoi seguaci di scambiarsi il partner, e poi di sottoporsi a vasectomia. Veniva a sapere di un altro leader che istituiva una politica di “pesca amorosa” secondo la quale le devote di sesso femminile andavano a prostituirsi in strada per attirare maschi agli incontri del gruppo, dove poi potevano essere indotti ad unirsi alla setta.

        Diverse relazioni di ricercatori indicano che in ogni momento una stima plausibile di due/cinque milioni di americani [2]sono coinvolti in qualche setta. Naturalmente un conteggio di appartenenza è molto difficile. Alcune sette gonfiano le loro stime per sembrare maggiori e più reali di quanto siano; altre contano come membro chiunque abbia avuto qualche tipo di contatto col gruppo, magari per aver firmato una petizione da loro promossa, aver acquistato per strada un biglietto di una riffa, aver fatto un test della personalità o acquistato un libro. Un altro gruppo classifica come associato chiunque abbia firmato un cartoncino ad una cena gratuita. Un altro ancora conta tra i seguaci chiunque abbia assistito ad una conferenza mentre alcuni gruppi contano soltanto chi ha superato una cerimonia iniziatica. Altri gruppi ancora sono molto riservati sul numero di appartenenti, astenendosi dal rivelare informazioni. Esistono poi innumerevoli gruppi composti da due, tre o dieci seguaci, di cui veniamo a conoscenza solo indirettamente o tramite ex membri che ne sono usciti. In generale i gruppi non amano far contare i loro membri.

        Tipi di setta

        Ricordando che molte delle sette più note negli anni '60 e nei primi '70 tendevano ad essere religiose, alcuni oggi pensano erroneamente che tutte le sette sono religiose. Un altro fattore che potrebbe alimentare questa idea è che molti gruppi si registrano come chiese per i benefici fiscali e legali concessi alle entità religiose. Tuttavia non sempre si tratta di gruppi religiosi. Una setta può costituirsi attorno a qualsiasi argomento: politica, religione, commercio, tecniche di auto-miglioramento, mode salutiste, fantascienza, psicologia, fenomeni dello spazio cosmico, meditazione, arte, ambientalismo eccetera. Inoltre il fraintendimento che tutte le sette sono religiose ha lasciato molte persone ignare del fatto che non solo le sette si formano attorno a qualsiasi tema, ma che una pletora di sette grandi, piccole o minuscole si sono diffuse nella nostra società.

        Oggigiorno, infatti, i gruppi settari a crescita più rapida, che si fanno concorrenza per accaparrarsi membri, sono quelli che si concentrano attorno alla New Age e a un certo tipo di formazione o programma per il miglioramento personale e dello stile di vita. Queste ultime sono più probabilmente quelle in cui voi o i vostri amici vi siete imbattuti, da cui siete stati influenzati o forse sedotti per un certo periodo.

        Un pifferaio magico con sufficiente determinazione e un tocco di carisma, seduzione o semplicemente buone capacità di vendita può, con un po' di tempo e pazienza, assicurarsi un seguito praticamente su ogni argomento. Indipendentemente dal tipo di setta che hanno promosso, i leaders inducono le persone sole, tristi o scontente a legarsi ad esse, assieme a chi è semplicemente disponibile o si trova in un qualche momento di vulnerabilità e risponde all'invito.

        Negli Stati Uniti esistono almeno dieci tipi maggiori di setta, ognuna con le sue credenze, pratiche e abitudini sociali. L'elenco che segue non è completo, ma la maggioranza di sette può essere classificata sotto uno dei seguenti titoli [3]:

         
        1. Religiosità neo-Cristiana
        2. Religiosità Indù o orientale;
        3. Occulto, stregoneria e satanismo
        4. Spiritualista
        5. Zen o altra mistica/filosofica di orientamento Cino-Giapponese
        6. Razziale
        7. Dischi volanti o altri fenomeni dello spazio cosmico
        8. Psicologica o psicoterapeutica
        9. Politica
        10. Auto-aiuto, auto-miglioramento e altro legato allo stile di vita

        I nomi delle sette suggeriscono ulteriori raggruppamenti ed enfasi. Alcuni di essi iniziano con “The” [il, la] suggerendo che il loro è l'unico modo di essere, pensare o vivere. Esempi comprendono The True Believers (I Veri Credenti), The Way Intemational (La Via), The Walk (Il Cammino), The Foundation The Body, The Farm (La Fattoria), The Assembly.

        Altri gruppi enfatizzano il concetto di famiglia: The Family, The Love Family, The Family of Love, The Rainbow Family, The Forever Family, The Christ Family, The Lyman Family, The Manson Family. Immagini di fratelli e sorelle forniscono altri modelli familiari come: Brother Julius, Brother Evangelist, Brother David, Great White Brotherhood (Grande Fratellanza Bianca) e innumerevoli altre fratellanze (a volte sorellanze). Molti gruppi vengono designati semplicemente come chiese o templi: Peoples Temple ad esempio, o la Church of Armageddon – con variazioni come the Word of... (la Parola di…) o the People .... ., oppure inserendo la Bibbia nel loro nome.

        I gruppi New Age e di psicoterapia prendono nomi come The Center for Feeling Therapy, the Sullivanians, Alive Polarity Fellowship, Direct Centering, Sun Arts, Anca, e Silva Mind Control. Esiste una pletora di gruppi a fondamento orientale i cui nomi si formano spesso su quello del guru o della missione. In questo tipo di gruppo abbondano i nomi personali o quelli di svariate filosofie: Alamo Christian Foundation (Fondazione di Tony e Susan Alamo), Ecclesia Athletic Association, Bubba Free John e la Dawn Horse Communion, Emissaries of Divine Light, Kashi Ranch, Blue White Dove Foundation e il No Name Group.

        L'elenco potrebbe proseguire all'infinito parlando di semplici numeri e scopi delle sette che ci circondano. Ma su un punto tutte le sette sono una variazione di un singolo tema. E alla fine quel tema nulla ha a che fare con la credenza. Nei gruppi settari il sistema di credenze – siano esse religiose, psicoterapiche, politiche, New Age o commerciali – finisce per essere uno strumento che serve i desideri, capricci e progetti nascosti del leader. L'ideologia è una spada a due lame: è la colla che unisce i membri al gruppo ed è lo strumento usato dal leader per raggiungere i suoi obiettivi.

        Per capire le sette dobbiamo esaminare struttura e pratica, non le credenze. Come spiegheremo nei capitoli successivi, sono le tecniche di riforma del pensiero usate da abili manipolatori che assicurano conformità e obbedienza tra i seguaci, vale a dire, in ultima analisi, ciò che rende le sette così preoccupanti e pericolose.

         

        Chi entra nelle sette?

        Quando sentiamo parlare di sette, truffe e persone che vengono controllate e influenzate da qualcun altro istintivamente cerchiamo di tracciare una linea di separazione tra noi e quelle persone. Sembra un punto d'onore e di auto stima insistere che “nessuno mi potrà mai fare una cosa del genere”. Così come molti soldati credono che le pallottole colpiranno solo gli altri, molte persone tendono a credere che la loro mente e i loro processi del pensiero sono invulnerabili. “Gli altri possono essere manipolati, ma io no” dichiarano.

        Il mito del “Non io”

        Solitamente si ama pensare che i propri valori, ideali e opinioni sono inviolabili e completamente auto-determinati. Si può ammettere a denti stretti di essere leggermente influenzati dalla pubblicità. Ma a parte quello, si vuole preservare nel mito che gli altri sono deboli e facilmente influenzabili, mentre noi siamo forti. Anche se tutti sappiamo che la mente umana è aperta all'influenza – che sia o meno un pensiero confortante – la maggioranza di noi in modo difensivo e altezzoso proclama “Solo i pazzi, gli stupidi e i bisognosi entrano nelle sette. Nessuno potrebbe mai farmi commettere suicidio o picchiare i miei figli o donare mia moglie al leader di una setta. Nessuno potrebbe mai convincermi, con le sole parole, a fare una cosa del genere”.

        Quando sento dire cose del genere, chiedo tranquillamente “Vuoi scommettere?” Si coltiva anche la fantasia che i manipolatori affrontano direttamente, minacciano e litighano affinché i loro desideri vengano esauditi. Si immagina il Grande Fratello con ai piedi alti stivali da nazista, pistola puntata alla tempia del malcapitato che viene costretto a cambiare le proprie convinzioni, credenze, ad alterare la sua personalità e accettare nuove ideologie.

        La persona comune guarda dall'alto in basso chi entra in una setta, chi rimane invischiato in una truffa di qualche tipo o resta in un gruppo o in una relazione abusiva per molto tempo. Quelle cose accadono solamente agli sciocchi, si vanta, generando per sé stessa una categoria chiamata “Non io” in cui collocare le vittime di sette, truffe e influenza intensa. Esiste una avversione quasi universale ad accettare l'idea che noi stessi siamo vulnerabili alla persuasione. L'ho sentito dire da giornalisti, professori universitari, vicini, persone sedute di fianco a me in aereo, gente con cui ho parlato in strada, laureati, giardinieri, rappresentanti. Né l'educazione né tantomeno età o classe sociale proteggono da questo falso senso di invulnerabilità.

        Diversi anni fa mentre tenevo un ciclo di conferenze in Svizzera, uno psichiatra del posto aprì il programma dicendo “Abbiamo talmente tante persone istruite, rette, una società formata dalla classe media, qui non abbiamo sette. Le sette non si faranno mai strada nel nostro paese”. A quel punto ho fornito letteratura contenente gli indirizzi di diverse grandi sette conosciute a livello internazionale e di molte piccoli gruppi che operavano a Zurigo e in altre città svizzere. Pochi paesi al mondo, o forse nessuno, è privo di sette.

        Sì, tu

        Nonostante il mito che le persone normali non vengono risucchiate dalle sette, nel corso degli anni è divenuto chiaro che chiunque è suscettibile alla lusinga di questi abili manipolatori. Di fatto la maggioranza di adolescenti e adulti presenti nelle sette proviene dalla classe media, ha una educazione medio-alta e non era seriamente disturbato quando vi è entrato.

        I ricercatori indicano che circa i due terzi [4]di chi entra in una setta proviene da famiglie normali senza grossi problemi, e nel periodo dell'ingresso dimostravano un comportamento adeguato alla loro età. Del rimanente terzo solo il 5-6% presentava difficoltà psicologiche importanti prima dell'ingresso. Il resto di questo terzo aveva depressione diagnosticabile collegata a perdita personale (ad esempio una morte in famiglia, non essere riusciti a farsi ammettere all'università o al corso di formazione prescelti, o una relazione andata a rotoli) o stava combattendo con problemi di carriera o sessuali legati all'età.

        Certi background familiari possono rendere alcuni giovani più vulnerabili di altri alla lusinga delle sette. Esse offrono soluzioni istantanee, semplicistiche e concentrate ai problemi della vita. Alcune famiglie promuovono inconsapevolmente una combinazione di incertezza e ribellione che fa sembrare la setta come la soluzione perfetta per i giovani alla ricerca di una scappatoia dalle frustrazioni della situazione familiare. In questo tipo di famiglia i ragazzi vengono costantemente incoraggiati ad essere avventurosi, indipendenti o controcorrente. Poi nel momento in cui i ragazzi diventato attivi o scelgono la loro compagnia o in qualche modo si ribellano, vengono redarguiti dagli stessi genitori per aver scelto l'attività o gli amici sbagliati, per aver fatto la cosa sbagliata o preso la decisione sbagliata. Spingendo i ragazzi a crescere troppo, o troppo in fretta, alcuni genitori tendono ad essere davvero di poco aiuto a questi giovani che devono affrontare una grande varietà di decisioni. I ragazzi si sentono abbandonati a se stessi e al contempo non hanno fiducia nella loro capacità di prendere decisioni. Si è scoperto che molti membri di setta provengono da questo background.

        Un altro tipo di vulnerabilità, o fattore di stress, evolve quando la persona, specialmente adolescente o giovane adulto, si sente sopraffatto semplicemente dal numero di scelte che deve fare, dall'ambiguità della vita in quell'età, dalla complessità del mondo e dalla quantità di conflitti collegati ai molti aspetti della vita quotidiana. Oltre a dover affrontare la pressione delle decisioni personali, molti adolescenti vengono alle prese con i loro intenti, valori o credenze in generale.

        Molti ex membri hanno raccontato che certi corsi di studi frequentati alla fine delle scuole superiori o all'inizio dell'università hanno fortemente contribuito a questo sconcerto. Generalmente descrivono lezioni, insegnanti ed esperienze come destabilizzanti della loro idea del mondo, cose che li avevano lasciati terrorizzati dalla complessità di dover prendere decisioni apparentemente infinite. Sentendosi persi e soli, avevano sentito la necessità di aggregarsi a qualcuno e di trovare un modo semplice per far funzionare la vita. Senza avere l'intenzione di fare una scelta del genere, si erano ritrovati in un gruppo che offriva un cammino garantito e semplice da seguire, come nel caso della studentessa di cui riporto la testimonianza:

        “Mary”, universitaria in un campus di un grande istituto statale, si sentiva a terra; non sapeva che cosa voleva fare una volta terminati gli studi. Ma, soprattutto, frequentava tre corsi - psicologia, sociologia e scienze politiche – i cui insegnanti erano giovani, radicali e turbavano la visione che aveva della vita. Mary aveva iniziato le lezioni con l'aspettativa di apprendere fatti storici, leggere opere di personaggi famosi ed avere buone discussioni in classe. Ma quell'anno le cose andarono diversamente. Le prospettive e i punti di vista dei docenti sembravano eccessivamente pessimiste, nichiliste e la demoralizzavano. Ognuno, a modo suo, le diceva che la realtà non esiste: tutti vedono ciò che pensano di vedere, tutto è relativo, non esiste giusto o sbagliato eccetera.

        Il docente di psicologia apparteneva ad un gruppo New Age e durante le lezioni faceva fare lunghissime meditazioni. Mary era perplessa perché le sembrava che il docente stesse in realtà insegnando una filosofia religiosa piuttosto che psicologia generale. Ma almeno, pensava, non era demoralizzante come gli altri corsi in cui le veniva detto che la vita è inutile e vuota.

        Un ragazzo incontrato nella caffetteria della scuola la invitò a vedere il posto in cui viveva, che risultò essere l'ashram del guru locale. Lì le raccontarono che esisteva un'unica via vera e facile da seguire, e che il guru l'avrebbe condivisa con lei. Dopo qualche ulteriore visita Mary abbandonò la scuola e si trasferì nell'ashram. Dieci anni più tardi i suoi genitori riuscirono infine a distoglierla dal gruppo. Nell'assistenza che seguì Mary mi disse che i docenti universitari l'avevano destabilizzata al punto che il gruppo del guru le sembrava l'avverarsi di un sogno: sembrava avere senso nei suoi intenti, significato, cammino da seguire e cose giuste e sbagliate su cui esisteva accordo. Successivamente si rese conto che nel periodo in cui aveva incontrato il guru era veramente un soggetto facile da affascinare.

        Mary è un esempio tipico dei molti studenti universitari che non hanno quella stabilità sociale e familiare che permette di respingere le seducenti lusinghe delle risposte semplici, e la cui suscettibilità al reclutamento nelle sette aumenta con l'aumentare della destabilizzazione della loro visione del mondo circostante.

        Qualcosa di simile accade a molti adulti. Oggigiorno molti adulti sono sopraffatti dalla confusione e dall'evidente freddezza della società: violenza insensata, senzatetto sempre più numerosi, mancanza di senso, la diffusa mancanza di rispetto per le figure autorevoli, disoccupazione ed emarginazione, instabilità e insicurezza del mondo del lavoro, perdita di comunicazione familiare, il regredire del ruolo delle religioni istituzionali e la mancanza di senso di comunità o addirittura del vicinato. Non meno confusi degli adolescenti, molti adulti maturi hanno sempre meno a cui aggrapparsi nella tecnocultura odierna. Che cosa può creare tutto questo, se non neofiti per la moltitudine di manipolatori e truffatori?

        Ciononostante rimane il fatto che a parte le condizioni socioeconomiche che creano turbamento e certi fattori familiari rilevanti, chiunque si trovi in uno stato di vulnerabilità, stia cercando compagnia e un qualcosa che abbia significato, o si trovi in un momento transitorio o di perdita personale è un buon bersaglio per il reclutamento settario. Sebbene la maggioranza di culti contemporanei reclutino principalmente giovani adulti, preferibilmente single, alcuni – in particolare le sette neo-Cristiane – cercano famiglie intere, e certi gruppi hanno come obiettivo le persone anziane.

        Che cosa offrono le sette alle persone sole, depresse o insicure? In un modo o nell'altro ogni setta afferma di offrire un miglioramento dello stato mentale, un stato dell'essere più profondo e una certezza di rettitudine morale, spirituale o politica. Questo presunto stato benefico può essere raggiunto solamente seguendo il cammino strettamente preordinato da un particolare maestro, guru o trainer. Per afferrare questo approccio alla vita il neofita – il bambino, il primaticcio, il membro in prova, il figlioccio spirituale, l'inconsapevole come certi gruppi etichettano il nuovo arrivato – deve abbandonare il suo senso critico, lasciarsi andare al flusso della forza, deve avere fiducia e fede infantile (gli speciali metodi usati per manipolare i neofiti all'accettazione di questo stato mentale saranno esplorati in dettaglio nei capitoli successivi).

         

        Perché si entra in una setta?

        Chi ha studiato le sette moderne ha scoperto che non esiste una persona-tipo che si fa irretire dalle sette, quanto piuttosto una persona che presenta una combinazione di fattori che avvengono quasi simultaneamente. Ho scoperto che esistono due condizioni che rendono l'individuo particolarmente vulnerabile al reclutamento: essere depressi e non avere una relazione importante. Siamo particolarmente vulnerabili a persuasione e suggestione a causa di una perdita o di una delusione che ci creano uno stato di depressione, o anche una leggera depressione clinica. E siamo particolarmente inclini a questo tipo di influenza quando non abbiamo una relazione personale significativa, un lavoro, un programma di istruzione o formazione, o qualche altro tipo di coinvolgimento.

        Le persone vulnerabili sono quelle sole, in transizione tra la scuola superiore e il college, tra il college e il lavoro o l'università, chi si sente lontano da casa, chi è arrivato in una città nuova, chi ha divorziato di recente, ha appena perso il lavoro, si sente sopraffatto dal corso delle cose o non sa come affrontare la vita. Accadimenti personali sconvolgenti sono circostanze abituali: il diplomato che viene respinto dal college che aveva scelto, la morte della madre, la donna che decide di vendere l'appartamento quando la relazione che aveva da lungo tempo finisce in malo modo. In questi periodi siamo tutti più aperti alla persuasione, più suggestionabili, più disponibili a prendere quanto ci viene offerto senza pensare che potrebbero emergere risvolti imprevisti.

        Una persona depressa e momentaneamente sola ha maggiori probabilità di rispondere positivamente alle offerte di un reclutatore, in modo particolare se le offerte corrispondono ai suoi interessi personali e se si sente libera di verificare l'invito. Alcune persone risponderanno perciò a volantini trovati in bacheca, altri ad annunci pubblicati sul giornale che pubblicizzano conferenze o incontri del gruppo. Oltre a sfruttare quegli annunci invitanti ma ingannevoli, le sette usano anche tecniche di reclutamento faccia a faccia. Nella maggioranza dei casi il reclutamento si svilupperà da questo tipo di contatto.

        Alcune tra le sette maggiori hanno scritto appositi manuali per i reclutatori e sviluppato esercizi su dove e come avvicinare il potenziale neofita. Sono programmi simili a quelli usati per formare nuovi addetti alle vendite. Ad esempio ex membri addetti al reclutamento dei diversi gruppi di cui avevano fatto parte mi hanno raccontato quanto segue:

        - Ad una donna era stato ordinato di trovarsi un lavoro nell'ufficio di segreteria della vicina università e di puntare a chiunque si presentasse per ritirarsi da un corso. Queste persone erano depresse e sarebbero state più disponibili ad accettare un invito alla sede della setta di chi invece non aveva problemi scolastici.

        - Un'altra ricevette l'ordine di piazzarsi davanti all'ufficio di assistenza agli studenti e invitare le persone sole alla sede della setta per una cena-conferenza durante la serata di incontro dell'associazione.

        - Diversi reclutatori venivano mandati nei punti più turistici di San Francisco, come il Fishermen's Wharf, o al Quartiere Francese di New Orleans, oppure alle stazioni dei bus turistici delle città più importanti per cercare visitatori soli che avessero sullo zaino stemmi con bandiere britanniche (identificano chi parla inglese; per i membri che parlano solo inglese è troppo difficile manipolare e persuadere chi non lo parla).

        - Reclutatori venivano inviati ad eventi sociali di varie chiese per avvicinare le persone sole. Il reclutatore doveva invitare la persona a prendere un gelato o una fetta di torta o qualcosa del genere, oppure offrirle un passaggio a casa – qualsiasi cosa pur di ingraziarsela.

        Ogni setta ha le sue lusinghe e tattiche per ottenere nuovi membri e reclutare il suo particolare tipo di persona. Le tecniche appena sottolineate vengono usate dai gruppi che puntano principalmente a persone sotto i 30 anni. Usano spesso giovani adulti per sollecitare donazioni sulla pubblica via delle città di tutto il mondo, e per reclutare nuovi membri. Queste sette sollecitano direttamente il pubblico ingenuo, laddove altre trasformano i loro membri in strumenti per ottenere denaro e cercare, per esempio, persone anziane con pensioni o proprietà, o professionisti con stipendi discreti e buone conoscenze. Altre sette tendono a reclutare membri da iscrivere ai loro programmi a pagamento, pertanto puntano a impiegati con buone capacità a cui la setta venderà “corsi”, agganciandoli gradualmente a sempre maggior impegno nel gruppo, e vendendo loro corsi sempre più costosi. Alcuni neofiti finiscono per lasciare l'impiego e lavorare per la setta in modo da pagarseli.

        I corsi usati per attirare nelle sette sono di diversa natura: come comunicare, come “ridurre lo stress in modo scientifico”, come gestire gli affari e diventare miliardario, come “controllare la tua vita”, come diventare un maestro di arti marziali, come “vivere in eterno”, come controllare se sei stato rapito da creature spaziali e unirti ad altri che hanno avuto la stessa esperienza, come raggiungere l'illuminazione perfetta e governare il mondo, come rivivere vite precedenti e così via. I corsi sono tanto vasti quanto lo sono gli argomenti attorno a cui le sette si sono formate. Le offerte sono compilate in un linguaggio che dà l'impressione che il gruppo sia stato creato specificamente per darti beneficio. Di solito non apprendi l'intera storia (e i veri intenti) della setta se non molto tempo dopo esserti radicato nel gruppo. Una delle principali critiche mosse a questa messe di sette riguarda i metodi di reclutamento ingannevoli. Di recente sono stata contattata a proposito di due diverse situazioni che credo mostrino le ramificazioni mondiali del problema. Prima ho avuto colloqui con due studenti russi portati negli Stati Uniti da un gruppo settario con false promesse. Avevano promesso una completa istruzione presso una università americana. All'arrivo erano invece stati mandati nelle zone turistiche a reclutare nuovi membri.

        Poi ho parlato con alcune persone che cercavano di aiutare una famiglia tedesca arrivata a Berkelely per parlare al figlio, giunto negli Stati Uniti per frequentare corsi estivi. Durante la permanenza a San Francisco il giovanotto era stato reclutato in un grande gruppo settario. La famiglia aveva cercato di mettersi in contatto con lui per diciotto mesi, e alla fine era venuta in America. Ma una volta qui non erano mai riusciti a rimanere soli con lui. Durante la visita a Berkeley della famiglia il gruppo aveva mandato via il ragazzo, a centinaia di chilometri di distanza. Disperati, i familiari iniziarono a manifestare davanti la sede locale della setta e chiamarono anche le televisioni, ma alla fine dovettero tornare in Germania senza prospettive di soluzione.

        Il mito del seeker

        Un altro mito che circonda chi entra nelle sette è che queste persone ne vanno in cerca. Gli apologeti delle sette traggono profitto da questa nozione e sostengono che la gente scova proprio quel gruppo in cui poi finisce per entrare. Alcuni di questi apologeti sono accademici che descrivono i membri di setta come “seekers” [chi è in cerca], perché studiano i membri solamente dopo il loro ingresso nel gruppo. Nell'affermare che i membri hanno fatto di tutto per cercare un guru o un messia autoproclamato, gli apologeti evitano di attribuire influenza alle sette. Al contrario le descrivono come se fossero il monumento a Washington che se ne sta lì, immobile, in attesa delle visite dei turisti. Il realtà il leader di setta, dopo essersi assicurato alcuni seguaci, li addestra alla ricerca di nuovi membri. Una voluminosa letteratura accademica e popolare si oppone alla teoria del seeker richiamando l'attenzione sul proselitismo attivo, sofisticato e incessante in cui la maggioranza delle sette moderne è impegnata. Come abbiamo visto una setta può essere definita in molti modi, ma per il nostro scopo e per spiegare la maggioranza delle sette attuali è necessario pensare ad un processo non a un evento, e vedere la vita in una setta come un processo, una trasformazione. I processi evolvono e si dispiegano, qualcosa accade e procede tra le persone. Esiste un'interazione, una transazione, una relazione stabilita.

        L'atto di entrare in una setta consegue a un processo iniziato dal reclutatore. Le pratiche della setta chiariscono che nei confronti del neofita si attua propaganda e socializzazione per fargli accettare le condizioni di vita del gruppo. Queste condizioni vengono rivelate lentamente e i neofiti, all'inizio, non sanno dove stanno andando. Come possono essere in cerca di un particolare risultato se sono all'oscuro dei modelli e dei contenuti finali del gruppo in cui entrano?

        Chi avanza la teoria del seeker tende a esaminare solamente le caratteristiche superficiali e preselezionate delle sette, e afferma che i membri avevano deciso di cercare quello specifico gruppo nel momento in cui vi sono entrati. I teorici del seeker non studiano le azioni della setta, le tecniche di persuasione e influenza che vengono usate. Nel mio lavoro con diverse migliaia di persone entrate in una setta non ne ho mai trovata una che mi dicesse di aver fatto di tutto per cercare un guru che l'iniziasse alla prostituzione, alla vendita di fiori, allo spaccio di cocaina, al contrabbando di armi, all'abuso infantile o al cibarsi di rifiuti, ma questo è il modo in cui diverse persone finiscono quando sono in una setta. Non stavano cercando quello.

        Gli ex membri di solito dicono che stavano cercando compagnia, o la possibilità di fare qualcosa di buono per se stessi e per l'umanità. Dicono che non erano in cerca di quella particolare setta in cui poi sono entrati, e non era loro intenzione rimanerci per sempre. Al contrario sono stati attivamente e/o ingannevolmente spinti ad entrare, si sono trovati ben presto avviluppati dal gruppo e lentamente distaccati dal loro passato e famiglia per divenire totalmente dipendenti dal gruppo.

        Incolpare la vittima

        Ad un recente incontro della American Psychiatric Association un giovane psichiatra ha avvicinato alcuni oratori che stavano per tenere un seminario sulle sette. Ha chiesto se “si apprestavano a spiegare perché le sette attraggono persone con disturbi borderline della personalità”. Ha proseguito dicendo di non aver mai lavorato con ex membri, ma che “sapeva” che solo i borderline o gli psicotici – “tipi strettamente patologici” – entravano nelle sette. Gli oratori si sono assicurati che egli rimanesse e ascoltasse il programma.

        Due fenomeni sociali ben noti – il concetto del mondo giusto e incolpare la vittima - possono aiutarci a capire perché esistono reazioni come quella di questo psichiatra. Gli psicologi sociali hanno studiato entrambe queste reazioni umane diffuse e hanno fatto risalire le loro origini alla preistoria.

        Fondamentale per il concetto del mondo giusto è la convinzione largamente diffusa che se si obbedisce alle regole della società non accadrà nulla di male. I contravventori, al contrario, saranno puniti. La punizione si presenta sotto forma di sfortuna, disastro, malattia o perdita. Pertanto le vittime di qualsiasi disastro, crimine, malattia o sfortuna rientrano automaticamente nella categoria delle persone riprovevoli. Questo ragionamento primitivo si svolge più o meno in questo modo: “Visto che io mi sento protetto dal male e dalla sfortuna se solo obbedisco alle regole – perché questo è un mondo giusto – allora posso prendere le distanze da chi subisce danni. Per essergli capitato qualcosa di male, deve aver fatto qualcosa di male”.

        Incolpare la vittima è una risposta quasi universale alla sfortuna altrui. Le donne stuprate vengono sovente incolpate. Si dirà che la vittima dello stupro indossava una gonna troppo corta, era in giro dopo le dieci di sera, era in un quartiere dove non avrebbe dovuto essere. Perciò lo stupro è colpa sua. Lo stesso atteggiamento si osserva spesso nei confronti delle vittime di aggressione: “Beh, indossava un abito costoso in un brutto quartiere”. I genitori che stanno leggendo si renderanno conto di quante volte si sono irritati con i loro figli incolpandoli della loro sfortuna. Alla loro epoca quegli stessi genitori sono stati indubbiamente incolpati della loro sfortuna. Qual è il marito che non ha detto: “Se non fossi andata in quella parte della città non avresti forato?” o quella moglie che non ha detto: “Se ti fossi messo la giacca non avresti preso il raffreddore?”.

        Allo stesso modo quando qualcuno entra in una setta la tendenza della società è dire che deve esserci qualcosa di sbagliato in quella persona. Deve esserci qualche carenza personale altrimenti non sarebbe entrata in quel gruppo. Dal momento che l'opinione pubblica continua a considerare i membri di setta come persone stupide, pazze e deboli, la risposta pubblica universale è “È colpa sua. Stava cercando quel che ha trovato”. Nella nostra società esiste un forte tabù sul rimanere vittima di truffe, influenza e inganni, e rompere questo tabù rende le vittime ancora più disprezzate.

        Abbiamo anche la tendenza a incolpare famiglia e parenti, dicendo o lasciando a intendere che devono aver mancato in qualche modo, altrimenti i ragazzi non sarebbero mai entrati in una setta. Una donna mi ha avvicinata ad una conferenza che stavo tenendo a Londra e mi ha detto: “Noi genitori veniamo dipinti come quelli che maltrattano, la vera calamità”.

        La tendenza ad incolpare la vittima impedisce sia ai profani che ai professionisti di rendersi conto che la maggioranza di chi è rimasto coinvolto in relazioni settarie è un tipo di vittima insufficientemente riconosciuta e capita. Se un uomo nella giungla cammina vicino al fiume e un coccodrillo gli morde la gamba la sfortunata vittima sarà incolpata per essersi avvicinata troppo all'acqua. In pochi si fermeranno a valutare il fatto che il coccodrillo se ne stava immobile nell'attesa, nascosto nel fango e l'uomo non aveva idea che il pericolo era così vicino. Allo stesso modo quando un'anziana signora viene derubata dei suoi soldi da un truffatore le amiche sono inclini a dire che è stata colpa sua, che è stata troppo ingenua. La stessa cosa accade quando qualcuno entra in una setta. Le azioni della setta vengono trascurate.

        La pubblica opinione riconosce ora quattro tipi di vittime. Non incoraggio le persone a considerarsi eternamente vittime, come sembra essere diventato di moda in certi settori del movimento di auto-aiuto degli Stati Uniti. Ciononostante credo che l'analisi della vittima sia utile per mostrare come abbindolare le persone e attirarle nelle sette sia facile quanto acquistare un paio di scarpe di un numero sbagliato.

        La prima categorie di vittime comprende le vittime di crimini violenti; la seconda quelle di disastri naturali o malattie gravi; la terza quelle di terrorismo e rapimenti; la quarta quella di torti civili, che possono cercare indennizzo attraverso i tribunali per danni personali, negligenze e ingiustizie subite. Ma io vedo anche una quinta categoria di vittime: quelle che si sono trovate in situazioni di dipendenza imposta (come io la definisco) dopo essere state sottoposte a processi di riforma del pensiero. In sostanza un programma di riforma del pensiero è un programma di ricostruzione comportamentale, di sistematica manipolazione che fa uso di tecniche sociali e psicologiche (si veda Capitolo Tre). Si tratta di ciò che è comunemente noto come plagio e sì, esiste. I membri delle sette ricadono in questa quinta classe di vittime.

        Tutti noi siamo stati influenzati. E tutti siamo potenzialmente vulnerabili al richiamo delle sette, specialmente perché la nostra società sta diventando sempre più commerciale, violenta e alienante, disonesta e corrotta, polarizzata e priva di struttura. Per opporci alla mentalità della colpa sulla vittima dobbiamo, come società, perseguire programmi informativi preventivi per illustrare le forme di reclutamento palesi e quelle occulte, e per denunciare le tecniche manipolative e immorali che vengono usate dalle varie sette per mantenere i membri legati al gruppo dai loro sensi di colpa.

        Se comprate un paio di scarpe di una misura sbagliata solitamente potete portarle indietro. Ma una volta che siete entrati in una setta possono occorrere anni prima di uscirne.

        Per me Waco è stato un replay di Jonestown, quando 912 persone sono morte per ordine del loro leader, Jim Jones, nella giungla sperduta del Sud America. Jones aveva ordinato anche l'assassinio del deputato americano Leo J. Ryan e di quattro giornalisti che si erano recati in Guyana si richiesta dei parenti che, per anni, avevano cercato di attirare l'attenzione del mondo sulle condizioni di schiavitù in cui venivano tenuti i loro cari. Tra chi è stato costretto a bere il Fla-Vor-Aid corretto al cianuro c'erano 276 bambini, molti dei quali mandati a vivere con il gruppo in California poi trasferiti da Jones nella giungla, dove sono morti.

        Sono rimasta sconvolta quando, meno di sei settimane dopo la tragedia di Jonestown, un uomo ad una festa in cui gli intervenuti erano professori universitari con le loro famiglie ha commentato: “Quelli di Jonestown hanno davvero avuto ciò che stavano cercando. Quale tipo di follia porta le persone in una setta del genere? Credo che le sette tengano i dementi lontani dalla strada. Nessuno potrebbe convincermi ad entrare in uno di questi gruppi.”. Ho parlato con lui su come le sette evolvono e operano. Ma aveva detto ad alta voce ciò che molti pensano: che solo i dementi e i pazzi entrano nelle sette.

        Per un certo periodo nel 1993 la setta di David Koresh di Waco è stata al centro dell'attenzione, come lo era stata Jonestown nel 1978. Un gran parlare ai telegiornali poi la gente non riesce a vedere le sette e la persuasione a fine di sfruttamento che circonda noi tutti. Dopo che l'orrore Jonestown fu dimenticato, i giornalisti chiedevano: “Le sette sono ancora un fatto importante o sono morte dopo Jonestown?” poi dopo Waco chiedevano: “Quante sette esistono ancora come queste?”. Ma anche dopo aver detto che ne esistono molte altre i giornalisti si uniscono alle persone comuni nella non comprensione del fatto che – come vedremo nei successivi capitoli – loro stessi o i loro familiari possono già essere radicati in una setta.

         

        Note dell'autrice

        1. F. FitzGerald, "Rajneeshpuram - II, "New Yorker", 29 settembre 1986, pagg. 108-116; W. McCormack (ed.), "The Rajneesh Files 1981-86", Oregon Magazine Collector's Editiond (Portland: New Oregon Publishers, 1985); "Oregon's Bhagwan Dies of Heart Failure", Livingston (Montana) Enterprise, 19 gennaio 1990.

        2. Le cifre di appartenenza suggerite compaiono in Russell Chandler, Understanding the New Age (Grand Rapids, Mich.: Zondervan, 1993); B. Larson, Larson's New Book of Cults (Wheaton, I11.: Tyndale House, 1989); J. G. Melton, Encyclopedic Handbook of Cults in America (New York: Garland 1986); E. Barker The Making of a Moonie (New York: Basil Blackwell, 1984); e W. Martin, The New Cults (Santa Ana, Calif.: Vision House, 1980).

        3. L'elenco è tratto da L.J. West e M.T. Singer "Cults, Quacks and Nonprofessional Therapies", in H.I. Kaplan, A.M. Freedman, e B.J. Sadock (eds.), Comprehensive Textbook of Psychiatry, Vol. 3 (terza edizione) (Baltimore: Williams & Wilkins, 1980), pag. 3249. Gli esempi successivi di sette nelle diverse categorie sono presi dallo stesso lavoro.

        4. M.T. Singer, "Cults", in S.B. Friedman, M. Fisher e S.K. Schonberg (eds.) Comprehensive Adolescent Health Care (Norwalk, Conn.: Appleton & Lange, 1992), p. 700.

         
         
         
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