Akkademia di Psicopolis
In margine al T-group virtuale
Cara Milena,
finalmente un momento di quiete! Mi sto portando la tua “specie” di lettera ovunque, per poter rispondere. Forse è venuto il momento.
Anche il mio sarà un messaggio “aperto”.
I tuoi pensieri mi hanno dato un senso di gioia e di intimità e anche per me hanno aggiunto dettagli sulla tua “essenza”: pari molto più rude e razionale di persona, anche se mi è capitato di notare alcune sfumature, gesti lievi, attenzioni delicate nei confronti degli altri, che fanno trasparire la tua sensibilità.  Anche il tuo modo di parlare di noi compagni di avventura è piuttosto atipico nel nostro ambiente, dove sono più frequenti gesti di invidia e di rivalità o al contrario atteggiamenti arroganti. Devo confessare che ti ho anche invidiato per le occasioni che hai avuto nella vita (quando tu andavi a Parigi per la prima volta,  io non mi allontanavo di molto dal giardino della mia casa) e per il coraggio di alcune scelte (Andrea ti dovrà sempre ringraziare per questo).
In breve, ti voglio bene.
Al contrario di te, io conosco tutti i partecipanti  e con tutti ho relazioni affettive anche se di diverso tipo e profondità.  Ho anche qualche resistenza:
  • per la situazione (sto ancora imparando a usare questi nuovi strumenti di comunicazione, ma devo dire che mi piacciono sempre di più)
  • per alcune convinzioni che io considero appartenenti al campo dell’etica professionale  (Lucy-lucy è un nostro allievo e M.Grazia è una nostra preziosa collaboratrice: voglio evitare fraintendimenti fra noi qualsiasi cosa ciò significhi)
  • perché non riesco a “miscelare” la velocità  e la modalità della risposta col contenuto che voglio dargli
  • perché ritengo di essere percepita come aggressiva anche quando non voglio esserlo o secondo me non lo sono
  • perché mi piace immaginare che questi nuovi strumenti rendano possibile una sorta di miracolo del genere “teletrasporto” (quando ci saranno le telecamere che funzionano bene sarà come trovarsi in un salotto immenso…)
  • perché mi pare di capire sempre più a fondo il significato del gruppo e il farne un’esperienza diretta mi entusiasma e insieme mi fa temere che si tratti solo di un miraggio.
Sono convinta che dal punto di vista tecnico ci siano  delle modificazioni da inserire sia nel nostro modo di comunicare, sia nel nostro modo di condurre un T-group. Però mi pare di poter affermare che il cyber ha maggiori potenzialità di apertura e di contatto con la propria “profondità”:
  • i silenzi ed i tempi morti sono occupati da azioni (scrivere e riscrivere messaggi, che magari non si inviano, ma che comunque diventano per chi li formula più evidenti;  leggere e rileggere i messaggi degli altri, traendo indicazioni anche dalla grafica e non solo dalle parole e dal loro contenuto; indovinare i sentimenti altrui dalla velocità di risposta, dalla frammentazione del messaggio, dagli errori di ortografia;  ecc.);
  • si può inventare sé stessi sperimentando con più facilità
  • c’è un margine di libertà personale maggiore che non si scontra con le esigenze degli altri (si può fumare, mangiare, ascoltare musica, stare a mollo in una Jacuzzi…..)
  • forse l’osservatore non è più necessario perché tutti i partecipanti lo diventano nei confronti degli altri in maniera più marcata ed anche più “oggettiva” (chi non interviene mai non lascia nessun segno)
  • orse il conduttore può ed anzi deve essere più esplicitamente emotivo per stimolare gli scambi fra i partecipanti
  • il meccanismo della proiezione assume aspetti diversi così come la percezione del clima: fino a dove le due cose si mescolano? La possibilità di errore per il trainer aumenta
Questi assaggi mi hanno stimolato l’appetito e la curiosità, forse rendendomi eccessiva: mi piacerebbero 3 cose, attualmente:

1-    fare un cyber T-group con una dozzina di partecipanti
2-    fare la stessa cosa ma solo fra trainer sorteggiando il conduttore del gruppo
3-    fare un incontro “fisico” allargato anche ad altri con esperienze diverse nel settore.
Il problema è che attualmente abbiamo problemi sul web perché abbiamo rifatto Psicopolis e dintorni, ma non siamo ancora in linea (credo proprio che tocca imparare a fare tutto da sè  se si vuole funzionare decentemente!).
Il proposito del mio primo giorno di scuola (leggi lavoro) è di dedicarmi con più impegno a tutto questo. Della serie: due piccioni con una fava!
Nel frattempo spero che il passaparola stimoli una continuazione degli scambi.

 

Un abbraccio,

Margherita Sberna