Akkademia di Psicopolis


APPUNTI DELLE ULTIME 25 LEZIONI TENUTE DAL PROF. ENZO SPALTRO ALL'UNIVERSITA' DI BOLOGNA, PRIMA DEL PENSIONAMENTO

IMPARARE GRUPPO

Andar per gruppi può essere il modo per imparare a poco a poco la mentalità di gruppo.
Occorre capire e sentire. Occorre fare ogni tanto dei discorsi emozionali sui gruppi.
Andar per gruppi significa infatti esplorare aspetti gruppali con sentimenti gruppali, cioè con associazioni inconsuete e plurali.
Quindi illogiche.
La prima che viene in mente è l'idea di gruppo come connessa forse al mese di dicembre.
il mese del freddo che arriva e dei giorni che ricominciano ad allungarsi, dopo il 21 dicembre.
Festa della luce, solstizio d'inverno e della fine della grande paura, quella del buio, che resta anche nei bambini come deterrente, la paura che deriva dalla percezione dei giorni che diminuiscono di durata e che arrivano ad un momento, almeno nelle culture europee (al nord più che al sud) di grande ansia, come se la notte avesse la prevalenza sul giorno.
In latino questo giorno si chiama sol-stitium, cioè fermata del sole.
E questo arresto finale dell'arrivo del, buio che caratterizza la psicologia del dicembre, una conflittualità tra quello che sembra e quello che è.
Sembra più freddo, ma in realtà è l'inizio della fine del freddo.
Sembra che il buio, incomprensibile e minaccioso, aumenti sempre, ma invece non è così.
Comincia qui a riprendere quota la luce, la preparazione della primavera.
Sembra ostile, ma è favorevole. Il pensiero duale a poco a poco si installa.
Per questo dicembre è il mese più legato all'idea di gruppo, di conflittualità, pluralità, diversità, cambiamento, sforzo da sopportare perchè qualcosa che sta per arrivare arrivi.
Malessere di oggi per il benessere di domani.
La fine dell'etica ed il sopraggiungere dell'estetica.
Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame.
Al nord più che al sud nell'emisfero boreale.
Al nord più socialità che al sud, più gruppo.
E poi i significati che possiamo ora usare sono molti.
Ogni giorno permette un'osservazione, un argomento del giorno.
Ogni mese è un plurale.
E proprio parlando di gruppo e di dicembre, mi riferisco ad una speciale tecnica di gruppo, chiamata T-group, con cui fare alcuni esempi, usare espressioni metaforiche e dire cose che normalmente è difficile dire.

Imparare gruppi

Occorre fare ogni tanto dei discorsi emozionali sui gruppi.
Andar per gruppi significa infatti esplorare aspetti gruppali con sentimenti gruppali, cioè con associazioni inconsuete e plurali.
Quindi illogiche.
La prima che viene in mente è l'idea di gruppo come connessa forse al mese di dicembre.
Il mese del freddo che arriva e dei giorni che ricominciano ad allungarsi, dopo il 21 dicembre.
Festa della luce, solstizio d'inverno e della fine della grande paura, quella del buio, che resta anche nei bambini come deterrente la paura che deriva dalla percezione dei giorni che diminuiscono di durata e che arrivano ad un momento, almeno nelle culture europee (al nord più che al sud) di grande ansia, come se la notte avesse la prevalenza sul giorno.
In latino questo giorno si chiama sol-stitium, cioè fermata del sole.
E questo arresto finale del buio che caratterizza la psicologia del dicembre, una conflittualità tra quello che sembra e quello che è.
Sembra più freddo, ma in realtà è l'inizio della fine del freddo.
Sembra che il buio, incomprensibile e minaccioso, aumenti sempre, ma invece non è così.
Comincia qui a riprendere quota la luce, la preparazione della primavera.
Sembra ostile, ma è favorevole.
Per questo dicembre è il mese più legato all'idea di gruppo, di conflittualità, pluralità, diversità, cambiamento, sforzo da sopportare perchè qualcosa che sta per arrivare arrivi.
Malessere di oggi per il benessere di domani.
La fine dell'etica ed il sopraggiungere dell'estetica.
Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame.
E poi i significati che possiamo ora usare sono molti.
Ogni giorno permette un'osservazione, un argomento del giorno.
Ogni mese è un plurale.
E proprio parlando di gruppo e di dicembre, mi riferisco ad una speciale tecnica di gruppo, chiamata T-group, con cui fare alcuni esempi, usare espressioni metaforiche e dire cose che normalmente è difficile dire.

Seguono i 31 giorni del mese di dicembre da seguire sul libro: il gruppo

INSEGNARE GRUPPO

Per i formatori di gruppo, a volte chiamati animatori, trainer o moderatori, eccetera il compito è molto arduo.
Da un lato si tratta di insegnare a gestire gruppi.
Da un altro lato si tratta di usare gruppi per insegnare altre cose.
E non si sa mai se è nato prima l'uovo o la gallina.
Soggettività e pluralità si danno la mano ed il soggetto plurale domina la scena dell'insegnamento di gruppo.
Insegnare soggettività e pluralità significa insegnare il controllo della colpevolezza e facilitare il passaggio ad una concezione plurale del soggetto.
Il soggetto così apprende a muoversi seguendo la dinamica ottimistica della propria natura multipla, anche se spesso ansiogena ed insensata e non la coerenza pessimistica dominata dall'ossessione unitaria e dalla colpevolezza che ne deriva.
L'ansia da dispersione così utilizzata a scuola (se non fai quello che dico io vai in pezzi), si trasforma nella natura plurale dell'insegnamento (ci sono molte verità e meglio sarebbe se le sapessi tutte).
Occorre perciò convincere i docenti ad insegnare soggettività, pluralità e benessere.
Insegnare soggettività significa infatti decolpevolizzare e decriminalizzare il benessere e superare così l'identificazione tra benessere e sfruttamento.
Così facendo si toglie al monopolio della dualità amore/morte l'azione di rinforzo terroristico dei comportamenti umani e si ricostruisce invece quella molteplicità che ogni ideologia, anche quella psicologica, ha cercato da sempre di distruggere.
Questo rifiuto della molteplicità deriva dal fatto che sulla soggettività-molteplicità si basa il cambiamento.
Insegnare soggettività significa non solo insegnare a cambiare: ma significa anche insegnare benessere e potenziare la dimensione futura, erotica ed estetica della società e del lavoro.
Insegnare pluralità, cioè gruppo, significa porre le basi per alcuni miglioramenti della qualità della vita che senza la mentalità di gruppo non potrebbero aver luogo.
Anche la soggettività, che sta all'origine della pluralità, ne è a sua volta anche effetto e conseguenza.
Sinora quasi sempre queste delicatezze non sono prese in considerazione dalla pedagogia vigente.
Così si insegna con minaccia e sofferenza, come dovere.
Ciò porta ad un rallentamento della quantità e della qualità dell'apprendere.
Invece l'erotizzazione dell'apprendere, ottenuta con promessa e benessere, porta inevitabilmente ad una sua accelerazione.
Non è vero che per imparare bisogna soffrire.
E che produrre ricchezza, lavorando, significhi di necessità sofferenza.
Il mondo dell'imparare e del produrre non è di necessità il mondo esclusivo del dovere.
Anzi, col passare del tempo, diventa sempre di più il mondo del piacere, dove cioè esteticamente il miglior benessere sarà proprio quello psichico del poter sperare di essere soggetti e non oggetti di apprendimento.
E, conseguentemente diventarlo: infatti non nasciamo come soggetti, ma lo diventiamo, perchè il soggetto è una costruzione psichica umana.
E la base di questa costruzione è plurale, perchè il soggetto è plurale e perciò anche l'insegnamento della soggettività è plurale.

 

LA DEMOCRAZIA E' INEVITABILE

La democrazia, termine creato in Atene cinque secoli prima di Cristo, è ancora tutta da realizzare e questo non potrà avvenire se non avverrà prima la costruzione mentale di un plurale e di una persistente mentalità di gruppo.
Questo è quello che lo psicologo americano Philip Slater ha definito un sogno differito (a dream differred).
Se dentro di noi non avverrà una rivoluzione basata su oggettività e pluralità, nella società non potrà realizzarsi la democrazia.
Il processo è in corso ed i molteplici pezzi di questa rivoluzione mentale si chiariranno, si raccoglieranno e si comporranno.
Si dovrà così passare dalla coppia al gruppo, dal potere a somma zero a quello a somma variabile, dal soviet alla taskforce, dal comportamento economico a quello psichico, dalla scarsità all'abbondanza, dal pensiero negativo a quello positivo, dalla mentalità privata a quella pubblica, dal bene materiale a quello immateriale.
Il ciclo del denaro si sta concludendo.
Il grande moltiplicatore di ricchezza ha forse raggiunto il massimo di influenza possibile.
Chi lo sostituirà?
Forse le relazioni, forse il gruppo, forse l'emozione.
Una cosa è certa.
La ricchezza è sempre di più disconnessa dal denaro.
Il sogno democratico si sta avverando dopo infiniti fallimenti.
La democrazia da dovere sta diventando piacere, da bisogno sta diventando desiderio.
Ci sono voluti milioni di morti inutili persecuzioni senza fine né senso, nemici inventati e tanta fame artificialmente creata per non cambiare le realtà sociali del momento.
Pur di non cambiare condizioni di privilegio supposte e spesso inesistenti si è rinunciato ad un'immensa esperienza di benessere e felicità.
Oggi finalmente cominciamo ad imparare che cambiare è bello e che il plurale ha i suoi vantaggi.
La democrazia appare oggi un traguardo preoccupante ma necessario nella storia del'umanità.
Difficile, ma affascinante.
I pochi dovranno rassegnarsi ai molti.
Gli unici dovranno rassegnarsi alla loro costante imitazione.
Il dilemma tra potere e qualità della vita si risolverà a favor di quest'ultima.
Ed il potere per millenni identificato col benessere apparirà nella sua pura strumentalità malestante.
Al bivio tra potere e benessere oggi sempre di più in contrasto tra di loro, i più sceglieranno il benessere.
La sostanza immateriale prenderà il sopravvento sull'apparenza materiale.
E la democrazia sarà così inevitabile.


COME FAVORIRE LA COOPERAZIONE

cioè

LO SCAMBIO ORGANIZZATIVO O MIXING VARIABILE ORIENTATO VERSO UN "CIRCOLO VIRTUOSO"

  1. ALLARGARE L'ALA DEL FUTURO
    • ALLUNGARE LA DURATA DEL RAPPORTO
    • RENDERE PIU' FREQUENTE L'INTERAZIONE
    • ESCLUDERE LE "NON" PARTI CHIUDENDO IL SISTEMA
    • PUNIRE LA DEFEZIONE ALL'ORIGINE
  2. MODIFICARE I RISULTATI OTTENIBILI
    • CAMBIARE IL SISTEMA REPRESSIVO PREMIO/PUNIZIONE
    • CAMBIARE LA STRUTTURA DESIDERANTE IN OPZIONE
    • PROGRAMMARE L'EQUILIBRIO DESIDERIO-REPRESSIONE
  3. INSEGNARE AD OCCUPARSI DEGLI ALTRI
    • AUTOSTIMA E ALTRUISMO, AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO
    • SOCIALIZZAZIONE
    • REIMPORTAZIONE DEL CONFLITTO
  4. INSEGNARE LA RECIPROCITA'
    • IL METODO "COLPO SU COLPO", NON SUBIRE
    • MAI ANDARE OLTRE LA PARITA', NON VOLER STRAFARE
  5. MIGLIORARE LE POSSIBILITA' DI RICONOSCIMENTO DEGLI ALTRI
    • MEMORIZZARE LE PRECEDENTI INTERAZIONI
    • CURARE LA DENOMINAZIONE E LA PREVISIONE DEGLI ALTRI
    • LAVORARE SULLA "SIMILARITA' ASSUNTA"
    • UTILIZZARE LA DIVERSITA'.



    IL GIOCO E' UN RISCHIO CALCOLATO, CONTROLLATO, RIDOTTO


    IL RISCHIO E' UN COMPORTAMENTO-SENTIMENTO COMPOSTO LOGICAMENTE DA TRE PEZZI:

    1. Una motivazione, cioè un valore di una posta in gioco
    2. Un gruppo di alternative in aumento o in diminuzione, cioè un sentimento di potere
    3. Una delega data o ricevuta, cioè chi gioca rinuncia ad essere l'unico esperto di se stesso



    IL GIOCO CAMBIA LOGICA, ALLONTANANDOSI LA PAURA DELLA FAME.
    E' UNO SCOPO VITALE (NON GIOCARE E' NON VIVERE): "NOT TO PLAY IS NOT TO LIVE".

    E' UN BEHAVIOR (COMPORTAMENTO): IL " RISK TAKING BEHAVIOR"
    E' L'OPPOSTO DEL "SAFETY BEHAVIOR", SI CONSIDERA CIOE' LO SCOPO DEL BEHAVIOR.

    E' UN COMPORTAMENTO TEORICO/RAZIONALE = RISK OR SAFETY.

    I NUOVI GIOCHI SUGGERISCONO NUOVI RISCHI (ECONOMIC GAMES, OR PLAYS, DOUBLE FACE GAMES).

    SCOMMETTERE (GAMBLING) COME MODO DI GIOCARE CIOE' DI RIDURRE IL RISCHIO.

    IL GIOCO COME AMBIVALENZA, IL GIOCO COME GIUDIZIO DI DIO.

TIPOLOGIA DI GRUPPO

Disponiamo di molte tipologie di gruppo. Ne riferisco qui due, una basata sulla finalità ed una sul metodo usato.

PRIMA TIPOLOGIA: FINALITA'
SECONDA TIPOLOGIA: METODO
1. discussione
2. decisione
3. orientamento
4. consiglio
5. terapia
6. diagnosi
7. motivazione
8. insegnamento
9. .....
1. strutturato centrato sui contenuti
2. destrutturato centrato sui processi
3. drammatico centrato sull'azione
4. non verbale o bioenergetico centrato sull'espressione corporea
5. socioanalitico centrato sui processi inconsci
6. simulativo centrato sui processi decisionali
7. creativo basato sul pensiero laterale
8. .....

DALLA TRASPARENZA ALLA EFFICIENZA PASSANDO ATTRAVERSO LA COLPEVOLEZZAE LA SCARSIFICAZIONE

DESIDERIO

 

ABBONDANZA

------------

VS

------------

BISOGNO

 

SCARSITA'

E = K. P / C

Efficienza = sentimento del potere che moltiplica il rapporto prodotto / costo

K + SC = PR


Sentimento del potere + scarsificazione =Sentimento di privilegio da cui sentimento del pudore

Per trattare il sentimento di privilegio occorre analizzare:

  • la dinamica della trasparenza da cui deriva il pudore e la scarsificazione
  • la creazione e la gestione del senso di colpa che deriva dal privilegio
  • il processo di istituzionalizzazione dei collettivi
  • la manipolazione dei comportamenti

Dall'analisi del passaggio dalla trasparenza alla efficienza si comprende come:

  1. si rendono obbiettive le soggettività dei potenti
  2. si rendono soggettive le obbiettività dei potuti


i potenti, sono quelli ad alto sentimento del potere
i potuti quelli a basso sentimento del potere
l'alto sentimento del potere tende ad obbiettivarsi
il basso sentimento di potere a restare soggettivo


Dai pezzi del passaggio da trasparenza ed efficienza si nota che:

i potenti sono nell'obbiettività
che trasformano in verità
i potuti sono nella soggettività che i potenti trasformano in errore
i potenti hanno meno soggettività dei potuti
sono scientisti, obbiettivisti, assiomatici
a basso sentimento del pudore
a bassa opacità ed alta apparenza
e scarsa trasparenza
i potuti tendono a "ghettizzare" la loro soggettività
sono relativisti, soggettivisti, dubbiosi
ad alto sentimento del pudore
ad alta opacità
ma con trasparenza bassa da forte(??)apparenza

L'efficienza deriva da tre pezzi logici:

  1. i soggetti dell'efficienza da cui derivano i costi che interessano la psichica del lavoro
  2. i destinatari dell'efficienza da cui derivano i prodotti e gli utili che interessano l'economia del lavoro
  3. gli obbiettivi dell'efficienza che derivano dalla relazione tra soggetti e destinatari dell'efficienza.