Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


Cambiare la democrazia di Mircea Meti

La democrazia, come la conosciamo oggi, è cresciuta insieme agli Stati nazionali e lo sviluppo capitalistico. I fini basilari della democrazia sono l'habeas corpus*e la libertà di espressione. L'organizzazione della democrazia è un mezzo. Nella sua forma moderna, la democrazia è un sistema rappresentativo, parlamentare, e basato sulla divisione e l'equilibrio dei poteri. Ci sono differenze fra le diverse democrazie nazionali, ma alcuni dati sono costanti: un potere legislativo assegnato a una o due assemblee, un potere esecutivo affidato ad un governo o a un presidente, un potere giudiziario assegnato ad una magistratura più o meno indipendente.

Il potere legislativo è quello che emette o approva le leggi. Il potere esecutivo è quello che deve attuare e tutelare le leggi. Il potere giudiziario è quello che persegue e sancisce le trasgressioni. Questa struttura, con leggere varianti nazionali, è quella che i suoi sostenitori considerano come la "fine della storia". Al punto che è in atto da anni una guerra mondiale giustificata formalmente come "esportazione della democrazia". L'Occidente sembra pensare che la democrazia parlamentare rappresentativa sia la forma politica perfetta, da applicare all'intero pianeta a colpi di cannone, come se non fosse possibile pensare a forme diverse di organizzazione politica. Non hanno peso le patologie evidenti a tutti, come il dilagare del professionismo della politica, il progressivo aumento dell'astensionismo, il depotenziamento del potere legislativo a favore di quello esecutivo, l'avidità economica delle elites politiche e borocratiche. Nè ha alcun peso il cambiamento socio-economico del pianeta che ha visto la globalizzazione, la crescita di un capitalismo finanziario, la rete telematica. L'Occidente insiste a considerare la forma democratica vigente da oltre due secoli, come un tabù intoccabile.

Questa ostinazione alla conservazione porterà a degenerazioni graduali, che finiranno per far perdere alla democrazia anche i suoi fini peculiari, come i diritti civili (il che già sta avvenendo negli Usa). Nel mondo che sognamo, la democrazia dovrebbe evolversi e mutare per difendere i suoi principi, superando le degenerazioni e in armonia con le trasformazioni del tempo. Ecco alcune ipotesi su come dovremmo far evolvere la democrazia in genere e quella italiana in particolare.

  • Un gruppo parlamentare "ombra"

In Italia l'astensionismo è attestato al 25% ma in altri Paesi si arriva anche al 50%. Significa che un quarto o metà della popolazione non è rappresentata dalla democrazia, se non per finzione. Questo implica che in certe democrazie le maggioranze sono costituite da aggeregazioni politiche che rappresentano il 10 o 15% della popolazione. La creazione di un gruppo parlamentare "ombra", ovviamente non votante, avrebbe come primo risultato di ridurre il numero dei parlamentari. Fatto cento il numero dei seggi parlamentari previsti dalla legge, una parte di questi viene attribuita alle astensioni, quindi non occupata. Questo indurrebbe le forse politiche a impegnarsi per ridurre le astensioni. La presenza di un gruppo parlamentare ombra avrebbe poi la funzione di spingere gli eletti verso decisioni a larga maggioranza, laddove sia richiesta una votazione qualificata.

  • Autorità elettiva dei settori mediatico, finanziario, antimafia

La divisione dei poteri in legislativo, esecutivo e giudiziario risponde a una situazione moderna, ma non a una post-moderna. Nel XXI secolo ci sono almeno 3 poteri con lo stesso, se non maggiore peso, di quelli tradizionali. Il potere mediatico: stampa, televisione, internet. Il potere finanziario: borse, banche, brokers, agenzie di rating. Il potere della criminalità organizzata: mafie e gruppi terroristici. Questi poteri non sono gestibili se non con "autorità speciali" dotate di larghi poteri di normativa e di indagine. Affidare questi poteri all'esecutivo le rende troppo inefficaci. Così come avviene negli Usa dove i magistrati sono elettivi, queste autorità dovrebbero essere di durata maggiore di una legislatura e presiedute da funzionari scelti tramite votazione popolare.

  • Obbligo di referendum per le alleanze internazionali e gli interventi militari

I disastri provocati dall'UE e dagli interventi militari all'estero sono troppo gravidi di conseguenze per essere delegati a rappresentanze parlamentari. Le alleanze internazionali che impegnano la moneta o le armi, o peggio ancora, la sovranitòà nazionale, devono essere sottoposte a preventivo referendum obbligatorio.

  • Sospensione delle leggi amministrative in tempo di crisi (salvo habeas corpus)

La democrazia è un buon sistema in tempo di pace e di normale vita economica. Nei tempi di crisi bellica o economica grave, la democrazia deve avere la forza di auto-sospendere la legislazione amministrativa ordinaria, fatti salvi i due principali valori dell'habeas corpus e della libertà di espressione. Con una maggioranza qualificata e per un tempo limitato a due anni, il parlamento deve dare al governo il potere di intervenire nella crisi, senza tener conto della legislazione corrente.

  • Dieci emeriti fra cui sorteggiare il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica in Italia è una funzione di garanzia e di rappresentanza popolare. Il fatto che diventi l'oggetto di una lotta fra bande è di per sè snaturante, perchè ne fa una figura partigiana e parziale. Il fatto poi che sia eletto da organismi politici rende la sua caerica oggetto di trattative, mediazioni e intrighi. La via più semplice sembra quella francese o quella americana, che però assegna al Presidente un ruolo più politico che di rappresentanza istituzionale.
Una soluzione veramente popolare sarebbe quella di creare un albo di 1000 personaggi emeriti indicati ogni sette anni da altrettante organizzazioni artistiche, scientifiche, sportive, umanitarie a carattere nazionale scelte dal Parlamento. Fra questi mille candidati, viene richiesta una votazione popolare. I primi dieci eletti costituiscono la rosa dalla quale sorteggiare il Presidente della Repubblica, al di fuori dei giochi politici e davvero rappresentativo.

  • Stipendi parametrati a quelli dei lavoratori

La disputa sugli stipendi dei politici può facilmente essere superata se si parametrano agli stipendi dei lavoratori. La paga media di un lavoratore italiano è al 23° posto fra quelli europei? La paga dei parlamentari italiani dovrà essere inferiore a quella erogata ai parlamentari dal Paese al 22° posto.
Lo stipendio dei burocrati e dei manager pubblici, nazionali e locali, deve essere parametrato a quello del dipendente meno retribuito nella stessa organizzazione. Il dipendente meno pagato di un ente o di un'impresa pubblici riceve 1.000 euro al mese? Nessuno, nella stessa organizzazione può ricevere più di 10.000 euro al mese. E i benefits siano proibiti per legge.

  • Una elezione nazionale o locale, poi basta per 5 anni

Uno dei peggiori cancri della democrazia è il professionismo della politica. Per tagliare il problema alla radice basta impedire per legge a chiunque di presentarsi a due elezioni di seguito, siano nazionali o locali. Chi ottiene una carica politica per una legislatura, deve attendere 5 anni per partecipare ad un'altra elezione. Se la legislatura si interrompe, peggio per lui: significa che non ha fatto abbastanza per rappresentare degnamente chi lo ha eletto.

  • Sorteggio e rotazione delle cariche "di servizio"

Presidenti della Camera e del Senato, Presidenti di commissioni parlamentari, Presidenti dei Consigli comunali o regionali, Presidenti delle imprese statali o municipalizzate sono detentori di cariche "di servizio istituzionale ", quindi non possono essere di parte. La soluzione risiede nell'attribuzione di queste cariche a rotazione annuale, e tramite sorteggio fra tutti i membri dell'organismo che presiedono.

 

*Atto legale o diritto in base al quale una persona può ricorrere per difendersi dall'arresto illegittimo di se stessa o di un'altra persona. Il diritto di habeas corpus nel corso della storia è stato un importante strumento per la salvaguardia della libertà individuale contro l'azione arbitraria dello stato.