Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


Democrazia e poker di Guy Fawkes

Una delle regole auree del poker è quella di non giocare mai con persone che danno ai soldi un valore troppo diverso da quello che gli dai tu. Se giochi con un milionario e tu sei un semplice operaio, il peso dei suoi rilanci e dei suoi bluff è alla lunga insostenibile per te. La politica internazionale è una partita a poker obbligatoria fra diseguali.

Facciamo un esempio simulato di ciò che avviene quando un Impero, l'equivalente del pokerista riccone, e uno staterello africano che chiameremo Miseria, l'equivalente del pokerista operaio, si siedono allo stesso tavolo di "negoziato". Questo cosiddetto negoziato può solo finire con l'Impero che guadagna tutta la posta del Miseria.

Miseria è guidato da un regime dittatoriale, per cui la partita è semplice e breve. L'Impero ha risorse illimitate e lo staterello Miseria è un territorio di pecorai e tessitori semi-analfabeti suddivisi in tribù, ancora vicino al suo assetto medievale. Tutto inizia con una grande operazione di marketing imperiale: aiuti gratuiti con grandi somme di danaro, vendite a debito di lunga scadenza di materie prime e armamenti, fiumi di mazzette e privilegi a tutta l'oligarchia dominante. In cambio di tanta generosità l'Impero chiede "solo" l'insediamento di una o più basi militari, la totale libertà degli scambi commerciali, e infine i diritti "sine die" di estrazione di materiali preziosi (che Miseria non è in grado di estrarre).

Dopo questo inizio folgorante, Miseria diventa a tutti gli effetti, una colonia dell'Impero. La sua politica estera diventa un'appendice di quella imperiale, la sua politica interna viene diretta a tutela degli interessi dei colonizzatori e dei gerarchi locali. Intanto Miseria viene inondata di beni e servizi imperiali e il suo debito si impenna fino allo strangolamento. Il concetto di "libero scambio" si traduce come quello fra spagnoli e incas: vetri colorati in cambio di oro. Miseria vende all'Impero formaggiio di capra, e l'Impero vende a Miseria (con debiti a lunga durata) tutto quello che può, droga compresa. Per pagare questi debiti, Miseria è costretta ad un sempre maggiore assoggettamento politico, a ulteriori concessioni di diritti commerciali all'Impero, fino alla vendita di sempre più grandi porzioni di territorio, compresi i tradizionali residenti. Il cappio del debito e della corruzione è la forma moderna della schiavitù e della colonizzazione che per secoli ha seguito l'intervento bellico.

A questo punto è possibile che qualche tribù locale si ribelli ed inizi una guerra civile. Niente paura. L'Impero si impegna a difendere lo satus quo con l'invio di "istruttori militari", la vendita a debito di sempre maggiori armamenti, e magari con l'intervento diretto di corpi speciali.

In qualche caso, può essere il dittatorello a tentare qualche resistenza, con gesti di inaudita autonomia. La soluzione più semplice in questi casi è l'assassinio del "ribelle", oppure la sua sostituzione tramite un colpo di Stato con qualcuno di più malleabile.
In qualche altro raro caso il dittatorello è appoggiato dall'esercito e dalla oligarchia locale. Qui entrano in campo prima una campagna di diffamazione orchestrata tramite tutti i media internazionali controllati dall'Impero (la quasi totalità), poi una campagna per la "esportazione della democrazia" sostenuta da qualche attentato di matrice sospetta e dal sostegno ad un' opposizione interna foraggiata (e magari anche creata) dall'Impero. Segue guerra civile col sostegno all'opposixione da parte dell'Impero o addirittura col suo intervento militare diretto. L'Impero gioca "all-in" e Miseria registra un ricambio della classe dirigente, che ripristina i rapporti di subalternità precedenti. In qualche raro caso la guerra civile dura anni, ma gli affari continuano con la vendita di armamenti ad entrambe le fazioni in campo.

Questa simulazione sembra fantascienza? Chiedetelo ai popoli del centro e sud-america. Chiedetelo ai popoli del medio ed estremo oriente. E chiedetelo anche agli europei che possono testimoniare sulla Storia dell'immediato secondo dopoguerra.