Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


Unabomber, Brigate rosse, Al Qaeda: la violenza che aiuta la conservazione (Mircea Meti)

La storia trabocca di idee e progetti accettabili, realizzati con metodi inaccettabili e sbagliati. L'idea che la violenza, la guerra, i massacri portino al cambiamento auspicato è la più stupida di tutte.
I congiurati hanno ucciso Cesare perchè temevano che diventasse un tiranno. Il risultato: una sanguinosa guerra civile e il potere ad un imperatore.
La grandiosa rivoluzione francese, liberale e antimonarchica, ha camminato su tappeti di teste tagliate ed è finita nelle mani di Napoleone, un imperatore sanguinario.
La storica rivoluzione russa, emancipativa, egualitaria e anti-imperiale, ha marciato "sulla canna dei fucili" ed è cascata fra le braccia di un'oligarchia burocratica e dei gulag-cimiteri di Stalin.
Le "primavere arabe", culminate col linciaggio di Gheddafi, hanno prodotto una guerra civile in Siria e in Libia, un colpo di Stato in Egitto ed una pianura di agibilità per ogni tipo di terrorismo da Damasco a Tripoli.

Il sangue non è solo immorale, ma crea sempre conseguenze conservatrici, restauratrici o reazionarie.

I fallimenti della violenza moderna.

Theodore John "Ted" Kaczynski, Ph.D., noto anche come Unabomber è un criminale, matematico, ex docente universitario e terrorista statunitense, condannato per aver inviato pacchi postali esplosivi a numerose persone, durante un periodo di quasi diciotto anni - dal 1978 al 1995-, provocando tre morti e 23 feriti talora irreversibilmente. Unabomber ha sempre dichiarato di avere operato in solitudine. Cosa voleva Unabomber?
Il manifesto di Unabomber è "La Società Industriale ed il Suo Futuro". Si apre con l'affermazione di Kaczynski che "la rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state disastrose per la razza umana.". I paragrafi successivi sono dedicati alla futura evoluzione di tale sistema, sostenendo che avrebbe inevitabilmente portato alla fine della libertà umana, un incitamento alla "rivoluzione contro la tecnologia", e un tentativo di indicare come ciò dovesse essere compiuto. (v.allegato1)

Brigate Rosse (BR) fu un'organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitasi nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo. Di matrice marxista-leninista, fu il maggiore, più numeroso e più longevo gruppo terroristico di sinistra del secondo dopoguerra esistente in Europa occidentale. Non è facile fare un conteggio esatto dei morti direttamente causati dalle BR, ma possiamo ipotizzare che i brigatisti rossi, dalla fondazione dell'organizzazione a oggi, hanno ucciso ufficialmente una settantina di persone, oltre ai numerosi casi di ferimento. Le BR erano un piccolo gruppo di nemmeno 100 persone. Cosa volevano le BR?

Volevano abbattere "l'imperialismo delle multinazionali"; lo Stato "servo dell'imperialismo"; la "rigida centralizzazione della strutture statali sotto il controllo dell'escutivo"; "la disuccupaione provocata dalla ristrutturazione industriale"; il patto "di mutua assistenza repressiva fra gli Stati imperialisti"; i "controllli sociali sulla popolazione"; "la mobilitazione reazionaria delle masse attraverso i mass-media". (v.allegato 2)

Al Qaeda è un movimento islamista sunnita paramilitare terroristico nato nel 1989, fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico, impegnato in modo militante nell'organizzazione e nell'esecuzione di azioni violentemente ostili sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali, sia del mondo occidentale.È stato guidato sino alla sua morte avvenuta il 2 maggio 2011 dal miliardario saudita Osama bin Laden che si avvaleva della guida ideologica di Ayman al-Zawahiri. Al Qaeda è formata da migliaia di "soldati" ed ha procurato migliaia di vittime (3.000 solo con le Torri gemelle). Cosa vuole Al Qaeda?

Il suo obiettivo è quello di porre fine all'influenza dei paesi occidentali sui paesi musulmani e creare un nuovo califfato islamico.
(v.allegato 3)

Hanno ragione, ma hanno torto.

Le motivazioni di Unabomber non sono così folli. La rivoluzione industriale e l'esplosione tecnologica hanno creato guasti visibili e sono in tanti a convenirne. Ma la violenza con cui Kaczynski ha sostenuto le sue tesi ha prodotto solo dolore e risultati paradossali: un'america terrorizzata e un incremento esponenziale della tecnologia del controllo. Dopo Unabomber la tecnologia al servizio del potere è diventata onnipotente.

Quello che le Brigate Rosse scrivevano come critica alla società e all'economia, oggi si può leggere su ogni quotidiano. Il linguaggio è diverso, ma i concetti sono largamente condivisi non solo dalle posizioni antagoniste: le multinazionali finanziarie governano il mondo al di sopra degli Stati; lo Stato italiano è sottomesso alla grande finanza internazionale; la disoccupazione è prodotta dalla ristrutturazione tecnologica e globalizzata; gli Stati aderenti all'Impero sono alleati nella repressione; la popolazione è sottoposta alle pervasive tecnologie di controllo; i mass media sono i "cani da guardia" della coscienza collettiva.
Ma la violenza espressa dalle BR ha prodotto solo lutti e due decenni di governi conservatori o reazionari, insieme al trionfo dell' "l'imperialismo delle multinazionali".

Gli obiettivi di Al Qaeda sono più difficili da accettare da parte di una cultura non musulmana. Tuttavia non sono pochi gli occidentali che auspicano un minore interventismo dell'Occidente nei Paesi africani, del medio ed estremo oriente. Non sono pochi nemmeno quelli che auspicano un minore sfruttamento dei Paesi emergenti da parte dell'Occidente. Tuttavia, la violenza con cui Al Qaeda e i gruppi affiliati sostengono le loro tesi non solo ha prodotto lutti infiniti ma ha fornito il pretesto ragionevole per un aumento dell'ingerenza violenta dell'Occidente in ogni angolo del pianeta. Senza contare l'aumento delle tecniche di controllo e la progressiva diminuzione dei diritti umani e politici delle popolazioni.

Il sangue non è solo immorale, ma crea sempre conseguenze conservatrici, restauratrici o reazionarie.

Il cambiamento può avvenire solo senza violenza

Gandhi è riuscito a emancipare un miliardi di indiani, senza impugnare un'arma. Martin Luther King ha ottenuto la fine di tre secoli di schiavitù del popolo nero d'america, usando solo la parola. Bertand Russel ha lottato coi sit-in e gli scritti ed ha sostenuto il disarmo reciproco da parte delle potenze nucleari, di fatto ottenuto; ha realizzato il "Tribunale internazionale contro i crimini di guerra"; ha favorito la depenalizzazione dell'omosessualità nel Regno Unito, realizzata prima della sua morte.

Nel piccolo campo italiano abbiamo una grande tradizione di lotte non violente di successo.

Aldo Capitini (1899-1968). Nel 1944, con la guerra in corso, Capitini realizza il primo esperimento di democrazia diretta e di decentralizzazione del potere, a Perugia. L'idea è "tutti amministratori e tutti controllati" si estende a numerose città. Nel primo dopoguerra ispira il movimento degli obiettori di coscienza.

Giorgio La Pira (1904-1977), sindaco di Firenze, intrecciando relazioni in ogni Paese, riuscì ad essere un faro mondiale per la pace e il multiculturalismo.

Danilo Dolci (1924-1997) col digiuno individuale e di massa, e con le marce, ottiene la costruzione di due dighe e la ristrutturazione di quartieri urbani.

La violenza è un sistema primitivo e barbarico di risolvere le controversie e favorire i cambiamenti. Uccidere il nemico è un modo per legittimare il nemico ad uccidere. "Occhio per occhio, rende il mondo cieco" disse Gandhi. La guerra e la violenza politica sono la copia delle faide tribali o familiari che da millenni ammorbano il pianeta. Tutte le forme di violenza, oltre ad essere moralmente inaccettabili, sono oggettivamente contrarie al cambiamento che auspicano ed a favore di un ulteriore gradino verso la barbarie. Terroristi, kamikaze, bombaroli, ma anche rivoltosi, antagonisti, scioperanti, marciatori che ricorrono alla violenza sono un rigurgito del passato, la prova di un'assenza di immaginazione, un sostegno al soggetto che vogliono combattere.

Esistono decine di forme di lotta senza sangue. dal digiuno allo sciopero fiscale, dall'astensionismo elettorale allo sciopero dei consumi, dagli scioperi banchi alle denunce di massa contro lo Stato. I veri sostenitori del cambiamento si riconoscono dall'uso di queste ed altre pratiche non-violente.