Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


I benpensanti dicono che gli usa "devono" fare il poliziotto del mondo perchè l'ONU non funziona. Ma qual è la principale causa dello scarso funzionamento ONU? Gli Stati Uniti devono una cifra di US$ 1,9 miliardi alle Nazioni Unite, due terzi del suo debito totale.

La crisi finanziaria e decisionale delle Nazioni Unite (ONU 1 | 2 )

Uno sguardo d’insieme: La penuria di fondi non è un fatto nuovo per le Nazioni Unite, che per il loro finanziamento si basano esclusivamente sui contributi degli Stati Membri. In realtà, il problema ha cominciato ad affliggere l’Organizzazione sin dalla sua fondazione, nel 1945. Per varie ragioni, che vanno da tecnicismi di bilancio alla pura e semplice mancanza di fondi, sono numerosi gli Stati Membri che non pagano puntualmente o in toto quanto dovuto. Altri ancora hanno utilizzato il rifiuto dei pagamenti come arma di pressione tattica o per rimarcare una questione di carattere politico.

La continua crisi finanziaria dell’ONU deriva da tutti questi fattori, ma la sua ampiezza sta diventando sempre più grave. Le condizioni finanziarie delle Nazioni Unite rimangono precarie, minacciando la capacità dell’Organizzazione di adempiere ai mandati ad essa assegnati dai suoi Stati Membri.

L’ONU opera grazie ai contributi versati dagli Stati Membri secondo le disposizioni stabilite nello Statuto approvato nel 1945. L’Organizzazione non ha mai avuto la possibilità di prendere delle somme a prestito da istituzioni commerciali. Al contrario, essa si fonda sulla disponibilità delle Nazioni ad onorare gli obblighi previsti nel trattato per il pagamento totale e puntuale delle quote di propria competenza. Il contributo dovuto da ciascun Paese viene computato in base alla sua posizione nell’economia mondiale e alla sua capacità di pagare, calcolato secondo una formula approvata da tutti gli Stati Membri.

Situazione attuale: al 30 settembre 2000, gli Stati membri dovevano alle Nazioni Unite oltre US$ 3 miliardi fra contributi correnti e pregressi – di questi, US$ 2,5 miliardi andavano imputati alle operazioni per il mantenimento della pace, US$ 533 milioni al bilancio ordinario e US$ 54 milioni alla voce relativa ai tribunali internazionali. Gli Stati Uniti, il maggior debitore, devono una cifra di US$ 1,9 miliardi alle Nazioni Unite, due terzi del debito totale. Questo debito comprende oltre US$ 430 milioni di residui relativi al bilancio ordinario e oltre US$ 1,5 miliardi relativi alle operazioni per il mantenimento della pace e per i tribunali internazionali.

L’ONU è così a corto di liquidi che per coprire i costi del proprio bilancio ordinario è stato periodicamente costretto a prendere denaro in prestito, attingendo ai fondi per le operazioni di mantenimento della pace. Di conseguenza, l’organizzazione non è in condizione di rimborsare prontamente quelle nazioni che hanno fornito truppe ed equipaggiamenti per le sue missioni di pace. Per questo motivo, l’ONU è debitrice, nei confronti di 73 Paesi che hanno fornito personale e materiali, per una stima complessiva di oltre US$ 800 milioni.

Tuttavia, dal momento che negli ultimi anni c’è stato un minor numero di operazioni per il mantenimento della pace, si riscontra sempre meno disponibilità liquida per coprire il deficit di bilancio ordinario. Gli stanziamenti per il mantenimento della pace sono infatti passati dai US$ 3 miliardi del 1995 agli US$ 800 milioni dello scorso anno. Fornendo una minore protezione finanziaria all’Organizzazione.

Le nuove missioni delle Nazioni unite in Kosovo, Sierra Leone, Timor Orientale e nella Repubblica Democratica del Congo hanno aumentato sostanzialmente gli stanziamenti e i contributi in moneta per l’anno 2000. Nonostante ciò, nel caso in cui gli Stati Membri non paghino la loro quota in tempo per operazioni su così larga scala, è possibile che si vengano a creare problemi di liquidità.

Un dato positivo è che un maggior numero di Stati stanno pagando i contributi al bilancio regolare ogni anno. 131 Paesi hanno saldato la propria quota alla fine del Settembre 2000, con prospettive di ulteriori adempimenti entro la fine dell’anno, rispetto alle 75 nazioni assolventi alla fine del 1994.

In base all’Articolo 19 dello Statuto delle Nazioni Unite, se all’inizio dell’anno un Paese è in debito di una somma pari o superiore al proprio contributo totale lordo per i due anni precedenti, esso perde automaticamente il diritto di voto nell’Assemblea generale. Gli Stati Uniti, alla fine del 1999, hanno pagato una cifra sufficiente affinché ciò non avvenisse. In ogni caso l’ammontare delle quote non saldato rimane molto alto: circa US$ 1,9 miliardi alla fine del settembre 2000.

Il bilancio approvato dall’ONU per il biennio 2000 – 2001 costituisce un severo piano a crescita zero, che prevede un taglio negli impegni di spesa di US$ 100 milioni rispetto al Biennio 1994 – 1995. Sono stati tagliati 1000 posti di lavoro, riducendo così il personale a 8.900 unità rispetto alle 12.000 della metà degli anni ’80.

Per informazioni si prega contattare:Daniela Salvati / Katia Miranda / Centro di Informazione delle nazioni Unite
50, Piazza S.Marco, 00186 - Roma / Tel. 06 6789907 / Fax 06 6793337 / www.onuitalia.it / www.onuonline.it

Pubblicato dal Dipartimento per l’Informazione delle Nazioni Unite – DPI/1815/Rev. 18 - ottobre 2000
Versione italiana a cura del Centro di Informazione delle Nazioni Unite, ottobre 2000
Erano in arretrato di 59 milioni di dollari: il Congresso negava i fondi Gli Usa pagano i debiti all’Onu (tratto da)

New YorkA poco più di una settimana dalla scadenza dei termini, che avrebbe fatto perdere agli Stati Uniti il diritto di voto nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Washington ha inviato al Palazzo di Vetro un assegno di 51 milioni di dollari (quasi 102 miliardi di lire). La somma non completa tuttavia il pagamento dei contributi degli Usa al bilancio dell’Onu per il 1999: mancano infatti ancora - ha puntualizzato il portavoce del Palazzo di vetro, Fred Eckhard - otto milioni di dollari. Così anche quest’anno gli Usa, che devono all’Onu più di un miliardo di dollari di arretrati, sono riusciti all’ultimo momento a versare il minimo necessario per non perdere il diritto di voto in assemblea. Invece il voto all’interno del Consiglio di Sicurezza - di cui gli Usa sono membro permanente - non può essere sospeso anche se inadempienti. La questione degli arretrati americani è la conseguenza di un braccio di ferro tra la Casa Bianca, che vorrebbe pagare, e il Congresso, a maggioranza repubblicana, che ritiene invece troppo alta la quota Usa e che negli scorsi anni ha bloccato più volte il finanziamento e negato i fondi necessari. Quest’anno l’amministrazione Clinton è riuscita a superare le resistenze del Congresso, e con l’ultima legge per il bilancio si è raggiunto un accordo che ha sbloccato 926 milioni di dollari per pagare i debiti con l'Onu. Senza questo accordo - ha ricordato Richard Holbrooke, ambasciatore americano all’Onu - "il prossimo anno non sarebbe stato piacevole e l’influenza degli Stati Uniti, non solo all’interno dell’Onu, sarebbe stata gravemente compromessa". Ora però ad Holbrooke, il super mediatore degli accordi di Dayton per la Bosnia, spetta un difficile compito: i repubblicani hanno infatti posto come condizione imprescindibile del versamento il fatto che l’Onu accetti di ridurre i contributi americani dal 25 al 22% del bilancio Onu. Il Congresso ha anche ridotto unilateralmente il contributo per operazioni di peacekeeping dal 31 al 25%. Holbrooke ha detto che gli Usa cercheranno di avviare un dibattito complessivo sui contributi. "Una discussione che non avviene da oltre 25 anni - ha sottolineato l’ambasciatore - e da allora 65 nuove nazioni sono entrate nell’Onu, alcune sono diventate più ricche, altre più povere: alcune sono pronte a pagare di più, altre vogliono pagare di meno. Noi vogliamo una revisione generale".


Luglio 2002

Debito degli stati membri 2,5 MLD $.

Nell'ONU lavorano oltre 52000 persone di cui 4700 a New York; 8800 per il solo segretariato (erano 12000 nel 1985).

L'ONU e le agenzie dispongono di 4,8MLD$ /anno per interventi per lo sviluppo, cioè a livello mondiale 0.81$ per persona all'anno; Nel 1996 per gli armamenti si sono spesi 135 $ per persona.

I 7 principali contribuenti per l'ONU sono USA 25%; Giappone 17,98%; Germania 9,63%; Francia 6,49%; Italia 5,39%; Gran Bretagna 5,07%; Russia 2,87%
Gli USA hanno debiti per quote non pagate all'ONU di 1,6MLD$