Riflessioni per punti sulla questione ROM di M.Meti
  1. Avevamo bisogno di un Governo di sinistra per radere al suolo qualche favela ? Non bastava la destra?
  2. I Comuni mandano la SWAT per multare un cittadino che possiede un albero i cui rami escono dal muro di cinta e fanno ombra alla strada, ma non si accorgono che nei centri urbani crescono le favelas?
  3. Non c'è stato nessuno della sinistra che abbia proposto la creazione, questa sì urgente - più della sicurezza, almeno di villaggi di roulotte o containers (in attesa di un vero piano casa) per ospitare le ondate di immigrati.
  4. Una puntata di Striscia la Notizia ha reso noto che vicino a Napoli esiste un deposito con 5.000 containers abitativi inutilizzati e in sfacelo......
  5. Per decenni abbiamo stigmatizzato le favelas brasiliane e criticato quel Governo che deve fronteggiare (a San Paolo) 300.000 nuovi immigrati l'anno, e noi non siamo capaci di alloggiarne qualche centinaio a Roma.
  6. Il volontariato che chiede soldi per aiutare gli abitanti delle favelas brasiliane o africane, come mai ignora le favelas nostrane?
  7. Quando i nostri illuminati fautori dell'Europa allargata hanno deciso di aprire le frontiere a una decina di paesi poveri, come mai non hanno previsto che stavano creando una migrazione biblica legalizzata ?
  8. ...Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi - se non peggio, perché in quel caso non c'era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda. Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall'elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d'Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva).... (WuMing -Newsletter giovedì 8 novembre 2007)
  9. ....La sovrapposizione totale tra Rom e cittadini della Romania è un processo di "identificazione" che lascerebbe attoniti, se qualcosa fosse ancora in grado di attonarci. I Rom non sono tutti rumeni e non tutti i cittadini rumeni sono Rom. I Rom in Romania sono il 2,46% della popolazione. Il nome "Romania" deriva dalla storia delle conquiste imperiali romane, mentre il termine "rom" nella lingua romané (lingua di ceppo indo-ariano) significa "uomo", anzi, più precisamente significa "marito" (e "romni" significa "moglie"). Esistono individui di etnia Rom in quasi tutti i paesi dell'Europa sud-orientale, e molti vivono anche in altri continenti. L'identificazione surrettizia tra etnia e cittadinanza (oramai accettata anche "a sinistra") emana sempre un fetore nazista: gli ebrei non potevano essere tedeschi, polacchi, russi, italiani... erano ebrei e basta, quindi "allogeni", e il corpo sociale andava depurato da quella tossina. E una nazione che tollera un gran numero di allogeni non può che essere allogena essa stessa..... (WuMing -Newsletter giovedì 8 novembre 2007)
  10. ...Peccato che stupro e ginocidio (= assassinio di donne) siano una specialità molto italiana. Secondo dati ISTAT del 2005, nel 20,2% dei casi denunciati (che a loro volta sono solo il 43% dei casi segnalati) lo stupratore è il marito della vittima; nel 23,8% il colpevole è un amico; nel 17,4% è il fidanzato; nel 12,3% è un conoscente. Soltanto nel 3,5% dei casi il colpevole è un estraneo.Lo ripetiamo perché suona vagamente importante: soltanto nel 3,5% dei casi denunciati il colpevole di stupro è un estraneo. E secondo il Soccorso Violenze Sessuali della Clinica Mangiagalli di Milano, il 50% delle vittime di stupri che avvengono in strada sono donne straniere.Ma ovviamente fa notizia soltanto il caso (terribile ma sporadico) della donna italiana aggredita dallo straniero, dal barbaro, dall'allogeno.Quanto agli omicidi, poco tempo fa il Procuratore di Verona Guido Papalia ha dichiarato: "Oramai uccide più la famiglia che la mafia." In Italia i carnefici delle donne sono sei volte su dieci italiani, italianissimi, e agiscono tra le mura domestiche, con armi da fuoco o coltelli da cucina, strangolando o picchiando a sangue, appiccando il fuoco o annegando nella vasca da bagno. La media italiana è di 100 uxoricidi all'anno.Però il problema sono i rumeni... (WuMing -Newsletter giovedì 8 novembre 2007)
  11. Veniamo al caso che invade le cronache. Un rumeno, per la precisione un Rom, violenta e uccide una povera donna. Dove abito io, l’ultima violenza carnale di una lunga serie è stata commessa, se ricordo bene, da un calabrese ubriaco. Non mi risulta che, per questo, la Regione Emilia-Romagna abbia rotto le relazioni con la Regione Calabria, né che si sia scatenata una caccia al calabrese.
    Invece, se le cronache dicono il vero, il governo Prodi avrebbe richiamato l’ambasciatore in Romania. Non so se la notizia sia fondata, però ho visto Walter Veltroni, segretario del futuro Partito Democratikkko e sindaco di Roma, lamentare a Ballarò che i rumeni in Italia sono troppi (riecheggiando Beppe Grillo, altra brava persona), e rivendicare con orgoglio la distruzione delle loro baracche (dove siano finite le famiglie degli “sfollati” non si sa). Intanto, grazie anche alle indirette istigazioni dello stesso Veltroni, squadre di “giustizieri” sprangavano rumeni qualsiasi mentre, carichi di borse, uscivano da un supermercato, e distruggevano un negozio di “specialità dalla Romania”. Il Giornale applaudiva questa reazione spontanea delle masse.
    A mia conoscenza, mai il governo degli Stati Uniti ha convocato diplomatici italiani per rinfacciare loro ciò che stavano facendo, in territorio americano, gli affiliati alla Mano Nera o a Cosa Nostra. Pescava i colpevoli, se ci riusciva, e li sbatteva in galera. (Romania fa rima con etnia? di Valerio Evangelisti)

Nessuno pu˛ uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.