Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


Sesso e politica: da Maria Walewska e Virginia Oldoini, da Monica Lewinsky a Ruby

Da Davide e Betsabea, da Cesare e Cleopatra, alle sei mogli di Enrico VIII: la questione sessuale ha sempre avuto un peso in politica. Cesare era chiacchierato dal popolo romano come "marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti". Nel capitolo amanti contemporanee, il duce aveva Claretta Petacci, Togliatti aveva la Jotti, Kennedy aveva Marilyn: mai i politici sono stati modelli di moralità. Anche l'uso del "pilu" per scopi politici è un classico. Maria Walewska va a letto con Napoleone, nella speranza di ottenere una Polonia autonoma. Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, viene buttata fra le braccia di Napoleone III di Francia, nientemeno che da Cavour. Nel suo 150esimo, l'Italia non può dimenticare di essere nata anche con l'aiuto di una "marchetta".

Per secoli il sesso è stato un carattere essenziale del potere, ma è stato relegato nel regno del pettegolezzo e della satira popolare. La prova evidente che l'Occidente è entrato in una fase di regressione becera, quacquera ed autoritaria è il diverso uso del sesso fatto a partire da Clinton. Che è stato il primo grande leader della storia ad essere processato per attività sessuali. Clinton faceva la stessa cosa di Kennedy e Mussolini (sesso fra una pratica di Stato e l'altra), ma è stato il primo a subire un processo per questo motivo.

Tutte le democrazie moderne e laiche sono nate sul principio dell'impersonalità del potere, per contrastare le monarchie e le dittature che invece sono sempre caratterizzate dal personalismo del potere. Il potere democratico non è e non può mai essere un esempio, nè in positivo nè in negativo, per il semplice fatto che è "rappresentativo". In base a questo principio è il popolo che deve essere esempio per il leader e non viceversa. Pensare a leaders politici che siano un modello morale, è tipico di tutte le dittature carismatiche o teocratiche. I leaders democratici devono essere premiati o puniti in base al fatto che facciano o no scelte politiche gradite alle maggioranze che li hanno eletti; oppure in base a reati commessi prima o durante la loro carica pubblica. Mai in base alla loro moralità familare o sessuale. (M.Meti, aprile 2011)