Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


Dall'opposizione alla competizione: la mutilazione della democrazia (Ektor Georgiakis)

La democrazia è l'applicazione politica della dialettica hegeliana: tesi, antitesi, sintesi. Un partito politico propone qualcosa, un altro propone qualcosa di diverso o di opposto, un terzo partito o uno dei due, effettua una sintesi. Se questa dialettica per qualche ragione si inceppa, la democrazia muore. Il fulcro della democrazia non è la tesi, perchè in ogni regime (teocratico, monocratico, oligarchico) esiste qualcuno che fa proposte. La democrazia è la dialettica, dunque il fulcro della democrazia è l'antitesi. Cioè la diversità, l'antagonismo.

Nel tempo, e soprattutto nell'area anglosassone, la diversità e l'antagonismo fra i partiti si sono smussate. L'omologazione è cresciuta in parallelo con la esplosione dei ceti medi, che sono diventati maggioranza. Il governo della maggioranza dipende dalla posizione mediana delle idee, e gradualmente i partiti hanno smesso di essere "opposti", limitandosi alla competizione per la posizione centrale. Una sola ideologia presiede le democrazie moderne e tutti i partiti competono, differenziandosi solo su differenze marginali. Negli Usa repubblicani e democratici, in Inghilterra conservatori e laburisti, in Italia Pd e PdL non sono portatori di divergenti visioni della società, sono opposti solo nella conquista del potere. Questo rende la democrazia mutilata o , come aveva predetto Toqueville, "totalitaria".

La morte del comunismo ed il trionfo del capitalismo finanziario hanno decretato la fine della Storia. Tutti i Paesi del mondo devono assimilare il modello occidentale, e tutti i Paesi d'Occidente puntano alla perpetua riproposizione del modello trionfante. L'unica vera alternativa a questo modello è l'Islam, che è però un'ipotesi inaccettabile per la cultura occidentale. Non è alla viste alcuna forza veramente alternativa, perchè la cultura delle masse post-moderne è omologata a quella del ceto medio. Chi vuole governare deve collocarsi al centro. Il rischio per la democrazia è mortale perchè, senza opposizione e senza dialettica, il passaggio da una democrazia totalitaria ad una dittatura totalitaria è breve. Già oggi sono visibili segni di dittatura in tutto l'Occidente.

Esiste una sola via d'uscita a questo impasse della democrazia. Il ripristino della diversità, dell'opposizione e della dialettica. Serve una forza politica che si metta all'opposizione senza voler governare. Col solo obiettivo di stimolare un cambiamento radicale dell'ideologia del capitalismo finanziario, nelle menti e nei cuori dello sterminato ceto medio. Ci vorranno almeno 10 anni: chi vuole farlo, cominci subito.