Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


LA CITTA' SFERA
Pensieri sull'Impero
Diario di riflessioni di Eva Zenith
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:: Friday, June 28, 2002 ::

Chiasmo interrogativo
Lo smarrimeno del senso provoca il senso di smarrimento?

Ancora sui Cinquanta

Altro sintomo vistoso del revival Anni Cinquanta: le miss. Madri che trascinano le proprie "bellissime" ai concorsi più derelitti; padri che applaudono davanti ai culi nudi delle figlie in passerella; fidanzati che accompagnano l'amata cercando di influenzare le giurie compose da variopinte figure di ruderi dello show business. E ovunque fasce da miss, corone da reginette, mazzi di fiori da wandissima.

:: Saturday, June 22, 2002 ::

Ritorno agli anni di ferro: i Cinquanta
Il clima nazionale è esattamente quello degli Anni di Ferro (l'esplosione della metalmeccanica): i funebri Cinquanta. Un regime totalmente autoritario (come quello fascista), ma affumicato dall'incenso delle prediche sulla Resistenza (allora) e sulla Europa democratica (oggi). La Presidenza della Repubblica, oggi come allora, è in mano alla Banca d'Italia (oggi con molto meno stile, purtroppo). Ovunque è un pullulare di marce militari, parate e inni nazionali, film di carabinieri, commissari, appuntati. Fra una parata e l'altra c'è la nomina di qualche santo, una fiction su Padre Pio o papa Giovanni. Cosa manca? I tagli dei nastri: non si inaugura più niente da vent'anni!

:: Tuesday, June 11, 2002 ::

TRIBU'
Trovo ipocrita il fatto che degli italiani si preoccupino delle tribu' amazzoniche soffocate dalla civiltà occidentale quando, mentre quelle hanno ancora a loro disposizione l'Amazzonia (in gran parte) per vivere come pare loro giusto, molte tribu' italiche sono private anche dei 3 mq di orticello sul balcone.
Quando la smetteremo di preoccuparci dei Curdi, dei messicani del Chiapas, delle donne afghane che malgrado tutto godono di molto maggiori libertà (e dunque benessere, perchè il benessere è lo stare bene, non lo stare "a soldi") di noi "civili" occidentali ? Magari per accorgerci di stare vivendo nel regime piu' totalitario, repressivo, pervasivo, invandente e soffocante della Storia umana ? L'insieme dei dirittti di cui godono gli uomini e le donne di Occidente è minore di quello che esisteva al tempo dei Faraoni e non abbiamo nè la natura amazzonica, nè i panorami di Rio o di Bombay, nè la libertà dei messicani - sì anche del Chiapas- di vivere dipingendo stoffe......per consolarci. Qualsiasi brasiliano, africano, sudamericano che non sia ancora stato contagiato dalla cosiddetta cultura d'Occidente (basata sugli avanzi di magazzino) non puo' che compiangerci e prima o poi partiranno dal vecchio Terzo Mondo campagne a difesa e sostegno della casalinga di Voghera, del fruttivendolo di Cologno e dell'operaio di Ragusa.


"Anche la partita a scacchi non finisce con una vittoria o una sconfitta. Finisce quando i pezzi bianchi e quelli neri vengono tolti dalla scacchiera e rimessi nella scatola. Rimane allora qualcosa di diverso dalla vittoria o dalla sconfitta - rimane il ricordo di una trama che è stata tessuta, di una melodia che è stata suonata. Non rimane Scipione; rimangono Scipione e Annibale. Il primo non può e non potrà mai esistere senza il secondo. La vincita non sta nell'ultima mossa, sta nella somma finale." (Ernst Juenger, *Al muro del tempo*)

:: Friday, June 07, 2002 ::
Chi avesse ancora dubbi sulla dannosità dell'Ordine degli psicologi si legga questa chicca:

"Delibera del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi
Dr. Salvatore Manai
---------------
Il CNO (seduta del 23 marzo 2002)
Visto l'art. 28, comma 6 lettera d) della L. 56/89
Vista la legge comunitaria 2001/31 CEE sul commercio elettronico
Ritenuto che le pratiche di consulenza psicodiagnostica e
psicoterapeutica via internet non sono conformi ai principi espressi
negli artt. 6,7 e 11 del vigente codice deontologico

DELIBERA

Di ritenere l'esercizio di tali attività sanzionabili ai sensi degli
artt. 26 e 27 della legge 56/89.

Si invitano pertanto tutti i consigli regionali e provinciali a fare
osservare la presente delibera dandone ampia diffusione agli iscritti;

Si dispone la pubblicazione della presente deliberazione sul Sito web e
sul giornale dell'Ordine nazionale degli Psicologi."


NOI NON SIAMO QUELLO CHE DITE.
Lettera della "gente" ai lacchè delle ideologie.

Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Noi siamo quelli che non hanno mai fatto e visto, dalla nascita, una sola lotta concreta per combattere l'ingiustizia.
E siamo i figli dei quarantenni che a loro volta , nella vita non hanno mai visto una sola lotta per combattere alcunché.
Noi siamo quelli che vivono di calcio e televisione, di jeans firmati e villaggi-vacanze.
Noi siamo quelli che non hanno mai provato né la fame né la paura.
Noi siamo quelli che non hanno mai subìto alcun sopruso, ma semmai l'hanno accettato in cambio del campionato domenicale, le risate in tv e qualche canna fumata senza scandali.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.

Noi siamo quelli che ignorano l'eroismo e partecipano a qualche corteo solo se non si fa nel weekend.
Noi siamo quelli che si possono infiammare per qualche marocchino, ma non baratterebbero mai i pranzi della mamma con qualcosa di diverso.
Noi siamo quelli che applaudono ai bombardamenti su Belgrado, e dicono di odiare gli americani; parlano più inglese che italiano, e partecipano alle marce per la difesa delle osterìe. Noi siamo quelli della solidarietà verso tutti, fuorché verso i familiari, gli amici ed i vicini di casa.
Noi siamo quella che difendono la società multietnica, purché jugoslavi, senegalesi ed afgani stiano a casa loro.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.

Noi veniamo da lontano, ma non da dove dite voi.
Eravamo in cantina, alle riunioni marxiste-leniniste (ala di minoranza), e pochi anni dopo stavamo ai tavoli lustri degli Assessorati e dei Ministeri.
Eravamo alle marce per le radio libere e contro la tv democristiana, ma siamo anche gli abbonati fedeli della "mafia" RAI contro i signori delle emittenti private.
Eravamo tutti alle manifestazioni sportive del sabato fascista ed abbiamo guardato con sospetto i sette professori universitari che hanno rifiutato di firmare fedeltà al fascismo, o Toscanini che si rifiutava di suonare l'inno nazionale alla inaugurazione della Scala.
Eravamo alle marce antimilitariste, ma siamo orgogliosi oggi che le nostre sorelle possano guidare i cacciabombardieri.

Eravamo quelli che chiamavano con disprezzo "firmaioli" i volontari dell'esercito, e oggi siamo quelli che fremono per i messaggi dei volontari della "pace" alle fidanzate. Poi nel luglio del 1945 ci siamo svegliati tutti liberali, cattolici e comunisti.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Eravamo noi quelli che insultavano il collateralismo delle ACLI, ed eravamo sempre noi quelli che si stupivano se la CGIL si muoveva fuori dalla linea del Partito.
Noi veniamo da lontano, ma non da dove dite Voi.
Eravamo a guardare in pazza, mentre bruciavano Giordano Bruno.

Eravamo felici al seguito dei capitani conquistadores, che ci hanno offerto la modernità, anche se a costo di qualche eccidio di massa.
Eravamo quelli che sostenevano Stalin e Pol Pot e ieri ci siamo battuti per dare il Comune di Napoli alla Jervolino.
Eravamo noi quelli che marciavano coi Comuni contro le Signorie, il Papato e l'Impero, ed eravamo ancora gli stessi a chiedere che i Comuni gradualmente creassero i ghetti per gli ebrei; e sempre noi abbiamo aiutato la Chiesa a diventare la prima e più forte multinazionale della Storia.
Eravamo noi i ragazzi di borgata che hanno maciullato Pasolini, ed ancora noi quelli che sono passati sui cadaveri dei colleghi di lavoro in cambio di una promozione.

Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Siamo sempre noi quelli che dietro gli sportelli delle poste trattano come insetti i cittadini in coda; i notai, i contabili, i burocrati che parassitano il mondo; gli impiegati comunali che passano il tempo a fare la schedina; gli insegnanti che mettono gli allievi sotto lo zerbino; gli infermieri che staccano i campanelli dei malati per non essere seccati; gli operatori della case di riposo che trattano gli anziani come cose; gli assistenti dei disabili e dei malati di mente che li trattano peggio delle piante.
Noi siamo quelli che per decenni hanno accusato la politica delle elemosine al Terzo Mondo, e siamo quelli che da 30 anni plaudono alle elemosine a pioggia del Welfare State.
Noi siamo i nordici che rifiutavano le camere ai terroni negli anni Cinquanta e Sessanta; e siamo sempre noi, nordisti e sudisti, che oggi guardiamo con fastidio le pelli nere e gialle che ci invadono il territorio. Siamo sempre noi, da secoli: non fingete di non saperlo.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.

STATO FASCISTA
Una donna che vive in una capanna con 6 figli, viene accusata di maltrattamento e incuria perché la casa non ha luce elettrica. Un uomo con 6 mogli e 50 figli, tutti consenzienti e felici viene processato per poligamia. Sono due esempi dell'invadenza dello Stato nella vita privata degli individui. La monogamia e l'appartenenza alla classe piccolo borghese non sono più scelte ma obblighi di Stato, sanzionati da leggi e punizioni, decise da una maggiornaza totalitaria.Che non a caso regola la sua vita con un Codice Penale ed una Scuola la cui architettura è ancora quella di Rocco e Gentile.

:: Thursday, June 06, 2002 ::

Benvenuti a questo blog di PSIPOL. Qui saranno raccolte le riflessioni sparse ed i dibattiti di coloro che sono interessati a riflettere sulla vita nel regime imperiale dell'Evo Immateriale. venite spesso a trovarci !