Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


LA CITTA' SFERA
Pensieri sull'Impero
Diario di riflessioni di Eva Zenith
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19 Maggio 2003
Democrazia americana? da Il Secolo XIX, 16/05/2003 I ribelli del Texas

I democratici del parlamento texano si sono rifugiati in un albergo dell'Oklahoma per sfuggire ai ranger che volevano riportarli con la forza in aula. La clamorosa protesta dei 50 parlamentari ha l'obiettivo di evitare, facendo mancare il quorum, l'approvazione di una nuova legge elettorale, proposta dalla maggioranza repubblicana, che penalizzerebbe pesantemente i democratici.
Lo scontro è tale che gli uomini del partito di George W. Bush, ispirandosi all'Iraq, hanno fatto stampare un mazzo di carte con le foto dei deputati ribelli. Al posto di Saddam Hussein, come asso di picche, è riprodotto l'asinello, il simbolo del Democratic Party.
Gli aventiniani a stelle e striscie hanno ottenuto l'appoggio di uno dei texani più famosi, il cantante country Willie Nelson, che ha inviato loro casse di whisky e bandane rosse (come quelle usate dallo stesso Wilson), oltre ad un messaggio che li incita a resistere.
Per il momento i mitici ranger sono riusciti ad arrestare e a ricondurre in aula solo la deputata Helen Giddings che non era riuscita a fuggire in Oklahoma. Questo si che si chiama ostruzionismo. (G. Galletta)

20 Aprile 2003
Ultimissime dal fronte delle notizie censurate di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo (Il C@C@O della domenica)

Se guardiamo la guerra in Iraq nel suo complesso osserviamo che gli Usa hanno agito fulmineamente soprattutto per proteggere il petrolio e impedire a Saddam Hussein di incendiare i pozzi. Hanno lasciato indietro la conquista delle citta' del sud, limitandosi a bombardarle mentre schieravano i loro carri armati intorno ai giacimenti.
Entrando poi a Baghdad hanno lasciato che la citta' fosse saccheggiata da bande criminali, che gli ospedali fossero assaltati, che fossero incendiati i ministeri, che fossero depredati i musei, incendiata la piu' grande e antica biblioteca del Medio Oriente, dispersa la memoria storica di un popolo. Non si sono preoccupati di nulla. Hanno protetto un solo monumento: i palazzo del Ministero del Petrolio intorno al quale hanno schierato ben 56 carri armati...

L'Iraq e' ormai finito in coda ai telegiornali. Terminato il fuoco d'artificio mediatico delle bombe intelligenti si sta perdendo interesse per una situazione che (sembra) si stia rapidamente normalizzando. Ben diversa il quadro descritto dai siti in lingua araba della resistenza irachena contro Saddam Hussein (persone che hanno conosciuto la galera e la tortura perche' lottavano per la democrazia).
L'Iraq sarebbe in una situazione spaventosa. Un caos di rapine, stupri, violenze di ogni genere, con una popolazione che vive nel terrore e alla quale manca tutto. Gli aiuti umanitari arrivano in quantita' risibile in confronto dell'enormita' delle esigenze piu' essenziali. Il fondamentalismo islamico, represso da Hussein nel sangue, si sta scatenando con manifestazioni di piazza sempre piu' imponenti.
L'Iraq rischia di diventare un rebus irrisolvibile... Se si votasse ora vincerebbero probabilmente i fondamentalisti... E come potrebbero gli Usa accettare un simile verdetto delle urne?
Quando i fondamentalisti vinsero le elezioni in Algeria, l'Occidente appoggio' un colpo di stato dei militari laici... E si ottenne cosi' l'inizio di un periodo di terrorismo portato avanti a suon di massacri di civili e contromassacri organizzati dall'esercito (sempre di civili).

Sostanzialmente gli Usa stanno portando avanti la loro guerra nel modo piu' provocatorio possibile.
Il non aver protetto la popolazione dai briganti non e' stata certo una mossa che ha guadagnato loro simpatie. Ma non contenti di questo essi hanno creato un gruppo di 65 notabili iracheni a cui affidare la ricostruzione del paese. In mezzo ci sono anche persone oneste e di valore. Ma evidentemente sono li' a far numero perche' non hanno ricevuto incarichi rilevanti.
Gli Usa stanno puntando soprattutto su un ristretto numero di uomini che sembrano scelti apposta per far imbestialire il popolo iracheno.
Il personaggio attualmente piu' potente dell'Iraq, messo a capo del governo provvisorio (Iraq Congress) e' un personaggio straordinario.
Il suo nome e' Al Cialabi (i giornali italiani scrivono Gialabi), proviene da una famiglia di banchieri, negli anni '80 era uno dei responsabili del ministero dell'economia, fuggito dall'Iraq con 30 milioni di dollari (ha sostenuto che fosse la sua parcella), e' stato poi condannato in Giordania per bancarotta fraudolenta a 22 anni di carcere. Lui sostiene di essere stato condannato a causa di una persecuzione politica di giudici fondamentalisti (vi ricorda niente?).

Ora gli americani stanno facendo pressione sul governo giordano per ottenere la modifica della legge sui reati finanziari in modo tale che la condanna contro Al Cialabi sia annullata (ma tu guarda!).
Il Ministero della Giustizia giordano ha risposto che non accetta di modificare la legge e Al Cialabi ha dichiarato che sono tutti comunisti...pardon, fondamentalisti...
Il fratello di Al Cialabi (ha anche un fratello!) che e' suo socio (ma ci copiano proprio tutto!) e' sotto inchiesta in Inghilterra per truffa e bancarotta fraudolenta. A causa di questa incriminazione questo fratello ha dichiarato che non accettera' nessun incarico politico, solo impegni di tipo umanitario per la ricostruzione (cioe' appalti).

Al Cialabi e' rientrato in Iraq con un'auto sulla quale viaggiava anche il suo piu' caro amico che si chiama Al Zubaidi. Appena arrivato a Baghdad questi si e' autoproclamato sindaco della citta', con il consenso degli anglopolaccoamericani.
Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, uno dei periodi di repressione piu' feroce, con migliaia di morti, Al Zubaidi era il responsabile della polizia segreta che controllava l'universita' di Baghdad, era cioe' il dignitario incaricato di controfirmare le liste degli studenti che dovevano essere eliminati.

Diventa poi responsabile dei servizi segreti del Kuwait e entra in contatto con il partito Baath siriano, che gestisce da piu' di trentanni un regime dittatoriale e criminale (violazioni dei diritti umani, torture, massacri, bombardamenti a tappeto per stanare gli oppositori contro la citta' di Halab). Poi con l'appoggio dei criminali siriani tenta di organizzare una fazione all'interno del partito Baath iracheno e progetta un colpo di stato.
Saddam Hussein lo scopre e lui si dilegua senza metter piu' piede in Iraq.
C'e' poi Mashan al Giuburi (i giornali italiani scrivono Magian al Gjburi) che gli "alleati" hanno nominato sindaco di Mussul. Fino a dopo la prima guerra del Golfo, era un alto dignitario del Partito Baath iracheno molto fedele a Saddam Hussein. Era a capo di una fazione interna al partito che tenta di farsi spazio a gomitate ma viene sconfitta e per questo lui fugge all'estero.
Tra i 65 uomini di prestigio scelti dagli Usa per creare il nuovo Iraq, c'e' poi Al Samaray, che e' stato uno dei capi dei servizi segreti piu' feroci della storia dell'Iraq.
Era il responsabile degli squadroni della morte e questo spiega come mai gli Usa vadano a colpo sicuro nell'individuazione delle fosse comuni.

Nelle carceri irachene era considerato il boia piu' produttivo, una sua parola ed eri morto. Ha abbandonato a sua volta l'Iraq soltanto ne momento in cui la sua fazione e' uscita sconfitta dallo scontro per il controllo del Ministero degli Interni.
Praticamente e' come se alla fine della seconda guerra mondiale Goering (graziato) fosse stato incaricato di ricostruire la Germania.
Insomma, sono state scelte proprio le persone giuste, con un passato specchiato e l'autorita' morale per conquistare la fiducia di un popolo.
E, sicuramente, con simili uomini nei posti chiave del nuovo Iraq possiamo stare certi che gli appalti per la ricostruzione viaggeranno senza intoppi.

PS: Per almeno un anno la moneta ufficiale dell'Iraq sara' il dollaro americano.

Quiz
Secondo una dichiarazione del principe giordano Hassan chi nel 1992 e' andato a trovare Saddam Hussein per trattare appalti per conto di una nota multinazionale statunitense? Rumsfeld, attuale ministro della difesa Usa? Si, bravi, indovinato!

Queste informazioni sono tratte dai siti della resistenza irachena. Si tratta di siti in lingua araba, i piu' documentati sono: www.iraq4all.dk / www.nahrain.com / www.iraker.dk

3 Aprile 2003

Democrazia?

Ammettiamo che gli Usa vincano in Iraq. Ammettiamo che si arrivi ad un voto "democratico". Chi vincerà? L'Iraq ha una maggioranza di abitanti che sono sciiti, islamici piuttosto fondamentalisti e piuttosto vicini all'Iran. Un bel Governo sciita regolarmente eletto, a meno che la CIA non arrivi ai brogli ed agli omicidi dei leaders religiosi, cosa dirà della presenza Usa sul territorio iraqueno? Della svendita del petrolio?

Gli Usa fanno finta di non sapere che è solo grazie al fatto di avere comprato le èlites totalitarie dei Paesi Arabi, niente affatto democratici, che possono tenere basi militari in quasi tutti quei Paesi, che possono controllare il petrolio, che possono detenere la leadership politica ed economica del Medio Oriente.

Se il Medio Oriente non ha la democrazia è perche' gli Usa hanno contribuito a sostenere tutte le dittature in cambio di una certa disponibilità negoziale. Se in quella Regione ci fossero libere elezioni, o si chiedesse tramite referendum democratico l'opinione dei cittadini, quanti Stati non vedrebbero vincere la linea "fuori gli Usa da ovunque e per sempre" ?

L'Occidente deve prendere atto che l'Islam è radicalmente diverso e quindi non può essere omologato, se non a prezzo di massacri bellici e terrorismo crescenti.