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L'inosservanza
degli accordi internazionali da parte degli Stati Uniti
Fonti:
Connections, giugno 2002. Titolo: "Rule of Power or Rule of Law?"di
Marylia Kelly e Nicole Deller.
The Nation, aprile 2002, Titolo: "Unsigning the ICC", di John
B. Anderson.
Ashville Global Report (AGR), 20-26 giugno 2002. Titolo: "U.S.
Invasion Proposal Shocks the Netherlands". Redatto da: Eamon Martin.
Global Outlook, estate 2002. Titolo: "Nuclear Nightmare".
di John Valleau.
Docenti valutatori: Lynn Cominsky, Rick Luttmann, Mary Gomes, Robert
Mac Namara e Diana Grant.
Studenti ricercatori: Pat Spiva e Tara Spreng.
Gli Stati Uniti hanno firmato nove accordi multilaterali che hanno
sovvertito in maniera graduale o violato spudoratamente. L'Amministrazione
Bush ora rigetta del tutto un certo numero di questi accordi e cosi'
facendo mette a repentaglio la sicurezza globale, in quanto altre nazioni
si sentono legittimate a fare altrettanto. Gli accordi respinti comprendono:
il Trattato Globale per la Messa al Bando degli Esperimenti Nucleari
(CTBT), il Trattato per la Messa al Bando delle Mine Antiuomo, lo Statuto
di Roma sul Tribunale Internazionale per i crimini contro l'umanita'
(ICC), un protocollo volto a creare un regime di conformita' per la
Convenzione sulle Armi Biologiche (BWC), il Protocollo di Kyoto sul
riscaldamento globale del pianeta e il Trattato contro i missili balistici
(ABM). Gli Usa non rispettano nemmeno il Trattato sulla Non Proliferazione
delle Armi Nucleari (NPT), la Commissione sulle Armi Chimiche (CWC),
il BWC e la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.
Gia' il solo trattato contro i missili balistici risulta cruciale per
la sicurezza nazionale; la sua cancellazione distruggerebbe l'equilibrio
di poteri attentamente costruito nel suo progetto originale.
L'Amministrazione Bush non ha una scusa legittima per vanificare il
trattato, perche' gli episodi che hanno minacciato la sicurezza del
paese non hanno coinvolto i missili balistici e nessuno di essi e' in
alcun modo collegato all'oggetto del Trattato ABM. Il ritiro di Bush
viola la Costituzione statunitense, il diritto internazionale e l'articolo
XV del trattato stesso. L'Amministrazione Bush dice di avere bisogno
di sbarazzarsi del Trattato ABM in modo da potere testare sui cruiser
Aegis il radar SPY contro i Missili Balistici Intercontinentali (ICBM)
e per poter costruire un nuovo impianto per le sperimentazioni a Fort
Greely, in Alaska. Inoltre,
alcuni conservatori hanno volutamente rigettato il Trattato ABM perche'
rappresenta l'ostacolo maggiore allo sviluppo di un sistema missilistico
difensivo alla "Guerre Stellari".
L'NPT e' fondamentale per la sicurezza mondiale perche' ostacola la
proliferazione delle armi nucleari. Gli Stati Uniti, attualmente, non
rispondono ai requisiti dell'NPT, come dimostrato nella Nuclear Posture
Review del gennaio 2002. Inoltre, secondo alcuni critici, l'Impianto
Nazionale di Accensione (NIF), in costruzione presso il laboratorio
di Livermore, viola il Trattato Globale per la Messa al Bando dei Test
Nucleari (CTBT), che gli Stati Uniti avevano firmato nel 1996 ma mai
ratificato.
Il CTBT proibisce le esplosioni nucleari e il suo dettato non ammette
"eccezioni che permettano esplosioni termonucleari in laboratorio".
Il XX secolo e' stato il piu' sanguinoso nella storia dell'umanita',
con un totale di 174 milioni di persone uccise in genocidi e guerre.
Mano a mano che il mondo diventa sempre piu' globalizzato matura il
bisogno di un contesto legale internazionale attraverso il quale i cittadini
del mondo possano sentirsi protetti da atti criminali efferati come
il genocidio, i crimini di guerra e quelli contro l'umanita'. E' solo
la comprensione di questa realta' che puo' spiegare i voti dei 139 paesi
che hanno siglato il Trattato di Roma e le 67 ratifiche che hanno portato
alla creazione del Tribunale Internazionale dell'Aia (ICC).
L'ex Presidente degli Usa, Bill Clinton, ha firmato il Trattato di Roma
appoggiando l'ICC durante il suo mandato. Tuttavia, con un atto senza
precedenti, George W. Bush ha cancellato la firma di Clinton (in passato
un Presidente degli Stati Uniti non aveva mai invalidato la firma di
un trattato). E la sua Amministrazione ha dichiarato di non avere alcuna
intenzione di collaborare con l'ICC. Inoltre, con quella che e' stata
chiamata la "Legge per l'Invasione dell'Aia", il Comitato
per gli Stanziamenti della Casa Bianca, ha votato per autorizzare il
ricorso alla forza militare per "salvare" qualunque americano
imputato di fronte al Tribunale Internazionale. Erica
Terpstra, una deputata parlamentare dei Paesi Bassi - dove si trovano
l'Aia e l'ICC - dichiara che cio' "non e' solo un gesto contro
i Paesi Bassi... ma contro l'intera comunita' internazionale".
Mentre i sostenitori del Tribunale Internazionale lo considerano il
piu' importante risultato nel diritto internazionale dai tempi del tribunale
di Norimberga per i crimini di guerra nazisti, l'Amministrazione Bush
insiste sul fatto che questo trattato limiterebbe la sovranita' statunitense
e interferirebbe con le azioni dell'esercito statunitense.
Il rifiuto senza precedenti e la rapida ritrattazione degli accordi
che in effetti hanno mantenuto la pace per decenni, non solo continueranno
a mantenere l'isolamento della politica statunitense ma invalideranno
anche le convenzioni e i trattati stessi, venendo a mancare il sostegno
e la partecipazione della prima superpotenza mondiale.
AGGIORNAMENTO DI MARYLIA KELLY
Gli Stati Uniti, i progenitori del principio per il quale le questioni
nazionali e internazionali dovrebbero essere soggette al "governo
della legge", ora stanno minando attivamente quella stessa legge.
Cosi' facendo, gli Stati Uniti riducono la sicurezza sia dei propri
cittadini sia di quelli del resto del mondo. "Rule of Power or
Rule of Law?" (Governo del Potere o Governo della Legge?, NdT),
e il rapporto
piu' dettagliato sul quale si basa l'articolo, documentano come gli
Usa violino i propri obblighi legati al trattato e al diritto internazionale.
Inoltre, l'articolo e il rapporto gettano le basi per il dibattito pubblico
sulle conseguenze a lungo termine della crescente tendenza dell'Amministrazione
Bush a utilizzare l'esercito statunitense, le nuove armi e una "Fortezza
America" unilateralmente potente come base della propria politica
estera.
Da quando l'articolo e' stato pubblicato, nel maggio 2002, gli Usa hanno
intrapreso una serie di azioni per indebolire il diritto internazionale
come contesto in cui operare per la giusta risoluzione dei conflitti.
La prima che viene in mente e' la recente guerra in Iraq; ma anche altre
azioni statunitensi meno note, volte a minare i trattati internazionali,
possono avere degli impatti gravi e deleteri sulla sicurezza interna
e mondiale. Basta citare due esempi: l'inosservanza statunitense del
Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari (NPT) e l'inosservanza
della Convenzione sulle Armi Biologiche (BWC).
L'Amministrazione Bush ha ignorato di proposito i propri obblighi al
disarmo previsti dall'NPT, aggiungendo miliardi di dollari al budget
per lo sviluppo di armi nucleari, e richiedendo - all'interno del preventivo
di spesa per il 2004 - di accelerare la messa a punto in laboratorio
di una "potente bomba nucleare terrestre a penetrazione",
di condurre ricerche su varie ipotesi di armi nucleari in miniatura,
di potenziare la capacita' degli Stati Uniti di effettuare veri e propri
test nucleari sotterranei in piena regola e di progettare e costruire
una nuova fabbrica di noccioli al plutonio capace di raggiungere i livelli
di produzione dei tempi della Guerra Fredda, con oltre 500 nuovi nuclei
di bombe all'anno.
La Revisione della Posizione sul Nucleare dell'Amministrazione e la
conseguente Strategia per la Sicurezza Nazionale, promulgano una politica
di "prevenzione" o di ricorso "preventivo" per primi
alle armi nucleari. Non e' una coincidenza che la Corea del Nord e l'Iran,
obiettivi della nuova politica nucleare Usa, abbiano apparentemente
accelerato i loro programmi nucleari. La Corea del Nord ha annunciato
il proprio ritiro dal Trattato di Non Proliferazione; l'Iran ha indubbiamente
incrementato il proprio programma energetico nucleare rendendolo piu'
aggressivo, sebbene ancora nel rispetto dei requisiti dell'Agenzia Internazionale
per l'Energia Atomica. E gli Usa ordinano: "fate quello che diciamo,
non quello che facciamo".
Le azioni statunitensi hanno portato anche a un pericoloso indebolimento
della Convenzione sulle Armi Biologiche. Non molto tempo fa, nel novembre
2002, l'Amministrazione Bush ha continuato a ostacolare i negoziati
sulle misure di verifica e di applicazione necessarie a individuare
e prevenire le violazioni al BWC. Gli Usa, quindi, hanno annunciato
l'intenzione di costruire e usare impianti per le armi biologiche presso
i suoi due migliori laboratori di armi nucleari: Lawrence Livermore
in California e Los Alamos, nel New Mexico. Questo accostamento di agenti
batteriologici e armi nucleari procede senza alcuna documentazione sull'impatto
ambientale, udienza pubblica o ispezione relativa alla proliferazione.
AGGIORNAMENTO DI JOHN VALLEAU
I mass media hanno continuato a ignorare le implicazioni dei piani della
Difesa Missilistica (MD) statunitense. Tra i gruppi di pacifisti, pero',
la mobilitazione e' continuata. Quando il governo del Canada e' stato
sollecitato con forza - da delegazioni, lettere e relazioni - a opporsi
pubblicamente ai piani MD, sono stati evidenziati i rischi sia per la
proliferazione nucleare che per l'introduzione di armamenti
spaziali statunitensi. Vista l'opposizione canadese alle armi spaziali
(nella Conferenza ONU sul Disarmo e altrove) siamo rimasti delusi dalla
riluttanza del nostro governo a prendere posizione. Speravamo che se
il Canada avesse parlato chiaro, in quanto nazione amica appartenente
alla NATO e al NORAD, cio' avrebbe di sicuro avuto degli effetti inibitori
sui programmi statunitensi.
Nelle ultime settimane (scrivo all'inizio di giugno 2003) la questione
e' diventata improvvisamente di primo piano nei media principali ma
per la piu' deludente delle ragioni: il governo canadese si sta muovendo
per "negoziare" con gli Usa la collaborazione nel MD - l'esatto
contrario di cio' che speravamo - e usa argomentazioni evasive che fanno
pensare che non abbia mai letto le relazioni in merito.
Il cambiamento nella politica canadese e' dovuto al manifesto malcontento
Usa per il rifiuto, da parte del Canada, di ricoprire un ruolo attivo
nell'aggressione illegale all'Iraq. La risposta imbarazzante di Ottawa
e' stata il tentativo di riconquistare il favore degli Usa a costo di
rinunciare ai propri principi: questa e' la vita alla periferia del
potere. Di buono c'e' che si e' scatenato un energico dibattito politico
incentrato fondamentalmente sulle questioni cruciali del MD, relative
alla proliferazione nucleare e al percorso verso le armi spaziali; la
speranza e' che articoli come il mio e come altri abbiano contribuito,
in qualche modo quantomeno, a risvegliare una consapevolezza pubblica
sulle questioni in gioco.
AGGIORNAMENTO DI EAMON MARTIN
Quando e' uscito l'articolo, il direttore di Asheville Global Report
ha notato che, escluso un modesto articolo pubblicato sul circuito Reuters,
la copertura della notizia si e' limitata ad alcuni articoli pubblicati
al di fuori degli Stati Uniti. Qui, l'Amministrazione di George W. Bush
stava gia' attuando una discutibile politica estera unilaterale, arrivando
a minacciare l'invasione di una nazione sovrana, pur
di difendere i propri collaboratori dall'esame degli osservatori per
i diritti umani e, quindi, dell'opinione mondiale. Alla luce della natura
estremamente provocatoria e ostile di tale posizione diplomatica, viene
da chiedersi se gli stessi grandi media non stiano proteggendo gli Stati
Uniti da un'assunzione di responsabilita' occultando questa storia.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), per il secondo
anno consecutivo, ha recentemente esteso la loro esenzione dalla giurisdizione
del Tribunale Internazionale. "La risoluzione [dell'ONU] rappresenta
un tentativo di soddisfare l'ideologia politica e la legislazione interna,
e... subordinare un'istituzione multilaterale al potere statunitense",
ha dichiarato William Pace, colui che ha convocato la Coalizione per
l'ICC, in un articolo di Jim Lobe per l'Inter Press Service, pubblicato
il 9 giugno 2003. Lobe scrive che i comitati per i diritti e i sostenitori
del governo nell'ICC stanno chiedendo un dibattito aperto sulla questione.
Sostengono che il Consiglio di Sicurezza manchi dell'autorita' legale
per concedere esenzioni poiche' lo statuto delle Nazioni Unite non prevede
la possibilita' di emendare un trattato internazionale. Il gruppo di
William Pace, che rappresenta decine di gruppi per i diritti umani nel
mondo, ha esercitato forti pressioni sulle nazioni facenti parte del
UNSC affinche' respingano la richiesta di Washington.
Dei 15 membri del consiglio, solo gli Stati Uniti, la Cina e il Pakistan
non hanno firmato lo Statuto di Roma. Gli altri 12 lo hanno o firmato
o ratificato. A maggio 2003, tutti i membri della NATO, eccetto gli
Stati Uniti e la Turchia, hanno ratificato il trattato ICC, cosi' come
tutti i membri dell'Unione Europea (UE) e tutti i membri candidati all'Unione
Europea, eccetto la Repubblica Ceca. Il fatto che
l'Amministrazione Bush dimostri una tale resistenza verso il Tribunale
Internazionale in un momento di espansionismo militare statunitense
senza precedenti e mentre sta sbandierando una Strategia di Sicurezza
Nazionale di difesa "preventiva", ha fatto nascere il sospetto
che la Casa Bianca stia ricercando l'impunita' assoluta.
Mentre i massimi funzionari statunitensi come il Vicepresidente Dick
Cheney continuano a dipingere la campagna globale contro il "terrore"
come una guerra potenzialmente "senza fine", e lo spiegamento
delle forze statunitensi all'estero si allarga dalla Colombia al Corno
d'Africa fino alle Filippine e oltre, il rifiuto statunitense di un
tribunale internazionale puo' avere implicazioni geopolitiche allarmanti.
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