|
|
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
||
|
Antigone, sorella di Eteocle e Polinice,
che si sono uccisi reciprocamente in duello per la successione al
trono di Tebe, è decisa a seppellire Polinice, che aveva assalito
la patria con un esercito di stranieri, nonostante il divieto delle
leggi e del nuovo re, suo zio Creonte. Sorpresa a tentare la sepoltura
viene condannata a morte. A nulla valgono le suppliche di Emone, figlio
di Creonte, innamorato di lei. Solo quando a Creonte vengono vaticinate
enormi sciagure familiari derivanti dalla condanna, verrà dato
ordine di sospendere la pena, ma sarà già troppo tardi:
la giovane si è impiccata e ai suoi piedi, sotto gli occhi
paterni, si toglie la vita Emone. La profezia di sciagure si completerà
con il suicidio della moglie Euridice e con la definitiva solitudine
di Creonte.
|
![]() |
|||
| In Europa le vittime di guerra sono state pari a tre milioni nel XVII secolo, a più di cinque milioni nel Settecento, a cinque milioni e mezzo nell'Ottocento, a dieci milioni nella prima guerra mondiale, a cinquanta milioni nella seconda. Le perdite civili, pari al 5 per cento del totale nel primo conflitto mondiale, sono state pari al 50 per cento nel secondo; ma nella guerra del Vietnam hanno superato il 70 per cento e si sono avvicinate al 100 per cento in quella recentissima che ha insanguinato per quattro anni l'ex Jugoslavia. (http://www.viaggidierodoto.com/cantieri/ive35_labDossier01/) |
![]() |
|||
| Quando gli psicologi ancora pensavano....! Leggi Fornari F. "PSICOANALISI DELLA GUERRA", Feltrinelli, Milano, 1966 |
![]() |
|||
|
Se
cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà
avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini eguali, intenti
solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare
i loro desideri. Ognuno di essi, tenendosi da parte, è quasi
estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli e i suoi amici
formano per lui tutta la specie umana; quanto al rimanente dei suoi
concittadini, egli è vicino a essi, ma non li vede; li tocca
ma non li sente affatto; vive in se stesso e per se stesso e, se gli
resta ancora una famiglia, si può dire che non ha più
patria. Alexis
de Tocqueville
|
![]() |
|||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Prendi queste immagini
e mettile nel tuo sito o sulle tue mail
|