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Le contraddizioni dell'Occidente1: guerra, terrorismo, democrazia L'Occidente perbenista, patriottico e benpensante trova giusto che sia abbattuto un dittatore sanguinario come Saddam, e considera "incidenti" gli oltre 10.000 civili iracheni uccisi. Per abbattere una dittatura sanguinaria come quella di Saddam, la distruzione di un Paese e la morte di 50.000 persone fra soldati e civili di tutte le parti, è considerato un prezzo accettabile. Il problema è che l'Iraq non è l'unica dittatura del pianeta, che anzi vede i regimi non democratici in netta maggioranza. Cosa fanno gli oppositori di un regime come quello dell'Arabia Saudita, per citarne solo uno? Possono dare vita ad un partito di opposizione? No, se vogliono invecchiare. Fanno del terrorismo, che da sempre è l'arma da guerra dei "poveri". Così è successo per decenni nei Paesi sudamericani. Secondo la logica usata per l'Iraq, l'Occidente dovrebbe vedere con simpatia quelli che combattono, coi loro mezzi, altre dittature. Invece no. Quelli che combattono la dittatura saudita sono "terroristi che vogliono destabilizzare" i Paesi arabi. Coloro che col terrorismo combattevano i sanguinari dittatori sudamericani erano malvisti in quanto "pericolosi agenti del comunismo". Quelli che combattono i regimi dittatoriali arabi non sono accettati in quanto "pericolosi agenti del fondamentalismo". Secondo la ideologia dell'Occidente dunque:
Mircea Meti |
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