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| Tesi contro la imminente guerra in Iraq | |
Malgrado la gravissima sciagura dell11 settembre non si può dire che i Servizi americani abbiano avuto successo nel trovare i colpevoli. Nessun processo è ancora stato fatto.La colpevolezza di Bin Laden è più un atto di fede verso il governo Usa che una convinzione basata su prove. La cosa è ancora più grave per quanto riguarda i fiancheggiatori. Un commando si prepara ed agisce sul suolo americano, e ci si vuole fa credere che non cè stato nessuna copertura? Come minimo avremmo dovuto assistere alla decapitazione di tutti gli organismi di spionaggio e polizia. E che fine ha fatto la sbandierata pulizia presso le banche che era stata minacciata?
Il fatto che lIraq disponga di armi chimiche e atomiche è piuttosto controverso. Anche qui non ci sono prove. Gli inviati dellOnu non hanno mai trovato niente, ma soprattutto, durante la guerra del Golfo gli Usa non hanno trovato o bombardato gli eventuali depositi. Non è pensabile che queste armi catastrofiche siano state messe a punto in questi dieci anni di embargo. Se cerano, perché gli Usa, straripati in Iraq non provveduto a suo tempo?
Ammettiamo, per puro spirito dialettico, che lIraq disponga di queste armi. E allora? Gli arsenali degli Usa e dei loro alleati, nonché di almeno altri 5/6 Stati fra cui Russia, Cina, Korea, Pakistan, ecc., sono pieni di armi nucleari e biologiche. Non solo, ma nella storia, gli Usa sono lunico paese al mondo che finora ha usato la bomba atomica e ogni tipo di arma biologica (il famigerato agente Orange sta ancora facendo danni al Vietnam). Sarebbe ragionevole una politica planetaria per la proibizione di tutte le armi nucleari e biologiche, ma come si può sostenere il diritto al possesso ed alluso di queste armi solo ad alcuni Stati e non ad altri?
Da sempre le grandi potenze hanno cercato di destabilizzare governi ed abbattere capi di Stato non graditi. Il Cile di Allende è il caso più noto, ma non sono pochi gli indizi di interventi destabilizzanti degli Usa anche in Italia. Tuttavia in nessun caso ciò veniva dichiarato a mezzo stampa, ma coperto col pudore che assegna un certo rispetto ai Governi, ancorché non alleati od ostili. Nel caso dellIraq sono noti i tentativi Usa di assassinio, colpo di Stato e destabilizzazione, anche perché non passa giorno senza che venga dichiarata una volontà in questa direzione. Via via la motivazione è il supporto a Bin Laden, il possesso di armi di distruzione di massa, o il carattere dittatoriale del regime. Mentre le prime due motivazioni sono come minimo poco fondate, la terza è risibile quando esce dalla bocca di un Bush, che governa lImpero avendo ottenuto il consenso del 20% degli americani e per di più con la farsa della Florida. Ma a parte questa mancanza di credibilità, resta il fatto che più della metà dei Governi del mondo è a vario tipo dittatoriale e più della metà di questi è in ottimi rapporti con lOccidente (quando non sono stati addirittura insediati da esso).
Il modo con cui Bush tratta lOnu è quello del padrone coi servi. Bush non propone, ma intima e minaccia. Qualsiasi Stato minore che ingiungesse allOnu di deliberare qualcosa minacciando in caso contrario di prendere iniziative belliche individuali sarebbe redarguito e vedrebbe arrivare i caschi blu alle frontiere come forza di interdizione. E vero che lOnu non è un modello di efficienza, ma a ciò non poco hanno contribuito gli Stati Uniti, che fino all11 Settembre si rifiutavano addirittura di pagare i finanziamenti che dovevano.
Che la NATO, specie dopo la dissoluzione dellimpero sovietico, abbia il solo scopo di alimentare lindustria bellica e militare nonché le smanie imperiali degli usa, è cosa nota. Ma in questo frangente la sua totale inutilità pratica è dimostrata dal fatto che non sia mai nemmeno presa in considerazione.
La tesi americana a sostegno della guerra è quella della guerra preventiva. Si bombarda e forse si invade lIraq, per prevenire eventuali attacchi che quel paese potrebbe portare allOccidente. La tesi è esattamente quella usata da tutte le guerre. Chiunque attacca dice di farlo per difendersi da minacce vere o presunte. Non esiste nessuna differenza teorica o pratica fra una guerra preventiva ed una guerra daggressione, se non altro perché non è mai possibile risalire alla verità delle minacce. Se il concetto fosse accettato, anche Saddam avrebbe titolo per attaccare gli Usa che lhanno pubblicamente minacciato.
Alla faccia del giornalismo obiettivo, i giornalisti televisivi ancora una volta dimostrano il loro perpetuo stato di servitù mentale allImpero. I bollettini di guerra di Bush vengono tambureggiati quotidianamente e presentati come ovvietà. Di contro, da fonte irakena è il silenzio totale. I pochi discorsi di Saddam messi in onda vengono accompagnati da commenti irridenti e squalificanti; non esistono interviste ad ambasciatori o testimoni irakeni o islamici; rarissimi i reportages sulla vita irachena. Le veline del regime si confondono con le veline della Casa Bianca.
Un attacco a Saddam sarebbe la negazione non solo del diritto internazionale, ma del diritto tout court. Il diritto internazionale, da quando è nato, si fonda su principi di giustizia ed etica non dissimili da quelli che ispirano il diritto penale o privato. A nessun cittadino è permesso di minacciare di morte qualcun altro. A nessuno è permesso di aggredire ed uccidere il vicino ancorché costituisse una minaccia. Addirittura il diritto penale prevede il reato di eccesso di legittima difesa. Se un energumeno prima ti minaccia e poi ti aggredisce a pugni, non puoi sparargli. Come faremo ad applicare queste norme civili se accettiamo il concetto di guerra preventiva? Come faremo a spiegare ai giovani che se qualcuno li minaccia, non possono tirare fuori il coltello e uccidere o organizzare una bella spedizione punitiva di gruppo? (Mircea Meti) |
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