Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


LAVORO IN PROGRESS0 0 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10
Tesi contro la imminente guerra in Iraq
  1. Va ancora dimostrato che Bin Laden sia colpevole e che sia l’unico colpevole.

Malgrado la gravissima sciagura dell’11 settembre non si può dire che i Servizi americani abbiano avuto successo nel trovare i colpevoli. Nessun processo è ancora stato fatto.La colpevolezza di Bin Laden è più un atto di fede verso il governo Usa che una convinzione basata su prove. La cosa è ancora più grave per quanto riguarda i fiancheggiatori. Un commando si prepara ed agisce sul suolo americano, e ci si vuole fa credere che non c’è stato nessuna copertura? Come minimo avremmo dovuto assistere alla decapitazione di tutti gli organismi di spionaggio e polizia. E che fine ha fatto la sbandierata pulizia presso le banche che era stata minacciata?

  1. Va ancora dimostrato che Saddam sia complice di Bin Laden e sia l’unico complice.
L’inizio della battaglia mediatica contro Saddam è stato basato sul fatto che l’Iraq fosse il primo sponsor e fiancheggiatore di Bin Laden. Anche su questo tema non è mai arrivata una prova. Forse per questo è arrivata la tesi della dittatura e della minaccia delle “armi di distruzione di massa”. Tutti questi temi trascurano il fatto che fino a pochi anni fa Saddam era finanziato dagli usa per la guerra contro l’Iran, esattamente come Bin Laden lo era per la guerra contro i sovietici.  I primi e più colpevoli complici di Bin laden e Saddam Hussein, ammesso che siano colpevoli di qualcosa,  sono gli Usa.
  1. Va ancora dimostrato che Saddam disponga di armi di sterminio di massa.

Il fatto che l’Iraq disponga di armi chimiche e atomiche è piuttosto controverso. Anche qui non ci sono prove. Gli inviati dell’Onu non hanno mai trovato niente, ma soprattutto, durante la guerra del Golfo gli Usa non  hanno trovato o bombardato gli eventuali depositi. Non è pensabile che queste armi catastrofiche siano state messe a punto in questi dieci anni di embargo. Se c’erano, perché gli Usa, straripati in Iraq non provveduto a suo tempo?

  1. Su cosa si basa l’affermazione  che Saddam non abbia diritto di avere armi di sterminio di massa.

Ammettiamo, per puro spirito dialettico, che l’Iraq disponga di queste armi. E allora? Gli arsenali degli Usa e dei loro alleati, nonché di almeno altri  5/6 Stati fra cui Russia, Cina, Korea, Pakistan, ecc., sono pieni di armi nucleari e biologiche. Non solo, ma nella storia, gli Usa sono l’unico paese al mondo che finora ha usato la bomba atomica e ogni tipo di arma biologica (il famigerato agente Orange sta ancora facendo danni al Vietnam). Sarebbe ragionevole una politica planetaria per la proibizione di tutte le armi nucleari e biologiche, ma come si può sostenere il diritto al possesso ed all’uso di queste armi solo ad alcuni Stati e non ad altri?

  1. Quale diritto hanno gli Usa di proclamare la necessità della caduta di Saddam e di sperimentarne tentativi?

Da sempre le grandi potenze hanno cercato di destabilizzare governi ed abbattere capi di Stato non graditi. Il Cile di Allende è il caso più noto, ma non sono pochi gli indizi di interventi destabilizzanti degli Usa anche in Italia. Tuttavia in nessun caso ciò veniva dichiarato a mezzo stampa, ma coperto col pudore che assegna un certo rispetto ai Governi, ancorché non alleati od ostili. Nel caso dell’Iraq sono noti i tentativi Usa di assassinio, colpo di Stato e destabilizzazione, anche perché non passa giorno senza che venga dichiarata una volontà in questa direzione. Via via la motivazione è il supporto a Bin Laden, il possesso di armi di distruzione di massa, o il carattere dittatoriale del regime. Mentre le prime due motivazioni sono come minimo poco fondate, la terza è risibile quando esce dalla bocca di un Bush, che governa l’Impero avendo ottenuto il consenso del 20% degli americani e per di più con la farsa della Florida. Ma a parte questa mancanza di credibilità, resta il fatto che più della metà dei Governi del mondo è a vario tipo dittatoriale e più della metà di questi è in ottimi rapporti con l’Occidente (quando non sono stati addirittura insediati da esso).

  1. Come mai non viene stigmatizzata l’arroganza degli Usa che si permettono di dare ultimatum all’Onu ?

Il modo con cui Bush tratta l’Onu è quello del padrone coi servi. Bush non propone, ma intima e minaccia. Qualsiasi Stato minore che ingiungesse all’Onu di deliberare qualcosa minacciando in caso contrario di prendere iniziative belliche individuali sarebbe redarguito e vedrebbe arrivare i caschi blu alle frontiere come forza di interdizione. E’ vero che l’Onu non è un modello di efficienza, ma a ciò non poco hanno contribuito gli Stati Uniti, che fino all’11 Settembre si rifiutavano addirittura di pagare i finanziamenti che dovevano.

  1. Che ne è della Nato?

Che la NATO, specie dopo la dissoluzione dell’impero sovietico, abbia il solo scopo di alimentare l’industria bellica e militare nonché le smanie imperiali degli usa, è cosa nota. Ma in questo frangente la sua totale inutilità pratica è dimostrata dal fatto che non sia mai nemmeno presa in considerazione.

  1. Qual è la differenza fra guerra preventiva e guerra d’aggressione?

La tesi americana a sostegno della guerra è quella della guerra preventiva. Si bombarda e forse si invade l’Iraq, per prevenire eventuali attacchi che quel paese potrebbe portare all’Occidente. La tesi è esattamente quella usata da tutte le guerre. Chiunque attacca dice di farlo per difendersi da minacce vere o presunte. Non esiste nessuna differenza teorica o pratica fra una guerra preventiva ed una guerra d’aggressione, se non altro perché non è mai possibile risalire alla verità delle minacce. Se il concetto fosse accettato, anche Saddam avrebbe titolo per attaccare gli Usa  che l’hanno pubblicamente minacciato.

  1. La tv, ovvero la servitù come abito.

Alla faccia del giornalismo obiettivo, i giornalisti televisivi ancora una volta dimostrano il loro perpetuo stato di servitù mentale all’Impero. I bollettini di guerra di Bush vengono tambureggiati quotidianamente e presentati come ovvietà. Di contro, da fonte irakena è il silenzio totale. I pochi discorsi di Saddam messi in onda vengono accompagnati da commenti irridenti e squalificanti;  non esistono interviste ad ambasciatori o testimoni irakeni o islamici; rarissimi i reportages sulla vita irachena. Le veline del regime si confondono con le veline della Casa Bianca.

  1. Stati e individuo: diritto internazionale e diritto privato.

Un attacco a Saddam sarebbe la negazione non solo del diritto internazionale, ma del diritto tout court. Il diritto internazionale, da quando è nato, si fonda su principi di giustizia ed etica non dissimili da quelli che ispirano il diritto penale o privato. A nessun cittadino è permesso di minacciare di morte qualcun altro. A nessuno è permesso di aggredire ed uccidere il vicino ancorché costituisse una minaccia. Addirittura il diritto penale prevede il reato di eccesso di legittima difesa. Se un energumeno prima ti minaccia e poi ti aggredisce a pugni, non puoi sparargli. Come faremo ad applicare queste norme civili se accettiamo il concetto di “guerra preventiva”? Come faremo a spiegare ai giovani che se qualcuno li minaccia, non possono tirare fuori il coltello e uccidere o organizzare una bella spedizione punitiva di gruppo?

(Mircea Meti)

Aggiornatemi

 

Psicologia Politica