Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


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Chi perde non ha necessariamente torto.  

L'impero romano è stato sconfitto dalla sua decadenza e dalle invasioni barbariche. Possiamo con ciò dire che la civilizzazione degli unni o dei goti fosse superiore a quella latina?

La caduta del muro di Berlino ha visto anche il crollo del comunismo, la supremazia solitaria degli Usa e la scomparsa dell'equilibrio bipolare. Questo accadimento ha portato molti osservatori a sancire la superiorità del modello americano su quello antagonista. Può darsi che effettivamente il comunismo fosse una civilizzazione inferiore, incapace di fronteggiare le sfide della tarda Modernità. Può darsi che l'equilibrio del terrore atomico fosse un costo insostenibile per quasi mezzo secolo di pace in Occidente. Quello che è certo è che tutto ciò non autorizza nessuno ad affermare che la civilizzazione vincitrice "ha ragione". E che la creazione dell'Impero occidentale coincide con la "fine della Storia". Finora, la leadership monocratica ed il progetto imperiale ci hanno regalato solo la fine della pace.

Il nuovo soggetto sarà la Cina.

Se voi foste il capo della Cina, come vedreste il fatto che gli Usa stanno creando un Impero Occidentale, occupando e aggredendo l'Islam ?

Attualmente il pianeta è suddiviso fra tre civilizzazioni: la cristiana, la islamica e la buddista. Con la inclusione della Russia nella futura Europa e con la allenaza di questa con gli Usa, la civilizzazione cristiana abbraccia territorialmente il pianeta a Nord e a Sud (Australia, Sudafrica, Cile e Argentina sono mere annessioni). Le civilizzazioni islamica e buddista hanno una leadeship distribuita nella fascia centrale del pianeta, fra i due Tropici. L'Africa è sostanzialmente annessa all'Occidente. Il Centro e Sudamerica anche, ma in posizione più potenzialmente critica e litigiosa. Quali sono gli interessi della Cina su uno scacchiere di questo tipo? Mantenere Centro e Sudamerica in stato di effervescenza anti-occidentale, e tenere vivo il conflitto fra Occidente e Islam, sostenendo via via l'attore in maggiori difficoltà. Certo non può vedere di buon occhio una soluzione nella quale l' Occidente, riuscito a sottomettere e imbrigliare l'Islam, sia l'unica potenza mondiale.

L'intervento umanitario è disarmato.  

Coloro che vogliono "non lasciare solo" il popolo iracheno, aiutare la ricostruzione, sostenere il passaggio verso la democrazia, hanno già un esempio nella Chiesa del XX secolo.

La Chiesa, prima con le Crociate, poi con l'Impero spagnolo ed infine col colonialismo, ha per 4 secoli usato il metodo di portare la salvezza ai "pagani" dietro le spade e i cannoni. Ma dal XX secolo la Chiesa ha iniziato a portare il suo aiuto alle popolazioni in modo separato, a volte addirittura antagonista (come in Sudamerica), rispetto ai poteri militari sia locali che internazionali. Religiosi e laici per un secolo hanno portato solidarietà ma anche istruzione, sanità, attrezzature, aiutando le diverse società civili a crescere ed emanciparsi secondo ritmi naturali e con modalità in armonia con le tradizioni locali. Stando sempre bene attenti a distanziarsi, differenziarsi, a volte anche presentarsi in opposizione. In piccolo, anche organizzazioni come "Medici senza frontiere" fanno la stessa cosa.
Comportamento molto diverso da un 'Italia che aiuta l'Iraq con le Forze Armate, sotto il comando militare dello Stato che buttato 500.000 bombe sull'Iraq. Se il Governo proponesse di investire tutti i miliardi spesi per i militari, nell'invio in Iraq di organizzazioni private, umanitarie e neutrali, in modo del tutto autonomo rispetto all'esercito Usa, avrebbe di certo il consenso generale. A chi obietta che una missione disarmata sarebbe pericolosa e potrebbe essere sfruttata dai terroristi, rispondiamo che è vero: migliaia di volte le "missioni" della Chiesa sono state funestate da lutti e sfruttate dai "cattivi" di turno. Ma è proprio questo che le ha rese nobili, accettate, efficaci e degne della attribuzione di "martirio".

Confronto politico o esegesi?  
La maggioranza degli attuali dibattiti politici non sono più confronti fra scelte diverse, ma solo esegesi di testi legislativi. I competitori continuano a ripetere che vogliono le stesse cose, solo che uno accusa l'altro di contraddizione fra parole e fatti e l'altro replica che questo è falso. Voi volete abolire il tempo pieno...Per niente, la nostra proposta lo aumenta! Noi vogliamo la pace.....ma anche noi! Voi volete togliere i diritti ......al contrario, noi finalmente li distribuiamo! Tutti dicono di volere la stessa cosa, ma accusano l'altro di mentire. Il povero cittadino che volesse stare al gioco dovrebbe leggersi tutti i documenti e stabilire da sè con una profonda esegesi dei testi, chi dice la verità e su cosa. Quando si tornerà ai veri confronti, nei quali un Partito dice di volere A e l'altro dice di volere B, o il contrario di A ? Se tutti vogliono le stesse cose e si distaccano solo per le modalità, che senso ha votare? Forse questo è lo stile necessario alla ricerca del "centro" che -dicono- fa vincere le elezioni. Non sarà invece che questo farà aumentare di nuovo l'astensionismo?