LO
PSICOLOGO di comunità': metodi
di lavoro e ruoli
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1- QUALCHE DEFINIZIONE
Il termine "comunità" nel linguaggio quotidiano e utilizzato per indicare una collettivita di persone che sono raggruppate rispet- to ad un certo parametro: territoriale - gli abitanti di una cittadina, o di un quartiere o addirittura di tutta una nazione;religioso - per esempio i francescani oppure gli ebrei; temporale - gli anziani oppure i giovani; utilitaristico - come l'Unione Europea. E cosi via, secondo un principio simile a quello dell'insiemistica in matematica che raggruppa "cose" che hanno degli elementi in comune fra loro.
Per la psicologia di comunità il concetto e un po' più ampio ed approfondito ed e connotato da diverse sfaccettature. Innanzi tutto il principio di appartenenza che puo essere di tipo astratto ed emotivo. Un individuo cioe, puo sentirsi legato ad una comunità anche se non esiste nessun elemento oggettivo ed osservabile che lo dimostri. Gli emigrati italiani, in Canada per esempio, si sentono una comunità benche non si conoscano tutti personalmente, non frequentino nel tempo libero le stesse persone, non svolgano lo stesso tipo di lavoro, non pratichino la stessa religione o votino lo stesso candidato politico. Ciononostante provano un sentimento di appartenenza ad una collettivita che in molti casi conoscono poco o addirittura per niente.In molti contesti questo sentimento non esiste e la psicologia di comunità si propone di farlo nascere. Quindi il termine "comuni- ta" indica un modello ideale che si trova riprodotto solo in parte nella realtà concreta. Questo modello offre delle chiavi di lettura della situazione comunitària attraverso le quali e possi- bile capire e spiegare i fenomeni contingenti, prevedere gli eventi conseguenti, stimolare l'evoluzione verso obiettivi definiti. Come in tutti i settori della scienza, inoltre, lo studio, la ricerca, l'esperienza concreta, contribuiscono a migliorare ed a precisare il modello stesso ed anche a renderlo più applicabile. Un secondo elemento importante che caratterizza la Psicologia di comunità e collegato al concetto di potere. Non nel senso di autorita coercitiva, ma come possibilita presente in tutta la comunità di raggiungere gli scopi prefissati. In quest'ottica il potere richiede l'autonomia nel prendere la decisione, la competenza rispetto alla scelta da effettuare e la assunzione di responsabilita rispetto ai risultati ottenuti. Si tratta di una sorta di circolo virtuoso, dove l'esistenza di un elemento sottointende o richiede anche la presenza degli altri perche possa esistere la comunità. E' questo un riconoscimento delle risorse che la comunità possiede e che devono essere soltanto sollecitate e sostenute per agire con maggiore determinazione ed efficacia. Un terzo elemento che illustra il concetto di comunità deriva dalla psicologia topologica elaborata da K. Lewin per analizzare e spiegare le caratteristiche psicologiche sia individuali che collettive. I punti sostanziali sono due: a- la descrizione dell' individuo/gruppo come campo di forze fra loro interdipendenti b- la formula che spiega il comportamento come funzione della persona/gruppo e dell' ambiente di vita. Applicando questi concetti ai grandi gruppi e alla comunità se ne ricava un modello complesso che descrive quest' ultima come unsistema costituito da aggregazioni che hanno fra loro legami più o meno significativi. Gli spazi "vitali" di queste entita va-riano continuamente all' interno del contesto macro, allargando- si o restringendosi in stretta relazione reciproca. La Psicologia di comunità si occupa di studiare i bisogni e le esigenze psicologiche di questa struttura complessa, cercando di stimolare e facilitare il suo sviluppo e la sua evoluzione in vista del raggiungimento degli obiettivi che la comunità stessa intende perseguire. L'attenzione e sempre concentrata sul macro, e sui piccoli gruppi che lo compongono, mai o solo occasionalmente sui singoli indivi- dui. D'altra parte essi come tali sono impotenti in una comunità, mentre come membri di un gruppo possono agire attraverso essoe apportare delle modificazioni significative alla situazione generale. Il piccolo gruppo e dunque una sorta di cinghia di trasmissione fra il singolo individuo isolato e la collettivita al completo.Torna evidente l'importanza del potere, dell'autonomia e della responsabilita per la vita nella comunità: questi elementi con- sentono al gruppo di agire, di prendere delle posizioni rispetto a fatti ed avvenimenti, influenzando cosi il contesto. Se il gruppo e "qualcosa di diverso" dalla somma degli individui che lo costituiscono, anche la comunità e qualcosa di diverso dalla somma dei gruppi, ma in entrambi i casi le entita di base -singoli individui o gruppi- e la loro vitalita determinano la qualita dell'aggregato che ne risulta. Se gli individui sono amor fi ed inerti sara privo di vita anche il gruppo. Se i gruppi, formali e non, di una comunità sono in costante competizione fra loro, o se non hanno interscambi e relazioni di alcun genere, an- che la comunità sara frantumata o priva di vita.Ne discende che la psicologia di comunità non ha un'ideologia che la guida e che deve trasmettere; ha invece l'attenzione concentrata sugli aspetti psicologici della comunità per rilevarne bisogni, problemi, esigenze di carattere psicologico ed aiutare la comunità stessa prima di tutto a rendersi conto della sua situazione e poi a trovare direttamente delle risposte e delle soluzioni ai problemi osservati. Questa caratteristica da una connotazione "politica" alla psicologia di comunità nel senso che essa si occupa di quanto riguarda la costituzione e l'organizzazione della vita pubblica collettiva cercando di incentivare la partecipazione dei cittadini attraverso i loro gruppi di riferimento e di aiutarli a far corrispondere gli ideali della vita comunitària alla realtà concreta. La psicologia di comunità si occupa quindi del futuro attraverso azioni finalizzate alla progettazione di esso ed alla prevenzione di possibili situazioni di disagio e di pericolo.Queste attivita non sono svolte soltanto dai tecnici, esperti del settore, ma vengono realizzate "con" la comunità attraverso i suoi membri più sensibili, più motivati, più rappresentativi cosi che non si tratti di operazioni tecnocratiche, ma di evoluzioni e cambiamenti desiderati e stimolati dalla collettivita. L'approccio della Psicologia di comunità non e di tipo reattivo in rapporto agli avvenimenti, ma e piùttosto anticipatorio: stu- dia e propone azioni e strategie adeguate all'evoluzione delle situazioni. Se esistono dei bisogni nella comunità essi non vanno soddisfatti in maniera casuale e da membri esterni. Occorre invece dividere i compiti, collaborare, ricercare siner- gie, sviluppare le risorse e le potenzialita della comunità stes- sa.Questo aspetto, ideologico e politico, richiede una modificazione sostanziale del punto di vista della collettivita non facile da ottenere per due motivi di fondo: rende necessarie l'assunzione di responsabilita e della logica dello scambio in un contesto che per abitudine rimanda sempre altrove queste competenze.Tutto cio non per scopi nobili ed ideali, ma per migliorare la qualita della vita delle comunità e per aumentarne il benessere, il che spesso significa non dover fare poi interventi riparatori e terapeutici, certo molto più costosi da tutti i punti di vista.
2- METODOLOGIE E TECNICHE DI INTERVENTO
La Psicologia di comunità ha un tipo di approccio particolare che si distingue per alcune caratteristiche.
a- Gli utenti non sono singoli individui, ma sono aggregazioni collettive e più precisamente i piccoli gruppi, le istituzioni e le organizzazioni che costituiscono la comunità stessa e quest' ultima presa complessivamente. In parte questo si spiega con motivi di tipo organizzativo ed economico, perche anche volendo,sarebbe concretamente impossibile intervenire con ciascun individuo preso singolarmente: il tempo ed il numero di tecnici-psicologi necessari sarebbero spropositati ed il raggiungimento degli obiettivi sarebbe improbabile. Inoltre i bisogni, i problemi e le dinamiche cambiano se prendiamo in considerazione una sola persona o invece una collettivita, dal momento che quest'ultima non puo essere considerata come una semplice somma di individui. Infine, un individuo in un grande gruppo, com'e una comunità, ha bisogno di punti di riferimento per identificarsi e trovare uno spazio d'azione reale, pena il sentirsi isolato e totalmente impotente. Se si vuole costruire un tessuto comunitàrio occorre quindi vitalizzare le aggregazioni esistenti e facilitare la creazione di una rete di relazioni e di rapporti fra esse.
b- L'intervento e di tipo preventivo e quindi viene realizzato in un contesto considerato prevalentemente sano dove si cominciano ad evidenziare sintomi di disagio e di malessere. Non si tratta quindi di azioni terapeutiche, ma di una sorta di "cura ricostituente" che rafforzando le aggregazioni le rende capaci di rispondere congruentemente a degli stimoli non ancora completamente visibili. In pratica cio significa che la Psicologia di comunità realizza delle attivita finalizzate a migliorare le capacita delle aggregazioni e ad aumentarne le competenze, sviluppando le potenzialita che sono sotto-utilizzate o latenti. Si tratta quindi di fare formazione, soprattutto da due punti di vista: quello della gestione dei ruoli e quello dell'organizzazione sociale.
c- Il terzo elemento portante della metodologia riguarda il rapporto fra operatore-psicologo e comunità: si tratta di un rap-porto di collaborazione e di compartecipazione. Il tecnico, Il tecnico, lo psicologo, e certamente necessario per la sua specializzazione, ma non lavora "sulla" bensì"con" la comunità. Cio significa che le decisioni vengono prese insieme e, di conseguenza, che esiste una corresponsabilita rispetto al raggiungimento del risultato. Non e un modo sbrigativo per far ricadere sulla comunità le colpe di una incompetenza o superficialità professionale dello psicologo. Si tratta invece di dare significato ed importanza alla comunità stessa evidenziando l'impossibilita di espropriarla della sua stessa esistenza. In pratica per la Psicologia di comunità oggetto, soggetto e metodo di intervento coincidono, pena il completo fallimento dell' operazione. Trattandosi di un'azione educativa in senso lato, essa non puo prescindere dalla partecipazione attiva degli "educandi", senza la collaborazione dei quali nessun obiettivo puo essere raggiunto: per imparare a leggere e a scrivere a scuola non e mai bastato un bravo e geniale maestro, ma e sempre stato necessario un allievo attento e volonteroso.
d- La durata dell'intervento deve essere definita. E' un altro fondamento del metodo che sottolinea la necessita di precisare l'obiettivo e insieme le caratteristiche di salute e di competenza della comunità stessa. Così la Psicologia di Comunità interviene offrendo l'opportunita ed i mezzi per rispondere a precisi bisogni. In pratica, lo psicologo di comunità dell' Azienda Sanitaria puo svolgere il suo lavoro continuativamente presso la stessa collettivita, solo deve distinguere le diverse attivita che svolge. Per esempio, puo lavorare con le scuole del territorio per un progetto di prevenzione dell'AIDS; puo svolgere attivita di consulenza per gli allenatori delle associazioni sportive; puo coordinare un'attivita di verifica dell'efficacia dei servizi al cittadino; e cosi via. Ciò che e importante in ognuno di questi casi e fissare il tempo entro il quale si dovra concludere quell'esperienza. Stabilire un tempo di durata significa avere un supporto organiz- zativo che favorisce il raggiungimento dei risultati voluti e richiesti e ne rende possibile la misurazione.
e- La Psicologia di comunità si occupa di realtà territoriali medie e grandi. In quest'area si tratta di realizzare innanzi tutto un lavoro di collegamento fra le entita presenti e, in secondo luogo, di collaborare alla progettazione e poi all'organizzazione di attivita innovative, rese possibili proprio dall'esistenza del rapporto di collaborazione.Quartieri, piccole citta, distretti, comunità montane, sistemi bibliotecari, ecc., sono le realtà con cui si confronta in queste occasioni la Psicologia di comunità con l'intenzione di vitalizzarle e di renderle risorse utilizzabili dalla collettivita sia per la gestione del tempo libero, sia per interventi in altri settori.Si tratta quindi di animare la comunità attraverso associazioni, gruppi, ecc. che ne fanno parte, ma anche di promuovere una maggiore sensibilita fra loro, sostituendo alla più frequente competizione, l'aiuto ed il sostegno reciproco e l'unità di intenti riguardo al raggiungimento di alcuni obiettivi comuni.
f- L'ultimo elemento importante del metodo riguarda il contenimento delle difese e delle resistenze che rappresentano l'ambivalenza della comunità nei confronti dei suoi stessi desideri e bisogni. Come i singoli individui, anche le aggregazioni piccole o grandi che siano, hanno la tendenza a preferire gli stati di equilibrio, le situazioni forse non ottimali, ma tranquille e routinarie. In realtà ci sono miriadi di avvenimenti e di eventi che provocano delle conseguenze su una comunità indipendentemente dal fatto che essa stessa li abbia prodotti. Ne derivano cambiamenti ed evoluzioni che influenzano la vita collettiva in maniera significativa sia migliorandola, sia producendo dei problemi, dei pericoli, del malessere. Spesso la reazione della comunità tende a negare la possibilita di una "contaminazione" negativa o comunque disturbante della qualita della vita a cui e abituata. Perciò, anche quando esiste la consapevolezza di trovarsi in una situazione critica, permane consistente il tentativo di fuga dalla realtà e di mantenimento della status quo. Non e quindi possibile eliminare totalmente le forze che si oppongono al cambiamento: si puo indebolirle, limitarne la possibilita di azione, indirizzarle verso altri obiettivi. Il conflitto, inteso come lotta fra posizioni diverse, evoluzione, cambiamento, modificazione di una situazione, come forza vitale, e un necessario corollario di questa metodologia. Per quanto riguarda le tecniche, la Psicologia di comunità ne utilizza un buon numero che qui sono brevemente illustrate.
1- La Ricerca-Intervento
E' un modo particolare di raccogliere dati ideato da K. Lewin e che puo essere usato con modalita diverse.Cio che distingue in modo significativo questo tipo di ricerca da quella descrittiva e sociologica e il procedimento di attuazione dell'indagine: infatti essa richiede fin dall'inizio dei lavori, uno stretto contatto con i rappresentanti del territorio stessosu cui si deve indagare. Sulla base del principio di competenza della comunità su quanto la riguarda direttamente, queste persone sono invitate a collaborare attivamente a tutte le fasi della ricerca offrendo il loro punto di vista, le loro riflessioni, i loro suggerimenti sull'oggetto dell'indagine. Fra tecnici e cittadini si stabilisce cosi un rapporto nel quale entrambe le parti hanno qualcosa da dare e qualcosa da ricevere: le informazioni sulla comunità da un lato e le tecni- che di raccolta e di elaborazione dei dati dall'altro.Gli strumenti utilizzabili da questo tipo di ricerca possono essere quelli tradizionali del questionario o dell'intervista, ma possono anche essere incontri di gruppo, dibattiti e riflessioni collettive. Fra i tipi di Action-Research possibili c'e l' evaluation che consente di realizzare una verifica ed una valutazione di un evento, un servizio, una situazione, attraverso la raccolta delle opinioni soggettive dei diretti interessati. Per esempio gli utenti del Consultorio; i partecipanti alle iniziative nel tempo libero; ecc.2- Tecniche di empowerment
Col termine anglosassone si intende ridare vigore all'operazione di valorizzazione delle risorse umane, a livello individuale e collettivo attraverso l'uso di strumenti quali i giochi psicope- dagogici, i role-playing, le simulazioni.Il raggio d'azione in questo campo e molto vasto perche si puo andare dal potenziamento di capacita gia note ed utilizzate (per esempio per chi opera coi gruppi di self-help) al lavoro per far emergere capacita represse, rimosse o latenti di una persona o di una collettivita. L'idea e quella di migliorare le capacita funzionali alla vita di gruppo. In questo senso, lo psicologo di comunità puo formare i suoi utenti in modo che essi stessi possano autonomamente individuare cio che gli e più utile per vivere in maniera soddisfacente, ma puo anche formare volontari che poi si pongono al servizio degli altri, in campi specifici.3- La consulenza ai gruppi
In tutti i casi in cui lo psicologo di comunità viene coinvolto, il suo ruolo dovrebbe essere quello del consulente che offre il suo aiuto, senza sostituirsi a chi e effettivamente responsabile della situazione. I motivi della chiamata possono essere i più vari: un nuovo problema da affrontare, un intervento da realizzare sul quale esistono dubbi e perplessita , una richiesta di aiuto per l'avvio di un'iniziativa, la necessita di riorganiz-zare tutto un settore o un servizio adeguandolo maggiormente ai bisogni, ecc. Il consulente dovrebbe aiutare a capire le reali necessita e le motivazioni che sottostanno alle richieste e,successivamente, aiutare a trovare la risposta più adatta. Il suo contributo puo essere focalizzato sui processi di gruppo -per esempio per facilitare la comunicazione e le relazioni, o evidenziare i problemi- o sui contenuti, aiutando in questo caso il gruppo a lavorare con più efficacia. Infine dovrebbe suggerire le strategie che consentono di tradurre in realtà quanto e stato ipotizzato e progettato. La filosofia della Psicologia di comunità e quella di rendere la collettivita autonoma e prima protagonista degli eventi che la riguardano.3. COMPETENZE E CAPACITA'
dello psicologo di comunità'
4.1- Atteggiamenti personali
Si dice che tutto si puo imparare ed in effetti e cosi. Ma e anche vero che le tendenze e le inclinazioni personali, facilitano il processo di apprendimento e lo valorizzano. In questo caso le caratteristiche importanti riguardano:- l' interesse per la vita di gruppo, nel senso che si ami stare in situazioni collettive più che di coppia o individuali - l'inclinazione per la politica, cioe per tutto quanto riguarda la vita pubblica di un popolo e la partecipazione diretta o indiretta ad essa, nella convinzione che i destini collettivi siano condecisi da tutti i cittadini, anche se con diversi gradi di responsabilita; - l'atteggiamento idealistico, nel senso di credere che esistano alcuni valori ideali superiori, i quali sono in realtà patrimonio comune anche se difficile da esplicitare e da raggiungere; si potrebbe dire più semplicemente un ottimismo di fondo;
- la tensione al futuro bilanciata dal desiderio di lasciare una traccia di se, e cioe l'interesse a fare qualcosa di signifi- cativo che permetta di essere ricordati, come succede ad un esploratore o a un grande inventore;- la costanza, come capacita di non abbattersi davanti agli insuccessi, ma di continuare ad investire energie, valorizzando sempre i risultati pur minimi che si raggiungono;- l'elasticita mentale cioe la capacita di adattarsi velocemente ad una situazione, ma anche di trovare risposte congruenti a problemi strani o difficili; o infine di scoprire strategie in- novative adatte a superare momenti di blocco e di impasse;- la tolleranza, come rispetto delle posizioni degli altri, pur senza rinunciare ad un confronto e ad un dibattito, ma accettando effettivamente il punto di vista dell'altro, senza prevaricazioni di sorta;- la pazienza, perche solo raramente i tempi di reazione degli uomini agli eventi, sono gli stessi: Ghandi, M.L. King, N.Mandela, per fare solo un paio di nomi, erano certo "in anticipo" rispetto ai loro contemporanei, ma ora il loro punto di vista e affermato e riconosciuto.
4.2- Le skills dello psicologo di comunità
La professionalita dello psicologo di comunità e piùttosto complessa e composita, com'e possibile capire da cio che e stato fin qui illustrato. Senza scendere nel dettaglio delle discipline e dei loro contenuti, le aree dell'apprendimento riguardano:
1- la capacita di gestione di piccoli e grandi gruppi, sia in termini di dinamiche che di compiti che essi devono realizzare: il professionista deve innanzi tutto saper osservare cio che accade, per poi intervenire in maniera efficace in funzione degli obiettivi della collettivita. Gli apprendimenti in quest'area sono basilari, perche tutto il lavoro e fatto con la comunità ed i suoi rappresentanti i quali a loro volta, devono apprendere a lavorare in situazioni collettive. L'acquisizione in questo settore riguarda le teorie, le abilita tecniche e le capacita persona- li che consentono anche di mantenere un'equilibrio emotivo, oltre che formale e nelle procedure, rispetto alle posizioni che i gruppi o i loro membri assumono durante il lavoro.
2- le conoscenze e le capacita di raccolta, di analisi e di elaborazione dei dati di una Ricerca-Intervento. Come si individuano le ipotesi di una ricerca; quali tipi di strumenti si possono utilizzare; quali sono le caratteristiche delle principali modalita di indagine; ecc. Una volta raccolti i dati, occorre sapere come trattarli per ricavarne indicazioni utili a capire la situazione, ma anche per offrire materiale di dibattito alla comunità stessa, perche rifletta su se stessa. Infine occorre essere capaci di presentare le informazioni in modo stimolante e coinvolgente cosi da facilitare il confronto ed il dibattito. Possono essere utili anche competenze relative all'uso del computer e di programmi specifici relativi al trattamento dei dati dal punto di vista statistico.
3- altre skills riguardano gli interventi organizzativi in genere rispetto ai quali accanto alle teorie vanno acquisite le "pra- tiche" che riguardano soprattutto i sistemi aperti e complessi, dove e difficile identificare la reale fonte di potere. Oltre a saper organizzare, lo psicologo di comunità deve saper coordinare attivita ed eventi, ma anche conoscere e saper usare le tecniche di base del marketing. Senza volere per questo sostituire un'agenzia specializzata, si tratta di tener conto dell'importanza della comunicazione e dell'informazione in un contesto collettivo e di fare in modo di realizzare interventi tesi a migliorare la conoscenza dei fatti, degli eventi e delle persone della comunità. Poi i grandi interventi promozionali saranno realizzati, se ci saranno i soldi, da agenzie specifiche.
4- lo psicologo di comunità deve saper progettare, programmare e organizzare le iniziative: questa e una delle attivita a cui l'operatore dedica più tempo: non solo occorre essere in grado di predisporre progetti sulla carta, ma occorre anche cercare di concretizzarli attraverso contatti con le parti interessate, con le quali spesso occorre negoziare. E' necessario saper passare dall'idea astratta alla determinazione di tutte le azioni concrete che occorre attuare per realizzare l'attivita ed essere in grado di coordinare le operazioni concrete.
5- infine, c'e l'area della consulenza. Cio che è importante imparare riguarda il ruolo del consulente e le sue modalita di gestione delle diverse situazioni. Non si tratta solo di acquisire delle abilita tecniche, apparentemente di una certa facilita, ma di riuscire a gestire le proprie emozioni in situazioni in cui parole e fatti sono spesso diametralmente opposti. Puo accadere che il committente stesso che, chiamando e pagando un consulente, dichiara nei fatti il desiderio di avere consigli e la stima nei confronti di un professionista in grado di dargliene, non solo non ascolti neppure ciò che gli viene proposto, ma che sia lui stesso a dare suggerimenti.
Bibliografia
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Contessa G. "La prevenzione" CittaStudi, MI, 1994
Francescato D. "Psicologia di comunità"
Orford J. "Psicologia di comunità. Aspetti teorici e professionali" - F.Angeli ed., Mi, 1995