Come costruire una comunità online byGodado 1 | 2
Traduzione italiana del saggio di John Coate:“Cyberspace Innkeeping: Building Online Community”. 

Negli ultimi cinque anni, da quando scrissi la prima versione di questo saggio, sono accaduti una grande quantità di cambiamenti nel mondo di Internet. […] Lo sviluppo di router economici, di personal computer a buon mercato e di modem più veloci ha svolto un ruolo essenziale in questo processo. Non ci sarebbe stata una diffusione in massa di Internet senza questi mezzi. Ma, prima di tutto, è stato lo sviluppo del linguaggio Html […] a porre il Web al centro del panorama mondiale.

In questo processo, la nozione una volta ‘oscura’ di comunità on-line o ‘virtuale’ è diventata talmente comune da far sì che oggi va di moda dire che qualunque riunirsi di persone sia una community. Recentemente ho detto, scherzando, a un amico: “Di questi tempi, una comunità on-line sembra definirsi come un gruppo di persone che comunicano, in qualunque luogo, per qualsiasi periodo di tempo e per qualsiasi ragione”. E, senza dubbio, questo non è poi sbagliato; posso affermare che è plausibile usare il termine community per descrivere un’ampia varietà di situazioni sociali.

[…] posso però aggiungere che si può parlare veramente di community quando le persone che vi appartengono dichiarano esplicitamente (o implicitamente): “Io appartengo a questa community”.

[…] Per quanto il mondo di Internet sia certamente differente da quello ‘reale’, posso dire che la sua realtà è governata dagli stessi principi che regolano il resto della nostra vita. E’ questo il punto. Il “Cyberspace” non vive al di fuori del resto dell’universo. Ma è comunque utile dare un paio di ‘dritte’.


1) Un po’ di vecchio, un po’ di nuovo…

Quando accedi a un servizio on-line, utilizzi nuovi strumenti per un’attività storica. Per quanto circondati da schermi, da fili, da chips etc, si tratta sempre di persone che parlano fra loro. L’immenso potenziale di questo sodalizio, tra tecnologia del computer e linguaggio umano, è ciò che rende Internet nuovo e antico allo stesso tempo.


[..] Durante gli scorsi secoli e millenni, il linguaggio è stato parlato e scritto. Ma la conversazione on-line rappresenta di fatto un ibrido tra conversazione parlata e linguaggio scritto. Si tratta di scrittura, dal momento che utilizziamo una tastiera e dal momento che leggiamo le frasi come se fossero scritte su un libro o su un giornale, ma, a causa della natura luminescente ed effimera dei caratteri che appaiono sullo schermo e, soprattutto, a causa della rapidità della scrittura, si tratta più di un conversare. Per questo nuovo modo di parlare al computer non è stato ancora coniato un termine adatto [di fatto, anche il termine ‘chattare’ è limitato a un preciso ‘luogo’ della conversazione via Web, anche se penso possa essere il termine più adatto a descrivere l’ibrido di cui parla Coate. N.d.T.].

Il mio lavoro nei servizi on-line […] consiste nel costruire una versione elettronica di ciò che Ray Oldenburg chiama “Il terzo luogo”. […] Io amo il Web in quanto unisce le persone. A livello personale, il Web serve ai singoli per trovarvi i propri spiriti affini e, a livello sociale, serve come canale per il flusso orizzontale di informazioni attraverso la popolazione.

In questo mio scritto, cercherò inizialmente di descrivere alcuni degli elementi che possono aiutare a creare un villaggio virtuale […] e poi darò qualche consiglio a chi è, o desidera diventare, l’‘oste’, per così dire, di questo servizio on-line.


2) Il villaggio virtuale

I sistemi on-line attraggono persone non legate dalle stesse affinità mentali e psicologiche. Persone che pensano con la propria testa e persone che lavorano in autonomia. […] con un tale numero di persone che si spostano da un impiego all’altro, i forum pubblici sono degli ottimi posti per incontrare chi potrà farti avere il tuo prossimo lavoro.

I sistemi on-line attraggono persone che amano il linguaggio e la scrittura in genere, ma, soprattutto, attraggono persone dalla mente molto attiva […]. Molte persone hanno degli interessi molto specifici e, per trovare persone con interessi simili, si ha spesso la necessità di interagire con una larghissima base di individui piuttosto che con la stretta cerchia dei propri amici e vicini di casa. Se poi hai molti interessi non devi passare da un club all’altro in cerca dei tuoi ‘amici’, ma puoi farlo comodamente da casa tua.

[…] Un forum è un luogo eccellente per stare in contatto, per collaborare, per progettare incontri ed eventi […].

Inoltre, ci sono delle persone che hanno dei desideri di socializzare non soddisfatti e che trovano una soluzione nel Web.



Il “consorzio di menti”

Quando funziona in maniera corretta, un gruppo on-line funziona come un “consorzio di menti” ben organizzato. Ognuno prende dal cervello degli altri. La natura informale della conversazione on-line incoraggia la grande generosità delle persone nel condividere le proprie conoscenze. […] Gli organizzatori di servizi on-line sono come gli organizzatori di un pic-nic. Loro mettono i tavoli e gli altri mettono il cibo.

L’informazione non scorre secondo un percorso ‘dall’alto in basso’ ma piuttosto orizzontalmente, tra gruppi di persone poste sullo stesso livello.[…] Il libero flusso delle informazioni tra le persone è essenziale alla salute della società.



Il senso del luogo

Ma c’è in ballo qualcosa di più. Di fatto, incontrarsi on-line è il modo più facile e meno rischioso oggi a disposizione dell’uomo. […] Nel tentativo di descrivere accuratamente questo ‘luogo’ virtuale, noi utilizziamo immagini familiari come quella del villaggio, della cittadina, del vicinato, del bar e così via. E’ come se rappresentasse un po’ tutte queste cose, ma di fatto non è nessuna di queste.


Il percettibile e l’impercettibile

La parte percettibile è l’hardware e il software, il network fisico. Ovviamente è necessario possedere questa arte fisica, ed essa deve funzionare in maniera affidabile.


I Forum e gli ospiti (I.e. i moderatori)

E’ molto importante che in un forum pubblico siano presenti dei moderatori che accolgono i nuovi iscritti, che cerchino di mantenere la conversazione sulla strada giusta, per evitare confusione e distrazione. Essi sono i responsabili del grado di civiltà e di educazione della discussione […].

Ogni moderatore ha il proprio stile e alcuni forum permettono più ‘scivoloni’ di altri.

La conversazione on-line è, per sua propria natura, un miscuglio di organizzazione e caos. Questo ibrido di linguaggio scritto e parlato presenta delle sfide nuove e interessanti. Il parlare e lo scrivere hanno i propri punti di forza. Nella scrittura, si cercano organizzazione e concentrazione di informazioni. Quando si è on-line è molto utile avere delle etichette [‘label’ nel testo, N.d.T.] per ogni discussione in corso: trovare l’argomento che interessa è perciò molto semplice. A una festa è abbastanza difficile rimanere sulla porta di una stanza affollata dove tutti discorrono e determinare quale sia la conversazione per noi più interessante. In casi come questo, la scrittura dà dei vantaggi innegabili. Mentre si parla accade però di modificare repentinamente il filo del discorso e di trovarsi così di fronte a delle verità inaspettate. Per molti, questo rappresenta il più grande vantaggio della comunicazione on-line.


Anonimato o nome vero?

Questa è una delle decisioni più importanti che si debbono prendere nel mondo del Web, sia come soggetto attivo sia come soggetto passivo della realtà virtuale. Dal lato dell’anonimato si hanno questi vantaggi: facilità di accesso, grande sicurezza, maggiore libertà di giocare con i diversi aspetti della propria personalità. Nel secondo caso, dichiarando la propria identità, si ha: convinzione, probabilità che le persone si dicano l’un l’altro la verità, grande probabilità che le relazioni, cominciate on-line, si prolunghino nella vita ‘reale’, maggiore protezione dei minorenni e minore presenza di persone.

Io penso sia più giusto dichiarare la propria identità (e richiedere di farlo) perché quando si è nascosti dall’anonimato si tende a dichiarare cose più irresponsabili. Alcune situazioni sono adatte all’anonimato, ma la community così come la intendo io non deve nascere da questa situazione.


Una grande varietà di argomenti

La varietà è fondamentale. Se vedi che non esiste un argomento che riguarda ciò di cui veramente gradiresti parlare, dovresti essere in grado di aprire un TUO nuovo argomento.

Questo può far sì che le stesse persone siano gli starter o partecipino a vari argomenti presenti nel forum, intasando il forum con la propria presenza eccessiva.

La relazione tra conversazione pubblica e conversazione privata

Essere in grado di conversare privatamente attraverso la posta elettronica o in chat con qualcuno riguardo a una discussione pubblica aiuta le persone a formare ogni tipo di relazione. Di solito la cosa comincia con una frase del genere: “Ciao, mi piace quello che hai detto l’ultima volta e io la penso come te. Forse potremmo approfondire insieme questo argomento”. Nel pieno di un dibattito, le persone utilizzano la e-mail per formare delle alleanze, e per fornire supporto.


Incoraggiamento a parlare direttamente

Anche se i moderatori di un forum hanno solitamente il potere di rimuovere o ‘censurare’ un certo messaggio, io penso che non si tratti di una pratica da perseguire. In particolar modo, disapprovo l’approccio di moderatori stipendiati che vogliono riportare ogni discussione ai propri standard. E’ meglio lasciare al singolo il diritto e il dovere di autocensurarsi, perché solo quando si è convinti di potere parlare liberamente ci si può prendere carico in toto della responsabilità di quello che si dice.

Io incoraggio personalmente la discussione riguardo ad argomenti scottanti, purché si tratti di una discussione in termini civili. Ovviamente non per tutti ‘civile’ ha lo stesso significato. Io considero fuori luogo senza dubbio gli attacchi personali, le ingiurie e quel che vi è di simile.

Ad ogni modo, può sorgere un problema abbastanza serio nel caso in cui i messaggi possano essere ‘postati’ senza essere prima controllati dal moderatore. Se c’è qualcuno che vuole intenzionalmente disturbare il forum è possibile ‘bannarlo’ come iscritto, ma questi potrà facilmente scrivere gli stessi commenti con un nuovo, falso, nome. L’unica soluzione è dunque quella di affidare a qualcuno il compito di controllare i messaggi che vengono inviati al forum. E’ anche possibile dichiarare che ogni affermazione è lecita proprio perché non esiste controllo alcuno sui messaggi postati, ma questo non suona mai molto corretto e sicuramente ci sarà chi si lamenterà decisamente della situazione di anarchia che si va creando.


Pagine web e conversazione on-line

[…] Oggi [l’autore scrive nel 1998, N.d.T.] ogni conversazione, grazie al linguaggio Html, può contenere accesso immediato a documenti che possono supportare o confutare quanto scritto pubblicamente. Attraverso gli strumenti multimediali, è poi possibile vedere immagini e ascoltare file sonori. Tutto ciò rappresenta un grande passo avanti nella comunicazione on-line. Questa capacità di ‘mostrare’ oltre che di ‘raccontare’ deve essere assolutamente preservata in un forum pubblico, soprattutto quando si rivolge a iscritti che possono essere distribuiti in modo molto eterogeneo sul territorio internazionale.


Il fattore ‘faccia a faccia’

Molti ‘servizi’ on-line organizzano feste e incontri. […] Anche nel proprio piccolo, è possibile cominciare una conversazione via e-mail e continuarla a pranzo per poi magari sviluppare insieme un progetto di business.

Quando un gruppo di iscritti al forum si sono incontrati off-line, aumenta senza dubbio il senso di familiarità che li lega e questo accresce il senso di comunità, anche con coloro che non vogliono incontrare nessuno al di là del mondo ‘virtuale’.


Interazioni personali e professionali

Qui le cose diventano veramente interessanti. In fondo, ogni gruppo parla di relazioni. Io amo dire che sono nel mondo delle relazioni piuttosto che nel mondo dei computer.

Alcune di queste sono personali, altre sono sociali, altre sono a lungo termine e altre sono d’affari. […] Ho conosciuto persone che frequentavano la Rete per divertimento e poi hanno trovato on-line un nuovo impiego. D’altro canto, conosco persone che hanno frequentato il Web per motivi squisitamente professionali e hanno stretto delle nuove e durature amicizie. […] Le variazioni sul tema sono infinite.


3) Dinamiche sociali

Quel che unisce e quel che divide

Uno dei più grandi paradossi della vita è che noi siamo tutti uguali e al tempo stesso tutti diversi. Una delle ironie dell’interazione on-line sia pubblica sia privata è che, sviluppando relazioni, le persone cercano delle cose in comune con altri, mentre, di fatto, mettono in evidenza le proprie differenze. Quando le persone si incontrano si produce fondamentalmente un processo di mutua scoperta […].

Il gioco di ruoli

Il grande fattore democratico, ovviamente, è che nessuno può vedere l’altro on-line, così quel che conta sono prima di tutto le idee. Non è possibile desumere l’età, il sesso, la razza, la struttura fisica, il colore dei capelli, il tono di voce o uno di quegli attributi di cui noi tutti ci serviamo per farci un’idea delle persone con le quali abbiamo a che fare nella vita reale. Questo, ovviamente, è già smentito dalla diffusione di file audio e video, dall’utilizzo di web-cam, etc, ma si tratta comunque di strumenti che è possibile ‘evitare’, per mantenere l’anonimato che il Web fornisce ‘naturalmente’.

[…] Alcune persone sono incredibilmente portate al dibattito, altre si sentono molto timide. Postare il proprio messaggio in un forum significa esporsi e allo stesso tempo tenersi in disparte.


Inviare e nascondersi

Nel mondo di Internet, così come in ogni altra situazione sociale, la moneta corrente è l’attenzione umana. Nei forum pubblici, si comunica con gruppi che possono coinvolgere centinaia di persone, anche se non tutte sono ‘attive’.

Molte persone sono ‘logorroiche’ mentre altre, pur partecipando quotidianamente al forum, non lo fanno mai attivamente. Sono una sorta di pubblico totalmente passivo. Anzi, la gran parte delle persone che partecipano ai forum non scrivono alcun messaggio. Essi si nascondono. Una media di dieci che ‘si nascondono’ su uno che partecipa attivamente è quanto troviamo comunemente nel Web. […]


Personalizzare il tuo progetto

Ogni navigatore si fa un’idea ben precisa di come sia strutturata la società della Rete e ogni persona proietta su di essa la propria personalità. Molte persone pensano che la propria personalità off-line debba essere la stessa di quella on-line.

Altre persone cambiano la propria personalità, una volta che sono on-line. Questo può accadere sovente in virtù del senso di sicurezza e di potere che essi sentono nella imperturbabilità del proprio studio o del proprio ufficio, conversando con persone che non possono picchiare se dici qualcosa di sbagliato. Nel mondo virtuale, le parole possono spezzarti le ossa ma pietre e bastoni non possono farlo. Altri, consapevoli del proprio aspetto fisico o di qualche handicap e, sapendo bene come questo non sia un fattore dell’interazione on-line, si sentono più sicuri che in qualunque altro luogo. Per altri, invece, il mondo della Rete è un posto dove avere una pausa, giocando una specie di gioco di ruoli.

Conosco personalmente delle persone che sono molto più aggressive on-line che nel mondo reale. Anzi, sono le persone che stimolano anche l’aggressività degli altri, sentendosi protette dall’anonimato e dalla sicurezza garantiti dalla Rete.


Fermento

Per sua propria natura, la discussione on-line comporta disaccordo. Un forum è come un ‘salone’, ma allo stesso tempo è come un ‘saloon’. Si discute tranquillamente e comodamente come nel primo e ci si azzuffa e ci si aggredisce come nei saloon del far west. In sostanza, il minimo comune denominatore di ogni newsgroup è il fermento. Una parte della scena sarà costantemente in flusso. Bisogna comunque accettare l’imprevedibilità di questo contesto […].

Un forum pubblico dominato da un’atmosfera ostile scoraggerà certamente la partecipazione di coloro che hanno tendenze meno aggressive. L’abilità di un buon moderatore (o gruppo di moderatori) sta nello smorzare le discussioni troppo accese e comunque quelle volgari senza però bloccare ogni minimo accenno di aggressività sul nascere, che potrebbe essere un buono spunto per discorsi molto interessanti […].

Spesso accade che argomenti strettamente personali (ad personam) diano poi luogo a dibattiti di ampie dimensioni, senza nemmeno lasciare traccia dell’incipit […].


I novizi

Molti dei frequentatori abituali di un forum si conoscono abbastanza bene fra loro. Per un nuovo iscritto, la sensazione può essere quella di trovarsi, da bambino, in una scuola superiore, se non all’università.

Quando poi si giunge a un faccia a faccia, come spesso accade, le cose possono diventare ancora più pesanti per il ‘principiante’. D’altro canto, molti nuovi iscritti si trovano più a proprio agio in un faccia a faccia, dal momento che si ha l’impressione di essere meno ‘circondati’ e, di fatto, meno vulnerabili.

Va comunque ricordato, soprattutto a beneficio dei moderatori, che i nuovi iscritti sono necessari alla sopravvivenza del gruppo: essi portano nuova linfa vitale, rinforzano l’energia del gruppo e, cosa non da poco, rimpiazzano coloro che, per un motivo o per l’altro, non partecipano più al forum. Senza nuovi punti di vista, tutto il forum diventa inevitabilmente stagnante.


Paternità delle parole e proprietà intellettuale

Nello scrivere - in un forum - si pubblica qualcosa o semplicemente si conversa? […] Ogni forum ha come regola, anche se non scritta, che le affermazioni di un iscritto sono scritte sotto la sua responsabilità e non sotto quella dei moderatori o degli amministratori del sito. Ma questo significa anche che chi invia un messaggio detiene la proprietà intellettuale su quanto pensato e ‘postato’? Citare il parere scritto in un forum (o comunque in un luogo ‘virtuale’ pubblico) equivale a citare il brano di un testo pubblicato e oggetto di diritti d’autore? […] Non c’è una vera e propria regola in questo campo; come mi disse una volta un giornalista, “se pensi che si tratti di un uso corretto, probabilmente lo è”.

Per quanto io non ami troppo vedere persone che diventano maniacali riguardo a quanto accade a ciò che scrivono e che ‘pubblicano’ in un forum, dal momento che un controllo effettivo e serio è a oggi impossibile, e si arrabbiano, ritengo che le buone maniere e la considerazione dei desideri degli altri siano di fondamentale importanza, anche nel cyberspazio.


La censura

Se un sistema è gestito privatamente, quali sono i diritti dell’individuo rispetto ai diritti degli amministratori del forum di rimuovere i commenti di qualcuno? […] Certo, inviare un messaggio con il numero di carta di credito di qualcuno o tentativi di vendere sostanze proibite sono manifestamente illegali e debbono essere rimossi.

Ma che dire intorno agli ‘standards’ della community? L’attuale legge su atti e scritti osceni fa riferimento agli “standard della comunità locale” […] ma, nel mondo on-line, dove le persone si incontrano in uno spazio virtuale, sebbene ogni partecipante appartenga a una “comunità locale”, come possiamo applicare con serietà questi standard? […].


Tirarsene fuori

Mi piace dire che, se tu pensi di appartenere a una community, probabilmente hai ragione, e se non lo pensi, hai ragione anche in questo caso. On-line, questo senso di community è molto meno ovvio che quello che aleggia in una piccola cittadina o in una comunità ecclesiastica. […] In fondo, tutte le community sono un gruppo di accordi fra persone e si può avere un coinvolgimento forte o superficiale con il gruppo. Il mondo on-line si adatta bene a una persona che vuole comunicare virtualmente, seguire delle regole, osservare le regole di comportamento e allo stesso tempo essere completamente avulso dal senso di appartenere a una comunità.

Ci saranno sempre persone che diranno: “no no, non c’entro io. Io sono qui solo per avere delle informazioni; io non appartengo a nessuna community, grazie lo stesso”. Penso che questo sia comunque un atteggiamento salutare […].


4) Tenere acceso il motore

Il tuo mestiere principale

Come amministratore di un servizio on-line, tutto ciò che fai si riduce fondamentalmente a una sola cosa: far sì che il dialogo continui.

In questo senso, è come percorrere una strada. C’è la necessità di tenere il motore sempre acceso… […].
Bisogna ottenere conversazioni di buona qualità e l’atmosfera deve essere abbastanza accogliente da stimolare i partecipante ad essere molto attivi […]. Crescita, in una community, significa potenziale per un numero sempre maggiore di menti e di cuori di incontrarsi e di condividere le proprie conoscenze […].

Il vero carburante che anima una community è l’entusiasmo. L’amministratore di una community deve perciò costituire e preservare questo entusiasmo.


Un’atmosfera informale

E’ necessario avere regole e policy, ma allo stesso tempo lasciare spazio per l’iniziativa dei singoli. Mi piace molto fare il paragone tra una community e una partita di NBA (National Basket Assocation, N.d.T.). L’amministratore di una community è come l’arbitro di una partita, vede i giocatori spingersi e contrastare, ma a un certo punto deve fischiare e dare un fallo.

Per quanto io ritenga che sia necessario attenersi a regole di condotta molto varie e differenti, mi piace coltivare un’atmosfera dove non sia considerata una bella cosa comportarsi da cretini. Ciò che questo significhi concretamente è proprio un tema scottante, che aiuta un gruppo a raggiungere il proprio equilibrio sociale.

Ritengo che un’atmosfera informale sia necessaria per una crescita sana di una community. Come dice Ray Oldenburg, “L’attività che si svolge on-line è per lo più improvvisata, non programmata, non organizzata e non strutturata. Il suo fascino è proprio qui. […] Il mondo on-line offre una via di fuga alla banalità e alla routine della vita quotidiana.


I tuoi interlocutori

Certo, puoi portare nella tua community i tuoi amici, ma la maggior parte dei tuoi interlocutori si saranno auto-selezionati. […] il ‘trucco’ è quello di legarsi alle qualità migliori di ciascuno e poi di fare incontrare quello che c’è di buono in una persona con quello che c’è di buono in un’altra.

Non tutti andranno d’accordo tra loro e non tutti andranno d’accordo con te. […] Mentre non sei obbligato a fare tutto quello che dicono gli altri e alla fine sei tu a prendere le tue decisioni, è essenziale che le persone sappiano che le stai ascoltando […].

Bisogna avere una grande pazienza

Se sei intenzionato ad amministrare una community dedicata allo scambio libero di opinioni, la tua soglia di tolleranza deve essere molto alta […].

…e un tocco leggero.

I computer e in genere gli apparecchi elettronici richiamano alla mente immagini di 1984 [opera di George Orwell, scritto nel 1948, che prevedeva un regime futuro dominato da un Grande Fratello, capace di osservare e vedere tutto quanto, controllando la vita di ogni persona, N.d.T.]. […] Ironicamente, i più preoccupati di questa possibilità sono i professionisti del computer. Come amministratore di un servizio in Rete, si ha molto potere e bisogna ‘maneggiarlo’ in modo da rassicurare le persone che possono temere un controllo delle proprie azioni, e dei propri pensieri, stile “Grande Fratello”. E’ quindi consigliabile usare un tocco leggero quando si ha a che fare, on-line, con altre persone, sia pubblicamente che praticamente. […] Le persone desiderano che il proprio punto di vista sia rispettato e tenuto in considerazione e che non saranno trattate in maniera arbitraria come se fossero solo un numero e non una persona. Per molti anni, ho avuto la forte impressione che, agendo troppo arbitrariamente o con piglio troppo autoritario, molte persone della community avrebbero potuto dire: “Non sapevo che fossi il rappresentante della “polizia del cervello”…”. […] nessuno rimane a lungo in un ‘luogo’ dove non c’è possibilità di divertirsi e di rilassarsi e dove si ha la netta sensazione di essere soffocati e messi a tacere […].

Avere a che fare con il lato oscuro

Lo scopo di questo saggio non è quello di negare che esista un lato oscuro nelle interazioni on-line. Si tratta in fondo di vita reale, tanto quanto un’altra situazione. Questo vuol dire che in una community convivono opportunità e rischio. Specialmente in questo periodo, caratterizzato da una grande eccitazione attorno a questo nuovo luogo d’incontro, un ‘neofita’ può avere l‘illusione che le intenzioni di tutti coloro che avrà occasione d’incontrare on-line siano buone e genuine come sembrano essere le sue parole o il tono della conversazione. Purtroppo, non è sempre così.

Come amministratore di una fetta del mondo virtuale, si ha la responsabilità d’informare le persone che, insieme con le opportunità, esistono rischi e pericoli. L’amministratore di una community deve pensare come se fosse il gestore di una piscina pubblica. Le persone hanno l’opportunità di divertirsi, ma, se non si sta sufficientemente attenti, si può affogare. Ovviamente, non è possibile essere danneggiati fisicamente da un incontro virtuale, ma si può essere feriti moralmente e queste ferite non sono meno reali di quelle fisiche […].

L’artiglieria pesante

Chi amministra una conferenza, un forum o una chat ha come propria sfida di tenere l’ambiente vivace senza uscire dal seminato e senza far sentire le persone a disagio. L’atmosfera di una community dipende molto dal comportamento di chi la gestisce. […] Gli attacchi ‘ad hominem’ [rivolti esplicitamente a una determinata persona, N.d.T.] sono generalmente rifiutati ovunque, ma un moderatore può, leggendo un commento che attacca una persona piuttosto che un’affermazione della stessa, eliminare il messaggio aggressivo. […] è anche possibile lasciare che la bagarre si scateni. Il punto di equilibrio deve essere trovato soddisfacendo coloro che vogliono essere liberi di dire più o meno ciò che vogliono e coloro che desiderano stare in un ambiente pacifico e non aggressivo.

Il mio parere è che si debba eliminare il commento di chi si presenta in un forum e dice: “Hey ragazzi, ho trovato il numero di una carta di credito: è 452…”. Ma se c’è qualche messaggio che suscita controversia o che è offensivo personalmente, preferisco lasciare on-line il commento e forse commentare a mia volta il messaggio, scrivendo qualcosa del genere: “questo è un esempio di messaggio offensivo che dice molto di più riguardo alla persona che lo ha espresso, piuttosto che a quella cui è rivolto”.


Infine, l’azione più drastica: bannare qualcuno dalla community. Nella mia esperienza come moderatore, mi è capitato di farlo solo tre volte. Penso che questo rimedio estremo debba essere applicato solo quando ci si trova di fronte ad aggressioni ripetute da una persona all’altra. Ad ogni modo, in nessuno dei casi citati, l’eliminazione dal forum è stata permanente. Quando le persone implicate decisero di darsi una calmata, furono riammesse. Piuttosto che un esilio, si è trattato dunque di un modo di allontanare momentaneamente una persona da un luogo pubblico, come lasciare fuori dal saloon un ubriaco finché non si riprende. L’obiettivo infatti non è di cacciare delle persone, ma di fare in modo che tutti possano dialogare tranquillamente […].

Il moderatore come parte di una community

Per molti anni sono stato l’amministratore di un ambiente interattivo in Rete. Le persone, le discussioni che intrattengono e le relazioni che si instaurano in una community sono parte del mio lavoro. Ma coloro che amministrano una community ne fanno parte a tutti gli effetti. Anche il moderatore partecipa alle discussioni, scherzando e raccontando le proprie avventure e la propria vita. Questo coinvolge il cuore oltre alla mente. Non bisogna tenersi separati dalla gente. Il moderatore deve essere come l’oste che, pur avendo il suo lavoro ben preciso, ogni tanto si siede al tavolo dei suoi ospiti, per bere un bicchiere in compagnia.”