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La seconda metà del XX secolo è stata segnata dalle
lotte per l'autonomia. Prima le grandi battaglie contro il colonialismo:
India, Congo, Algeria. Poi le lunghe battaglie per il separatismo:
Irlanda, Paesi baschi, Alto Adige, Corsica. Tutte le guerre contro
il colonialismo sono state vinte dagli Stati locali, cioè
da chi voleva separarsi da entità più vaste. Tutte
le battaglie separatiste sono state vinte dagli Stati, cioè
da chi non accettava la separazione. In sostanza, il XX secolo
è stato il secolo del trionfo dello Stato. L'apoteosi della
profezia hegeliana. L'opinione pubblica di regime in Occidente
è sempre stata a favore degli Stati e contro le autonomie
o il colonialismo.
Come tutte le entità che giungono a maturazione, anche
gli Stati nazionali hanno iniziato un lento processo di disgregazione.
La caduta del muro di Berlino non è stata solo la fine
del colonialismo sovietico, ma anche l'inizio della disgregazione
dell'URSS, dello stato jugoslavo, della stato cecoslovacco. Il
XXI secolo registra una sterzata . Gli Stati vengono gradualmente
indeboliti. La crescita dell'Unione Europea, l'onda della globalizzazione,
il progetto imperiale degli Usa sono i tre fattori che minano
la sovranità e l'integrità degli Stati nazionali.
L'opinione pubblica è confusa, anche se propende per una
simpatìa verso tutti gli autonomismi e separatismi. La
regola sembra: approvare e sostenere i separatismi negli Stati
"antipatici" o estranei all'Occidente; osteggiare i
separatismi degli Stati "amici".
La separazione pacifica fra cechi e slovacchi viene universalmente
applaudita. Il ritorno pacifico di Hong Kong alla Cina è
stato apprezzato. Il separatismo di Timor Est, del Tibet, della
Cecenia è benvisto. Tutti i separatismi della ex-jugoslavia
sono stati favoriti. La creazione di uno Stato palestinese è
stata controversa. La esistenza di uno Stato nell'Africa occidentale,
diritto del Polisario, è impoedita dal marocco, ed ignorata
da tutti. Quella di uno stato Tamil piuttosto osteggiata. I separatismi
dei curdi o degli armeni sono da sempre ignorati.Tutti i separatismi
reali o minacciati, negli Stati europei, sono criminalizzati.
La questione Ossezia è imbarazzante perchè come
separatismo dalla Georgia potrebbe essere sostenuto, ma come ri-avvicinamento
dell'Ossezia alla Russia diventa inaccettabile.
Intanto sono cresciute a dismisura le organizzazioni sovranazionali,
il cui destino (malgrado la retorica nazionalista) è quello
di accelerare il depotenziamento degli Stati nazionali. Dall'Onu
alla Nato, dal FMI all'Unione Europea tutto l'Occidente si muove
verso la globalizzazione. Ma vengono creati anche il Nafta, l'Unione
dei paesi arabi, le organizzazioni sovranazionali fra i Paesi
del sud-est asiatico. Possiamo dire che tutto il pianeta si sta
dirigendo verso una progressiva insignificanza degli Stati nazionali.
Psicologia dello spazio
In termini psicologici, è in atto un processo storico
per la definizione del diametro del potere e dello spazio di riferimento
dei soggetti. Gli Usa, la Cina e l'Islam sono i competori per
la corona del primo Impero planetario. Il quale però non
diventerà realtà finchè non saranno riconosciuti
i tre regni: d'Occidente sotto gli Usa, d'Oriente sotto la Cina
e del Tropico islamico sotto l'Iran.
In termini psicologici, la catena territoriale (locale-regionale-nazionale-continentale-planetario)
riguarda l'appartenenza non amministrativa ma affettiva, percettiva,
identificatoria. L'idea che un soggetto, individuale o collettivo,
possa sentire lo stesso grado di appartenenza , per esempio, alla
Valtellina, alla Lombardia, alla Padania, all'Italia, all'Europa,
all'Occidente e al globo è del tutto ideologica. I soggetti
appartengono ad un solo spazio, al quale danno fedeltà,
dal quale si lasciano influenzare e che si impegnano a influenzare.Gli
altri spazi sotto o soprastanti hanno solo valenza amministrativa
o ideologica. Il fenomeno è evidentissimo nel caso delle
province italiane. Suddivisioni puramente burocratiche, non hanno
mai creato la minima appartenenza. Il livello locale per alcuni
si riduce addirittura al quartiere (come a Siena, o Venezia),
per altri si estende al municipio o al comprensorio (il Chianti,
le Langhe, il Gargano). Per pochi arriva alla Regione o a macroregioni
come la Padania o il Meridione. Pochissimi si sentono appartenenti
all'Europa ed ancora meno si sentono membri del pianeta. Una certa
appartenenza è sentita verso l'Occidente.
Le dinamiche dell'appartenenza e dell'influenzamento diventano
evidenti quando si disoccultano le contraddizioni latenti fra
un livello spaziale e l'altro. Le recenti battaglie sulla spazzatura
napoletano hanno messo bene in luce la questione. Quando le esigenze
dei livelli soprastanti confliggono con quelle dei livelli sottostanti,
i soggetti difendono questi ultimi: il quartiere vince sul municipio,
questo vince sulla provincia o sulla Regione, la Regione o il
comprensorio vincono sullo Stato, lo stato vince sull'Europa,
l'Occidente vince sul pianeta. Il diametro psicologico dei soggetti
è limitato perchè appartenenza e influenzamento
sono intrecciati e il raggio d'azione della maggioranza dei soggetti
è limitato. I soggetti si sentono parte di qualcosa che
li influenza affettivamente (non solo legislativamente o amministrativamente)
e che possono a loro volta influenzare: in altro modo si può
dire che l'appartenenza del soggetto si estende fin dove si estende
la sua sovranità. Tutto il resto è retorica.
Una profezia
Gli Stati nazionali non vedranno il XXII secolo,
se non come mere entità amministrative. Diventeranno quello
che oggi sono le province. Si rafforzeranno i Quartieri, le municipalità,
i comprensori e forse le Regioni. L'Europa sarà inevitabilmente
composta da Regioni più che da Stati. L'appartenenza spaziale
sarà oggetto di negoziazione, fino al livello individuale,
come oggi già avviene per il Principato di Monaco o le
isole Vanuatu. I segnali sono evidenti. La moneta italiana è
fuori corso. La lingua italiana è in larga parte sostituita
dall'anglo-americano. Le usanze tradizionali che differenziavano
le nazioni stanno omologandosi: babbo Natale supera Gesù
Bambino; La Festa della Donna si fa in ogni Paese, come l'addio
al celibato.Tutte le cucine sono ovunque.
Una delle forze promotrici degli Stati contro
le città autonome o i ducati ed i principati è stata
l'unificazione della moneta e della legislazione. Cosicchè
quando il processo dell' Unione Europea sarà maturo cesserà
il bisogno di uno Stato italiano o francese. D'altro canto la
globalizzazione renderà sempre meno giustificato il diritto
di nazionalità per nascita, che sarà sostituito
dall'apparteneza per negoziazione. Ogni soggetto apparterrà
ad uno spazio geografico in base ad un patto. Se questo varrà
per gli individui perchè non potra valere anche per gli
aggregati di individui ? Un individuo potrà negoziare un
patto di cittadinanza con la città di Firenze, e la città
di Firenze potrà negoziare un patto federativo con altre
città d'arte di tutta Europa e forse anche del mondo.
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