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Questa volta tutto avrebbe funzionato. Il mondo di Matrix
avrebbe continuato a sopravvivere e a prosperare. Ma dentro Matrix c'era
un "baco". Nessuno dei sacerdoti-economisti aveva capito la
sua natura, eppure era una equazione assai banale. Tradotta in lingua
comprensibile ai plebei più meno diceva che se si aumenta la
produttività, grazie all'uso di nuove tecnologie e nuove organizzazioni
del lavoro, se si mette al lavoro il "general intellect",
e contemporaneamente non si aumenta la domanda aggregata, i prezzi sarebbero
caduti rovinosamente. Era un'antica imperfezione di Matrix, si era manifestata
negli anni 30, un periodo tremendo, ma poi non era più accaduto.
Si chiamava Deflazione, ed era l'esatto contrario del "grande nemico"
dei sacerdoti economisti, che invece si chiamava Inflazione.
Il primo paese dove questa epidemia si era diffusa era il Giappone.
Qui la produttività era cresciuta per anni esponenzialmente.
L'Impero lo aveva obbligato prima a rivalutare la moneta, in modo da
smettere di esportare, poi era crollato un indice che si chiama Nikkei,
a cui si dava grande importanza, poi era esplosa la bolla immobiliare,
infine le banche erano finite sull'orlo del fallimento. I giapponesi
avevano già provato tutti i riti propiziatori delle varie sette
di sacerdoti-economisti. Prima avevano abbassato a zero i tassi di interesse.
Poi avevano indebitato lo Stato. Adesso avevano cominciato a stampare
moneta. Niente. I prezzi continuavano a scendere. E quindi conveniva
detenere liquidità, anche a tassi zero piuttosto che investire
e consumare. La stessa cifra domani avrebbe acquistato più beni
di oggi. Trappolone della liquidità, come anche l'Inglese depravato
ben sapeva.
L'Impero pensava che questo poteva accadere solo in Giappone, paese
che non faceva guerre da quando due bombe nucleari erano cadute sul
suo territorio, bruciando migliaia di persone e uccidendone decine di
migliaia con la radioattività. Ma invece poteva accadere anche
nell'Impero. Frugando fra le tabelle che Matrix produceva di continuo,
spesso cambiando le cifre per sembrare più bravo (anche le Matrici
hanno i loro piccoli default dell'ego) ne trovai di sconfortanti. Ecco
la deflazione in Giappone:

Ed ecco quella americana:

Che risulta più chiara se si guardano ai prezzi alla produzione:

Per contro la produttività continua ad essere forte.

Troppo forte: dal I° trimestre del 1994 al primo trimestre del 2001
è cresciuta del 35%. Di quando dovrebbe aumentare la "domanda"
per reggere questi incrementi di produttività?
Qui la matrice si fa un po' più imprecisa. Ma proviamo lo stesso.
Dunque il PIL americano, le spese personali e gli investimenti sono
andate ultimamente così:

L'ultimo trimestre è già negativo, ed il quarto sarà
ancora con il segno meno d'avanti. Le spese reggono ancora fino al secondo
trimestre 2001, mentre gli investimenti iniziano a scendere già
dal II trimestre dell'anno scorso (2000). Il tasso di risparmio (savings
rate) nell'Impero tradizionalmente basso sta salendo. Forse è
il primo segnale di trappola della liquidità.
Ora per far risalire il PIL di 1 punto percentuale, che è pari
(ultimo dato) a 10.225 miliardi di dollari, servirebbero circa 130 miliardi
di dollari in spesa militare (moltiplicatore 2,5) che darebbe appunto
un effetto di 325 miliardi di dollari in un anno. Ma se continua la
deflazione ai livelli attuali, -1,5% sui prezzi alla produzione, questa
cifra è assolutamente insufficiente, perché mi si svalorizza
mentre la spendo. Dunque servono altri soldi. Per riportare il PIL a
una crescita normale, pari al 3% iniziano a servire spese militari superiori
ai 600 miliardi di dollari l'anno. Tralasciamo gli effetti sul debito
pubblico, la sottrazione di risorse ad altri settori dell'economia,
le tasse che prima o poi dovranno salire ecc. ecc. e tutti i "caveat"
del caso. Ma vi sembra razionale spendere 600 miliardi di dollari anno
per Osama bin Laden?
E se poi tutti questi investimenti mi continuano a far crescere la produttività
e ad abbassare i prezzi? Fino a quando la "spesa militare"
dovrà espandersi, per coprire una domanda di beni e servizi "non
militari" in diminuzione?
Fra un anno serviranno oltre 1.000 miliardi di dollari e così
via. Matrix è in "loop".
Il fatto è che non posso essermene accorto solo io. Altri lo
sanno. Altri sanno che il "programma warfare" ha un baco nella
serie di equazioni che descrivono gli investimenti militari, gli incrementi
di produttività, e l'andamento dei prezzi. Perché una
guerra abbia effetto su una economia come quella attuale deve essere
davvero una Grande Guerra, non una azione di polizia internazionale.
Lo "scontro di civiltà", la guerra islamica non è
una guerra seria. C'è un unico vero grande avversario: La Cina.
Questo Matrix aveva cominciato a calcolarlo nei primi mesi dell'impero
di Bush II°. Aveva mandato un aereo nello spazio aereo cinese. Aveva
scatenato un casino. Ma qualcuno gli staccò i contatti, rendendosi
conto che la guerra contro 1,5 miliardi di cinesi, come già aveva
capito il Generale Mc Arthur in Corea, è una guerra termonucleare.
E quella nessuno se la può permettere. Li hanno lasciati giocare
con l'Afghanistan. Hanno rimesso in piedi i conti della Loockhed, hanno
evitato il crollo di Wall Street a settembre. Tutti risultati tattici.
Adesso siamo al punto di prima. Domani o fra un mese o fra tre si riverseranno
sul mercato le "sofferenze" delle banche giapponesi. Il debito
Argentino al confronto è uno scoperto di conto corrente in una
agenzia di periferia. Sono 152 trilioni di Yen. Il 30% del PIL Giapponese.
E solo 70 sono coperti da garanzie. Tradotto in bilanci bancari vuol
dire che le prime cinque banche giapponesi hanno perso metà del
loro patrimonio netto di vigilanza. E le altre non lo hanno semplicemente
più. I dati sono del F.M.I., e perciò sicuramente ottimisti.
I giapponesi erano "the lender of last resource". Il prestatore
di ultima istanza. Appunto. Lo erano. Il futuro non è più
quello di una volta.... Ed è difficile interpretarlo Ma "Qualcuno"
ha staccato la spina..."Qualcuno" sa che Matrix ci porterà
alla rovina..."Qualcuno" che ancora oggi non è uscito
fuori, allo scoperto. "Qualcuno" che aspetta che Bush II°
arrivi alla fine della corsa, per buttarlo giù da cavallo.
Questo "qualcuno" potrebbe essere una lobby dell'Impero, certo.
Anche nell'Impero ci sono "illuminati". Oppure questo "qualcuno"
potremmo essere noi stessi. Migliaia, centinaia di migliaia di operai
del lavoro mentale, annidati ovunque. Nelle banche, nei Centri di ricerca,
nell'industria dello spettacolo, nelle agenzie di pubblicità,
nell'industria del software, nelle case editrici....in un qualsiasi
posto in cui ti chiedono di usare il tuo cervello, le tue capacità
di relazione, la tua affettività per il lavoro. Centinaia di
migliaia di empati, che fra un giro su Internet, una "relazione
che deve essere pronta fra un'ora", fra le coscie della segretaria
o rimirando le virilità supposte del collega, stanno scambiando
informazione, lanciando disperati messaggi di aiuto"...Mayday ...Mayday...Matrix
è in loop.... Red Alert....Mayday. Se ci sono essere umani in
circolazione fatevi sentire. Subito."
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