Nessuno può uccidere nessuno. Mai. Nemmeno per difendersi.

 


Carl Schmitt

“Sebbene alcuni analisti sostengano che l'Amministrazione Bush sia guidata dalle idee dell'immigrato tedesco Leo Strauss, dovrebbe essere più opportuno ritenere che la vera eminenza grigia dell'amministrazione, in particolare per quanto riguarda le questioni attinenti il ricorso alla tortura, sia Schmitt”. Così scrive sul numero dell'estate 2004 di Daedalus Sanford V. Levison, noto costituzionalista, titolare delle cattedre di diritto e di scienze politiche all'Università del Texas.
Scott Horton, presidente della Commissione giuridica internazionale dell'ordine degli avvocati di New York e professore aggiunto della Columbia University ha pubblicato il 7 novembre su “Balkanization” un articolo intitolato “il ritorno di Carl Schmitt” [http://balkin.blogspot.com/2005/11/return-of-carl-schmitt.html]. Trattando la posizione di John Yoo, avvocato del dipartimento di Giustizia, secondo cui l'Esecutivo non è vincolato dalle convenzioni di Ginevra e da strumenti internazionali simili nella condotta della guerra in Iraq, Horton scrive: “Le posizioni pubbliche e le dichiarazioni di Yoo lasciano intendere una forte influenza di un pensatore: Carl Schmitt”.
Horton nota come, secondo Schmitt, “le norme della legge internazionali sui conflitti armati ... sono 'irrealistiche' quando vengono applicate al moderno combattimento ideologico contro un nemico che non si attiene alle nozioni dello stato nazionale, che adotta metodi terroristici e combatte con formazioni irregolari che non possono essere paragonate agli eserciti tradizionali. Per Schmitt l'elemento decisivo nella guerra contro un nemico del genere è la sua demonizzazione. Il nemico dev'essere considerato assoluto e deprivato di qualsiasi diritto legale, di qualsiasi natura. L'esecutivo dev'essere libero di ricorrere ad ogni mezzo che trova per combattere ed eliminare questo nemico. Di contro, i poteri di condurre la guerra debbono essere incarnati senza riserve dall'esecutivo - nelle parole del direttore ministeriale del Reich Franz Schlegelberger (paurosamente riecheggiate in un documento di Paul D. Clement, Solicitor General dell'amministrazione Bush) 'in tempo di guerra l'Esecutivo è costituito dall'unico leader, dall'unico legislatore, dall'unico giudice'. Mi concedo la libertà di sostituire il termine impiegato da Yoo, Esecutivo, a ciò che nel testo di Schmitt o Schegelberger ovviamente è il Führer”.