L'ARABA
FENICE
Morte e rinascita della formazione
(Guido Contessa e Alberto Raviola / ARIPS / inizio Ottobre 2001)
Premesse
| Cap.1 | Cap.2
| Cap.3 | Cap.4
Premessa1
Una società repressiva, senza futuro e che odia i giovani, può
avere una vera formazione? La formazione è un investimento sulle
nuove generazioni e sul futuro. Occorre una società che ami entrambi
perché esista un'area formativa di qualità. L'Occidente non
vede futuro, e non ama i suoi giovani che ne saranno i protagonisti, perché
è represso in una gabbia che si è costruito, come un vecchio
dominato dalle sue nevrosi.
Premessa2
Oggi tecnica e visionarietà sono in rapporto inversamente proporzionale
e sono espressione di una società in cui la prima tende a realizzare
la seconda, attraverso l'emarginazione, la stabilizzazione, il controllo
di qualsiasi pratica di cambiamento. Così che la formazione come
cambiamento, si indebolisce, si trasforma in diletto di pochi o in patologia
diffusa dai piani di intervento nazionali, proprio in ragione della sua
minor utilità per l'uomo. Coltivare visioni non è più
una necessità vitale per la sopravvivenza di una cultura tecnicizzata.
Premessa3
Il discorso che segue è centrato sulla formazione continua, per gli
adulti, sul lavoro. La formazione istituzionale scolastica è sullo
sfondo, ma possiamo in larga misura -anche se in altre forme- trasportare
in essa gli stessi ragionamenti.
Premessa 4
La tendenza entropica di cui è vittima la formazione ha ancora aree
di eccezione, dove alcuni formatori, alcuni enti di formazione e alcuni
allievi si sforzano di ricercare la qualità, a volte riuscendoci,
malgrado tutto. Il discorso che segue vuole segnalare una traiettoria, un
flusso, un'onda generali.
Premessa5
La formazione è apprendimento, opportunità per il soggetto
di ricerca ed esplorazione dentro di sé e fuori nel mondo, modificazione
di sé nell'incontro con gli altri. Eros e pathos sono le sue muse
ispiratrici non thanatos e colpa. Ma allora come può la formazione
vivere nel secolo a venire in cui il mondo (dei sentimenti) sembra essere
sulla scena ma non nella vita? e l'insegna dell'incontro sembra essere sacrificata
all'altare del voyeurismo della rete?