L'ARABA
FENICE - Morte e rinascita della formazione
(Guido
Contessa, Alberto Raviola / ARIPS / inizio Ottobre 2001)
Premesse
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I nuovi formatori e le loro competenze (G.Contessa / Dic.2003)
Premessa
Oggi stanno prevalendo tre tipi di formatori: il coordinatore, il segretario didattico e loratore. Il coordinatore compila formulari e rendiconti, e sceglie il segretario e gli oratori. Il segretario didattico esegue gli ordini del coordinatore e qualche volta si avventura nella somministrazione di moduli o stampati. Loratore parla. Nessuno dei tre necessita di conoscenze o competenze relative alla formazione, ma deve comunque avere alcune competenze.
1. Competenze del coordinatore
Il coordinatore è il proprietario dellente formatore o un operatore di fiducia dello stesso. In sostanza si tratta di un manager che può anche non sapere alcunché della formazione degli adulti. La cosa più importante di questa figura è che abbia entrature presso lEnte erogatore dei finanziamenti, in genere la Regione (ma il discorso vale anche per Comuni, Provincie e ASL). Nelle situazioni private, dove lente erogatore è limpresa o lassociazione di categoria, il coordinatore deve essere molto vicino al dirigente che ottiene dallente lo stanziamento dei fondi. La gran parte delle organizzazioni private oggi effettua una formazione finanziata, e quindi si ricade nella fattispecie precedente. Come fa il coordinatore ad avere buoni rapporti con la Regione? La cosa che aiuta di più è essere nellentourage dellassessore o del partito che lo controlla. Si sa di fortune accumulate da amanti, amici e parenti di Assessori regionali alla Formazione Professionale. La frequentazione di convegni, giornate di studio, seminari aiuta ma solo se queste occasioni consentono di avvicinare e rendersi visibili allAssessore in questione. Essenziale in questo rapporto è che lAssessore abbia limpressione che la sua magnanimità sarà ricompensata: non necessariamente con tangenti (ormai demodè) ma con favori, assunzioni clientelari, ipotetici sostegni elettorali. Essenziale anche che lAssessore in questione non debba mai affrontare qualche problema o difficoltà causati dal beneficiato.
Ad un livello minore il coordinatore deve assolutamente essere in buoni rapporti con alti funzionari regionali: per 4 motivi. Il primo è essere informati tempestivamente e magari in via esclusiva di circolari, provvedimenti, leggine, procedure, appalti che possano facilitare lacquisizione di fondi. Non sono rari i casi di annunci emanati 3 giorni prima della scadenza: conoscerne i dettagli in anticipo significa poterne godere in via esclusiva. Linformazione è anche decisiva per conoscere quali settori sono meno coperti da concorrenza, quali hanno più fondi a disposizione, quali sono più facilmente erogabili al coordinatore in questione. Il secondo è il godimento di privilegi circa le modalità di presentazione della domanda o del progetto. I coordinatori non affiliati devono rispettare scadenze e forme alla lettera: unora di ritardo nella consegna, o una frase mal scritta nel progetto, o un allegato mancante sono motivi legalmente validi per l eliminazione senza appello. Questo non vale per gli amici che, se consegnano in ritardo possono chiedere di essere inclusi ugualmente; se presentano progetti con errori o carenze sono aiutati a correggerli. Non sono rari i casi di Amministrazioni che, se alla scadenza di un bando non ricevono i progetti degli amici, spostano i termini.
Il terzo è essere favoriti nella valutazione delle proposte. Malgrado sul piano formale bandi e concorsi siano legali, al loro interno vi sono numerosi spazi che consentono lattribuzione discrezionale alluno o allaltro richiedente. Le Commissioni di valutazione sono perlopiù segrete, composte da uomini di fiducia dellAssessore e del funzionario, ed operano su criteri mai trasparenti. Scorrere le liste degli assegnatari dei finanziamenti consente facilmente di indurre i criteri di spartizione amicale adottati. Il quarto, anchesso decisivo, concerne la rendicontazione. Per rendere un progetto molto remunerativo basta non osservare tutte le clausole richieste dal bando e godere dellassenza di controlli da parte dellerogatore. Il bando richiede una sede a norma? Basta dichiarare che ce labbiamo o che stiamo allo stadio avanzato dei lavori di messa a norma. Il progetto prevede docenti di fascia A? Basta mettere dei nomi illustri e compiacenti e poi sostituirli in concreto con operatori di fascia B o C. Limportante è avere la certezza che nessuno effettui controlli finali. Dove trovare alti funzionari e come renderserli amici? Più o meno come nel caso degli Assessori e con le stesse contropartite.
La frase va presa alla lettera. Compilare i formulari è un mestiere a sé stante che non ha niente a che vedere con la formazione. Se per formazione intendiamo una qualsiasi attività di acquisizione di conoscenze, capacità e competenze, quella che viene fatta oggi è tuttaltra cosa. Lattività oggi chiamata formazione è finalizzata a:
Che i partecipanti apprendano alcunchè e che questo serva a qualcosa di più che un generico innalzamento culturale, è lultima preoccupazione del nostro sistema formativo. Quasi un risultato accessorio e opzionale. Basta dire che fra la cosiddetta analisi dei bisogni (un mito!) e lerogazione del pacchetto formativo passano da 1 a 2 anni, talchè un progetto pensato per alcuni partecipanti viene poi realizzato con tuttaltri. Basta dire che le esigenze di metodo e setting sono del tutto ignote agli enti erogatori dei finanziamenti, tanto da non essere neppure inserite fra i punti dei formulari. Al punto che spesso si registrano orari daula dalle 8 di mattina alle 15 senza interruzioni, o dAgosto e a Natale, per rispettare il monte-ore. Oppure cicli di conferenze laddove lobiettivo dichiarato è addestrativo. Oppure ancora aule con 25 partecipanti, laddove è previsto un lavoro di gruppo attivo. Basta infine dire che non esiste alcun sistema di controllo della qualità dei formatori, la cui selezione e assegnazione sono meramente clientelari. Serve una visita di studio? Non si può fare se due anni prima non è stata inserita nel budget. Non serve più alcuna visita di studio? Si deve farla ugualmente perché è prevista dal progetto. E così via in una casistica infinita di errori, incongruità, contraddizioni rispetto allobiettivo dellapprendimento, ma che diventano strategie se si concepiscono come veri obiettivi della formazione quelli sopra riportati.
Qui si colloca la competenza centrale del formatore-coordinatore. La Seconda Repubblica ha superato il primitivismo della Prima, che faceva degli appalti truccati, della tangente e del clientelismo (cioè della illegalità) un sistema giustificato dai costi della democrazia. Oggi il voto di scambio, la dazione e il nepotismo sono anche più diffusi di ieri, ma si presentano sotto forme legali. Quello che prima era bieco crimine oggi è raffinato cavillo formale, sofisticato percorso burocratico, giocoleria contabile legale. Non che siano scomparsi del tutto i fenomeni di illegalità, fondati sulla sostanziale inavvicinabilità della magistratura (provate a fare un ricorso al Tar per un appalto truccato!). La maggior parte di quello che prima era illegale è oggi divenuto legale grazie ad una normativa basata sulla forma e del tutto indifferente alla sostanza. I giochi di prestigio per rendiconti formalmente legali, ma sostanzialmente truccati sono infiniti -qui ne citiamo solo alcuni-, sono riassumibili in quattro categorie.
Quando i partecipanti non si trovano, è possibile utilizzare gli stessi nominativi per due corsi paralleli. Oppure si possono aumentare le diarie per attrarre i renitenti. Nei corsi aziendali, si può fingere che lavoratori in servizio stiano partecipando al corso. Se i partecipanti arrivano in ritardo, escono in anticipo o sono addirittura assenti, basta chiudere un occhio e far firmare i registri in modo regolare. Se liniziativa prevede x partecipanti che il coordinatore non trova, basta iscrivere dufficio amici e parenti. Tutti questi giochi di prestigio si fondano sulla certezza che nessun controllo sul campo viene mai fatto. Se un controllo viene fatto si sa prima e si può allestire un teatrino; se il teatrino non riesce, si trovano la scusa di unepidemia improvvisa, una visita allesterno non programmata, lo sciopero di qualche categoria; se le scuse non hanno effetto, cè sempre il ricorso al superiore del controllore, che può considerare il rapporto come trascurabile.
Ogni iniziativa formativa richiede per solito allente formatore una serie di connessioni col territorio, che prendono la forma di lettere di intenti, promesse, richieste. Un buon coordinatore è al centro di una rete di Enti Locali, piccole imprese, organizzazioni in grado di fornire sponsorizzazioni, stages, ipotetiche assunzioni post-corsuali. Le quali forniscono una quantità di lettere formali, i cui impegni sono del tutto aleatori. Si può promettere un co-finanziamento, dando poi questa forma al pagamento di servizi effettivamente prestati dallente formatore allente co-finanziatore. Ci si può impegnare a fornire uno stage e poi non realizzarlo, oppure realizzarlo in una forma di lavoro non retribuito. La dichiarazione meno impegnativa è quella di una disponibilità ad assumere i partecipanti alla fine delliter formativo. Poiché dalla lettera di impegno alla fine del corso non passa mai meno di un anno (a volte sono 2 o 3), ammesso che qualcuno volesse controllare, è facile affermare che le condizioni del mercato sono mutate.
Qui il trucco di pagare gli operatori meno di quanto si dichiara è impossibile o molto rischioso. Allora si ricorre allaccordo con loperatore di pagargli la remunerazione ufficiale per un corso, ma fargliene fare due (il secondo dei quali non richieda fatturazione controllata). La cosa funziona benissimo con gli addetti alla segreteria. Grazie al rimborso per la segreteria di un corso, si può avere un operatore che lavora in sei diverse iniziative, cinque delle quali a costo zero.
Ogni corso prevede una sede, con riscaldamento, elettricità, pulizie. I coordinatori più abili riescono, legalmente, a farsi pagare i costi fissi più o meno da ciascuno dei corsi che fanno. Se un coordinatore promuove sei corsi, riesce a ricavare sei volte i costi di struttura. I materiali di consumo sono una fonte di guadagno purché vi sia un accordo coi fornitori: attraverso il rimborso per materiali di un corso si può mandare un ufficio per un anno. Le attrezzature sono unaltra fonte di guadagno. Si possono inserire nei rendiconti attrezzature acquistate per lente formativo. Se esiste il vincolo del leasing, le attrezzature diventano proprietà dellente formativo col versamento di una sola rata (lultima, post corso)
Il buon coordinatore sta a metà fra trovarobe teatrale, il caporale che reperisce forza lavoro in piazza e laddetto alle pubbliche relazioni. Ogni corso è una sorta di assemblaggio di risorse, temporaneo ma ripetibile periodicamente. Il coordinatore deve reperire organizzazioni partners, co-finanziatori (che non devono mettere mai un soldo, sennò escono dalla rete), enti di appoggio che forniscano documentazioni cartacee formalmente ineccepibili e in modo veloce. Egli deve anche essere in grado di rastrellare sul mercato operatori dufficio, contabili, formatori-segretari e formatori oratori, che siano affidabili ma anche disposti al precariato. Essendo gli enti formativi quasi tutti legati a finanziamenti pubblici, non operano in un mercato stabile, non hanno clientela fidelizzata. Ogni azione formativa è occasionale e precaria. Ne consegue che deve basarsi su una forza lavoro volatile e precarizzata. Una simile condizione esclude strutturalmente la qualità e limita alla dipendenza e alla fiducia gli elementi cardine del reclutamento e della selezione. Gli enti formativi sono strutture operative molto snelle e del tutto precarie, con la sola eccezione del coordinatore (che a volte si identifica col titolare).
2. Competenze del segretario
Obbedienza, cordialità e ordine sono le competenze essenziali del formatore-segretario. A volte chiamato pomposamente tutor. Non deve avere alcuna conoscenza circa la formazione. Questa infatti rischierebbe di inquinare il suo lavoro esecutivo con indebite aspirazioni alla qualità. In genere il formatore-segretario è una fanciulla graziosa. Il suo ruolo sta a metà fra quello della receptionist e quello della hostess. Bella presenza, discreto look e sorriso perenne sono le sue caratteristiche indispensabili. Unite alla totale dipendenza dal coordinatore. La tutor è una precaria, pagata al minimo, legata alla durata delliniziativa formativa. Non solo è essenziale che abbia la fiducia del coordinatore, per aspirare alla conferma in futuri corsi; ma è consigliato che mantenga relazioni con diversi enti e coordinatori, in modo da poter collezionare diversi lavori part-time o a tempo. Non è raro che questo formatore sia sottopagato con la promessa che la sua esperienza costituisca un tipo di tirocinio, anche se non è chiaro a quale professione possa preparare un simile tipo di ruolo. Importante per questa figura è il gradimento di tutti i partecipanti. Nei confronti di questi, il formatore-segretario ha una funzione informativa (diffonde i comunicati del coordinatore), una funzione di controllo (cura la compilazione del registro, loggetto più importante di ogni attività formativa), una funzione di servizio (distribuisce penne, quaderni, dispense, fotocopie), una funzione di consenso. Questultima non si traduce in compiti specifici, ma è una meta-funzione cruciale. Consiste nel farse sì che i partecipati non fuggano e si lamentino il meno possibile. La fuga dei partecipanti è lincubo dei coordinatori: se i partecipanti scendono sotto una certa soglia, si materializza lipotesi di una sospensione del finanziamento. Gli antidoti a questa catastrofe sono diversi (come disporre di comparse-sostituti, incrementare la diaria, chiudere due occhi di fronte ad assenze o ritardi), ma il principale è la capacità coesiva della tutor. Questa si esprime mediante ammiccamenti, sorrisi, complicità coi partecipanti, offerte di piccoli privilegi, uso mirato di un gossip che offra squarci sul dietro le quinte, giustificazioni e distrazioni al primo profilarsi di lamentele. Ecco lelenco delle capacità del formatore-segretario:
- Avere buoni rapporti con un certo numero di coordinatori
- Ubbidire in modo pronto e completo al coordinatore
- Saper mantenere il consenso dei partecipanti
- Sorridere sempre e a tutti
- Saper tenere ordinato e aggiornato un registro
- Saper tenere ordinato e aggiornato il materiale di consumo
- Far firmare registri, lettere di incarico e contratti
- Saper somministrare questionari, dispense o (eccezionalmente) esercitazioni semplici
3. Competenze delloratore
La formazione del Terzo Millennio è tornata agli albori: vige il modello predicatorio. Al novanta per cento consiste in una serie di conferenze, seguite da qualche domanda. I docenti sono dunque essenzialmente oratori, specializzati in un certo argomento. Qualcuno si allarga alla conoscenza di una intera materia, ma questo non è necessario e non giova nemmeno perché porta a divagazioni delloratore, domande fuori tema dei partecipanti, sovrapposizioni con altri oratori. Il docente-oratore più tecnologico si presenta con una serie di lucidi, di cui egli non è altro che il supporto vocale. I lucidi non solo sembrano rendere più visibile (quindi più comprensibile e memorizzabile) la conferenza, ma esonerano loratore dal dovere di conoscere troppo largomento. Coi lucidi loratore diventa un lettore, il che semplifica sia la sua selezione sia il suo impegno.
Il grande vantaggio di questo ruolo è che può essere svolto da chiunque (e lo è: chi non ha mai fatto il docente?), senza alcuna particolare caratteristica. A decidere chi può fare il docente è il solo coordinatore. Un diploma o una laurea giovano, perché rendono la scelta del coordinatore più forte rispetto eventuali critiche, ma non sono indispensabili. Ancora meno necessario è che il diploma o la laurea abbiano una qualche attinenza con largomento da trattare in aula: chiunque può parlare di qualsiasi cosa, e se poi deve solo leggere dei lucidi la cosa è ancora più semplice. Il fatto che un qualsiasi individuo venga nominato docente ed anche retribuito da un coordinatore, attiva una relazione di gratitudine e soggezione fra il primo ed il secondo. Lunica competenza richiesta al docente è appunto una dipendenza grata e pronta. Competenza accessoria è la puntualità e precisione nella compilazione del registro. Il docente è un lavoratore precarissimo: riceve il contratto non prima di due mesi dopo aver effettuato la sua prestazione; viene pagato anche dodici o diciotto mesi dopo; può essere licenziato in ogni momento. A fronte di questi difetti il ruolo del docente ha tuttavia il vantaggio di essere una sinecura: basta la presenza (e non deve neppure essere troppo puntuale). Inoltre, se gratitudine e dipendenza vengono manifestate attivamente, è raro essere cacciati e frequente essere confermati per un corso successivo. La gratitudine richiesta consiste nel collaborare col coordinatore qualsiasi cosa succeda: se i partecipanti spariscono, se laula viene spostata in cantina o corridoio, se il tutor mostra segni di follìa, il docente deve essere sempre daccordo col coordinatore, abbozzare e tamponare. La dipendenza si esprime con la totale assenza di critica allimpianto del corso, all aleatorietà del programma, alla competenza dello staff.
La sopravvivenza del formatore-oratore è legata alla fidelizzazione verso un coordinatore che gestisca molti corsi, o verso diversi coordinatori che non siano in competizione fra loro. E vero che a molte docenze assegnate corrispondono spesso molte prestazioni gratuite, che il rapporto di lavoro è precario e che i pagamenti tardano mesi; ma è anche vero che lo status di docente-formatore gode di un certo prestigio e che la retribuzione oraria è più alta di ogni altra che un senza mestiere può trovare sul mercato.
Cosa deve saper fare in definitiva un oratore? Niente che abbia a che fare con formazione. Non deve avere particolari doti comunicative, non deve conoscere granché dellargomento assegnatogli; non deve avere alcuna specifica preparazione. La dote essenziale ed unica richiesta è la compiacenza: verso il coordinatore, verso la tutor-segretaria, verso i partecipanti. Non lamentarsi mai per nessun motivo è lattributo più apprezzato. Per esempio, allievi che ricevono un richiamo del docente per i ritardi continui e prolungati, mostrano solitamente un sincero stupore, seguito da sdegno e da aggressività. Anche perché sia il coordinatore sia la tutor ripetono in continuazione che, purché nessun abbandoni il corso, sono tollerati ritardi e assenze (indispensabili, per soggetti che lavorano o che sono iscritti a tre corsi diversi per inseguire le diarie). Vanno dunque accuratamente evitati i richiami del docente-oratore allordine, alla puntualità o allattenzione. Non guasta, infine, una certa bella presenza che unita al prestigio del ruolo, può fungere da elemento di fascinazione e anestesia degli allievi.
So benissimo che esistono sul mercato della formazione, coordinatori, tutores e docenti che conoscono la formazione e fanno del loro meglio per applicare e sviluppare conoscenze scientifiche e professionali. Purtroppo, non possiamo negare che 1) la loro presenza non solo non è necessaria, ma spesso disturba il sistema formativo; 2) i loro sforzi non sono mai valorizzati né premiati, perché la Qualità è del tutto assente dal panorama formativo odierno; 3) sono come i panda: per ora vivono nella riserva del 10% della formazione, ma sono una razza in via di estinzione.