EFFICACIA DEL T-GROUP di Guido Contessa*

 

La tecnica che Cari Rogers ha definito come la "più significativa scoperta delle scienze sociali in questo secolo" è stata certamente la più valutata fra tutte. Nessuna altra tecnica didattica può vantare una tale mole di ricerche valutative. E' stata riconosciuta al
T-group la capacità di modificare i valori di dirigenti verso le relazioni umane (Nath, 1971), di migliorare le relazioni interpersonali (Wilson, Muller & Morton, 1972), di aumentare le capacità di leadership (Canon, 1964), di accrescere le competenze di apertura, fiducia, sicurezza (Argyris, 1962). Alcune ricerche hanno anche dimostrato che in certi casi può non esistere alcuna relazione fra il T-Group ed i cambiamenti, ed altre hanno certificato cambiamenti negativi (House, 1967; Nath, 1975). Tuttavia la grande maggioranza dei ricercatori ha indicato una correlazione fra il T-Group, i valori umanistici e l'efficacia interpersonale, e di conseguenza con le competenze richieste da molte organizzazioni. Hunsaker (1978) ha condotto una ricerca su 129 Scuole di Management negli USA, 71 delle quali hanno una qualche attività autocentrata nel curriculo.

Il 98% delle Scuole che fanno uso del T-Group ed il 38% di
quelle che non ne fanno uso, dichiarano che tale esperienza formativa è una parte essenziale del curriculo per un Master.
Ma a cosa serve un T-Group in concreto? Campbell e Dun
nette (1968) hanno elencato sei obiettivi generali possibili :

1) aumento della consapevolezza circa il proprio comportamento;
2) incremento della sensibilità circa il comportamento altrui;
3) miglioramento della consapevolezza e comprensione circa i tipi di "processi" che facilitano o inibiscono il funziona
mento di un gruppo;
4) rafforzamento delle competenze diagnostiche nelle situazioni interpersonali, intergruppali e sociali;
5) aumento delle capacità di azione;
6) apprendimento dei modi per apprendere.

Il raggio dei possibili obiettivi di un'attività autocentrata è anche più grande di questo, come l'esperienza italiana insegna. Per esempio un T-Group ha una funzione cruciale in tutti i processi di avvio di cambiamenti che toccano le persone sia dal punto di vista intellettuale che emotivo. Poche altre tecniche formative hanno la stessa forza nel mettere i partecipanti di fronte al cambiamento. Se consideriamo il cambiamento come il passaggio da uno stato ad un altro; e se valutiamo tale cambiamento come la via d'uscita da uno stato critico, allora vediamo come il T-Group abbia un impatto enorme nell'avvio di una crisi, senza la quale il cambiamento viene respinto.
Ancora, il T-Group ha una grande forza "istituente", per quei
gruppi che devono iniziare ad operare o che vogliono ripattuire la loro esistenza.
Infine, il T-Group ha una grande valenza autodiagnostica:
molte persone imparano a conoscere meglio le proprie motivazioni, i propri problemi, i propri bisogni.
Sono questi obiettivi del T-Group che ne hanno fatto, dopo la
sua scoperta, uno strumento non solo utile a livelli personali ma anche in situazioni organizzative, particolarmente nei casi di orientamento, lavoro di gruppo e sviluppo organizzativo Lennung (1978) indica i principali obiettivi del T-Group come segue:

1) un gruppo di lavoro può funzionare meglio;
2) le persone il cui lavoro consiste nell'avere relazioni con altre persone, possono essere aiutate a gestire meglio il loro ruolo;
3) le persone possono avere (dal T-Group) un "sostegno" personale, in particolare in quelle organizzazioni che hanno compiti emotivamente difficili;
4) i programmi di cambiamento sociale pianificato o di sviluppo organizzativo hanno un vantaggio dal fare uso del T-Group;
5) il T-Group ha un grande valore per i futuri "professionisti dell'aiuto" (medici, assistenti sociali, psicologi, consulenti ecc.).

 1. Fattori di efficacia

Cosa rende efficace un T-group? Cosa accade veramente in una esperienza autocentrante? Perché tali esperienze possono considerarsi la "scoperta più significativa" del secolo, nelle scienze sociali?
Le risposte a queste domande cambiano in base alle diverse
impostazioni che fin dall'inizio emersero nella storia del T-Group, ed oggi sono ancora più articolate.
Ecco un elenco tratto da Lennung (1978), dei possibili "fattori
di efficacia":

1-il cambiamento è derivato dallo scambio di feedback;
2-il cambiamento è determinato dalla messa in discussione dell'equilibrio mentale e psicologico precedente;
3- il cambiamento si fonda sul chiarimento, l'esplorazione e l'espressione delle emozioni;
4-il cambiamento deriva dall'analisi e discussione dei processi inconsci individuali ed interpersonali;
5- il cambiamento è stimolato dall'esposizione ad una esperienza emozionale molto coinvolgente;
6- il cambiamento deriva dalla possibilità di gestirsi in libertà senza obblighi o divieti;
7- il cambiamento deriva dal fatto che alcune importanti capacità si dimostrino inadeguate;
8- il cambiamento si basa su un sentimento di maggiore sicurezza di sé.

Come si vede, queste spiegazioni sono diverse fra loro e testimoniano diverse meta-psicologie. Tuttavia hanno un limite,che forse rende superfluo un loro approfondimento: sono spiegazioni di livello intermedio. Esse motivano a fondo cosa avvenga nel T-Group, quali forze siano attive nella produzione dei cambiamenti che favoriscono il raggiungimento degli obiettivi formativi.

2. Il dispositivo di contrazione spazio-temporale

La radice dell'efficacia del T-Group va ricercata, come primo fattore, nella manipolazione delle dimensioni spazio e tempo. La regola fondamentale del T-Group è la centratura sul "noi" (in certi casi sull'io-tu) e sul "qui ed ora". Il "noi" è costituito da un piccolo numero di persone riunite in una stanza (sempre la stessa) e in una disposizione circolare. Tale cerchio diventa, per la durata del gruppo, lo "spazio di vita" dei partecipanti,che sono invitati a tener fuori tutto ciò che non ha a che fare con il cerchio. Il "qui ed ora" è una riduzione del tempo alla sola dimensione del presente, che è quella della esperienza. La memoria (cioè il passato) e la speranza-progetto (cioè il futuro) sono dimensioni di sfondo, che non possono essere escluse, ma che sono chiamate ad intervenire nel presente sotto forma di traduzione sperimentale. L'unico modo che hanno per fare una legittima comparsa è quello di tradursi in esperienza collettiva, visibile e verificabile.
Il dispositivo di contrazione spazio-temporale, garantito dal patto iniziale fra i partecipanti e il trainer e dal comportamento di quest'ultimo, ha il potere di provocare una "fusione"che libera una enorme quantità di energia, la quale appunto alimenta i processi di cambiamento.
Questo artificio di riduzione delle variabili osservate è ciò che rende il T-group una pratica scientifica, riproducibile e spiegabile.
Molti partecipanti esprimono vissuti di "vertigine" e si difendono dalla paura di cadere in una "voragine"; una sorta di "buco nero", luogo di implosione e fusione. Nella vita quotidiana gli individui dispongono di una dimensione spazio-temporale illimitata, che consente fughe di ogni tipo, in avanti o indietro o fuori rispetto alle situazioni di realtà. Questa possibilità di escursione in dimensioni spazio-temporali quasi infinite, ha una grande valenza di libertà ma insieme un forte valore dissipativo. La concentrazione è in sostanza una costrizione, e per questo richiede un'autentica capacità negoziale negli attori, che devono accettarla liberamente e consapevolmente per la propria crescita
Essa consente la accumulazione e la moltiplicazione dell'energia psichica: una neg-entropia a spese della libertà dissipativa.

3. Legittimità dell'uso di concetti matematici in psicologia e concetto di spazio

Su questo tema il non abbastanza studiato Lewin (1970, pag.61-6) si è espresso benissimo:"usare concetti spaziali in psicologia significa trattare matematicamente la psicologia, ma ciò non implica il fisicalismo". E poco prima "Come i numeri, i concetti topologici sono matematici, e non fisici nella loro essenza".
L'uso dunque di concetti matematici e geometrici è legittimo in psicologia non meno che in fisica e in biologia.

Il concetto di spazio in psicologia è stato usato per primo da
Lewin (1970), ma è stato usato molto poco in seguito. Tuttavia esistono molti segnali, che ne denunciano l'importanza, almeno nel linguaggio corrente. Termini come sopra-sotto- vicino-lontano- dentro-fuori sono abituali nei gruppi; la leadership è sempre collegata ad un "centro", come il gregarismo alla "periferia"; il cambiamento è sempre definito come "un passo avanti"; termini come territorio, frontiere, confini sono d'uso corrente in molte Scuole psicologiche. La sociometria di Moreno è una mappatura delle relazioni spazio-affettive; Spalto definisce il potere come "diametro" di un "campo"; Freud stesso ha usato concetti spaziali (Freud, 1975) quando ha affermato "L'inconscio è il cerchio maggiore, che racchiude in sé quello minore del conscio". Bion si riferisce al gruppo come "contenitore". Insomma, sia pure implicitamente, è sempre presente in psicologia il concetto di spazio. Se essoè importante nella strutturazione e nella dinamica della soggettività è naturale che lo sia anche come fattore di intervento in esse.
La sovrapposizione di tanti "spazi di vita" quanti sono i membri del T-Group, tutti ugualmente "contratti", non può che avere una forte valenza di accumulo energetico. Un accumulo moltiplicato dalle rifrazioni fra i membri del gruppo : gli "spazi di vita" di ciascuno infatti non sono semplicemente sovrapposti, ma addirittura "fusi" in maniera da comprendersi l'un l'altro.
Tale compressione,sovrapposizione, accumulazione e fusione
crea un campo iper-energetico dove rio e il noi si avvicinano ad elevatissime temperature, instaurando legami di forte interdipendenza.
Il micro-spazio ultra-compatto del T-group diventa progressivamente talmente "denso" da rendere ogni gesto, respiro, silenzio, sguardo, parola, immediatamente visibili e pienissimi di significati. Ogni evento o non evento è osservabile da tutti, ha ripercussioni su tutti e dipende da tutti i membri. I partecipanti scoprono nei primi momenti del T-Group la meraviglia e la vertigine di uno spazio incandescente in equilibrio instabile, che li porta sul precipizio dell'ignoto.

 4. II fattore tempo

Il secondo asse di contrazione è quello del tempo. Il patto del qui ed ora" è una semplificazione artificiale che amplifica il potere del dispositivo. La presentificazione produce un vissuto di arresto del corso del tempo: silenzi di minuti paiono lunghissimi, e dopo qualche ora i membri del gruppo parlano già in temimi di inizio lontanissimo dell'esperienza.
Il passato ed il futuro sono esclusi nelle loro tipiche configurazioni mentali e verbali (racconti, memorie, progetti, aspirazioni, desideri). La loro entrata nello spazio di vita del gruppo è possibile solo mediante una traduzione in configurazioni diverse: il comportamento e la relazione. Cioè, con quanto è osservabile e gestibile dal e nel "campo gruppale". La contrazione del tempo permette la focalizzazione della energia sullo spazio denso del gruppo e del sé (spazio di vita e spazio interno) e dunque assume una valenza acceleratoria del processo implosivo.

Inoltre, tale contrazione dirige l'energia che via via si sviluppa
sull'unico oggetto del presente, cioè il sé ed il noi."Ora', infatti, non ci sono altro che una dozzina di persone che si guardano e si parlano.
Infine la presentificazione ha una grande rilevanza per la immersione nella "esperienza", che è la forma di conoscenza e
di cambiamento tipica del T-Group. Una esperienza unitaria fatta del maggior numero di dimensioni possibili: razionale,corporea ed affettiva. La dimensione tipica della conoscenza è il passato; quella della scienza e della tecnica è il futuro: la prima classifica ed archivia, la seconda ipotizza e trasforma. Il presente è la dimensione della coscienza e della consapevolezza, cioè del contatto più ravvicinato fra verità e certezza.
La conoscenza è certa, ma non sempre corrisponde alla verità.
La scienza e la tecnica (se e quando funzionano) sono vere ma non sempre corrispondenti alle certezze. La coscienza è il punto di sintesi fra certezza e verità, anche se è un punto tendente all'infinito. Infine, la presentificazione del tempo, consentendo l'esperienza, permette l'esperimento. Questo è a fattore cruciale dello sviluppo della scienza moderna: l'esperimento che consente, qui ed ora, davanti agli occhi di chi osserva, di ripetere certe (sia pur limitate) condizioni naturali, per dimostrare una ipotesi o per trasformare la realtà. Il presente consente la visibilità, la osservabilità e il controllo delle variabili più prossime al fenomeno: cioè consente di passare dalla coscienza alla scienza.

5. L'energia

II dispositivo di contrazione spazio-temporale sviluppa una enorme quantità di energia psichica. La libido, l'eros, la vitalità dei membri del gruppo, circoscritta in quanto a spazio e tempo, rimbalzata ed aumentata tra gli uni e gli altri, converge fino ad un punto di implosione, analogicamente simile a quello di una fusione nucleare. L'energia accumulata e sviluppata ha dapprima una valenza entropica: cioè produce disordine e "morte" del sistema precedente.
Lewin ha descritto questa fase come scongelamento; molti partecipanti
parlano di crisi e confusione. Il clima è caldo, denso, teso: il gruppo subisce una forte centrifugazione e ciascun membro si sente trascinato verso un punto di "catastrofe".
L'energia crea quasi un vortice ipnotico, che insieme attira ed atterrisce i partecipanti al T-Group. Tale fase fa emergere atteggiamenti conflittuali, regressivi, panici, isterici, esaltati,aggressivi, oppure esageratamente fusionali. E' come se al centro del gruppo si agitasse una pila atomica, una bomba innescata, una tromba d'aria. Risorse nascoste, desideri repressi, bisogni rimossi, problemi dimenticati si attivano. Sembra che una serie di esplosioni a catena si susseguano rapide fra i membri e dentro ciascuno di essi. La gestione di tanta energia è difficile: alcuni si entusiasmano, altri si terrorizzano. I primi tentativi di gestire l'implosione sono ingenui o maldestri: negazioni, spostamenti all'esterno, ridicolizzazioni, ricerca di capri espiatori, rituali esorcizzanti.

Solo in un secondo tempo, ed a certe condizioni, l'energia
assume valenze neg-antropiche, cioè ri-ordinanti.

6. Io, lo-Tu, Noi : II potere della riflessività

Cosa c'è "qui ed ora" nel gruppo? Solo io, io e te, oppure noi.
L'escursione possibile dell'energia è limitata alle dimensioni del cerchio del presente. L'io, la relazione ed il gruppo sono le uniche vie d'uscita possibile per l'energia accumulata. Essa dunque si può dirigere solo "dentro", può solo implodere qui: il processo di cambiamento inizia. E inizia in tre direzionipossibili, il che rende il T-Group uno strumento ad obiettivi plurimi, dunque molto flessibile.
La prima è la direzione intra-psichica, quella tipicamente scelta dai soggetti con maggiori problemi personali. La messa in luce vistosa a sé stessi ed agli altri delle reazioni attivate dalla imprevedibile situazione, porta i soggetti più problematici a dirigere l'energia liberata, verso il proprio mondo interno. La seconda è la dimensione relazionale, scelta in genere dai soggetti più orientali all'affettività. L'energia viene utilizzata alla scoperta dell'altro ed alla attivazione di relazioni pili nutritive e solidali, oppure più franche ed autentici".
La terza è la dimensione sociale (gruppale), utilizzata più spesso dai soggetti più orientali alla razionalità o alla produttività.
L'energia qui viene canalizzata verso l'appartenenza al gruppo, la definizione di un progetto o di un'azione. In tutt'e tre le direzioni tuttavia, il dato comune è la riflessività. Un processo di conoscenza tipicamente psicologico, nel quale il soggetto e l'oggetto della osservazione e dell'analisi sono la stessa cosa. I membri del gruppo osservano e comunicano, analizzano e discutono su sé stessi come singoli, coppie o forma gruppale. La riflessività è il luogo di impatto dell'energia accumulata, ed è questa direzione che alla fine attiva il cambiamento.
La fase di accumulazione dell'energia, la fase pre-implosiva, disordinata ed entropica. La fase della riflessività è gradualmente più ordinata e neg-entropica: consente il mutamento dei soggetti dell'esperienza. Un mutamento tuttavia scelto secondo gradi di libertà proporzionali ai bisogni e alle risorse. L'energia infatti viene spinta dal gruppo ed attirata dai sin
goli, solo in parallelo alle disponibilità di questi. Perciò è tanto importante la capacità negoziale dei membri del gruppo e la loro forza di soggetti contraenti. Per questo anche i ridicolo affermare che certe situazioni di T-Group sono dannose. Se un soggetto e indisponibile (per volontà o risorse) ad utilizzare riflessivamente l'energia, questa viene convogliata automaticamente su un altro: un T-Group non può (e non vuole) demolire le difese indispensabili ai soggetti. Esso può solo favorire la modificazione delle difese dei soggetti che trovano conveniente, utile o bello, farlo. Ma tale modificazione è fatta dagli stessi soggetti, membri del gruppo, che si pongono come soggetto-oggetto della ricerca e processi di trasformazione dell'energia gruppale.

 7. Il trainer come "demone di Maxwell"

La seconda legge della termodinamica dice in sostanza che il calore non può di per sé passare da un corpo freddo ad un corpo caldo. E' vero che tale legge si applica in misura attenuata agli organismi viventi, i quali sono aperti. Tuttavia lo spazio gruppale nel
T-group è artificialmente chiuso, mediante il dispositivo di contrazione spazio-temporale. Da dove viene dunque l'energia, di cui abbiamo parlato? Non dall'esterno, bensì dall'interno di ciascun membro del gruppo. Il dispositivo di contrazione spazio-tempo opera nel senso prima di un addensamento energetico sullo stesso fuoco, poi nel direzionamento dell'energia accumulata verso l'obiettivo del cambiamento. Il T-Group sarebbe dunque una occasione di riconversione dell'energia che i soggetti prima usano per mantenere il vecchio ordine e poi, concentrata e rnoltiplicata, usano per il cambiamento. La maggior parte di questo lavoro viene svolta dal gruppo stesso grazie alla motivazione ad apprendere-cambiare (ecco di nuovo l'importanza della situazione negoziale).

E" tale motivazione che prima spinge alla "fusione" energetica, poi fa indirizzare l'energia accumulata nelle direzioni più"economiche" per il gruppo e per ciascun membro. Quando parliamo di groppo e di ciascun membro, intendiamo comprendervi anche il trainer (conduttore, animatore, formatore).Costui ha la responsabilità principale circa il mantenimento delle migliori condizioni favorenti l'apprendimento. La sua professionalità consiste soprattutto nell'avere energia da immettere nel gruppo e nel favorire il processo di accumulo-implosione-direzione mirata dell'energia collettiva.
James Clerck Maxwell, fisico-matematico scozzese (1831 -
1879) è l'inventore della teoria del campo elettro-magnetico, da cui discende la "field theory" di Lewin.
Egli espresse anche l'idea, del tutto teorica, del "demone di
Maxwell" appunto. Maxwell immaginò due contenitori pieni di gas alla stessa temperatura, collegati fra loro da uno sportello, che il demone poteva aprire e chiudere ogni volta che si avvicinava una molecola di gas veloce (calda) o lenta (fredda). In tal modo il demone poteva violare la seconda legge facendo in modo che in un contenitore entrassero tutte le molecole calde e nell'altro tutte quelle fredde. Per far ciò il demone doveva essere intelligente e soprattutto, essendo dentro il contenitore, doveva avere molta energia da impiegare per la creazione di un "ordine" (neg-entropia), mediante lo smistamento delle molecole, che falsificasse la seconda legge.
Questa idea di Maxwell, molto teorica e letteraria, può delineare assai bene il ruolo del trainer in un T-Group.
Il contenitore pieno di molecole lente e fredde è ciascun membro del gruppo, all'inizio del T-Group, quando è portatore di un ordine precedente. Il contenitore pieno di molecole calde e veloci, progressivamente, il cerchio gruppale dove si allarga il tasso di disordine e si libera energia.
Il "demone di Maxwell", con l'energia e la competenza di cui dispone, ha il ruolo di smistatore delle molecole.
All'inizio del T-Group ciascun membro è portatore di un ordine-equilibrio precedente. Ciascuno dispone di due contenitori, di diversa forma e grandezza: in uno (di solito il più grande) le molecole sono fredde, lente e ordinate; nell'altro (più piccolo ma non insignificante) le molecole sono calde, veloci e caotiche. Nel primo vi sono le certezze, le abitudini, gli stereotipi; nei secondo vi sono la motivazione a cambiare,il potenziale, i problemi irrisolti.
Il primo compito del demone-trainer è quello di far convergere tutte le molecole "calde" di ciascun membro nel contenitore-gruppo, che progressivamente vede aumentare il suo tasso di disordine ma anche di energia.
Il secondo compito è quello di far passare tutta l'energia liberata nel gruppo, cioè tutte le molecole "calde", dentro i contenitori "freddi" di ogni singolo membro. Il trainer ha più energia degli altri membri e può facilitare questi passaggi colmassimo di intelligenza possibile. Ma anche gli altri membri sono dei "demoni di Maxwell", che possono far passare le molecole calde e fredde nelle direzioni che la loro intelligenza e le loro necessità consentono.
Al termine di un buon T-Group è normale che i partecipanti si sentano "cambiati e caricati", mentre il trainer si sente "cambiato e svuotato". Tutta l'energia di cui il demone disponeva è stata impiegata nel processo, e tutta l'energia accumulata dal gruppo è stata diretta al cambiamento dei singoli partecipanti.

 

BIBLIOGRAFIA

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*Estratto da T-GROUP- STORIA E TEORIA DELLA PIU' SIGNIFICATIVA INVENZIONE SOCIALE DEL SECOLO- Clup, Milano, 1987, pag.125-138

 

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