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LA SELEZIONE di Guido Contessa*
Per comprendere
il discorso che segue è utile conoscere la situazione del Comune di
Massa con le sue iniziative per l'animazione nel 1979.
In breve, possiamo dire che nel 1979 era stato commissionato dall'Assessorato
P.I. di Massa all'equipe "Isameps", un Corso di lunga durata (39
giornate) per 90 animatori socioculturali da utilizzare inizialmente nelle
attività estive del Comune, ma da impiegare in prospettiva, in attività
stabili e continuative nelle Circoscrizioni. Il Corso del 1979 è stato
realizzato con soddisfazione e gli animatori hanno portato a termine gli impegni
estivi riscuotendo un lusinghiero successo.
Nell'inverno '79-'80 l'Amministrazione comunale si è orientata verso
la creazione di un rapporto stabile con gli animatori, ed ha chiesto all'"Isameps"
un Corso di Specializzazione da effettuare in due tranches, nel giugno e nel
settembre dell'80. In tal modo il Comune (retto da una giunta socialcomunista)
intendeva arrivare all'autunno dell'80 con un gruppo preparato di animatori
da inserire in modo stabile nel territorio.
In questa prima parte del mio contributo insisto sul processo di selezione adottato, in quanto ritengo che esso possa offrire utili spunti agli Amministratori locali ed agli operatori culturali.
1.1 Problemi politici
Facendo
un conto economico e di esigenze reali (il Comune di Massa conta circa 70.000
abitanti e 7 Circoscrizioni), l'Amministrazione si era orientata all'impiego
stabile di non più di 35 operatori. I coinvolti nelle attività
dell'anno precedente erano 90 e, pur essendoci state alcune defezioni volontarie,
restava sempre il problema di come scendere al numero di 35 operatori. Va
tenuto presente che tutti i giovani coinvolti nella fase precedente erano
senza lavoro, e che l'ammissione dei 35 al Corso di Specializzazione, anche
se non era una vera e propria assunzione, prefigurava un'occupazione lavorativa
stabile.
Il fantasma di 35 posti di lavoro intellettuale, con una formula di contratto
professionale continuativo o di convenzione con una costituenda cooperativa,
ha avuto sui giovani coinvolti nelle attività dell'anno precedente
un effetto lacerante. E tale effetto si è ripercosso in tutta la compagine
politica del Consiglio Comunale. Per circa tre mesi, la città, i giovani
e le forze politiche si sono dibattuti sul dilemma della selezione.
I tre orientamenti intorno al problema erano: assistenzialismo, lottizzazione
e meritocrazia.
1.1 Alcuni politici, e ovviamente, alcuni degli animatori, erano favorevoli ad una soluzione che chiamerei assistenzialistica. Data la carenza di posti di lavoro intellettuale esistente, proponevano la soluzione del "tutti dentro". Per avere questa beneficiata collettiva, i sostenitori di questa linea erano disposti ad accettare meno soldi e lavoro part-time. Naturalmente questa posizione era sostenuta con argomentazioni diverse, non tutte infondate. Alcuni sostenevano che non essendo (nè l'Amministrazione nè eventuali esperti) in grado di effettuare una "selezione oggettiva", era giusto offrire a tutti questa nuova occasione. Altri asserivano che non era giusto disperdere l'esperienza formativa e di "campo" dei 90 giovani e che se si fosse effettuata una selezione si poteva considerare sprecato l'investimento dell'anno precedente. Altri infine dicevano che tutti dovevano essere ammessi e che la selezione sarebbe stata naturale, nel tempo, in seguito ad assunzioni in posti di lavoro fisso o a matrimoni Alcuni sostenevano addirittura che prolungare il tempo del precariato avrebbe consentito la selezione dei più tenaci, temprati e motivati, che dopo due o tre anni potevano essere assunti in pianta organica nell'Amministrazione.
Anche per gli operatori
che pensavano di essere sicuramente cooptati esisteva qualche incertezza ,
perché il numero di coloro che ostentavano sicurezza era superiore
a 35, il che stava a significare che i politici si erano lasciati scappare
promesse più numerose del dovuto. Nel manipolo dei sostenitori della
lottizzazione c'era anche qualche operatore che, talmente certo di essere
favorito, puntava all'assunzione in pianta organica nel Comune, pur sapendo
che questa soluzione era possibile solo a 2/3 persone, nel migliore dei casi.
Anche la corrente dei lottizzatori non difendeva questa linea apertamente,
ma adduceva la giustificazione che la scelta del personale socioculturale,
doveva essere effettuata dalle "forze politiche espresse dalla comunità".
1.1.3 La terza linea
la chiamerei tecnocratica: era sostenuta dall'"Isameps", ma anche
da qualche animatore e da qualche politico Questa linea aveva i suoi difetti,
ma aveva il merito di essere nuova nel panorama italiano; e siccome altre
linee le avevamo provate, negli Enti locali, con risultati assai discutibili,
perché non provare questa? Tale linea si basa su pochi assunti, ma
chiari:
1. in Italia esiste un "diritto al lavoro", ma non un diritto al
lavoro intellettuale; questo tipo di lavoro intellettuale, richiede qualità
e competenze precise, ed offre alcuni privilegi, soprattutto legati alla qualità
del lavoro; non tutti dunque possono averne diritto. In ogni caso, se esiste
un diritto di chiunque ad aspirare a qualunque posto di lavoro, esiste anche
un diritto dell'utente ad avere dei servizi sociali gestiti con una forza
lavoro esperta e professionale;
2. è politicamente e moralmente discutibile che sia preferibile lasciare
nel precariato 90 giovani piuttosto che stabilizzarne 35;
3. certamente nessun esperto di selezione può giurare sulla infallibilità
delle sue tecniche , ma il tasso di errore che si può commettere con
strumenti tecnici e professionali è sicuramente inferiore a quello
che si ha con la casualità o la lottizzazione;
4 . l'idea di attendere degli abbandoni spontanei, non va affatto a favore
dei più forti e motivati, ma favorisce solo coloro che possono farsi
mantenere dalla famiglia (cioè i più abbienti) oppure coloro
che sono talmente privi di risorse da essere costretti ad attendere più
anni in posizione precaria;
5. se si desidera aiutare dei giovani, in via transitoria, che sono senza
lavoro, è assai
meglio farlo con gli usuali canali dell assistenza, piuttosto che con un lavoro
precario, che illude anche gli incapaci circa un futuro professionale inesistente;
6. molti giovani meno adatti, o non ancora preparali ad un lavoro sociale
troverebbero giovamento da un verdetto che, chiaramente, li orienta verso
altre soluzioni professionali: l'Italia è piena di operatori sociali
e culturali infelici e insoddisfatti, cui nessuno, a suo tempo, ha saputo
dire che il lavoro sociale non era per loro;
7. se qualcuno suppone di interpretare questa idea, come basata sull'innatismo,
si sbaglia; nessuno più di noi, che siamo formatori, crede nelle capacita
di chiunque di imparare qualunque cosa. Tuttavia esistono problemi di economia,
di fronte ai quali nessun formatore umanista ha il diritto di chiudere gli
occhi. Ci sono persone che imparano un ceno mestiere in meta tempo di altre;
ci sono soggetti che, per imparare a fare un lavoro sociale, dovrebbero spendere
10 anni mentre altri lo imparano assai meglio in due. Su 90 partecipanti ad
un Corso, per quanto valente possa essere l'equipe dei formatori, alcuni imparano
tutto e bene; altri imparano meglio di altri; altri ancora imparano pochissimo.
Queste considerazioni, pur partendo assai minoritarie, divennero vincenti
per un insieme di cause concomitanti. L'Amministrazione comunale non poteva
scegliere la strada delle ammissioni generalizzate, per motivi economici;
ne si sentiva di lottizzare, rischiando di farsi pubblicamente accusare dagli
esclusi. I giovani animatori si resero conto che la fiducia di esser, cooptati
non era fondata, e che investire della selezione l'Amministrazione significava
accettare una lottizzazione dagli esiti incerti. Per la verità noi
avevamo suggerito una soluzione "aziendale", alternativa alla selezione
ex novo, che consisteva nell'affidare la scelta dei 35 ai funzionari
dell'Assessorato che avevano coordinato il lavoro estivo degli animatori.
Ci sembrava normale che, chi aveva coordinato un lavoro sul campo di due mesi,
avesse sufficienti elementi per e radicare chi era professionalmente pili
adatto. Questa proposta fu tuttavia scartata perché i funzionari non
si vollero assumere alcuna responsabilità in merito.
Prima di arrivare a decidere di affidare l'incarico ad esperti dell'"Isameps",
l'Amministrazione fece un ultimo tentativo di mediazione. Propose una Commissione
di valutazione composta in parte da tecnici dell'Isameps ed in parte da politici.
Noi rifiutammo questa proposta nella convinzione che avrebbe rischiato di
creare un compromesso fra le esigenze tecniche e quelle politiche, con svantaggi
per entrambi.
1.2 Problemi metodologici
Naturalmente l'idea di effettuare una selezione di operatori socio-culturali non poteva non spaventarci, soprattutto per l'assoluta mancanza di precedenti noti in letteratura. Per fortuna non si trattava di scegliere 35 animatori "ideali", compito assai più difficile ed improbabile; ma di scegliere i 35 migliori su un gruppo di circa 70 candidati.1.3 I risultati
II risultato
principale dell'operazione fu che nessuno dei 15 esclusi fece un reclamo (v.
allegato n. 4).
Trattandosi della situazione massese, politicamente piuttosto effervescente,
non è poco. Si tenga inoltre presente che l'ammissione al Corso di
Specializzazione era vissuta da tutti (esperti, animatori, Amministratori)
come l'assegnazione di un rapporto di lavoro stabile con il Comune e le Circoscrizioni.
Ed infine che una simile operazione, gestita da un ente "privato"
quale l'"Isameps", poteva prestarsi a ricorsi anche pretestuosi
di ogni tipo. Nessun ricorso, nemmeno una lamentela: quasi che gli esclusi
fossero d'accordo con i selezionatori.
Ma gli ammessi erano veramente i migliori? Nessuno può rispondere con
certezza. Si sa che in una graduatoria, le idee più chiare sono in
cima ed in coda. Come si vede dagli allegati abbiamo scelto la strada di indicare
delle fasce di livello, perché non era possibile distinguere effettivamente
fra il 35° ed il 36°. La scelta di tagliare a 35 era puramente formale, quindi
non poteva rispettare la gradazione reale dei candidati
Ciò che ci preme sottolineare è che tutta la selezione si è
basata su una correttezza totale e su un atto di coraggio di un'Amministrazione
comunale che, fosse solo per questo, merita di diventare un esempio. Questa
esperienza ha dimostrato che in Italia è possibile tentare qualcosa
di diverso dalla lottizzazione partitica o mafiosa e da l'assistenzialismo.
Ha dimostrato che si può tentare di dare ai servizi sociali un volto
professionale. Siamo convinti che molte forze politiche progressiste e sindacali
dovrebbero seriamente aprire un dibatti o sulla selezione negli Enti locali
e sui meccanismo di concorso. Per anni la selezione è stata demonizzata
in nome di un egualitarismo miope. Il risultato è stato che la credibilità
e la qualità dei servizi sociali (scuola compresa) sono a livelli bassissimi;
che i professionisti migliori non accedono o fuggono dai serviti sociali;
che si è dunque allargata la disuguaglianza fra chi usa di servizi
privati, perché può pagarseli, e chi deve usare dei servizi
pubblici. Tale è stata la censura sul tema della selezione che oggi
quasi nessuno ha soluzioni collaudate, tranne i selezionatori delle imprese.
Coloro che ancora pensano che non sia possibile avere selezionatori abili
ed imparziali, troveranno nella nostra piccola esperienza una smentita. Quello
che ha fatto da garante sulla nostra correttezza, non è tanto la nostra
onestà, ma il desiderio di mantenere intatto un prestigio ed una credibilità,
che sono la nostra unica ricchezza.
Gli Enti locali che si rivolgessero a veri professionisti per selezionare
certi operatori (pensiamo alle USL e ai tanti sociologi assunti come psicologi!)
troverebbero una seria via d'uscita fra la sempre meno premiante lottizzazione
e la sempre più impossibile assistenza.
Allegato n.1
COMUNE
DI MASSA
ASSESSORATO
Istruzione - Cultura - Sport - Turismo - Spettacolo
COMMISSIONE CONSIGLIARE "ISTRUZIONE-CULTURA"
VERBALE
N.39
Massa, 22 aprile 1980
Il giorno 22 aprile 1980, alle ore 17, presso la sede Municipale, si è riunita la Commissione Consigliare "Istruzione-Cultura-Tempo Libero" per discutere l'argomento "Corso Operatori socio-culturali".
Sono presenti:
PETACCO
Piero - Presidente
MARIOTTI Olga - Membro effettivo
IANNI Nino - Membro effettivo
NARI G. Franco - Membro effettivo
DELLA PINA Luigi - Membro effettivo
Sono assenti:
LUCCHESI Bruno
SANTI P. Paolo
Sono inoltre presenti l'Assessore alla P.I., O. Bigini e la dott.ssa Silicani.
IL PRESIDENTE
Constatata
la validità della seduta, introducendo l'argomento odierno, dà
lettura di una lettera pervenuta all'Assessorato dall'ISAMEPS, in cui l'Istituto
stesso comunica di non accettare la Commissione selezionatrice mista, composta
cioè da Tecnici e da Politici.
Pertanto la Commissione, oggi, deve sciogliere il nodo: Commissione tecnica
o politica?
Il consigliere Della Pina dichiara di propendere per la Commissione composta
esclusivamente da tecnici, dato anche il momento politico in cui siamo; tale
soluzione è approvata dal consigliere Nari.
Il Presidente , i consiglieri Ianni e Mariotti hanno delle perplessità,
tenuto conto che per tutti i Concorsi degli Enti Locali le Commissioni sono
normalmente miste; tuttavia, comprendendo le ragioni che motivano le indicazioni
dell'ISAMEPS, volte a garantire il massimo di rigore tecnico come presupposto
della scelta, convengono, dato anche l'approssimarsi dell'Estate e quindi
urgendo la necessità di iniziare il Corso, che l'unica via da percorrere
è quella proposta dall'Istituto.
Tuttavia, per dare la possibilità all'Amministrazione di esercitare
un controllo sugli atti della Commissione selezionatrice, viene deciso ed
accettato all'unanimità, di far effettuare una prova scritta ai concorrenti,
oltre alle altre prove. Vengono pertanto ribaditi e confermati i criteri di
selezione ed i punteggi per titoli da assegnare ai candidati:
a) IDENTIKIT E MODALITA' DELLE PROVE D'ESAME
Sia la prova
scritta che il colloquio di gruppo verteranno sulla "formulazione di
progetti, problemi teorici, informazioni sul territorio, analisi di casi di
animazione, simulazione".
Si ritiene che l'animatore socio-culturale debba possedere le seguenti caratteristiche
generali:
1. capacità di analisi dei bisogni socio-culturali concreti (capacità
di indagine e ricerca, sensibilità alle tendenze culturali emergenti,
capillare informazione e connessine col territorio);
2. capacità di comunicazione nel gruppo di lavoro e con l'utenza (capacità
espressiva, capacità di ascolto, capacità di interazione);
3. capacità organizzativa a livello individuale, di gruppo e collettivo
(capacità di progettazione, di decisione, di attuazione concreta e
verifica);
capacità strumentali di intervento (tecniche di animazione di gruppo,
tecniche espressive, tecniche di informazione ed educazione permanente, tecniche
di sensibilizzazione culturale, tecniche ludiche).
Poichè le prove avranno lo scopo di verificare le sopraelencate caratteristiche,
le variabili che saranno valutate sono:
- conoscenze teoriche circa le principali problematiche sociali, le tecniche
e la metodologia dell'animazione;
- capacità di comunicazione (facilità e chiarezza di espressione,
capacità di ascolto e decodifica, atteggiamento disponibile);
- capacità di decisione in gruppo (capacità di conflitto e mediazione);
- capacità creative e progettuali (fluidità ideativa).
b) VALUTAZIONE DEI TITOLI (punteggio fino a un massimo di punti 20 su 100)
- Attività
Integrative portate a compimento---------------------- punti 10
- Estate Ragazzi portate a compimento --------------------------punti 5
- Titolo di Laurea -----------------------------------------------punti 2
- Corso di specializzazione (superiore alla Laurea) ---------------punti 1
- Pubblicazioni effettuate ----------------------------------------punti 1
- Corsi di aggiornamento (attinenti alla materia)------------------punti 1
Al momento
delle prove scritte i candidati dovranno presentare:
a) una relazione dell'estensione massima di una cartella dattiloscritta circa
il lavoro svolto nell'inverno 1979-1980;
b) una cartella con l'esplicazione delle motivazioni relative alla scelta
di questa occupazione e degli obiettivo-programma che desiderano perseguire.
I colloqui
potranno svolgersi anche nelle forme di colloquio di gruppo (con gruppi formati
casualmente per sorteggio e fino ad un massimo di 12 unità) secondo
tecniche valide per la Commissione selezionatrice.
A conclusione delle prove la Commissione selezionatrice dovrà presentare
all'Amministrazione una relazione sulle stesse e le valutazioni (per titoli,
prova scritta e colloquio) su ciascun candidato.
Non avendo altro da discutere, la seduta è tolta alle ore 20.
Letto, approvato e sottoscritto.
La segreteria
della Comm.ne
(Carambia Rosaria )
IL PRESIDENTE
(Piero Petacco)
Massa, 22 aprile 1980
Allegato n.2
Temi e criteri per l'esame scritto di ammissione al Corso di Specializzazione per Animatori
A- AVVERTENZE
1. Il candidato
deve svolgere uno solo dei quattro temi proposti. Tempo disponibile:
ore 14.30 - 18.00.
2. In brutta copia deve essere esposto almeno lo "schema organico
analitico" dell'elaborato.
3. Pur tenendo conto della diversità di scrittura, si invita a non
superare, in bella copia, le dodici facciate.
4. Si raccomanda:
- chiarezza grafica e concettuale
- proprietà lessicale e sintattica
- aderenza al tema scelto: sobrietà e pertinenza di discorso.
5. Saranno apprezzati riferimenti bibliografici e contributi di esperienza.
6. Fiducia in se stessi, serenità e ottimismo!
B- ENUNCIATI TEMATICI
1. Descritta
sobriamente la realtà socioculturale di Massa (mentalità,
tradizioni, tessuto interpersonale, associazionismo, movimenti, stile politico-amministrativo,
istituzioni scolastiche e culturali...) e individuati con precisione ed ordine
di priorità "alcuni" bisogni fondamentali da soddisfare,
ricordare ad essi, con "realismo programmatorio" a medio termine
(uno-tre anni) le risorse disponibili sul territorio massese (persone
- esperti professionali e/o volontari - metodi - tecniche - strutture - centri
di potere...
Prevedere possibili contributi dall'esterno.
Accennare eventualmente a preventivi di spesa, ed indicare, se si conoscono,
i capitoli relativi al bilancio comunale, provinciale e regionale.
2. L'animazione socioculturale tra sviluppo delle persone, sviluppo dei gruppi
e sviluppo delle comunità. Focalizzare, ai tre diversi livelli, l'essere,
il sapere essere ed il saper fare.
3. Correlazione ed interdipendenza, a livello di territorio massese dei servizi
di animazione socioculturale, dei servizi educativi e dei servizi sociosanitari.
Problemi di rapporti istituzionali, di metodo di intervento, di organizzazione
amministrativa delle competenze e delle risorse.
4. Tempo libero, tempo di lavoro e socializzazione giovanile.
Precisate le problematiche fondamentali del tempo libero ed individuate alcune
linee di politica educativa, ideare un progetto di animazione in uno dei seguenti
"ambiti": fisicità, socialità, espressività,
creatività, religiosità...
C- CRITERI DI VALUTAZIONE DELLA PROVA SCRITTA
1. Capacità
di ANALISI
1.1 Analisi di campo (c. scuola.....istituzioni....)
1.2 Analisi delle risposte
1.3 Analisi socio-politica dei comportamenti degli operatori e degli amministratori
2. Capacità
CRITICA (di valutazione, di scelte)
2.1 Bisogni
2.2 Motivazioni
2.3 Aspettative
2.4 Comportamento
sia a livello individuale che di gruppi
3. Capacità
di COMUNICAZIONE
3.1 Chiarezza grafica e concettuale
3.2 Proprietà lessicale e sintattica
3.3 Aderenza al tema: sobrietà e pertinenza di discorso
4. Capacità
CREATIVO-PROGETTUALE
4.1 Obiettivi, metodi e tecniche
4.2 Originalità del progetto
4.3 Capacità di decisione
D- RELAZIONE SULLA PROVA SCRITTA E SUI CRITERI DI VALUTAZIONE
1. Le scelte
effettuate dai candidati hanno rilevato questo andamento:
- tema n.1: 14 candidati
- tema n.2: 3 candidati
- tema n.3: 4 candidati
- tema n.4: 27 candidati
- un candidato non ha scelto il tema ma ha elaborato un "preambolo"
metodologico
- un candidato, pur avendo scelto il tema n.2, lo ha sostituito con una "composizione
poetica" sintonizzata sul tema.
2. La correzione del tema è stata condotta sulla base dei quattro
criteri indicati nella lettera C ed è avvenuta in tre tempi:
a) correzione di Pier Giulio Branca in termini prevalentemente statistici;
b) correzione di Aldo Ellena in termini più didattici;
c) unificazione dei due giudizi in un giudizio globale che tenesse conto della
relatività dei vari risultati. Per ogni elaborato è stata redatta,
il 29 maggio, una scheda (*) sottoscritta, anche a nome Pier Giulio Branca,
da Aldo Ellena.
3. Pochi sono gli elaboratori che sono risultati gratificanti per i due lettori.
In genere si può osservare:
a) tono poco realistico e spesso pessimistico;
b) si è spesso proceduto per elenchi di risorse e di bisogni, senza
curarne un'analisi organica e graduata;
c) i problemi sono stati affrontati in termini troppo generici: quando si
è voluto rispondere a più problemi, questo genericismo si è
consolidato;
d) pressapochismo e mancanza di precisione;
e) il mondo risulta quasi sempre diviso in due: i cattivi (gli Amministratori!)
ed i buoni (gli Animatori!);
f) la maggior parte dei candidati non ha rispettato l'enunciato articolato
del tema: il momento progettuale , quando era richiesto, è stato quasi
sempre diluito in "buoni consigli" di metodo.
(*) Scheda personale di valutazione
Candidato
n.
Tema scelto n.
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criteri
|
contenuti
relativi
|
giudizio
|
punteggio
in /40
|
|
1. Capacità di analisi 2. Capacità critica 3. Capacità di valutazione 4. Capacità creativo-progettuale |
4. Il punteggio,
espresso in "quarantesimi", va così interpretato:
a) 12/40 - 15/40: del tutto insufficiente: ---------- 6 candidati
b) 16/40 - 19/40: scarso: ------------------------14 candidati
c) 20/40 - 23/40: quasi sufficiente----------------15 candidati (da valutare
in positivo)
d) 24/40 - 27/40: sufficiente----------------------7 candidati
e) 28/40 - 31/40: discreto------------------------4 candidati
f) 32/40 - 35/40: buono -------------------------2 candidati
g) 36/40 - 39/40: lodevole-----------------------.................
h) 40/40 : ottimo---------------------------------................
i) due candidati (il "preambolo" e il "poeta")
non sono stati valutati.
Allegato n.3
Relazione finale sui colloqui di gruppo - Commissione "Isameps"
1. I candidati
hanno partecipato a colloqui di gruppo della durata di circa 3 ore.
2. I temi-stimolo sottoposti ai gruppi sono stati tre per ogni giornata:
giorno 5 giugno
tema A - simulazione di un gruppo incaricato di progettare iniziative
socioculturali finalizzate al miglioramento della qualità della vita
a Massa
tema B - simulazione di un incontro fra utenti ed animatori di un ipotetico
centro sociale di quartiere di Massa
tema C - autovalutazione dei candidati circa la prestazione offerta nel discorso
del colloquio
giorno 11 giugno
tema A - simulazione di un gruppo incaricato dall'Assessore sistemi e
metodi per la valutazione dell'efficacia di un intervento di animazione socioculturale
tema B- simulazione di un gruppo incaricato di progettare una "Estate-Massa"
per utenti della terza età
tema C- autovalutazione dei candidati circa la prestazione offerta nel corso
del colloquio
3. La valutazione dei candidati è stata effettuata in due tempi: al
temine di ogni colloquio in via approssimativa, ed al termine dei colloqui
in via definitiva e comparativamente.
4. La Commissione ha trascurato la valutazione dei contenuti espressi, soffermandosi
invece su:
- i processi interattivi
- i metodi di lavoro
- gli stili espressivi e relazionali
- la congruenza interna e esterna dei vari contributi
5. Per ciascun candidato sono state valutate in decimi le seguenti capacità,
in quanto espresse nel colloquio:
- capacità di operare concettualmente sui problemi e sui metodi dell'animazione
- abilità espressive e relazionali (saper esprimersi, ascoltare e decodificare)
- capacità progettuale (creatività, originalità, organizzazione
concettuale ed espositiva)
6. I candidati sono stati suddivisi in tre fasce:
fascia a: con punteggio da 40 a 30 (da ottimo a buono)
fascia b: con punteggio da 30 a 20 (da discreto a sufficiente)
fascia c: con punteggio da 20 a 0 (da sufficiente a scarso)
7. Secondo tali criteri, in base alla prova orale i candidati si suddividono
così:
n. 16 nella fascia a
n. 24 nella fascia b
n. 10 nella fascia c
La Commissione:
Guido Contessa
Arduino Berra
Wilma Santamaria
Massa, 12 giugno 1980
Allegato n. 4
Relazione conclusiva di selezione operatori socioculturali Comune di Massa - "Isameps"
La Commissione valutatrice, al termine del suo lavoro, ha addizionato
per ciascun candidato i punteggi derivanti dai titoli e quelli ottenuti nella
prova scritta e nel colloquio.
Ne risulta così la seguente graduatoria:
- 18 candidati compresi fra 88 e 68 (ottimo-buono)
- 9 candidati compresi fra 66 e 62 (discreto)
- 14 candidati compresi fra 61 e 51 (sufficiente)
- 9 candidati compresi fra 47 e 0 (scarso)
La fascia compresa fra 61 e 51 è da considerare in possesso di capacità
appena sufficienti nell'insieme di quelle indicate dall'Assessorato Istruzione.
La Commissione:
Piergiulio Branca
Arduino Berra
Guido Contessa
Aldo Ellena
Wilma Santamaria
Massa, 12 giugno 1980
*Estratto da QUADERNI DI ANIMAZIONE SOCIALE 3 - ANIMARE IN CITTA' - ISAMPES, Milano, 1982, pag. 135-141