ANNO IV N.7 GENNAIO-GIUGNO 1993
AIATEL NOTIZIE
Editoriale
Non dimenticheremo
Da più parti sentiamo proporre sanatorie, condoni, amnistie per gli uomini del regime che per oltre vent’anni hanno rubato non solo i soldi, ma anche la qualità che deriva dalla libera concorrenza, e la democrazia che si fonda sullo scontro tra idee. Non siamo certo nostalgici di altre morti di regime avvenute fra sanguinosi regolamenti di conti, ma vogliamo dire forte e chiaro che non dimenticheremo mai i nomi e le facce dei politici, dei funzionari, dei managers e dei portaborse del regime oggi al tramonto. Potranno con mille trucchi strappare leggine perdoniste e condoni di massa, e dunque sfuggire la galera, ma non avranno mai più i nostri voti, il nostro rispetto e la nostra attenzione. Forse sul piano giuridico si devono fare dei distinguo fra colpevoli di reati materiali e conniventi, complici passivi, fiancheggiatori omertosi. Anche se, per la verità, gli attuali avversari delle "errate generalizzazioni" non hanno speso un rigo di inchiostro quando semplici simpatizzanti dei movimenti antagonisti si facevano anni di galera, grazie a leggi speciali che non distinguevano fra chi sparava e chi ospitava in casa sua per una notte un amico.
Ma sul piano politico non esiste alcuna differenza fra chi ha rubato per sé, chi ha rubato per il partito, chi non ha rubato ma non denunciavo chi lo faceva, chi non ha rubato ma ha acconsentito ad altri di farlo, chi non ha rubato ma ha fiancheggiato ladri di regime, grufolando nei benefici ottenuti in cambio di mazzette, voti di scambio o semplice consenso. Come dimenticare i Capi servizio, i Dirigenti, i Segretari generali, i Capi ripartizione dei Ministeri e degli Enti Locali, che, non facendo il loro dovere di pubblici funzionari permettevano che i politici saccheggiassero il paese e la democrazia? Come dimenticare i gruppi e le associazioni del privato-sociale che per vent’anni hanno partecipato al banchetto, offrendo complicità in cambio di sovvenzione?
Non dimenticheremo mai i nomi e le facce dei politici, ma anche dei funzionari che per 20 anni al Comune di Milano, alla Provincia ed alla Regione Lombardia hanno praticato verso l’Aiatel un ostracismo totale, rifiutando non solo la collaborazione e la consultazione, ma addirittura l’informazione. Non dimenticheremo mai le cooperative e le associazioni che per 20 anni hanno prosperato occupando tutti gli spazi del mercato sociale, ma non grazie alla competenza, ma solo al consenso servile, quando non alla collusione delinquenziale.
Questo 1993 segna il ventesimo compleanno dell’Aiatel, e ci offre il miglior regalo possibile:
l’agonia indecorosa di un regime fatto di volti deformi, schiene piegate e anime prostituite. No, non dimenticheremo mai.
RICONOSCIMENTO PROFESSIONALE: PERCHE’ LE REGIONI NON SI MUOVONO?
Il 2000 si avvicina, le frontiere europee sono state aperte, la disoccupazione giovanile (e non solo) aumenta, ma le Regioni si mostrano ancora incapaci di pilotare lo sviluppo.
L’animazione è un settore nel quale tutta la debolezza, il ritardo e l’insipienza delle Regioni appaiono vistosamente. Da qualche anno ormai il Ministero del Lavoro ha individuato le qualifiche professionali dell’animatore (polivalente, turistico, teatrale e di comunità), ma le Regioni non riescono a produrre una normativa né a organizzare una formazione professionale specifica. Da anni esiste una Legge del Turismo che demanda alle Regioni una legislazione apposita per l’animatore turistico, ma nessuna Regione si è mossa. Da anni ormai la società civile, i servizi sociali, assistenziali, culturali e ricreativi, le organizzazioni sportive e del tempo libero, fanno uso di animatori e chiedono a gran voce una normativa sia per la professione sia per la formazione, ma le Regioni tacciono. Con tre sole eccezioni. La Regione Piemonte e la Regione Emilia-Romagna hanno finalmente attivato e riconosciuto dei Corsi biennali pubblici, incamminandosi sulla strada giusta del totale riconoscimento professionale. La Regione Veneto si è inventata la figura dell’educatore-animatore varando da qualche anno corsi pubblici appositi. Questa bizzarri intanto pone problemi giuridici, dal momento che il Ministero del Lavoro ha inserito nel repetorio delle qualifiche solo quattro tipi di animatore: polivalente, di comunità, turistico e assistente anziani. L’animatore-educatore, l’animatore socio-culturale, l’animatore sociale sono dizioni o errate o informali, comunque istituzionalmente inaccettabili. Sul piano occupazionale, unire animatore e educatore significa, da una parte intasare i servizi socio-assistenziali, dall’altra lasciare scoperto il fabbisogno di animatori nei più vasti settori dell’agio. Sul piano formativo infine, chiunque abbia dimestichezza coi curriculi delle due figure potrà rilevare che il monte ore sovrapponibile non supera il 20% che è poi la percentuale comune a tutti gli operatori "sociali".
A parte la mostruosità politica, istituzionale, formativa e occupazionale di simile idea, va però riconosciuto che l’errore del Veneto è pur sempre meglio del silenzio di tutte le altre Regioni.
Poiché da vent’anni l’Aiatel si batte per lo sviluppo e la qualifica della professione animatore, proviamo per l’ennesima volta a sintetizzare la questione, nella speranza che qualche Regione (magari quelle con un nuovo ceto politico) si muova.
Cominciamo dall’accenno al 2000, che ormai è prossimo. Cosa significa? La svolta del XX secolo ha un valore simbolico, perché indica l’ingresso a vele spiegate nell’Evo dell’Immateriale. Il XXI secolo (v. Naisbitt, Toffler, Morin) metterà al suo centro le esigenze e le pratiche immateriali: la cultura. L’espressività, la creatività. Il trend è da tempo visibile: i bisogni sociali e le risposte politiche che riguardano l’immateriale sono e saranno sempre più al centro dell’Occidente. Quindi sono sempre più cruciali le professioni dell’immateriale impegnate nella comunicazione, nell’espressività, nelle relazioni, nella produzione di idee. E l’ANIMAZIONE è fra queste.
Il secondo stimolo riguarda l’Europa. Con l’apertura delle frontiere, vogliamo registrare l’immigrazione degli animatori francesi, belgi, spagnoli, tedeschi che da anni hanno un riconoscimento ed una formazione pubblici?
Il terzo accenno va riservato all’emergenza disoccupazione. La carenza di legislazione professionale per l’animazione sottrae al mercato dell’occupazione giovanile non meno di 20.000 posti di lavoro. oggi questi posti sono occupati in forma precaria o sommersa, stagionale o semi-volontaria da giovani che perciò si considerano disoccupati. Una buona legislazione regionale per la tutela della professione ed una seria lettura dei bisogni immateriali oggi presenti nella società, potrebbero, senza eccessivi costi aggiuntivi, trasformare 20.000 disoccupati o sotto-occupati in lavoratori stabili.
Ma di quale animatore stiamo parlando? Non certo di quello inventato nel Veneto, a volte anche ipotizzato in Lombardia. Stiamo parlando dell’ANIMATORE POLIVALENTE, che si può anche definire socio-culturale o di comunità territoriale, che opera ed opererà sempre più nei settori della cultura, del tempo libero, della prevenzione. Il grande equivoco in cui alcuni cadono è quello di identificare il SOCIALE (settore cui l’animazione certo appartiene) con il socio-assistenziale. Per cui il settore di elezione dell’animatore sarebbe quello dei servizi per il disagio. Al contrario, il settore d’elezione dell’animatore è quello dell’agio, perché scopo dell’animazione è "far divertire, far fare e far esprimere": cioè favorire la soddisfazione di bisogni che oggi sono di tutti. Il sociale nel quale agisce oggi l’animazione comprende la cultura, l’arte, il turismo, i linguaggi espressivi, lo sport non agonistico, l’aggregazione, la ricreazione, il gioco. Il settore assistenziale (del disagio) è una parte quantitativamente modesta della professione dell’animatore.
Da questa impostazione emerge anzitutto che il fabbisogno di animazione oggi è enorme. Non solo il fabbisogno potenziale, cioè quello che riguarda le domande dei cittadini, ma anche quello attuale, cioè che riguarda i servizi esistenti. Non vi è dubbio che oggi ogni dopolavoro aziendale, circolo o progetto culturale del decentramento, centro polisportivo, museo o biblioteca, pro loco o campeggio, centro di aggregazione per giovani o anziani, progetto di prevenzione primaria, parco o riserva naturale, campo giochi o ludoteca, per funzionare bene HANNO BISOGNO DI UN OPERATORE QUALIFICATO che possiamo chiamare ANIMATORE.
In secondo luogo si può convenire che la vicinanza fra animatore ed educatore è minore che fra animatore e psicologo, animatore ed organizzatore culturale, animatore e operatore artistico, animatore e tecnico delle pratiche corporee.
L’ANIMATORE di cui stiamo parlando è un operatore sociale polivalente, cioè capace di intervenire professionalmente in diversi ambiti e con diverse utenze, i cui fini (comuni a tutte le professioni sociali) sono il benessere e la crescita personale, culturale e sociale dell’utenza, individuale e collettiva. Ma i cui mezzi di intervento (che lo differenziano dalle altre professioni sociali) sono il DIVERTIMENTO (gioco, festa, spettacolo, movimento, spostamento) e la CULTURA (linguaggi espressivi, ricerca sociale, tradizioni, ambiente).
E’ ovvio poi che tale professionista deve operare secondo il metodo della programmazione e della verifica; deve operare, negoziando un consenso fra le realtà pubbliche e private del territorio; deve operare per utenze collettive più che individuali; deve operare in èquipe mono o pluriprofessionali. Ma queste sono connotazioni comuni a tutti gli operatori sociali. Ciò che definisce una professione è l’insieme dei mezzi specifici d’intervento, e l’animatore è il professionista sociale che usa in esclusiva, per fini e con metodi che sono comuni ad altre professioni, i mezzi RICREATIVI E CULTURALI.
E’ possibili identificare, oltre all’animatore a 360° che chiamiamo POLIVALENTE (e che perciò ha maggiore flessibilità occupazionale), degli animatori di SETTORE come il turistico, come lo sportivo, quello per le Case di Riposo, o quello per il museo, o degli animatori di PROGETTO (come gli animatori di soggiorni estivi o di scambi internazionali), che tuttavia devono considerarsi o come specializzazioni o come diplomi intermedi. Il III FORUM delle Scuole di Formazione per Animatori, tenuto a Milano nel 1991, ha identificato i seguenti standards minimi di formazione: 1000 ore in un bienni per il Polivalente, 300 ore in un anno per il Settoriale e almeno 100 ore per l’animatore di Progetto.
Infine è possibile identificare 3 gradi o livelli di funzioni per l’Animatore Polivalente, ma anch’essi da considerare come stadi di specializzazioni: l’Animatore che opera in VIA DIRETTA con un piccolo gruppo di utenti; l’Animatore che opera con più gruppi e che svolge soprattutto funzioni ORGANIZZATIVE; l’Animatore che opera dentro una ISTITUZIONE COMPLESSA.
Può essere utile questo tipo di operatore in situazioni di disagio grave? A volte sì ed a volte no, ma ciò che conta è che per l’animatore il disagio è solo un vincolo operativo, da considerare, ma non più che quello di utenti con lingue diverse (campi di lavoro internazionale).
Non esiste un animatore per gli anziani, più di quanto esista un cuoco per gli anziani: entrambi devono solo pensare a menù più leggeri. E un animatore che opera in un villaggio turistico di proprietà dei sindacati o per una pro loco lacustre, non fa niente di diverso da quello che fa un animatore in un servizio del decentramento urbano: l’unica differenza è nell’abbigliamento.
Concludiamo dicendo che tutte queste cose sono chiare e note all’Aiatel, alla Sia, agli autori delle decine di libri ed articoli pubblicati e ai partecipanti ai Convegni nazionali ed internazionali negli ultimi vent’anni: perché dunque i funzionari delle Regioni latitanti continuano a dire che "il profilo dell’animatore non è chiaro"? insomma cosa aspettano le Regioni a muoversi?
GUIDO CONTESSA
NOTIZIE SNA SCUOLA NAZIONALE ANIMATORI
Le sedi SNA sono in piena attività e da quest’anno annoverano la nuova sede di Verona.
I primi anni hanno già concluso la prima fase, centrata su una Ricerca-Intervento che ha puntato l’attenzione sugli esercizi pubblici come luoghi di aggregazione. Bar, circoli e discoteche sono stati oggetto di una indagine che ha evidenziato una domanda diffusa di animazione.
Ora ha inizio la fase di progettazione e di addestramento tecnico in vista dell’Evento che concluderà l’anno scolastico.
I secondi anni hanno già realizzato con notevole successo gli Eventi del 1° Modulo ed ora stanno lavorando per quelli del 2° Modulo.
La sede di TORINO ha registrato due ottimi interventi di ANIMAZIONE ALLA SALUTE in 3 classi delle Elementari e delle Medie, ed ora sta lavorando su interventi da attuare in alcune PRO LOCO del Piemonte.
La sede di Milano ha realizzato un progetto di ANIMAZIONE ALLA SALUTE in una classe di una Scuola Superiore, ottenendo un attestato di congratulazioni dalla Presidenza. Ora gli allievi stanno lavorando intorno ad un Convegno finalizzato ad affrontare il tema ANIMAZIONE E DOPOLAVORO AZIENDALE.
La sede di BRESCIA si è impegnata in un Intervento di ANIMAZIONE ECOLOGICA presso 2 classi della Scuola Elementare Rinaldini. Il Direttore Didattico, dott. Comincioli, ha comunicato il Suo plauso per la riuscita dell’iniziativa. Anche questa sede è impegnata nella progettazione di un intervento in una PRO LOCO. Avremo dunque un interessante confronto a distanza fra Torino e Brescia.
La SNA gestisce anche corsi annuali, semestrali o trimestrali per ANIMATORI DI SETTORE.
Nel Dicembre 1992 si è concluso a Cesena un Corso Annuale per ANIMATORI DEL TEMPO LIBERO, finanziato dalla CEE e gestito in partnership da AIATEL-SNA e IRECOOP.
Gli allievi hanno organizzato, per finire in bellezza, un Convegno sul Tempo Libero a Cesena.
Per il 1993 sono previsti una riedizione dello stesso corso a Cesena e ad Imola.
Col Gennaio 1993 è iniziato a Lodi un Corso semestrale per ANIMATORI di RIABILITAZIONE PSICHIATRICA, che vede la partecipazione di 16 operatori già in servizio presso l’Istituto Fatebenefratelli di S. Colombano.
Da Marzo a Maggio AIATEL promuove un Corso breve per Animatori di Soggiorni di Vacanze.
NOTIZIE SIA
La Società Italiana di Animazione-SIA è stata fondata nel 1988 con lo scopo di rappresentare l’animazione italiana e promuovere lo sviluppo. La SIA è arrivata ad aggregare circa 35 gruppi ed ha costruito una discreta mole di lavoro fra cui ricordiamo: l’attivazione di Delegazioni Regionali (Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Sicilia, Friuli-Venezia-Giulia, Lombardia); la organizzazione del Convegno Internazionale "Animazione Europa" (Forlì); la istituzione di un Premio "Animatore Onorario"; la definizione di un Codice Deontologico ed il varo dei Registri dell Scuole di formazione e dei formatori di animatori; la stampa e diffusione del quadrimestrale ESSENNE-Sia Notizie.
Naturalmente tutto ciò è stato fatto con molti sforzi ed in mezzo ad una crisi permanente. Il lavoro del CID SIA è fatto da solo volontari, che provengono da diverse Regioni e che non possono disporre che di schegge di tempo per la SIA. Ma soprattutto, e ciò è più grave, i gruppi dell’animazione italiana mostrano una scarsa propensione all’aggregazione e al confronto. Fra un anno è previsto il rinnovo del CD nazionale ma ancora non si vedono all’orizzonte i ricambi per i Consiglieri che decadranno. PER IL BENE DELL’ANIMAZIONE ITALIANA invitiamo tutti i gruppi sensibili allo sviluppo della professione a FARSI AVANTI, iscrivendosi alla SIA e prendendo contatto con la Presidenza (dott. Aldo Terracciano 0543-21967).
Per rispondere alle numerose richieste pervenute cerchiamo di chiarire le procedure per l’ammissione ai REGISTRI degli ENTI di FORMAZIONE e dei FORMATORI di ANIMATORI.
Per essere ammessi al Registro Nazionale degli Enti di Formazione occorre inviare la seguente documentazione:
Per essere ammessi al Registro Nazionale Formatori, come DOCENTI, occorre inviare la seguente documentazione:
L’ISCRIZIONE AI REGISTRI NON COMPORTA ALCUN ESBORSO E LA DOCUMENTAZIONE VA INVIATA AL CONSIGLIERE SIA dott. G. Contessa – via Chioggi 3 – 20125 Milano.
Sono aperte le adesioni alla 2° Mostra Mercato, che ha visto la prima edizione nel 1992 suscitando molto interesse. La Mostra-Mercato è una iniziativa che si propone un duplice obiettivo. Il primo è quello di valorizzare i progetti e le idee più innovative in circolazione, presentando i materiali concreti di illustrazione attraverso stands. Il secondo è quello di offrire a funzionali di Enti Locali, Organizzazioni clienti, e animatori professionali un panorama vivo delle tendenze dell’animazione italiana. In pratica ci saranno pochissimi discorsi e molti colloqui fra i visitatori e gli animatori standisti. Ogni ora sono previsti piccolo Eventi o Giochi di Animazione, ma la Giornata sarà dedicata alla conoscenza diretta e concreta dei Progetti.
Come partecipare?
Come STANDISTI, i gruppi interessati non dovranno far altro che compilare in ogni parte la scheda in calce e poi prendere contatti con la Segreteria di Milano per i dettagli logistici.
Come ORGANIZZATORI, i soci disponibili, devono contattare l’ufficio per essere invitati alle riunioni del GRUPPO DI LAVORO che gestirà l’iniziativa.
Come VISITATORI basta inviare alla sede di Milano la quota tramite assegno bancario o versamento su CCP.10964252.
Le quote previste sono: £100.000 + IVA per i partecipanti inviati da organizzazioni; £70.000 per i partecipanti a titolo individuale (compresa tessera Aiatel); £30.000 per i soci Aiatel.
NOMINATION E PREMI DI QUALITA’ AIATEL’92
Anche quest’anno la Mostra-Mercato vedrà l’assegnazione di premi Qualità. Per ora sono pervenute le seguenti NOMINATIONS:
ANIMAZIONE EUROPA 2: UNITA’ EUROPEA DELL’ANIMAZIONE.
Nel 1991 si è tenuto a Forlì il primo Convegno Internazionale ANIMAZIONE EUROPA, promosso dal Comune e dalla SIA. Nell’ambito delle iniziative per il suo ventesimo anniversario l’AIATEL ha deciso di organizzare la seconda edizione della stessa iniziativa. Obiettivo del Convegno è quello di pervenire ad un profilo professionale e a standards minimi di formazione unificati per i diversi Paesi Europei.
Il confronto europeo sarà centrato sui seguenti temi:
Il Convegno prevede la traduzione simultanea e la pubblicazione degli Atti.
Gli invitati per ora sono:
La partecipazione è gratuita, ma riservata ai soli soci Aiatel in regalo col versamento della quota associativa per il 1993 (£20.000)
TUUTAVIA eesendo i posti limitati, saranno ammessi solo i soci che prenoteranno ENTRO il 31-6-1993.
Ai soci prenotati sarà inviato il programma definitivo del Convegno con le tesi che saranno discusse.
Ulteriori informazioni: Monica Fusina 011-687172 oppure 02-26112010.
(SEDE Milano, 25-3-93, h. 20,30)
A seguito di una proposta del socio Conese alla Assemblea del 31-1-93, AIATEL ha deciso di promuovere un primo incontro sul tema delle REGOLE DEL GIOCO NEL SOCIALE.
Il tema è particolarmente delicato ed importante per l’arcipelago del privato sociale, che nellagonia del vecchio regime deve sapere proporre nuove e diverse modalità di rapporto con gli Enti Locali.
Il dibattito cercherà di affrontare i problemi legati al diritto di informazione e consultazione preventiva, ai sistemi di selezione dei prestatori professionali, ai metodi di assegnazione dele ricerche e alle gare di appalto dei servizi.
Lo sforzo che AIATEL vuole fare, insieme alle altre realtà associative interessate, è di arrivare a proposte costruttive che si fondano sulla trasparenza, la partecipazione, la giustizia, la legalità e la qualità. Malgrado la tempesta di Mani Pulite non sembra infatti che finora gli Enti Locali abbiano intrapreso la strada del cambiamento su questi temi, ma che anzi oscillino fra il totale immobilismo e i vecchi sistemi carbonari, clientelari o addirittura tangentali.
Il privato sociale, pur non avendo mosso in questi anni i miliardi del settore industriale, ha la responsabilità di avere per vent’anni colluso col regime mediante un colpevole silenzio-consenso o addirittura attraverso un vero e proprio patto scellerato di scambio tra voti-soldi contro incarichi e commesse. E non sono poche le realtà che hanno costruito piccoli imperi attraverso gli stessi metodi di Chiesa e Ligresti, alterando così il gioco della libera concorrenza e svilendo la qualità dei servizi.
L’iniziativa è particolarmente rivolta ai gruppi del privato-sociale che in questi anni non sono stati organici e collusi col regime e la speranza è che dall’incontro risulti possibile l’attivazione di un Comitato Permanente di proposta e vigilanza.
PER PARTECIPARE BASTA DARE CONFERMA TELEFONICA.
COSA ABBIAMO FATTO IN VENTI ANNI
Elenchiamo qui di seguito solo le attività culturali pubbliche realizzate dall’Associazione.
1974 Convegno: L’Animazione come professione
1975 Convegno: La formazione degli animatori
1977 I Workshop Italiano di Animazione
1978 II Workshop Italiano di Animazione
1979 III Workshop Italiano e I Workshop Europeo di Animazione
1980 VI Workshop Italiano e II Workshop Europeo di Animazione
1981 I Conferenza Nazionale dell’Animazione
1982 II Conferenza Nazionale dell’Animazione
1986 III Conferenza Nazionale dell’Animazione
1988 Promozione della Società Italiana dell’Animazione
1989 I Forum Italiano della Formazione di Animatori
1990 II Forum Italiano della Formazione di Animatori
1991 III Forum Italiano della Formazione di Animatori
1992 I Mostra-Mercato di Idee e Progetti di animazione.
SOCRATE DOMANDA
MANUALE DI ANIMAZIONE TEATRALE CON I BURATTINI
Mauro Marinari – Armando Casaroli –
Ed. Gruppo Abele
"Mani in alto!" è un utile manuale sull’animazione teatrale e sul teatro dei burattini. L’animazione è qui intesa come una tecnica espressiva finalizzata alla presa di coscienza e allo sviluppo delle potenzialità del bambino.
Il libro, partendo dall’illustrazione di alcune tecniche di fabulazione, indica un percorso di animazione che passa attraverso la libera espressività, il gioco, l’invenzione, la creatività, lo stimolo della fantasia, per giungere alla produzione di un vero e proprio spettacolo dove la parte più significativa, il senso dell’esperienza fatta, risiede nel processo animativo più che nel prodotto finale.
"Mani in alto!", non è, deliberatamente, un libro "teorico", ma un manuale di rapida, immediata e semplice consultazione affinchè animatori, insegnanti, educatori e genitori possano concretamente avviare un piccolo laboratorio di animazione teatrale e verificare, passo dopo passo, le grandi e piccole invenzioni e le insospettabili capacità creative nascoste dentro a ognuno dei piccoli "burattinai".
segnaliamo una iniziativa del Club Ceramica Selvaggia, che può interessare gli animatori per motivi personali, professionali, ideali… con cento forni portatili, cento gruppi di persone, venuti da ogni parte d’Italia e dall’estero realizzeranno in tre giorni un’opera in ceramica ci un metro per cento metri: il più grande murale di ceramica mai realizzato. Questo "muro" si piegherà su se stesso, diventando un piano orizzontale, un "sentiero". Muri, frontiere, steccati che cadono… il Muro-Sentiero riassume un momento storico di transizione; indica una volontà di dialogo e di scambio interculturale; ricorda che "Marche" significa frontiera e può significare luogo d’incontro Nord-Sud, non soltanto italiano; indica un ruolo speciale per Urbino, dove si usano i mattoni per erigere i muri, ma anche per "spianare" le strade.
La manifestazione sarà seguita da un Convegno "non-solo-parlato" sul tema: "Ceramica Selvaggia, un laboratorio meta-disciplinare". Vi saranno relazioni e workshops su varie tematiche collegando ceramica e…(arte; artigianato; tempo libero individuale; animazione; didattica interdisciplinare; attività psicopedagogiche, socio-educative, terapeutiche; educazione ambientale e alla pace; antropologia; filosofia;…). Sarà presentato il libro: "Cento forni ad Urbino" sul Muro-Sentiero (aspettitecnici, partecipanti,…) e sul convegno (relazioni preparate in anticipo). Al momento in cui si scrive questo articolo, sono già pervenuti i patrocini di: Comune di Urbino, A.P.T.; varie Associaz. di categorie; Centro Alti Studi Europei (C.A.S.E.); Università di Urbino; A.I.A.TE.L.; Comitato Italiano per il Gioco Infantile (C.I.G.I.); C.E.M.E.A.
Chi pensa "bello, ma solo per ceramisti" non conosce il metodo del Club Ceramica Selvaggia, né il forno portatile, superveloce ed economico. Dopo un seminario di un weekend ad Urbino, seguito da uno o due mesi di perfezionamento a casa, chiunque è in grado di partecipare a questo avvenimento e, se è un animatore, di organizzare un’animazione con attività ceramica. Ecco quindi come una cooperativa potrebbe cogliere questa occasione:
Vi sembra difficile? Al Club, lo fanno ogni giorno, avendo predisposto una serie di soluzioni ai problemi di disattenzione, di costo, di mancanza di spazio che intralciano in generale questa attività.
PER INFORMAZIONI: Club Ceramica Selvaggia- via S. Donato, 109- 61029 Urbino- TEL. 0722/4756 Urbino.
Jean Santilli
UN CORSO DI ANIMAZIONE PER LE FUTURE INFERMIERE
AOSTA – Da circa due anni la Scuola per Infermieri Professionali ha introdotto l’insegnamento di due materie che forse esulano da quelle più tecniche ma che, nell’ambito di un recupero dello studio delle scienze umane, sicuramente dimostra l’utilità e l’importanza dell’aspetto relazionale: "teorie e tecniche di animazione sociale" e "dinamiche di gruppo" si propongono agli allievi come strumenti di crescita, di presa di coscienza di se stessi e di comunicazione con il prossimo. Mery Stellino, direttrice dell’Istituto, precisa: "Non c’è ambizione di far diventare l’infermiere un animatore, piuttosto le venti ore a disposizione durante il corso del corso scolastico servono ad affinare la sensibilità di ognuno in virtù di un approccio meno asettico, di un rapporto più profondo con l’altro". E l’esperienza sta dando buoni frutti poiché, ha fatto rilevare la direttrice, è cambiata la qualità, in senso positivo, dei rapporti sia interpersonali tra allievi sia nei confronti dell’utenza. All’insegna della creatività, ricco di stimoli è risultato il pomeriggio di animazione organizzato presso il reparto di geriatria del Beauregard nell’ultimo scocio di Dicembre. Sotto l’egida dell’Ansed i ragazzi del secondo anno hanno presentato agli anziani uno spettacolo che è risultato momento di aggregazione: i degenti si sono uniti ai canti ed ai balli partecipi della collettività.
"l’anziano è stato- ha concluso la Stellino – il vero protagonista". Individuare le potenzialità e le risorse degli operatori e degli utenti, creare stimoli e coinvolgimento ecco gli obiettivi che, il dottor Stefano Ghidoni, docente insieme al dottor Walter Jacquemet presso la scuola infermieri, persegue.
ARIPS XXI LABORATORIO DI DINAMICHE DI GRUPPO E DI COMUNITA’ (Sulzano 3-4-5-6- Aprile) IL MORBO DI HUESTE
12
Giugno
2° MOSTRA
MERCATO-ANIMAZIONE 2000 Milano ore 10-18
16 Giugno *LA FORMAZIONE DEGLI ANIMATORI Milano ore 15-18
16 Ottobre *CONVEGNO INTERNAZIONALE Torino ore 9,30-18
LE DATE CON * SONO A PARTECIPAZIONE GRATUITA PER I SOCI IN REGOLA CON IL PAGAMENTO DELLA QUOTA ANNUA. PER LE ALTRE DATE E PER I NON SOCI RICHIEDERE IN SEGRETERIA LE MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE.
SERVIZIO DI CONSULENZA INDIVIDUALE
AIATEL propone UN NUOVO SERVIZIO per chiunque voglia avere consigli o supervisioni su un progetto in corso o da avviare.
Il Servizio è individuale e consiste in colloqui di circa 1 ora, in numero da concordare. Le aree possibili, su cui AIATEL offre la CONSULENZA INDIVIDUALE SONO:
Possono richiedere il Servizio: Amministratori, funzionari, animatori, educatori, assistenti sociali, volontari. I soci AIATEL hanno diritto a riduzioni.
INFORMAZIONI E APPUNTAMENTI 02-26112010
(in questa rubrica saranno presentate o recensite le pubblicazioni – libri o riviste di cui sarà inviata copia in redazione)
IL GAZETTINO DELLA F.O.M. – Via S. Antonio, 5 – 20122 Milano. Foglio quindicinale della Federazione Oratori Milanesi, molto interessante per le proposte di animazione lanciate su ogni numero.
ATLHANTIDE – Via De Castillia, 21 – 20124 Milano. Periodico a cura dell’Associazione Tempo Libero Handicappati, molto curato sul piano grafico e curato nei contenuti.
BOLLETTINO REAP –Stradone Farnese, 74 . 29100 Piacenza. Supplemento alla rivista mensile "Mosaico di Pace". Pubblicazione di collegamento della rete di educazione alla pace.
WORLD LEISURE & RECREATION – P. O. Box 309, Sharbot lane, Ontario, Canada KOH 2PO. Pubblicazione ufficiale della Associazione Mondiale per il Tempo Libero (WLRA). I due ultimi numeri sono monografici sul tempo e il pensionamento, e il tempo libero e l’handicap.
LABORATORIO SOCIALE – Viale XX Settembre, 54 – 34126 Trieste. Periodico mensile d’Informazione, Aggiornamento e Formazione per Operatori Sociali, con frequenti contributi sull’Animazione.
IN-FORMAZIONE – Viale Liegi, 14 – 00198 Roma. Bimestrale per l’aggiornamento degli Operatori Sociali curato da Labos.
I PIPLO’ D’LA POMPA – 44034 Copparo – Ferrara. Periodi degli anziani ospiti della Casa Protetta di Copparo. Un esempio per chi lavora con gli anziani.
ANIMAZIONE E PROMOZIONE SPORTIVA – Via della Conciliazione, 1 – 00193 Roma - Bimestrale fuori commercio edito dal CSI, con interessanti proposte di animazione sportiva: una pubblicazione che mancava!
MUTUA AUTOGESTIONE – Via Pacini, 11 – 20131 Milano - Edito dalla Coop. MAG2 Servizi, è interessante il tentativo di coniugare socialità ed economia. Utile a tutte le Cooperative di Animazione.
APPUNTI – Via Clacinaro, 12 – 60031 Castelplanio (AN) – Bimestrale edito dal Gruppo Solidarietà. Il numero 6 – dic. 92 è sugli anziani.
PARTECIPAZIONE – Via Vallescura, 47 – 63010 Capodarco di Fermo (AP). Mensile della Comunità di Capodarco, con interessanti contributi teorici sui problemi sociali.
IL NOTIZIARIO – VIA m. Vaudan, 5 – 11100 Aosta – Bimestrale del Centro di Documentazione e Ricerca del Comune di Aosta, curato dalla Coop. Antica Zecca. Una guida per gli Enti Locali che vogliono fare servizi seri.
LA LUDOTECA – Via del Proconsolo, 15 – 50122 Firenze – Organo del Centro Internazionale Documentazione Ludoteche e del CIGI.
RIVISTA DEL VOLONTARIATO – Via Nazionale, 39 – 00184 Roma . Bimestrale molto ricco nella grafica e nei contenuti. Unico neo: troppo regime!
LA ROSA BLU – Via Gianturco, 1 – 00196 Roma – Nuovo bimestrale edito da ANFFAS, carta patinata, a ancora incerta la linea editoriale.
NOTES Via Marzia, 16 – Perugia – Mensile curato dal SENDES, utile a chi si occupa di Animazione alla Salute.
CITIGI…RANDO, VENETO, VERONA – Via L. Porta, 10 – Pavia Pubblicazioni della Lombardia e del Veneto di grande interesse per gli animatori interessati al Turismo giovanile e sociale.
CARTA BIANCA – Str. S. Anna, 18/A – 43100 Parma – Notiziario di Giolli, Associazione di ricerca e sperimentazione del Teatro dell’Oppresso.
CENTRO STUDI A77 – via Tortona, 31 – 20144 Milano – Periodico informativo per la segnalazione di dibattiti e Convegni.
NOTIZIE IN BREVE
*La Sicilia è una delle Regioni all’avanguardia nella istituzionalizzazione della animazione professionale. L’Assessorato alla Sanità ha bandito un concorso per l’attivazione (L:R: 27-8-92) di Laboratori protetti presso alcuni Ospedali, finalizzati alla riabilitazione e risocializzazione di pazienti cronici, per 5 istruttori tecnici e 5 animatori. Le USL di Trapani, Agrigento, Messina, Palermo e Siracusa avranno così 5 animatori ciascuno. Il Comune di Gela ha bandito un concorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione (3-10-92), per la gestione di due centri di aggregazione polivalente che prevede, fra altri operatori, la assunzione a tempo pieno di 6 animatori, con la qualifica al VI livello.
*La Regione Lombardia, settore Cultura e Programmazione, Osservatorio Culturale, ha pubblicato i risultati di una ricerca Iard sulla situazione della Cultura nella Regione, periodo 1985-88. Si tratta di tre volumi bimestrali, che tutti gli animatori dovrebbero leggere per capire la demenzialità del regime in questo settore, la stupidità dell’Assessorato alla Cultura della Regione e la totale assenza di programmi e servizi di animazione socio-culturale. Anche da questa lettura, che presenta una cultura di evasione e consolazione, si capisce il perché di Tangentopoli.
*Analoga benemerita iniziativa quella dell’Osservatorio Economico Territoriale sul Tempo Libero nell’area milanese e in comparazione con quello di altre città europee: lettura chiarificatrice del nulla culturale prodotto da 20 anni di regime!
*Il Settore Educazione del Comune di Milano ha messo in giro per il 1992-93 dei programmi di formazione ed educazione che la dicono lunga sulla vocazione sovietica di questo settore in città. Perché il Comune di Milano deve gestire corsi di pittura o per estetisti, se non per uccidere il settore privato e fare un po’ di clientelismo con gli incarichi ai docenti?