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Con il XXVesimo anniversario dell'Aiatel, anche Loisir cambia veste.
La nostra associazione, in questi venticinque anni, ha maturato esperienze, professionalità e competenze che pochi con noi possono vantare.
Con questo compleanno abbiamo deciso di continuare in modo più incisivo quella che da sempre è la mission dell'Aiatel: grande impegno per il riconoscimento professionale della figura dell'animatore, diffusione della professione ad alti livelli qualitativi, formazione professionale seria e completa, interventi animativi non codificabili come “fare giocare i bambini”, cosa che, forse, più o meno tutti riusciamo a fare.
La decisione di rilanciare una politica culturale viene dalla constatazione che l'animazione, nonostante i suoi 40 anni di presenza professionale in Italia, è ancora agli albori. Se si considera che a tutt'oggi gli animatori presenti nelle strutture e nei progetti sono, per una grossa parte, non diplomati, e quindi non regolarmente abilitati a svolgere tale Professione, secondo noi nobile e degna di più alta considerazione, prima di tutto dagli animatori stessi, forse si può intuire che qualche problema di improvvisazione forse esiste. Non è difficile per noi, che lavoriamo e siamo a contatto tutti i giorni con operatori sociali, in particolare animatori, scoprire che chi viene designato per un incarico animativo abbia alle spalle non un percorso formativo studiato e verificato, e che si conclude con regolare tesi, ma una generale propensione al lavoro socio-ricreativo, per interessi personali che possono anche essere la volontà di cambiamento; abbia alle spalle esperienze di animazione, magari in contesti dove di Animatori Professionisti non ve ne sono; non è difficile trovare animatori che hanno fatto regolare corso di studi, ma non hanno ancora discusso la tesi, addirittura non hanno ancora cominciato a discuterne l'argomento con il loro relatore, ammesso che lo abbiano scelto.
E' vecchia la questione del riconoscimento regionale della formazione professionale per animatori Aiatel da parte delle Regioni, e sono vecchi i primi corsi riconosciuti dalla Regione Lombardia dove Aiatel aveva le sue regolari docenze. E' vecchia la polemica sugli standard formativi e sulle skills degli Animatori Professionali. Una cosa è chiara, almeno a noi: ove si usino strumenti di verifica e valutazione seri la realtà appare in tutta la sua verità, compreso il gradimento-non gradimento degli interventi, degli animatori, delle proposte. La crescita, il cambiamento, la maggior o minore sensibilità rispetto ai problemi, la maggiore o minore consapevolezza delle proprie risorse e potenzialità, tutto questo è verificabile in termini di efficienza/efficacia.
Non è facile fare bene Animazione! Bisogna prepararsi a farlo seriamente.
Non è il riconoscimento delle Regioni che dà garanzia di essere dei buoni animatori, visto quanti animatori diplomati con diplomi regionali ci sono in circolazione e quanti invece lavorano ai loro presunti posti senza nessun tipo di incartamento.
Sempre per essere polemica volevo spendere due parole sulla qualità dei docenti che insegnano in queste molteplici scuole, e correnti dell'animazione. Non credo sia difficile trovare docenti, bravissimi nelle loro materie, che non hanno fatto un'ora come animandi, che non sono stati “animati” da animatori di professione.
Per insegnare bisogna prima “animare”!
Per fare animazione bisogna essere stati “animati”!
E' un editoriale polemico il mio, me ne rendo conto, ma è tanta la polemica che aleggia in questo ambiente, sono tanti i “giochi” per accaparrarsi il mercato.
Non vogliamo entrare nei giochi di potere del settore animazione, vogliamo ribadire il nostro diritto ad esistere come Professionisti, vogliamo poter lavorare con criterio e serietà.
Ci impegneremo perché la filosofia dell'animazione che Aiatel diffonde da 25 anni possa avere continuità, anche se solo per i nostri quattro soci affezionati.
Vi invito a riflettere un poco più approfonditamente su questi argomenti, anche se sono stati esposti in modo tale che per Aiatel la prospettiva potrebbe essere quella di rimanere in quattro, vi invito a non farvi forviare nelle vostre scelte, vi invito a non fare di tutta un'erba un fascio, vi invito a leggere fra le righe: a volte gli spazi bianchi nascondono qualcosa di interessante.
Rita Ansaldi
L'animatore sociale
Sono molti gli ambiti in cui un Animatore può esercitare la propria professionalità, ma l'unico che viene riconosciuto ufficialmente è quello sociale.
Ad esempio, la Regione Lombardia nella circolare n. 36 del 2.8.1995, comunica che "...a seguito della D.G.R. n. V/67448 del 20.4.1995, proposta dal Settore Istruzione e Formazione Professionale, è stato istituito il profilo professionale dell'Animatore Sociale, che prevede, per questa figura, una formazione di 1700 ore (in due anni) successiva al diploma di maturità che dà accesso all'Università. Il P.O.A. per il triennio 1995-97 riconferma gli standard gestionali per i servizi residenziali per anziani, prevedendo la figura dell'animatore anche nei C.D. e nei C.D.I. Si chiarisce in proposito che la figura professionale di 'Animatore' citata negli standard gestionali del P.O.A. si riferisce all'Animatore Sociale qualificato secondo quanto contenuto nella suddetta Delibera. E' evidente la rilevanza che questo operatore assume prevalentemente all'interno delle residenze per anziani al fine di evitare la sanitarizzazione complessiva del bisogno e promuovere invece condizioni di vita dignitosa anche attraverso la realizzazione di attività animative di nucleo atte a favorire un clima di carattere domestico-alberghiero.
Attualmente , in attesa delle indicazioni del secondo P.S.A., e della sua entrata in vigore, si raccomanda che per le nuove assunzioni relative a questa figura professionale gli Enti Gestori considerino in successione le seguenti priorità:
In quest'ultimo caso gli operatori assunti non sono da considerarsi 'Animatori Sociali' ai sensi della citata D.G.R. n. V/67448, poiché non sono in possesso della specifica qualifica regionale; per gli stessi la Regione promuoverà dei percorsi 'ad hoc' di qualificazione, che tengano conto dei crediti formativi già acquisiti".
Altre figure di animatori non vengono citate né riconosciute, dando più importanza a questo ambito come privilegiato campo d'azione dell'animazione. Tuttavia, nonostante si richieda professionalità, non si parla poi di un adeguato riconoscimento a livello contrattuale della stessa.
Le RSA
Questo lo vediamo in dettaglio nel caso delle Residenze Socio Assistenziali (RSA), ovvero le "Case di Riposo", ambiti in cui vengono inseriti molti animatori, sia attraverso concorsi che per assunzione diretta da parte dell'Ente. Le citazioni che seguono sono riferite al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale non medico dipendente da strutture sanitarie private laiche e religiose oppure da case di cura private e centri di riabilitazione, applicato in strutture per anziani.
Livello e mansioni
L'animatore viene assunto al V livello secondo l'art. 36 del Contratto citato, al pari di un educatore senza titolo specifico di studio (ad esaurimento).
Le mansioni richieste dal contratto sono definite come segue: "L'Animatore è l'operatore che nell'ambito del programma di intervento definito svolge attività finalizzate alla gestione del tempo libero mediante tecniche specifiche di animazione, attività ludiche, motorie, espressive, organizzazione di attività ricreative in senso lato, finalizzate al recupero di potenzialità residue ed al mantenimento e miglioramento del livello di partecipazione degli assistiti. Per l'accesso alle qualifiche di questo livello è richiesto il possesso di diploma di istruzione professionale nella materia, conseguito in corsi professionali di durata almeno biennale, ovvero abbiano prestato servizio nella qualifica e nei settori suindicati per almeno due anni".
Tuttavia, un educatore professionale con scuola di durata triennale, è assunto al VI livello anche nel caso in cui svolga le mansioni di un animatore (nonostante gli studi siano di orientamento differente). Nel contratto dunque la figura dell'Animatore Professionale non è ancora inserita con la debita considerazione.
Indennità
L'art. 45 si occupa delle indennità professionali, che vengono corrisposte in forma mensile o annuale a varie figure professionali, come gratificazione dovuta a vari motivi. L'animatore non viene citato. Eppure, specialmente in una Casa di Riposo, l'animatore ha l'elasticità di orario, è a stretto contatto con l'utenza, svolge il proprio lavoro non limitatamente al proprio ufficio e utilizza mezzi quali il computer o altre attrezzature tecniche, con una competenza paragonabile a quella di altre figure professionali.
Tra l'altro, figure che svolgono la funzione di animatore senza averne il titolo, come l'educatore con o senza titolo specifico o l'insegnante senza titolo, hanno diritto all'indennità.
Conclusioni
La situazione attuale si è creata nel corso degli anni in seguito alla necessità di animazione nonostante l'assenza di figure professionali, ma oggi, che ci sono persone qualificate a livello teorico e pratico, è possibile cambiare la situazione, comprendendo e definendo la figura dell'Animatore. Questo può essere portato avanti solo da un'Associazione che si occupi anche della tutela dei nostri diritti a livello contrattuale, e la cosa può partire solo da noi.
Gli strumenti dell'animatore
L'Aiatel promuove due giornate dedicate alle tecniche espressive rivolte a animatori ed educatori, studenti, volontari, insegnanti, operatori sociali. Le attività previste, condotte dagli animatori Aiatel Anna Acampora e Carlo Scovino, sono dedicate alla costruzione di oggetti, giochi e giocattoli con materiale di recupero, alberi di rame (sabato 16 gennaio dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00) e alla costruzione di aquiloni, mobiles, oggetti volanti, paracaduti, elementi di costumeria, costruzione di vestiti, animali e maschere (sabato 23 gennaio dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00). Il corso è aperto ad un numero massimo di 15 persone. La quota di iscrizione è di 50.000 lire a giornata. Le giornate si tengono presso la sede dell'Aiatel, in via Bertelli 16, Milano. Per iscrizioni: 02-26112010.
Per imparare a decorare i materiali
L'Aiatel e l'Associazione Antilia (spazio creativo) organizzano due giornate di tecniche nuove per animatori e per chi volesse sperimentarsi con la colorazione e il disegno su diversi materiali (tessuti, spugna, vetro, legno, ceramica). Per le tecniche di decorazione dei materiali vengono utilizzati colori nuovi, atossici, a tubetto tipo matita, che non sbavano. Non sono richieste particolari abilità di base. Le tecniche (tinta piatta, sfumatura su tessuto, sfumatura su spugna, lana, velluto, legno e vetro, ceramica e spugnatura) possono essere utilizzate con ogni tipo di utente. Le lezioni si terranno in due sabati di febbraio da definire, per un gruppo massimo di sei persone. Il costo, vista la novità delle tecniche che in Italia sono ancora poco diffuse, è di lire 200.000 per le due giornate. Le due docenti, provenienti dall'Associazione Antilia, saranno: Antonella Brina e Maria Cristina Trotta. La sede del corso è presso Aiatel, via Bertelli 16, Milano. Per iscrizioni: 02-26112010.
Aiatel ricerca animatori per la gestione di attività ricreative nei Centri Estivi. Per fissare un colloquio telefonare fin da subito ai numeri: 02-26112010 o 030-2620589.
Si è svolta sabato 30 maggio presso il Cortile del Castello Sforzesco di Milano la "Festa dell'Ambiente" promossa dal Touring Club Italiano e gestita - nella parte animativa - dall'Aiatel. Un nutrito gruppo di soci ha proposto diverse attività di laboratorio, gioco e spettacolo: dalla costruzione di oggetti volanti alla realizzazione di burattini, dalle performance di magia agli happening di musica povera. I ragazzi, di età compresa tra i 10 e i 14 anni, coinvolti nelle attività sono stati circa 600.
Si è svolto nei mesi di marzo, aprile e maggio a Crema un corso di aggiornamento per operatori di centri estivi condotto da Aiatel per conto del Comune di Crema che gestisce da anni un Centro Ricreativo estivo in città con utenti che hanno un'età compresa tra i 4 e i 13 anni.
Al corso, dedicato alla progettazione e alla conoscenza di nuove tecniche espressive, hanno preso parte una ventina di animatori.
Si è concluso nel febbraio scorso il corso per animatori turistici promosso dall'Aiatel in collaborazione con il CFP Provolo di Verona e con il finanziamento della Regione Veneto e del Fondo Sociale Europeo. Un evento animativo ha avuto luogo presso la sede del CAI di Verona, dove i giovani allievi hanno allestito una mostra dedicata al Parco Regionale della Lessinia, nel corso della quale hanno coinvolto i visitatori (circa un centinaio) in giochi e laboratori dedicati all'ambiente naturale, danze tradizionali, proiezione e commento di diapositive, canti di montagna e assaggi di prodotti tipici.