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Associazione Italiana Animatori Tempo Libero
“CARE” - Cooperare per animare Rezzato
RAPPORTO FINALE
La proposta progettuale ha inteso perseguire essenzialmente
la finalità di offrire opportunità di sensibilizzazione e formazione ai giovani
ed adolescenti di Rezzato.
Gli obiettivi del
progetto erano:
Il progetto, realizzato tra ottobre 2005 e settembre 2006,
si è articolato in due fasi attuative.
PRIMA FASE
1. Aggancio e
reclutamento
a) preparazione del materiale informativo e pubblicitario
(vedi allegati nn.1, 2, 3 e 4), in una quantità che supera le 400 copie/foglio;
b) presentazione dell’iniziativa attraverso incontri con
l’Assessore alle Politiche Giovanili con lo scopo di ottenere la
“legittimazione” e il sostegno ad operare nel territorio da parte della Amministrazione Comunale;
c) presentazione
dell’iniziativa ai curati delle tre Parrocchie e al Dirigente dell’unico
Istituto di Scuola Secondaria di Secondo Grado, presenti nel territorio.
Queste attività hanno reso possibile la presentazione
dell’iniziativa ai ragazzi che gravitavano nelle realtà parrocchiali e nella
realtà scolastica, con l’invito caloroso a partecipare agli incontri illustrati
successivamente al punto “h”.
d) diffusione del materiale promozionale nel territorio di
riferimento attraverso la spedizione di lettere a tutte le associazioni
giovanili e di volontariato, le lettere spedite sono state circa quaranta;
(vedi allegato n. 6)
e) pubblicazione di un articolo di presentazione
dell’iniziativa sul “giornalino” del Comune; (vedi allegato n. 5)
f) presentazione “diretta” dell’iniziativa ai ragazzi. Un
animatore di strada ha visitato gli spazi di aggregazione giovanile (fermate
degli autobus, biblioteca, negozi e giardini pubblici) con l’obiettivo di
scambiare “due chiacchiere”, di presentare loro il progetto come opportunità,
di invitarli agli incontri previsti (vedi punto “h”);
g) diffusione del materiale promozionale attraverso lettere
spedite a casa dei ragazzi di Rezzato (vedi allegato n. 7); i nominativi e gli
indirizzi sono stati estratti a caso dall’elenco dei ragazzi residenti nel
Comune di Rezzato nati negli anni che vanno dal 1982 al 1990, per un totale di
circa 230 lettere. Per l’allegato n. 8
sono stati usati i nominativi e gli
indirizzi dei giovani di Rezzato nati negli anni 1988/1987/1986, per un totale
di 361 lettere;
h) incontri di presentazione della proposta; sono stati
realizzati (tra ottobre 2005 e gennaio 2006) numerosi incontri, sia in
strutture pubbliche (Comune e CAG) che in locali informali, con ragazzi e
giovani rezzatesi. Scopo degli incontri era quello di concretizzare i primi
approcci - descritti nei precedenti punti c), d), e), f), g) - ed iniziare a
costruire con i giovani un percorso progettato insieme per dar voce alle loro
esigenze e quelle dei loro coetanei. La scelta dei locali nei quali incontrarsi
non è stata casuale ma ha voluto fornire opportunità di aggancio differenziate
in rapporto alle provenienze e alle consuetudini del gruppo target.
SECONDA FASE
L’equipe responsabile di CARE ha successivamente dato il
via alla fase di progettazione di due iniziative:
1- progettazione partecipata con il Comune e le Parrocchie
del territorio di un percorso per
formare adolescenti e giovani alle competenze animative,
che fossero successivamente in grado di svolgere le attività previste (da
Comune e Parrocchie) per l’estate 2006; si è voluto formulare, in maniera
condivisa, una proposta che rispondesse, da una parte alle esigenze dei ragazzi
contattati e, dall’altra alla necessità
- espressa dall’assessorato e dai curati – di migliorare la qualità
animativa delle offerte estive che, in passato era stata gestita in maniera
scarsamente competente dai giovani coinvolti come animatori.
I percorsi formativi elaborati sono stati due (allegato n.
13):
- il primo ha voluto fornire conoscenze di base rispetto ad
alcune tecniche di animazione; è stato rivolto a adolescenti/giovani che si
erano di recente avvicinati e/o intendevano avvicinarsi al “ruolo animatore”;
- il secondo ha voluto offrire conoscenze di base e
addestramento alla progettazione e all’organizzazione di attività di gruppo;
questo percorso è stato proposto ai giovani che avevano ricoperto il “ruolo coordinatore” nelle
attività della precedente estate.
2- progettazione e realizzazione dell’evento “Fatevi
Vedere”, il cui obiettivo era di far
confluire maggior numero possibile di ragazzi che, attraverso
la presentazione delle loro “opere”, potessero successivamente incontrarsi per
dare così inizio ad esperienze di aggregazione e protagonismo sul territorio.
“Fatevi Vedere” è stato realizzato prevedendo le seguenti
attività:
Aggancio e promozione
a) preparazione del materiale informativo e pubblicitario,
allegato nn.9 e 10, circa 200 copie a foglio;
b) presentazione delle iniziative all’Assessore alla
Politiche Giovanili con lo scopo di ottenere il sostegno e la collaborazione
dell’Amministrazione;
c) presentazione
delle iniziative ai curati delle tre Parrocchie di Rezzato;
d) diffusione del materiale promozionale nel territorio di
riferimento, attraverso:
spedizione di circa 20 manifesti e volantini (allegati nn.
11 e 12) ad alcune associazioni
spedizione di circa 20 lettere (allegato n. 10) a ragazzi
che avevano espresso più sensibilità e interessamento nella precedente fase
affissione di 40 manifesti in luoghi tipici d’incontro e
pubblici
presentazione dell’iniziativa ai ragazzi direttamente sul
territorio attraverso un animatore di strada con volantinaggio di circa 400 manifestini
distribuzione nella Scuola superiore di primo grado di 350
volantini.
Le due azioni (il
percorso di formazione alle competenze animative e Fatevi Vedere) intendevano
rispondere in maniera divergente e creativa alla palpabile immobilità della
comunità dei ragazzi di Rezzato. I risultati ottenuti sono stati differenti in
relazione alle due iniziative.
1. I percorsi di formazione per futuri animatori delle
attività estive hanno ottenuto un notevole successo dimostrato dalle 50
iscrizioni al primo percorso e 13 al secondo.
La scelta metodologica ha favorito il protagonismo dei
partecipanti promovendo l’autonomia, sviluppando senso di responsabilità e
valorizzando capacità nei singoli. Questa scelta di metodo è parsa la più
congruente con le finalità del progetto, ottenendo valutazioni confortanti in
entrambi i percorsi (allegato n. 14).
In conclusione del progetto (settembre 2006) sono stati consegnati ai giovani
animatori - da parte dell’Assessore, Curati, presidente AIATEL - gli attestati
di partecipazione frequenza (vedi allegato n. 15) all’interno di una festa
organizzata dai giovani stessi.
2. La partecipazione all’evento “FATEVI VEDERE” è stata
quantitativamente scarsa in termini numerici; i ragazzi convenuti sono stati
successivamente incontrati, si sono rivelati non motivati a proseguire con il
progetto adducendo scuse diverse, ma riconducibili alla mancanza di volontà nel
proseguire con l’ intervento sensibilizzativo che li vedeva protagonisti.
Alcuni di loro hanno però partecipato ai percorsi formativi per animatori.
La percezione che si è avuta durante la fase di aggancio e
svolgimento di entrambe le fasi, è stata di dover lavorare in un territorio che
presenta fratture, dove la singolarità della persona prevale sulla dimensione
di comunità, dove i rapporti interpersonali sono deboli.
In particolare, durante la seconda fase è emersa la presenza di ragazzi aggregati in una molteplicità di gruppi, connotati da sentimenti di estraneità al territorio e assoluto disinteresse a qualsiasi proposta. Ad es. un gruppo di ragazzi del nord Africa ha fatto emergere, durante gli incontri informali svolti, la difficoltà d’inserimento nel tessuto sociale ma a fronte di tale sentimento, nel momento in cui sono state offerte loro opportunità di aumento del protagonismo e visibilità nel territorio, hanno risposto in maniera corale di non voler assumersi quest’onere e continuare a preferire la condizione di gregari.
Un’altra caratteristica è affiorata durante lo svolgimento
del progetto: la presenza costante di ragazzi, in vari luoghi pubblici. Essi si
aggregano per motivi diversi, si conoscono tra di loro ma limitatamente a
pregressi vissuti in disparate circostanze. Nell’avvicinarli, proponendo le
varie iniziative, è nata la sensazione che molti di loro non abbiano
aspettative nei confronti del mondo adulto né della comunità territoriale.
L’atteggiamento prevalente (nei confronti dell’ “ambiente”
circostante) è quello di sfida e provocazione che viene espresso attraverso
atti di auto ed estero distruttività (uso di sostanze e atti di vandalismo).
Tali comportamenti sono testimonianza di una trasformazione dell’aggregazione
giovanile per “socialità” ad una modalità di rapporto di “prossimità”,
indifferente e indistinta, che si sostanzia nell’incontro in luoghi pubblici
e/o informali, nel tempo del post-studio e/o post-lavoro, al semplice scopo di
“passare il tempo”
A questo proposito la promozione di una minima dimensione
comunitaria è stata ricercata e messa al centro dei contenuti affrontati
all’interno dei percorsi formativi. Questa dimensione (di appartenenza ad una
comunità più ampia del semplice gruppo di riferimento) è stata percepita dai
ragazzi come grande opportunità per sé e per gli altri.