“FACCIAMO IL NIDO”
RELAZIONE FINALE
Il progetto ”Facciamo il Nido” è stato realizzato da settembre 2005 a settembre 2006 per rispondere alle necessità di un gruppo di
famiglie, impegnate a sostenersi a vicenda in diversi ambiti della loro vita e,
in particolare, nell’educazione e cura dei propri figli neonati.
La
finalità ‘prima’ del “Nido-Famiglia” era di accogliere il bambino nella sua
globalità, promuovendo ed accompagnando in un clima salubre il suo complessivo
processo di crescita, favorendo la costruzione di relazioni personali
significative ed esperienze appropriate.
Il progetto ha trovato la
possibilità di realizzarsi pienamente in un contesto di famiglie sensibili e
allo stesso tempo bisognose di sostegno nell’accudimento ed educazione dei
figli. Tale situazione esistenziale ha reso possibile e decisamente facilitato
la conoscenza tra i nuclei famigliari coinvolti nel progetto. Nonostante che
alcuni di essi fossero originari del paese mentre altri fossero solo di recente
insediamento, l’attivazione di risorse proprie per affrontare al meglio il
compito di educare è stata sempre notevole.
In questo senso, il progetto è
stato un’opportunità di rispondere all’esigenza primaria di accudire i figli
più piccoli, senza dover affrontare ingenti spese economiche, a volte
impossibili da sostenere.
Ma, inoltre, ha stimolato il
desiderio e la voglia di mettersi insieme per affrontare e soddisfare al meglio
le necessità di sostegno che la famiglia incontra quotidianamente, in un
contesto sociale sempre più difficile e complesso, attivando forme semplici ma
efficaci di reciproco aiuto.
Obiettivo principale
dell’intervento era di promuovere tra i genitori il mutuo aiuto nell’educazione
dei figli e un sostegno nella cura e nell’accudire i bambini più piccoli. Altri
obiettivi erano:
-
garantire occasioni di sviluppo di capacità espressive
-
realizzare iniziative di informazione e sensibilizzazione a favore dei genitori
e adulti di riferimento
-
promuovere l’incontro e lo scambio fra bambini di differenti età
-
favorire situazioni di reciproca stimolazione.
Gli utenti del Nido Famiglia sono
stati 7 bambini/e di età compresa tra 1 e 3 anni.
La
giornata del Nido Famiglia è stata strutturata in tre momenti collegati ai
bisogni fisiologici del bambino secondo un approccio che infondesse sicurezza e
stabilità affettiva: il cambio, il pranzo, il momento del riposo. Gli altri momenti
della giornata sono stati caratterizzati dal gioco per sostenere la crescita
psicologica ed intellettiva del bambino. Le attività didattiche hanno avuto
carattere ludico e sono state calibrate sulle capacità collettive senza
dimenticare momenti di intervento individualizzato, orientando le attività in
modo tale da fare del Nido un Centro Giochi.
In rapporto alla particolarità
del progetto e dell’ambiente in cui è stato realizzato, la ‘maestra’-mamma ha
saputo attivare strategie e mettere in campo competenze affinché tutti i
bambini si sentissero inizialmente accolti e poi trovassero un ambiente
stimolante pur essendo.…a casa!
In primis si è attuato un
inserimento graduale e personalizzato di ciascun bambino/a in modo che la
‘maestra’ avesse il tempo opportuno e l’attenzione necessaria per far sì che
l’ambiente divenisse accogliente, e i genitori e il bambino si conoscessero e
iniziasse tra loro un rapporto di fiducia.
In maniera congruente all’instaurarsi dei rapporti interpersonali anche
la casa si è strutturata in base alle esigenze dei nuovi arrivati, ottimizzando
gli spazi e offrendo opportunità concrete per un vero e proprio percorso
educativo.
La ‘maestra’ ha affrontato
serenamente la gestione del rapporto tra i nuovi arrivati e il proprio figlio e
ha usufruito al meglio della ricchezza di stimoli e relazioni che ogni giorno
le venivano offerti. In poco tempo i bambini e le bambine si sono abituati alla
nuova realtà e, senza difficoltà, si sono affidati alla ‘maestra’ accettando
con serenità il fatto che un’altra persona, non la mamma, si occupasse di loro
in momenti delicati quali il riposo, l’igiene personale, il pranzo.
Il programma di attività (rivolto ai bambini di 2 e
3 anni) ha previsto per ogni giornata una serie di attività “rituali”; va
sottolineato come tali attività fossero erano intercalate da altri tipi di
passatempi tipo racconti, gioco libero, piccole passeggiate, ecc.
A titolo esemplificativo presentiamo una
settimana/tipo:
|
Lunedì |
Gioco simbolico |
Travestimenti - teatro,
gioco di imitazione e simbolico, gioco delle bambole |
|
Martedì |
Psicomotricità |
Percorsi motori, esercizi
di coordinazione, equilibrio, respirazione |
|
Mercoledì |
Manipolazione |
Didò, Das, pasta di sale |
|
Giovedì |
Musica |
Bans, filastrocche e
canzoncine per cantare e ballare
insieme |
|
Venerdì |
Comunicazione |
Giochi con le
parole, associazioni immagini e
suoni/rumori/parole |
Le
attività programmate di settimana in settimana e condotte in maniera condivisa
tra ‘mastra’ e genitori, hanno contribuito alla maturazione dei bambini in una
fase delicata della loro crescita: infatti trovarsi con i propri coetanei, in
piccolo gruppo, in un contesto non stressante, ha dato ai bambini
l’opportunità, per qualche ora al giorno, di fare a modo loro, con i loro
tempi, senza essere incalzati dalla presenza dei fratelli più grandi.
Tuttavia, accanto agli spazi di
pertinenza esclusiva degli utenti tradizionali del nido, sono state inserite
occasioni particolari: nel pomeriggio, dalle 15,30 fino alla chiusura, è stato
infatti possibile l’accesso anche ai fratelli più grandi per giocare insieme e
creare così un piacevole e atteso momento di incontro comunitario.
“Facciamo il Nido” si è rivelato
un ‘ottima strategia per affrontare i problemi reali di un gruppo di famiglie
alcune delle quali non integrate nel tessuto sociale del paese e, per questo,
prive di quella rete di relazioni, parentali e non, che sono necessarie quando
i figli sono piccoli.
E’ sempre stata forte la
motivazione iniziale dell’aiuto reciproco soprattutto perché i risultati sono
stati subito tangibili: una maggiore serenità e tranquillità nella gestione dei
figli sia dal punto di vista pratico che educativo, un sostegno reale e
personalizzato per i genitori e i bambini, la concreta certezza che l’unione fa
la forza e naturalmente un aiuto economico, fondamentale per le famiglie
coinvolte che altrimenti non sarebbero state in grado di sostenere un tale
percorso.
Il progetto ha suscitato vivo
interesse anche a livello istituzionale: il Comune si è subito informato
riguardo all’iniziativa cercando di avere informazioni dai genitori.
Inoltre
tramite il “passa parola” tante altre famiglie sono venute a conoscenza di
questo progetto facendo emergere sensibilità e voglia di confronto in
particolare per quanto riguarda la
necessità di creare relazioni e amicizie per sostenersi a vicenda, affrontare
con serenità gli impegni quotidiani e, soprattutto, la certezza che qualcosa di
concreto e bello si può realizzare per sé e per i propri figli.
Sono
stati organizzati incontri formativi per i genitori con l’obiettivo di
rafforzare e approfondire le relazioni reciproche, consentendo uno scambio
sulle problematiche educative e facilitando l’individuazione di strategie per
cercare di risolverle. Anche in relazione agli incontri di programmazione,
verifica, valutazione delle attività del Nido realizzati con l’aiuto e la
supervisione di un formatore, i genitori hanno dichiarato come “l’equipe”
rappresentasse un’occasione di incremento di capacità relazionali e competenze
operative, oltre che di rafforzamento del sentimento di appartenenza al gruppo
di genitori.
In questo senso “Facciamo il
Nido, ha raggiunto anche un obiettivo non dichiarato: costituire un gruppo di
genitori che si proporrà come stimolatore della comunità cittadina, proponendo
attività e eventi a favore di bambini e bambine, ma anche delle altre famiglie
residenti nel territorio.