TESEO
“Giovani che
aggregano minori nel distretto 5”
RAPPORTO FINALE
Teseo è stato un percorso realizzato da settembre 2005 a
settembre 2006 per preparare un gruppo di giovani del Distretto 5
dell’ASL di Brescia al ruolo di animatori/educatori, affinché diventassero
leaders di gruppi e realizzassero uno spazio aggregativo con finalità
ricreative, sociali e culturali a favore di minori.
Gli obiettivi
del progetto erano:
§
Aumentare le capacità di introspezione, sensibilità e
consapevolezza delle proprie potenzialità e dei limiti personali
§
Sensibilizzare
ad una maggiore capacità di comunicazione e relazione col gruppo dei pari e con i più piccoli
§
Aumentare
le capacità di progettazione
e realizzazione di iniziative
socio-educative rivolte a minori.
§
Attivare uno spazio aggregativo\educativo gestito dai
giovani a favore dei minori del distretto 5 dell’ Asl.
Le
attività di aggancio sono durate circa 2 mesi. Questa fase si è sviluppata in
cinque incontri pubblici e diversi incontri informali tra il coordinatore del
progetto e i singoli giovani interessati e ha portato al reclutamento
di 12 giovani appartenenti a 5 differenti paesi afferenti il
territorio distrettuale. I giovani “reclutati” erano tutti provenienti dagli
ambienti parrocchiali.
Il
progetto si è articolato in 3 fasi che hanno avuto caratteristiche comuni
quali:
Il lavoro di gruppo. Il gruppo ha rappresentato il contesto più adeguato di
intervento con i giovani perché ha consentito il confronto, lo stimolo
reciproco, l’apprendimento di modalità di comunicazione efficaci, la
sperimentazione delle proprie emozioni, l’esperienza di un processo di
socializzazione e di una modalità di lavoro che da una parte non svaluta
l’individuo e dall’altra valorizza la sintesi collettiva. La presenza di un
formatore esperto in dinamiche di gruppo ha costituito un supporto ed un
acceleratore dell’evoluzione del collettivo, attraverso un processo che si è
snodato dal momento dell’aggregazione di singoli individui alla loro
trasformazione in un organismo nuovo le cui parti interagiscono e si
influenzano a vicenda.
L’uso di tecniche ludiche, manipolative ed espressive.
Il gioco, con la sua caratteristica
di analogia con la realtà, consente di misurarsi con le situazioni senza
dover subire conseguenze negative o definitive e risulta una sorta di palestra
dove allenarsi ed apprendere strategie utili per affrontare gli eventi della realtà quotidiana. Le attività che
richiedono la manualità hanno fatto scoprire doti sconosciute ed insieme sono
state utili per stimolare la creatività e l’ideazione. In pratica si è trattato
di “supporti” che hanno facilitato l’esplorazione di sé da differenti punti di vista
facilitando la scoperta di parti di sé, poco usate o addirittura ignote.
L’Action
learning. “Imparare
facendo” è una strategia di apprendimento basata sull'esperienza, attraverso la
quale i partecipanti hanno imparato da e insieme con gli altri.
FASE 1:
"FARE QUALCOSA PER SE STESSI"
(residenziale)
Saper
comunicare con linguaggi diversi:
corporeo, teatrale, grafico, musicale, ecc.
In questa
fase è stato proposto un lavoro
introspettivo di ricerca ed esplorazione dei problemi individuali, l'identità ed il potenziale di ciascun partecipante.
Ciascuno è stato stimolato a
prendere coscienza dei propri
sentimenti, aspirazioni, valori, attitudini acquisendo familiarità
con diversi linguaggi espressivi e di comunicazione.
La modalità è
stata totalmente attiva in piccolo gruppo: i partecipanti sono stati coinvolti
in prima persona nel loro processo di
crescita attraverso attività di simulazione ed esercitazione alternate a
momenti di riflessione e discussione.
FASE 2*: FARE
QUALCOSA CON GLI ALTRI"
(residenziale)
Saper
produrre un lavoro di gruppo.
Questa
seconda fase è stata centrata sull'esplorazione ed elaborazione delle
relazioni interpersonali, di gruppo e
sociali. I partecipanti sono stati aiutati ad aumentare le proprie capacità di porsi in relazione costruttiva
con altri e nel gruppo.
FASE 3*:
"FARE QUALCOSA PER..."
Progettare e
realizzare attività per minori
Nella terza
fase del programma l'attenzione è stata posta essenzialmente sulle capacità di
azione intenzionale e cooperativa. Un
formatore ha seguito il gruppo in qualità di maestro di tecniche animative ed
esperto organizzativo. E’ stata aperta una stanza zonale per adolescenti
e giovani, uno spazio dedicato allo sviluppo del loro potenziale. Questa
fase del programma ha indirizzato i giovani verso la
realizzazione di un intervento concreto a favore di minori.
I risultati dell’”Evaluation” dell’intero percorso,
discussi con i giovani, hanno mostrato l’impegno per la realizzazione
dell’evento e la partecipazione costante e continua per la durata di tutto il
progetto e hanno confermato l’elevato livello di maturazione e protagonismo
raggiunto dai partecipanti.
Il gruppo, nell’ultimo incontro della 3° fase, ha espresso
il desiderio di incontrarsi ancora e alcuni di loro hanno espresso l’intenzione
a impegnarsi nell’animazione nei paesi di provenienza. Infatti “i più vecchi”
hanno dichiarato di essere impegnati nell’organizzazione di incontri per
adolescenti per aiutarli a riflettere sulle tematiche tipiche di questa età. I
più giovani invece sono impegnati nella preparazione di feste per minori e si
incontrano nelle parrocchie di riferimento per progettare e organizzare un
recital teatrale.
Teseo si è concluso, su sollecitazione dei giovani
partecipanti stessi con due giornate non residenziali di follow up.
L’iniziativa “Cantiere aperto sul futuro” ha inteso offrire un’opportunità di
ricompattamento del gruppo, da una parte e, dall’altra, di consulenza e
supervisione sulle problematiche gestionali che i giovani si sono trovati far
fronte nella conduzione delle attività nei territori di appartenenza.