Una
strada a due sensi
Il
rapporto genitore-figlio, come qualsiasi altro rapporto fra due
individui, è un strada a due sensi, un interscambio continuo
in cui ciascuno riveste un proprio ruolo. Quando due persone interagiscono,
ciò che dice o fa l'uno è, in parte, una reazione
a ciò che ha appena detto o fatto l'altro, e ciò
che è stato detto e fatto in passato. Persino i neonati
danno un contributo attivo al rapporto genitore-figlio. All'età
di due mesi, la maggior parte dei neonati guarda negli occhi il
genitore e gli sorride. Il sorriso di un neonatao dà enorme
piacere. Un neonato normale ripaga i genitori di tutti i fastidi
che dà loro semplicemente dimostrando che è felice
di vederli.
E
come ben sanno i genitori i figli non sono tutti uguali. Il modo
in cui ci si comporta nei confronti di un determinato figlio dipende
dall'età, dall'aspetto fisico, dal comportamento, dall'intelligenza
e dallo stato di salute del bambino I genitori adattano il loro
metodo a ciascuno dei figli. Non si tratta di uqualcosa che il
genitore fa al figlio: è qualcosa che GENITORE E FIGLIO
FANNO INSIEME.
Il
genitore esercita un influsso sul figlio, il figlio esercita un
influsso sul genitore. I bambini coccolati hanno maggiori probabilità
di risultare simpatici, mentre quelli che vengono picchiati hanno
maggiori probabilità di essere sgradevoli. Ma altrimenti:
i bambini simpatici hanno maggiori possibilità di essere
coccolati, quelli antipatici hanno maggiori probabilità
di essere picchiati. Non
vi è possibilità di separare le cause dagli effetti.Il
rapporto genitore-figlio è una strada a due sensi.
liberamente
tratto da "Non è colpa dei genitori" di Judith
Rich Harris, Mondadori
se
vuoi leggere i precedenti "Per Rilettere".....
