ANIMAZIONE E TERRITORIO

 

Anna Rebecchi - Cooperativa "Ai Confini" (Sermide - MN)

 

 

Premetto che non sono né un’esperta né una professionista dell’Animazione, ho semplicemente trovato in essa una filosofia ed una metodologia nelle quali mi sono pienamente riconosciuta e che

hanno orientato ogni mia relazione e ogni modalità di affrontare situazioni e problemi.

 

E’ quindi solo della mia esperienza che posso raccontare, esperienza indirizzata e accompagnata da due passioni di fondo: la voglia di “esserci”, quindi senso di partecipazione, di corresponsabilità, e i giovani.

Per il tema che mi è stato chiesto di affrontare, Animazione e territorio, prenderò in considerazione soprattutto la prima, anche se, nella mia esperienza, sono strettamente collegate.

Il legame con il territorio, il conoscerlo, il viverlo,…….sono presupposti indispensabili, secondo il mio punto di vista, per far si che le nostre azioni, i nostri interventi, prendano spessore e possano avere continuità, non si limitino, quindi, al momento dell’intervento, del progetto, ma producano partecipazione e progettualità (= cambiamento).

 

Quindi: ascolto attento e sensibile alle tante o poche voci che, anche sommesse, comunque si esprimono; consapevolezza dei tempi lunghi; pazienza rispettosa delle scelte individuali, ma contemporaneamente,  fiducia nelle risorse e nella capacità di risposta di ognuno (e di una comunità o di un territorio); disponibilità a modificare, se necessario, punti di vista e percorsi: una politica dei piccoli passi, spesso impercettibili…….semi gettati.

 

La mia storia inizia ormai diversi anni fa, con una presenza in attività di volontariato nell’ambito di progetti di animazione con gruppi di giovani, coinvolti  in iniziative per il territorio e per altri giovani, e impegnandomi insieme a loro per la nascita di un piccolo negozietto del commercio equo nel nostro paese.

Nel 94 mi si chiede la disponibilità per una esperienza amministrativa……per due legislature divento così “assessore ai servizi sociali e alle politiche giovanili” del mio Comune: un comune di 6.700 abitanti, dove manca quasi tutto: servizi, opportunità di lavoro per i giovani, spazi di aggregazione,…….accetto soprattutto con l’intenzione di aprire degli spazi di partecipazione ai cittadini ed, in particolare, ai giovani…….ma la voglia di partecipare non c’è, pochi sono disposti a lavorare “per il bene comune” , a portare il proprio contributo, ma qualcuno si trova ancora ed è da lì che si comincia: senza forzare troppo, offrendo disponibilità, creando occasioni di incontro, di approfondimento, ……….

 

Nell’arco degli anni (8) riesco a riorganizzare ed ampliare i servizi sociali e a far partire un progetto giovani, ma il percorso più interessante, che va oltre le attività e i servizi realizzati, è costituito dalla tessitura di relazioni, contatti, gruppi che lentamente si sono andati sviluppando per essere presenza attiva nel territorio.

Con il tempo alcuni si sono persi, altri trasformati, e con alcuni giovani e adulti conosciuti durante il percorso, con i quali si sono condivisi sogni e progetti, è nata l’idea di costituire una cooperativa sociale per cercare di offrire opportunità di lavoro a qualche giovane e servizi ad un territorio che ne è carente.

 

E’ sempre nell’ottica del cercare di offrire risposte a partire dalle risorse presenti che si apre, come prima attività della nostra cooperativa, un bar all’interno della nuova stazione (Lo sBARco): un bar che diventi luogo di incontro e di aggregazione per i giovani del paese, ma non solo: ci si impegna a promuovere serate a tema, iniziative ludiche e culturali, giochi, scambi,…..l’importante anche questa volta è ESSERCI: esserci quando qualcuno cerca, esserci con proposte qualificanti, con spazi di creatività, di ricerca……

 

E’ ancora possibile (lo stiamo verificando ogni giorno)………ed è più che mai necessario.