IV Conferenza Italiana
dell'Animazione
"Il futuro
dell'Animazione"
18/10/2003
Intervento: Animazione
e anziani
Relatore: Maria Nazzarena Bastioli
Sono
il Presidente della NUOVA Cooperativa Sociale a r.l. di Foligno (PG); la
Cooperativa è nata nel 1987, oggi conta 25 addetti di cui la metà sono
impiegati come "Animatori" all'interno di n° 6 strutture Residenziali
per Anziani.
L'animazione
con gli anziani, mi riferisco in particolare a coloro che sono inseriti nelle
Case di Riposo, siano essi autosufficienti o meno, sta ormai consolidando la
sua esistenza attraverso molte esperienze concrete e riflessioni teoriche.
Ciò
in quanto l'invecchiamento della popolazione è un dato comune non solo nel
nostro paese, ma a molti paesi europei. Il declino del tasso della natalità e
l'allungamento della vita stanno modificando sensibilmente la composizione
demografica della popolazione.
Gli
anziani rappresentano ormai una componente significativa dal punto di vista
numerico; sono tanti e ciò porta a prestare loro attenzione sotto molti
aspetti: come consumatori, come elettori, come cittadini attivi, come cittadini
da assistere, ecc.…
Esistono
diversi modi di guardare gli anziani; e ciascun modo sottintende, nasconde, e
palesa al tempo stesso, un paradigma culturale e socio / politico.
Vorrei
considerare, in questa sede, e per le tematiche che stiamo trattando, gli
anziani come cittadini, membri di una comunità locale alle cui qualità della
vita possono e debbono concorrere, portatori di esigenze e risorse.
In
questa ottica essi rappresentano una risorsa di esperienza e di saggezza, di
capacità e competenze oltre ad essere anche una risorsa politica, culturale,
etica e spirituale.
L'animazione
con gli anziani quindi non si può ridurre a forme di intrattenimento ricreativo
ma è un metodo di lavoro, che possiamo considerare "sociale" con una
sua natura intrinsecamente politica.
Ciò
significa che l'animazione ha a che vedere sia con il modo con cui immaginiamo
le forme della convivenza sociale nelle nostre comunità (patrecipaz.
cittadinanza attiva, relazioni, ecc.) sia con le dinamiche partecipative di cui
una realtà sociale si nutre e cresce.
A
questo punto vorrei porre le seguenti domande "Quale tipo di animazione? A
quali scopi?"
La
risposta che ci siamo dati come organismo che svolge la propria attività in
questo settore, è che l'Animazione va intesa come uno strumento per stare
insieme, come laboratorio di autonomia, come recupero della voglia di vivere,
desiderare, inventare, sapere.
Animazione
non finalizzata unicamente al divertimento o all'evasione dal grigio, dalla
monotonia, dal dolore e dall'angoscia che accompagnano la vecchiaia e le
fatiche dell'invecchiamento, ma capace di costruire una progettualità in
proprio tenendo conto dell'insieme dei bisogni.
Esistono,
infatti, nell'anziano anche le esigenze umane e relazionali, gli interessi, i
divertimenti: qui l'animazione si inserisce come pratica finalizzata alla presa
di coscienza e allo sviluppo del potenziale inespresso.
Attraverso
l'uso di tecniche animative che abbiano come obiettivo il benessere, l'anziano
diventa nuovamente protagonista della sua vita, delle sue scelte, costruttore
di comunicazioni e relazioni.
Quindi
possiamo intendere l'animazione come un processo complesso di attivazione di
habitat sociale e culturale, di un senso collettivo che valorizzi le singole
individualità fino ad accettare di costruire insieme una quotidiana
progettualità partendo dalla rielaborazione dell'esperienza.
Con
tali presupposti l'animazione per la terza età lavora e si impegna per
favorire:
·
la socializzazione,
l'integrazione, le relazioni interpersonali;
·
la valorizzazione
delle competenze e delle capacità di ogni singola persona;
·
l'autonomia fisica e
psicologica;
·
la valorizzazione
del passato e delle esperienze;
·
l'espressività.
E'
da sottolineare che l'intervento
animativo punta sui seguenti principi:
1.
l'animazione lavora
con e per gli anziani e non su di essi;
2.
gli anziani sono
persone adulte e possiedono diritti fondamentali quali la libertà di scelta, la
dignità di persona, il piacere;
3.
l'animazione non
fornisce servizi agli anziani, ma stimoli e occasioni; l'animatore agisce da
stimolo organizzatore, regolatore di processi. Utilizza delle tecniche per
rendere gli utenti protagonisti. Le attività sono strumenti per entrare in
relazione con gli utenti;
4.
l'animazione agisce
con il contesto dell'anziano, stimolando l'autoaiuto, il volontariato, il
territorio, l'istituzione affinché venga generato un campo animativo.
L'animazione
con gli anziani, non può essere proposta se non caratterizzata da un
"progetto globale" di miglioramento della qualità di vita degli
anziani e se non tiene conto della complessità e dell'unicità di ogni persona.
Al
centro dei programmi deve esserci l'utente, piuttosto che le attività.
Questa
considerazione apparentemente superficiale richiede invece un notevole sforzo,
richiede cioè che il professionista dell'animazione sia in grado di spostare i
suoi interessi e le sue capacità per far posto prima di tutto alla conoscenza
dell'altro, all'instaurarsi di una fiducia reciproca e di un rapporto di
collaborazione.