L’animazione,
come ogni altro tipo di intervento con le persone, non è più possibile nell’Età
Imperiale. (Guido
Contessa, Aiatel, Ott.2003)
q Oggi il futuro è scomparso, in parte sommerso
dalla riduzione della libertà e dal corrispondente dominio del determinismo; in
parte oscurato dalla minacciosità creata dall’aggressività repressa e
proiettata, e dai sensi di colpa per il tradimento dei valori fondanti la
Modernità
q Oggi
il desiderio non è più la base del progetto ma una manifestazione isterica, non
è più costruzione ma consumo
q Oggi
il disagio non è più la base di un progetto ma una manifestazione narcisistica,
non è più condivisione ma competizione,
non è più costruzione ma consumo (la tossicodipendenza è il paradigma del
trattamento del disagio)
Poiché non esiste volontà di cambiamento negli attori dell’alleanza (operatore, utente, cliente), nessun cambiamento programmato è possibile. Quindi il lavoro con le persone si riduce a intrattenimento (trattenere), omologazione (conformare), o repressione (schiacciare). Gli operatori immateriali oggi sono nei casi migliori agenti del consenso e nei peggiori secondini della contenzione.