Akkademia
Ktunaxa o bisonte europeo? di Eva Zenith
Perchè la biodiversità preoccupa tanto e la sociodiversità tanto poco

Sono ben 10.549 le specie “Vulnerabili” fra cui per esempio la Trota Salmonata, che vive esclusivamente a largo delle coste Irlandesi ed Inglesi, oppure la Libellula Blu che vive nel Medio Oriente od ancora il Pesce Chitarra che vive nelle coste orientali Africane e per buona parte del Medio Oriente.

Nell’intento di salvare questa specie, nel 1923 fu fondata la Società internazionale per la protezione del bisonte europeo, che si propose come primo obiettivo di censire i bisonti purosangue in cattività.* Risultò che in vari zoo e serragli del mondo rimanevano 54 bisonti della pianura purosangue. Comunque non tutti si potevano utilizzare per la riproduzione: alcuni erano troppo vecchi, altri erano piagati da malattie. Alla fine furono selezionati 12 esemplari per ricostituire la specie. A quanto si sa, da 5 di quegli esemplari discendono tutti i bisonti della pianura attualmente in vita.
L’autunno del 1929 vide il trionfante ritorno allo stato libero di due bisonti della pianura. Furono introdotti in una riserva appositamente preparata nella foresta di Bialowieza. Dopo dieci anni erano diventati 16. Agli inizi del XXI secolo in tutto il mondo c’erano approssimativamente 2.900 bisonti europei. Circa 700 di questi si trovavano in Polonia. Nel corso degli anni alcuni branchi si sono stabiliti in Bielorussia, Kirghizistan, Lituania, Russia e Ucraina.

Tutto ciò allarma moltissimi, stimola una pubblicista scritta o visiva sterminata, autorizza raccolte fondi e programmi di salvaguardia e ripopolamento. Meritoriamente.

Secondo la rivista National Geographic ogni 14 giorni muore una lingua. Tra cent'anni potrebbero essere scomparse la metà delle oltre 7000 lingue parlate oggi nel mondo, con la conseguente perdita di migliaia di culture (Wikipedia). Per l'UNESCO sono 2579 lingue in pericolo di estinzione. Invece sono 3219 secondo questo sito dedicato.
Esiste una lingua parlata solo da dodici persone. O meglio: esiste una lingua, antichissima e senza legami con altre lingue esistenti: si tratta del Ktunaxa, parlato da alcune tribù di nativi che abitano nell'America nord-occidentale, tra il Montana, l'Idaho e la Columbia Britannica.Secondo un censimento del 1990 i parlanti Ktunaxa erano poco meno di 400, ma i dodici che ne conservano strutture e lessico intatti appartengono soprattutto alla vecchia generazione. E nessun altro al mondo è capace di parlare questa lingua.

La scomparsa di una lingua corrisponde alla morte di una cultura, di una storia, di una delle radici della civiltà umana. Ma non allarma nessuno. Come mai?

Il motivo principale per la riduzione della biodiversità e della sociodiversità è lo stesso: l'espansione del mondo industriale a spese dell'habitat naturale e tradizionale. Più la globalizzazione e l'industrialesimo avanzano e più muoiono specie animali e culture umane. Le specie animali si estinguono per l'alterazione dell'habitat. Le culture umane si estinguono per colonizzazione, sottomissione o inglobamento. Le specie animali non hanno alcuna possibilità di resistere e opporsi. Le culture umane invece ne hanno qualcuna. Possiamo interessarci dell'estinzione delle specie animali perchè la biodiversità non costituisce una minaccia o un ostacolo, anzi, quasi sempre è una risorsa sfruttabile. Ci interessiamo meno dell'estinzione delle culture umane perchè la sociodiversità è intollerabile. La nostra civilizzazione (moderna e post-moderna) punta alla globalizzazione e alla fine della Storia. Si fonda sull'idea che la democrazia rappresentativa, l'industrializzazione di massa e la cultura piccolo-borghese siano il punto di arrivo per l'intero pianeta e tutto il futuro.
Una prova di quanto sia inaccettabile la sociodiversità diventa evidente nella miriade di documentari sulle culture chiamate "primitive" o "arretrate". Abitualmente di queste culture vengono rappresentati l'habitat, naturale e animale; le danze; i riti religiosi; i problemi della sopravvivenza; i sistemi di caccia o allevamento, le abitudini alimentari o funerarie. Tutto ciò che è meno minacciante per noi perchè ha un carattere "museale". Mai vengono raccontate le abitudini emotive o sessuali; i sistemi di gestione dei legami familiari; i modelli politici e i sistemi di repressione della devianza. Ogni aspetto della cultura "diversa" che potrebbe essere messo a confronto con la nostra, e rappresentare un modello alternativo, viene occultato. L'impero planetario può permettersi il lusso di avere a cuore l'estinzione di specie animali, ma non quello di esaminare diversi modelli di evoluzione della convivenza.

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