INDAGINE
SULLE OPINIONI,
I
BISOGNI E I DESIDERI
DELLA
POPOLAZIONE ULTRA 55ENNE
A
VIGNATE-MILANO
D A I 5 5 I N S U
A cura
dell'équipe AIATEL-CERITEL, con la collaborazione di Maura Longari (assistente
sociale del Comune di Vignate) e della Res Coop di Bologna.
Hanno
fatto parte dell'équipe AIATEL-CERITEL:
Guido Contessa (coordinamento)
M.
Vittoria Sardella (addestramento intervistatori e
trattamento dati)
Toti Licata (coordinamento
intervistatori)
Nadia Alessi (intervistatore)
Lorenza Bertani (intervistatore)
M.
Grazia Broggi (intervistatore)
Paola Canuti (intervistatore)
Isabella Landi (intervistatore)
Kiki Von
Borries (intervistatore)
RELAZIONE
FINALE RICERCA "DAI 55 IN SU" (Comune di Vignate-Aiatel/1990)
1. Il
successo della ricerca (Graf. 1)
L'impegno profuso dall'AIATEL e dalla sua équipe di ricercatori e
intervistatori ha consentito di ottenere una mole di dati che trova pochi
riscontri in altre realtà italiane. Gli intervistati, presso le loro
abitazioni, sono stati ben 904 residenti a Vignate, pari al 74.3% del totale
delle persone (1217) che avevano compiuto 55 anni entro il 31 dicembre 1989.A
tale dato va aggiunto un 11% di deceduti o irreperibili in quanto ricoverati in
ospedale o cronicario, in vacanza o ospitati in altre città presso parenti.
Solo il 14.7% degli abitanti si è reso indisponibile all'intervista.
PERSONE
NON DISPONIBILI A LASCIARSI INTERVISTARE PER SESSO E CLASSI DI ET À
|
|
Maschi |
Femmine |
Totale |
|||
|
|
V.A. |
%
col |
V.A. |
%
col |
V.A. |
%
col |
|
Fino
a 60 anni |
26 |
28.9 |
18 |
20.0 |
44 |
24.4 |
|
da
61 a 65 |
19 |
21.1 |
22 |
24.4 |
41 |
22.8 |
|
da
66 a 70 |
17 |
18.9 |
12 |
13.3 |
29 |
16.1 |
|
da
71 a 75 |
10 |
11.1 |
10 |
11.1 |
20 |
11.1 |
|
da
76 a 80 |
10 |
11.1 |
14 |
15.6 |
24 |
13.3 |
|
da
81 a 85 |
4 |
4.4 |
13 |
14.4 |
17 |
9.4 |
|
Oltre
85 anni |
4 |
4.4 |
1 |
4.4 |
5 |
2.8 |
|
Totale |
90 |
100.0 |
90 |
100.0 |
180 |
100.0 |
Come si vede dalla tavola, oltre il 60% dei non disponibili è
relativamente giovane (fino a 70 anni) e prevalentemente di sesso maschile.
Ovviamente non abbiamo nessun altra notizia su queste persone, sappiamo solo
che si sono rifiutate di rispondere e che non erano impedite a farlo. Sul
motivo del rifiuto si possono avanzare solo delle ipotesi: o queste persone non
si sentono anziane, per cui pensano che i problemi non li riguardino; oppure
sono sfiduciate nei confronti delle indagini e delle azioni che dovrebbero
derivarne e quindi, in parte, anche nei confronti dell'Amministrazione
comunale. Qualunque sia il motivo varrebbe la pena tentare di recuperare chi
non ha collaborato non più per chiedere informazioni ma per aumentare il loro
coinvolgimento alla vita della comunità vignatese.
La
massa di cittadini intervistati è, comunque, tanto cospicua da offrire un
panorama a 360 gradi delle opinioni, dei bisogni e delle aspettative dei
cittadini, consentendo, ove l'Amministrazione lo ritenesse opportuno, di
arrivare a identikit nominativi persona per persona.
Un
simile quadro ampio ed accurato potrà consentire all'Amministrazione di
pianificare a realizzare interventi e progetti mirati ed efficaci, validi per
l'intera legislatura in corso e forse anche per la prossima.
2 - I
dati anagrafici (Tavv. 1-2-3)
La ricerca ha potuto intervistare 408 uomini
e 496 donne. Di questi, 240 sono sopra i 70 anni (pari al 26.6%). Circa lo
stato civile solo 598 sono coniugati, mentre il 33.8% risulta celibe o nubile,
separato o divorziato, vedovo.
Questi
dati vanno tenuti in considerazione in quanto identificano una area di maggior
bisogno che riguarda dai 200 ai 300 abitanti sopra i 70 anni e privi di
partner.3 - Il grado di istruzione (Tav. 4)
Particolarmente interessante sembra il dato
relativo all'istruzione. Il 45.6% della popolazione anziana dispone della sola
licenza elementare, ed il 38.9% nemmeno di quella. Secondo la concezione
moderna dell'analfabetismo, constatiamo che l'84.5% degli anziani di Vignate
può considerarsi analfabeta o semianalfabeta.
3 -
Immigrazione (Tavv. 5-6-7-8)
Il
quadro relativo all'immigrazione consente di affermare che il tessuto degli
anziani di Vignate è piuttosto omogeneo. Solo 142 anziani risiedono a Vignate
da meno di 9 anni, e solo 122 vi sono nati. Questo indica che l'immigrazione è
di vecchia data e dunque può far ipotizzare una buona integrazione potenziale.
Questa affermazione è rafforzata dalla segnalazione dei luoghi di provenienza:
668 (pari al 73.9%) provengono da altre zone lombarde, solo 59 provengono da
zone del Centro-Sud, mentre il resto proviene da altre Regioni del Nord. La
colonia più cospicua di immigrati è di 25 unità provenienti dal Veneto.
Vedremo, tuttavia, che considerando altri indicatori il quadro dell'integrazione
col paese si fa meno lineare e compare qualche aspetto contraddittorio.
4 -
Convivenze e familiari co-residenti (Tavv. 9-10-11-12-13)
Questo
dato va considerato attentamente, in quanto identifica con buona
approssimazione le dimensioni quantitative del possibile intervento comunale.
Sono 146 (pari al 16.2%) gli anziani che vivono soli, la quasi totalità dei
quali richiede una qualche forma di intervento nel breve periodo.
Tuttavia
va tenuto in gran conto il dato che ben 381, pari al 42.1%, vivono con una
persona (di questi quasi l'80% (304) vivono solo col coniuge; 4 con un genitore
e 18 con un fratello), il che fa presumere che nel prossimo medio periodo circa
altri 190 anziani potrebbero diventare soli, per una vedovanza o per l'invalidazione
del coniuge o dei fratelli.
Questa
ipotesi è confermata dal dato che indica la anzianità della condizione
solitaria: 50 anziani (il 34.2%) sono "soli" da meno di 5 anni.
L'esistenza
di un bisogno di aiuto, presente o prossimo futuro, è anche confermata dalla
situazione relativa ai parenti co-residenti a Vignate: 238 anziani non hanno
parenti a Vignate e 201 hanno un solo parente.
D'altra
parte coloro che hanno parenti co-residenti ma non conviventi, non sembra
godano di aiuti molto consistenti. Fra gli anziani che vivono soli solo il
17.1% riceve aiuto economico dai parenti, solo il 26.7% viene aiutato nelle
pulizie di casa, solo il 22.6% nella preparazione dei pasti, solo il 41.8%
nelle commissioni fuori casa e solo il 54% in caso di malattia.
5 - Condizioni
economiche (Tavv. 14-30-31-32-35)
La prima indicazione significativa è che 372
anziani di Vignate vivono con un altra persona non occupata. Se aggiungiamo
questo dato a quello del numero di coloro che vivono soli, abbiamo che 518
anziani, pari al 65.3% vivono di soli sussidi o pensioni (escludiamo i pochi
casi di coloro che vivono di rendite da beni).
In 790
(87.4%) non lavorano, e 69 anziani dichiarano di non lavorare e non percepire
una pensione. Ben 267, pari al 29.5% gode di entrate mensili inferiori alle
500.000 lire.
6 -
Qualità materiale della vita (Tavv. dalla 15 alla 25 e Tav. 52)
Il
24.7% degli anziani di Vignate vive in affitto. Dalle 100.000 alle 400.000 mila
lire mensili sono i costi per la casa (in affitto o proprietà) che si caricano
sul 70% degli anziani. La qualità degli alloggi sembra essere largamente
dignitosa, anche se casi drammatici di degrado non vanno sottovalutati. Solo 16
anziani vivono in un monolocale ma ben 39 vivono in case che non dispongono di
servizi interni. Il 40.6% abita al pianoterra, quindi circa il 60% abita ai
piani superiori (537 anziani). Solo 119 vivono in case con ascensore, il 13.2%.
Il 73.5% gode di riscaldamento con termosifoni, il 21.2% ha in casa una stufa a
gas fissa, ma il restante 5.3% si avvale di altri sistemi faticosi (camino o
stufa a legna) oppure non ha riscaldamento.
Ben 82
anziani non possiedono il telefono, 89 non hanno la radio, ma solo 18 sono
privi di televisore. Va notato che il questionario chiedeva ai rilevatori di
dare una valutazione sulla qualità dell'alloggio visitato. Fra gli intervistati
ben 53 vivono in alloggi che i rilevatori hanno giudicato inadeguati. Può darsi
che i rilevatori abbiano usato metri di giudizio discutibili, tuttavia ci
sembra opportuno che il Comune verifichi accuratamente questa voce.
7 -
Salute ed autosufficienza fisica (Tavv. 26-27)
Per
verificare l'abilità motoria delle persone intervistate è stata inserita nel
questionario una scala di autosufficienza motoria Dom. 20 (Activities of Daily
Life Scale (Scala ADL)) gi à applicata e validata fin dal 1963 in numerose
ricerche straniere ed italiane. Mediante le risposte fornite si riesce ad
individuare sia il numero di persone che hanno bisogno di servizi
assistenziali, sia il tipo di attività che fanno con maggiore difficoltà. Per
costruire categorie sintetiche di grado di autosufficienza abbiamo, in sede di
elaborazione, effettuato una trasformazione sulle risposte, ricavando quattro
sottoinsiemi:
-
totalmente autosufficienti: persone in grado di compiere il 100% delle azioni
-
quasi autosufficienti: persone in grado di compiere fino al 70% delle azioni
-
parzialmente non autosufficienti: persone in grado di compiere fino al 45%
delle azioni
- non
autosufficienti: persone in grado di compiere meno del 30% delle azioni
In
termini sintetici, secondo la Scala ADL dell'O.M.S, a Vignate possiamo indicare
la presenza di 48 anziani parzialmente non autosufficienti e 22 non
autosufficienti: verso costoro andranno rivolti gli interventi urgenti.
Tuttavia vi sono 128 anziani definibili "quasi" autosufficienti,
verso i quali progetti e servizi di tipo preventivo sarebbero assai utili.
Nel
dettaglio vediamo che le maggiori difficoltà, verso le quali il Comune potrebbe
offrire servizi sono:
a. riduzione
delle barriere architettoniche (123 anziani hanno difficoltà ad uscire di
casa);
b. servizio
di telesoccorso (59 anziani hanno difficoltà a usa re il telefono);
c. servizio
infermieristico domiciliare (53 anziani hanno difficoltà a prendere le
medicine);
d. programmi
di fisioterapia (215 hanno difficoltà a fare le scale, 195 a camminare per 400
metri);
e. servizi
di assistenza domiciliare (39 hanno difficoltà ad usare il gabinetto, 77 a
lavarsi, 46 a vestirsi e spogliarsi, 44 al alzarsi e andare a letto, 77 a farsi
da mangiare, 143 a tagliarsi le unghie, 129 a fare lavori leggeri).
8 -
Conoscenza e valutazione dei servizi comunali (Tav. 29/Graff. 26-27)
I dati emersi da questa domanda sono molto
interessanti per lo sviluppo della politica dei servizi comunali.
Intanto
conosciamo il livello di notorietà di ciascun servizio. Questa da una parte
indica le potenzialità di accesso (i cittadini che conoscono un servizio
possono richiederlo), dall'altra indica il grado di informazione circa gli
sforzi dell'Ammnistrazione. Possiamo dire che la ignoranza di un servizio
diminuisce l'accesso e nel contempo sminuisce l'Amministrazione.
I
servizi comunali più conosciuti sono i soggiorni climatici (ignoti solo al
10.1%) ed il servizio sociale (ignoto solo al 15.9%). Quelli meno noti invece
sono il servizio mensa a domicilio (ignoto al 61%) ed i sussidi economici
(ignoto al 67.3%).Gli altri servizi si aggirano intorno ad un livello di
"ignoranza" del 20-30%, cioè sono ignoti a un anziano su 5 o su 3.
Circa
l'uso dei servizi è impossibile dire se i non fruitori sono tali per mancanza
di bisogno, per ignoranza degli stessi, per difficoltà di accesso, per
valutazioni negative o per inibizioni psicologiche. Sembra tuttavia che il
numero degli utenti sia particolarmente basso rispetto ai bisogni che la
ricerca fa emergere. L'assistenza domiciliare ha 39 utenti, il trasporto per la
riabilitazione 109, i soggiorni 120, il servizio mensa solo 7, come il servizio
mensa a domicilio, i sussidi economici aiutano 9 anziani, il servizio sociale
217.
Molto
interessanti sono le valutazioni dei fruitori sui diversi servizi, anche se non
siamo in grado di determinare i motivi di certe valutazioni critiche (motivi
che potrebbero essere oggetto di piccole rilevazioni mirate). Il servizio più
apprezzato è quello della mensa a domicilio col 100% di valutazioni positive
(buono e ottimo), seguito dai soggiorni climatici con l'82.5% di entusiasti. Il
servizio meno apprezzato è (solo il 46.8% lo valuta fra buono e ottimo) quello
dei trasporti per la riabilitazione.
9 - Esigenze
e desideri (Tavv. 36-37-37.1-37A-37B-38-42/Graff. 17-18)
Gli
intervistati esprimono necessità di tipo economico che meritano la attenzione
del Comune per verificarne la fondatezza e poi trovarne i modi di
soddisfazione. Sono 146 gli anziani che dichiarano la necessità di un
contributo economico, un sussidio di accompagnamento, un contributo per
l'invalidità.
Circa
le necessità più generali di servizi notiamo che ben 708 anziani, pari al
78.3%, chiedono un ambulatorio per prelievi ed esami. Sono invece 447 gli
anziani che chiedono un servizio trasporti "fuori Vignate". Ben 396
desiderano un mercato comunale a prezzi controllati e sono 203 coloro che
chiedono un centro di incontro organizzato.
Gli
altri servizi vengono a notevole distanza, ma raccolgono numeri di anziani
tutt'altro che irrilevanti.
Sono
107 le richieste di appartamenti personali; 89 anziani chiedono la
riorganizzazione del traffico a Vignate; 80 chiedono un servizio di trasporti
interno al paese; 81 desiderano un cinema-teatro; 108 chiedono spazi verdi.
Fra
coloro che hanno indicato la esigenza di un servizio trasporti extra-Vignate,
la meta più indicata è Melzo (267), seguita da Gorgonzola (79) e Cernusco (73).
Fra
coloro che hanno indicato la necessità di un centro di incontro organizzato,
ben 117 (pari al 57.6%) optano per un "centro di animazione con operatore
fisso" e 59 (29.1%) per un "centro di ritrovo con operatore
saltuario".
Circa
le attività sociali e culturali che il Comune è chiamato a promuovere
prevalgono nettamente quelle turistiche e quelle di aggregazione. Le voci
"gite e viaggi" e "soggiorni climatici" arrivano a
interessare complessivamente 417 intervistati; mentre ben 252 anziani
desiderano "incontrarsi con amici". Seguono voci come "giardinaggio
e orto" (177), "occuparsi dei nipoti" (162), "leggere"
(137), "feste" (88), "attività sportive" (84). La
televisione raccoglie ben 188 preferenze, ma non sembra che ciò possa
riguardare gli interventi comunali.
Alla
domanda esplicita di indicare quali servizi per anziani sono più necessari a
Vignate, 399 indicano il servizio di trasporto per cure mediche, 241 le
prestazioni infermieristiche, 185 il servizio di riabilitazione, 98
l'assistenza domiciliare e ben 75 dei volontari che facciano compagnia. Solo
341 anziani, circa in terzo degli intervistati, dichiara esplicitamente di non
aver bisogno di niente.
10 -
Socialità (Tavv. 39-40-41)
Questi
dati aprono la necessità di una approfondita riflessione sui livelli di
socialità e solitudine degli anziani, con tutte le note conseguenze nel senso
di una senescenza e di un deterioramento anticipato. Il 30.4% degli anziani
vengono visitati raramente o mai, dai familiari. La percentuale sale al 73.3%
per le visite degli amici (ma questo dato è comprensibile dato che gli amici
saranno coetanei, quindi con gli stessi problemi); ma arriva al 79.4% quando
consideriamo i conoscenti (vicinato, compaesani, volontari, ecc.).
La
socialità "attiva" (cioè l'anziano che va a trovare qualcuno) offre
dati ancora peggiori. Raramente o mai va a trovare i familiari il 46.7%; gli
amici il 75.2%; i conoscenti l'81.7%.
Naturalmente
i desideri di incontrare più spesso qualcuno sono assai vistosi: il 70.9%
desidera incontrare più spesso i familiari, il 18.8% gli amici, il 6.1% altra
gente; ci sono però 21 persone (2.3%) che non vorrebbero incontrare nessuno.
11 -
Attività, risorse, disponibilità (Tavv. 45-46-47-48)
Attualmente
gli anziani di Vignate mostrano una vita abbastanza impegnata, sia pure
soprattutto in occupazioni casalinghe, familiari o solitarie (mentre inferiori
sono le attività socializzanti).Oltre la metà degli intervistati (482) si
impegnano in lavori per la casa. Al secondo posto la televisione, che impegna
più spesso ben 375 anziani.
Aiutare
i familiari occupa 236 anziani, mentre 230 sono impegnati in lavori di
giardinaggio e 205 coi nipoti, 185 nel leggere e 172 coi lavori a maglia: fin
qui siamo nelle occupazioni casalinghe, familiari e solitarie. Trovarsi con gli
amici è l'occupazione principale per 170 anziani, mentre con numeri assai bassi
troviamo le attività culturali, sportive ed espressive.
Molto
positivi sono i dati che riguardano le disponibilità all'impegno attivo degli
anziani di Vignate: il Comune dovrà saper utilizzare al meglio queste risorse.
Meno del 60% si dichiara indisponibile a far parte di un gruppo organizzato:
del restante 40%, ben 148 anziani si dichiarano interessati tout court, 144 lo
sarebbero ma ritengono di non poterlo fare (per quali impedimenti?), 45 si
impegnerebbero con coetanei e 25 con bambini o ragazzi.
Questo
dato è ancora più ricco se si considera che alla domanda sulla disponibilità a
mettere le proprie competenze a disposizione gratuitamente, rispondono si` in
314 ed "a particolari condizioni" in 115: insomma un 47.4% di anziani
disponibili.
Quali competenze
offrono, gli anziani di Vignate? Fra i rispondenti sono 146 gli abili nelle
attività domestiche e 113 nel cucito, 96 nel bricolage, 83 nella cucina, 73 nel
giardinaggio.
12 -
Opinioni e vissuti (Tavv. 51-50-49-44-43-33)
Cominciando
dal fondo del questionario, segnaliamo che gli intervistati ritengono Vignate
un paese che merita un voto medio di 6.4, cioè la sufficienza senza entusiasmo.
Se vediamo la distribuzione di questa opinione, possiamo notare che il 33%
degli anziani di Vignate giudica il paese inferiore alla sufficienza. Un 12% si
colloca sulla media della sufficienza (6), mentre il restante 54% è fra i
soddisfatti o gli entusiasti. È difficile dare un giudizio su questo tasso di
soddisfazione. Certo crediamo che gli amministratori locali debbano tenere in
gran conto lo scontento, più che bearsi delle maggioranze soddisfatte.
Il
dato dello scontento è confermato dalla domanda "se potesse scegliere
liberamente" dove vivrebbe. A fronte di 669 anziani (74%) che resterebbe a
Vignate, abbiamo un 25.6% che andrebbe altrove.
Questo
atteggiamento sfiduciato e poco partecipe si aggrava se ci soffermiamo sulla
domanda n.42 (Tav. 49), che intendeva indagare il tasso di ottimismo, speranza
e progettualità degli anziani a Vignate. Tale domanda si giustifica con la idea
che un atteggiamento prospettico verso il futuro sia un forte elemento
preventivo della depressione e della senescenza. Orbene, solo 228 anziani hanno
progetti per il prossimo o i prossimi anni (pari al 25.2%). Ben 508 anziani, il
56.2%, dichiara di non avere nessun progetto. Va ricordato che il numero dei
molto anziani o dei non autosufficienti è assai inferiore a 508.
Tale
atteggiamento depressivo fa ipotizzare un aggravamento, nel breve e medio
periodo, delle condizioni dei meno anziani, a meno di tempestivi e robusti
interventi dell'Amministrazione.
La
situazione appare migliore se analizziamo i dati della domanda 37, circa la
soddisfazione relativa alle attività svolte come passatempo. Ben 168 anziani
sono poco o niente soddisfatti, ma 208 si dichiarano molto soddisfatti. Un
interrogativo si può porre per i 521 che si dichiarano abbastanza soddisfatti:
abbastanza nel senso di piuttosto o nel senso di appena?
La
questione si illumina un po' se andiamo alla domanda 36: "quali sono i
problemi principali di un anziano?". Immaginando un metro ideale che parte
da 0 (nessuna importanza) e arriva a 100 (massimo grado di importanza) notiamo
che la salute viene collocata al primo posto (76), e ciò appare come un dato
poco riducibile socialmente. La sorpresa viene dal fatto che la situazione
economica occupa l'ultimo posto nella scala di importanza dei problemi
ottenendo 37, valore quasi analogo (39) viene registrato dall'insicurezza per
il futuro, mentre al 2°, 3°, 4° posto troviamo rispettivamente la solitudine
(58), la dipendenza (47), la inutilità-emarginazione (45). Queste ultime
preoccupazioni possono essere oggetto di un intervento dell'Ente Locale.
Una
conferma a questi dati la otteniamo anche alla domanda 24, circa la
soddisfazione in rapporto alla condizione di non-lavoratore. Coloro che amano
la condizione di pensionati sono 436 pari al 48.2%, gli scontenti sono 251 pari
al 27.8%; ben 217 sono i non rispondenti, cioè il 24%.
13 -
Segnalazioni dalle Tavole bivariate
Queste tavole incrociano alcuni dati fra loro
allo scopo di evidenziare le correlazioni fra fenomeni.
La
facilità di lettura e la loro evidenza ci consente di limitarci qui ad alcune
segnalazioni utili per gli interventi dell'Amministrazione.
a. le
donne che vivono sole sono 113 contro 33 uomini (Tav. 54/Graf. 3)
b. ben 44
persone vivono sole dopo i 76 anni, di queste 4 hanno oltre 85 anni (Tav.
56/Graf. 4)
c. 19
anziani che vivono soli sono immigrati a Vignate da meno di 9 anni (Tav. 57)
d. 312
vivono con una sola altra persona e in famiglia non ci sono occupati (Tav.
58.1)
e. 20
anziani vivono soli e non hanno alcun parente a Vignate (Tav. 59/Graf. 6)
f.
69 anziani non lavorano e non hanno alcuna pensione
(Tav. 60/Graf. 7), 5 di questi hanno più di 70 anni
g. le
persone che vivono sole sono aiutate dai familiari solo se molto anziane e
soprattutto in caso di malattia (Tav. 61/Graf. 8)
h. delle
146 persone che vivono sole ben 50 sono in questa con dizione da poco (1-5
anni), e di queste 50, 28 hanno dai 61 ai 70 anni (questa fascia va
accuratamente seguita in quanto il trauma del trovarsi soli è origine di
depressioni e decadimenti accelerati) (Tav. 63)
i.
le persone che abitano in case prive di ascensore, non
abita no al piano terra e hanno difficoltà o impossibilità a fare le scale sono
96 ("reclusi in casa") (Tav. 69)
j.
gli anziani parzialmente o del tutto non autosufficienti
sono 70 dei quali 22 uomini e 48 donne, ma molta attenzione va posta ai 128 che
sono per ora "quasi" autosufficienti (Tav. 72/Graf. 9): mentre per i
primi occorrono servizi assistenziali, per i secondi occorrono azioni
preventive m - 19 anziani parzialmente o del tutto non autosufficienti vivono
soli e 51 vivono con altri (coniugi coetanei o figli?) ai quali un aiuto è
sicuramente indispensabile; vivono soli 32 anziani quasi autosufficienti (Tav.
74/Graf. 11)
k. le
Tavv. 77-78 evidenziano che il servizio di assistenza domiciliare è ignoto o
noto ma non usato da 89 (83.2%) anziani che vivono soli e non ricevono aiuto
dai familiari per le pulizie, e da 72 (84.7%) anziani che vivono soli e non
ricevono aiuti dai familiari per le commissioni fuori casa
l.
il dato più interessante da segnalare alla Tav. 79 è che
il livello di ignoranza dei servizi comunali non è legato al reddito degli
anziani: ignorano i servizi nella stessa misura anziani con reddito inferiore
alle 500.000 lire e anziani al di sopra del milione; inoltre la stragrande
maggioranza (71.9%) di chi ha un entrata mensile di 500.000 lire non conosce il
servizio di sussidi economici
m. altre
indicazioni di "marketing" per i servizi comunali pro vengono dalla
Tav. 81: fra i parzialmente o totalmente non autosufficienti non conoscono o
non usano in 59 l'assistenza domiciliare, in 51 il trasporto per la
riabilitazione, i soggiorni climatici in 62, in 68 il servizio mensa, in 67 il
servizio mensa a domicilio, in 69 i sussidi economici, in 54 il servizio
sociale
n. le
Tavv. 85 e 86 evidenziano le risorse e le frustrazioni de gli anziani: la
condizione di non lavoro è accettata positivamente da circa la metà degli
intervistati (il 48.2% afferma che il non lavorare è positivo).Questa
condizione provoca, però, un senso di inutilità e di noia non tanto nei più
anziani (forse gi à adattati) ma nella fascia di et à dai 55 ai 70 anni; su 203
anziani che hanno questi vissuti negativi del non lavoro ben 136 sono nella
fascia più giovane, quindi con più risorse da utilizzare
o. le
Tavv. 87-88 segnalano il rapporto fra anziani e situazione economica: 433
(47.9%) si dichiarano poco o niente soddisfatti delle loro entrate mensili e
146 esprimono esplicite necessità di tipo economico; ovviamente i più
insoddisfatti e bisognosi sono quelli che dispongono di una cifra non superiore
alle 500.000 lire mensili
p. la
situazione di solitudine ed abbandono viene evidenziata drammaticamente nelle
Tavv. 90-91: di coloro che vivono soli 41 vengono visitati raramente o mai dai
familiari, 105 da gli amici, 122 dai conoscenti; d'altro canto la clausura
diventa un abitudine, perché coloro che vivono soli vanno a trovare raramente o
mai i parenti in 62, gli amici in 112, i conoscenti in 123; la Tav. 92 ci dice
che questo fenomeno di abbandono riguarda anche coloro che hanno parenti
abitanti a Vignate. Particolarmente a rischio appare la situazione dei 21
anziani che non desiderano incontrare nessuno (dalla Tav. 93 alla Tav. 98):
quasi tutti non ricevono e non fanno visite
q. la
percezione del grado di importanza dei problemi (Tavv. dal 100 al 105/Graff.
dal 12 al 16) ha andamento uniforme a prescindere da qualsiasi variabile sia
correlata: i valori indicano che sentimenti di solitudine e emarginazione sono
più alti nei più giovani; in particolare la solitudine è sentita più dalle
donne e l'emarginazione più dagli uomini, e che la dipendenza è sentita
maggiormente dalle donne, dai più anziani, dai meno autosufficienti e da chi ha
le entrate più basse
r.
particolare attenzione merita la Tav. 115 che correla il
grado di autosufficienza (classi di difficoltà Adl) con la disponibilità a far
parte di un gruppo: è commovente vedere come si siano resi disponibili anche
anziani poco o per niente autosufficienti (ben 63)
s. dalla
Tav. 121 sappiamo che sono disposti a offrire gratuita mente le proprie
competenze ben 260 intervistati al di sotto dei 65 anni (di cui 185 hanno
risposto un si` deciso, senza condizioni), cioè più giovani di molti uomini di
Governo: una opportunità eccezionale che l'Amministrazione deve sfruttare
t.
nei Graff. 19-20 sono messe a confronto le attività che
gli anziani svolgono e quelle che vorrebbero svolgere: le più ambite sono gite
e viaggi, soggiorni climatici e stare con gli amici (tra realtà e desiderio c'è
uno scarto in positivo dai 4 ai 9 punti percentuali); mentre le meno desiderate
sono fare lavori di casa (-15 punti), guardare la TV (-7) e aiutare i familiari
(-5)
14 -
Commenti agli Indici
Sono
state fin qui analizzate o singole informazioni relative ad un aspetto della
ricerca, oppure le modalità secondo le quali due variabili rilevate si
"incrociano". Tuttavia, questo percorso di analisi non può spingersi
troppo oltre, infatti, come peraltro risulta immediatamente anche solo
osservando le tavole bivariate, le dimensioni del problema aumentano con grande
rapidità. Ad esempio, se volessimo considerare simultaneamente tutte le
informazioni che definiscono la condizione abitativa, ci troveremmo di fronte
una tabella con 580.608 caselle; se mettessimo insieme tutte quelle relative
all'integrazione sociale (elencate di seguito) avremmo oltre 77 milioni di
caselle!
È
evidente che questo processo non aiuta affatto l'analisi, anzi la complica in
modo preoccupante. È quindi necessario trovare una sintesi efficace di diversi
indicatori, in modo da renderne possibile la lettura. Per affrontare questo
problema di recente sono state ideate ed applicate tecniche statistiche in
grado di sintetizzare informazioni qualitative. Una di queste tecniche, al
momento la più accreditata, è stata da noi utilizzata. Senza addentrarci in
dettagli possiamo dire che tale tecnica, che è nota con il nome di
"analisi delle corrispondenze multiple", attribuisce, con un criterio
di significatività statistica, un certo punteggio ad ogni risposta che un
individuo fornisce e, sommando questi punteggi, definisce un indicatore di
sintesi riguardante aree significative indagate attraverso più domande del
questionario.
Nel
nostro caso, le aree fanno riferimento agli obiettivi della ricerca e ai vari
aspetti che aiutano a definire le condizioni di vita dell'anziano.
Gli
indici calcolati e le variabili sintetizzate in ciascun indice sono le
seguenti:
1.
Integrazione sociale - Domande 3, 5, 6, 32, 33, 34, 43
2.
Conoscenza/utilizzo dei servizi comunali - Domande 5, 20, 22, 28, 35, 44
3.
Benessere economico - Domande 5, 9, 10, 21, 23, 25, 26, 27
4.
Integrazione con Vignate - Domande 3, 4, 43, 44,
5.
Condizione abitativa - Domande 5, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 17, 18, 19
6.
Atteggiamento verso il futuro - Domande 5, 20, 24, 39, 40, 41, 42
7.
Abilità motoria - Domanda 20
Per
comodità di lettura delle tavole bivariate tutti gli indici sono stati
trasformati in una scala che va da 0 a 100, dove 0 indica il massimo della
negatività e 100 il massimo della positività.
In generale, gli indicatori di sintesi
descrivono una situazione più negativa rispetto ai dati analizzati
singolarmente:
-
Vignate un Paese nel quale gli anziani:
Ø
per circa la metà hanno una integrazione sociale bassa o
medio-bassa (Tav. 131)
Ø
per circa la metà hanno una condizione economica
problematica (Tav. 132)
Ø
per due terzi una condizione abitativa da migliorare
(Tav. 133)
Ø
per la metà un atteggiamento pessimista verso il futuro
(Tav. 134)
Ø
per la metà uno scarso grado di conoscenza e, quindi, di
utilizzo dei servizi comunali (Tav. 135)
Ø
per tre quarti una bassa integrazione con Vignate (Tav.
136)
Ø
per circa un quarto problemi di autosufficienza (Tav.
137)
Ø
i valori di tutti gli indici sono più alti per gli uomini
che per le donne (Tav. 138/Graf. 28): in particolare i maschi hanno un indice
di benessere economico e una condizione abitativa sensibilmente migliore
rispetto alle donne ed un atteggiamento relativamente più positivo nei
confronti del futuro,
Ø
tutti i valori decrescono con l'aumentare dell'età
(Tav.139/ Graf. 30), se per qualche variabile osservata questo è scontato (ad
esempio abilità motoria, atteggiamento verso il futuro) per altre è molto
preoccupante: i più anziani, cioè i più bisognosi, hanno una condizione
abitativa peggiore degli altri, un livello economico molto al di sotto della
media e una scarsa conoscenza dei servizi comunali
Ø
i separati/divorziati e vedovi sono le categorie più a
rischio (Tav. 140/Graf. 29)
Ø
solo chi è nato a Vignate si sente veramente integrato
con il paese (Tav. 142), sarebbe opportuno pensare a degli interventi per
aumentare l'appartenenza alla comunità
Ø
chi vive con altri ha una situazione generale nettamente
migliore di chi vive da solo (Tavv. 143-144)
Ø
chi non ha il telefono o la radio o la TV sta
relativamente peggio degli altri (Tavv. 151-152-153), bisognerebbe capire che
cosa impedisce a questi anziani di venirne in possesso sono i più bisognosi ad
utilizzare i servizi comunali (Tavv. dalla 156 alla 162) 15 -
CONCLUSIONI
E IPOTESI DI INTERVENTO
Una ricerca di così vasta portata come quella realizzata può dare per
anni spunti per riflessioni, dibattiti e interventi concreti.
Crediamo
che l'Amministrazione Comunale, insieme alle organizzazioni della comunità
vignatese ed alla popolazione anziana interessata possa utilizzare la ricerca
per un dibattito approfondito sulla condizione di vita della terza et à e sulle
azioni collettive da intraprendere.
Alcune
Amministrazioni considerano gli interventi verso gli anziani come una azione
parziale e specializzata, finendo magari per concentrare le risorse su un
bisogno, ma senza comprendere che l'unica risposta efficace è una attenzione
globale del tessuto comunitario ed una strategia combinata a più livelli.
Il
primo e più urgente livello riguarda gli aspetti economici della vita. La
maggioranza degli anziani vignatesi ha una discreta condizione economica, ma
esiste un piccolo gruppo di anziani le cui condizioni economiche sono al di
sotto del livello di sussistenza. Costoro vanno identificati ed aiutati
economicamente, oltre che con servizi ad hoc.
Il
secondo livello è quello sanitario, come il precedente legato alla
sopravvivenza. La richiesta di un ambulatorio per esami ed analisi è
plebiscitaria, cosi` come è piuttosto significativo il bisogno di una
assistenza infermieristica e di riabilitazione fisiatrica, per i quali e`
richiesto un servizio di trasporto (o alternative a Vignate).
Il
terzo livello è quello assistenziale in senso stretto. Esiste un significativo
gruppo di anziani che hanno evidenti difficoltà nella gestione della esistenza
quotidiana: gestione della casa, gestione del corpo, gestione del rapporto con
la burocrazia, acquisti. L'assistenza domiciliare va estesa e migliorata; le
barriere architettoniche vanno ridotte o comunque superate con appositi
servizi; l'assistenza sociale prima che aiutare gli utenti che si avvicinano,
dovrebbe cercare gli utenti nelle case; un mercato comunale a prezzi
controllati è richiesto da molti.
Il
quarto livello è quello della qualità della vita e del benessere psicofisico.
Per gli anziani questi valori significano anzitutto socialità, integrazione,
immersione nella società e senso di utilità.
L'incontro
con gli altri, il movimento, la vacanza, l'aggregazione, il coinvolgimento, il
protagonismo sono fra i migliori preventori del decadimento. Allora certamente
l'Amministrazione deve provvedere alla attivazione di un Centro di Ritrovo, che
promuova attività organizzate; deve allargare le opportunità di escursioni,
viaggi e vacanze; deve offrire agli anziani stimoli continui di vitalità e
partecipazione. Per gli anziani che hanno scarse opportunità di movimento si
tratta di provvedere ad una rete di solidarietà che coinvolga i parenti, i
vicini, i volontari.
Il
quinto livello è quello della prevenzione. Troppo spesso le Amministrazioni
intervengono sulle fasce degli anziani della "quarta" et à,
trascurando il fatto che esiste una periodo, dai 55 ai 65 anni, nel quale si
gioca la resistenza o il cedimento verso la decadenza. L'assenza di interventi
nella fascia degli anziani "giovani" implica una precoce apparsa
sulla scena sociale di anziani emarginati e scarsamente autosufficienti. I
servizi dunque per gli anziani devono evitare di riferirsi solo ai più anziani
e più gravi.
Il
sesto livello è quello della solidarietà. È indispensabile che l'intera
comunità si responsabilizzi verso la condizione anziana: i giovani, i parenti
degli anziani e gli anziani stessi devono essere chiamati alla attivazione di
un reticolo comunitario di solidarietà e cooperazione. Il coinvolgimento di
anziani in una rete di solidarietà, mentre è d'aiuto per i più disagiati, è nel
contempo una valorizzazione ed un'occasione integrativa per i meno disagiati.