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Ricerca
sui Grandi Gruppi (2004 - 2007)
IL GRANDE GRUPPO NELLA FORMAZIONE |
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I
Cittadini possono scaricare l'e-book (v. A2005) dall'Area riservata
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La
ricerca sul grande gruppo e sulle possibilità di fare formazione
di qualità in questo setting continua. Le nostre ipotesi trovano
delle prime conferme! Recentemente
è capitato di fare un’ esperienza che è stata molto soddisfacente,
ed anche gratificante.
In questo caso si è pensato di applicare la metodologia del T-group ad un grande gruppo ed i risultati ottenuti sono stati molto simili a quelli dell’età d’oro di questa tecnica, peraltro da sempre fra quelle utilizzate da una minoranza di professionisti della formazione. Il che ne ha fatto uno strumento controverso, sia per gli addetti ai lavori che per i partecipanti. Come in altre occasioni, si è prevista una strutturazione - cioè una serie di esercitazioni - da introdurre per facilitare l’apprendimento e l’evoluzione dei partecipanti. Tutto il materiale preparato è stato utilizzato ed ha funzionato. Pochissimi e modesti sono stati i cambiamenti necessari. Il gruppo ha percorso le tappe “classiche” arrivando a costituirsi come organismo con un buon livello di socializzazione e di partecipazione. La dinamica della controdipendenza nei confronti dell’autorità rappresentata dai conduttori si è sviluppata fin dall’inizio, ma è stata espressa in maniera aperta ed esplicita dai partecipanti il che ha permesso di gestirla come lotta di potere che doveva sfociare in una presa di decisione. Questo ha consentito, col supporto di esercitazioni che hanno facilitato la conoscenza e la comunicazione, di recuperare la dinamica della dipendenza aumentando l’attenzione su quanto stava accadendo. Pur con fasi alterne, la collaborazione dei partecipanti ed il loro interesse (alcuni non hanno mai fatto le pause autogestite per fumare una sigaretta o bere un caffè) hanno continuato ad aumentare in parallelo con una tensione emotiva sempre presente e piuttosto elevata. |
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Le
pratiche di intervento finora si sono centrate sui piccoli gruppi
come tecnologia principe del cambiamento. Non vi è dubbio che
da Lewin in poi la dimensione del piccolo gruppo è stata centrale
in tutti gli interventi di formazione, di sviluppo, di ricerca-intervento,
per motivi che non è qui il caso di riprendere. Il difetto
del piccolo gruppo è legato anche al suo successo. La proliferazione
di questa dimensione e tecnica di intervento non è andata di
pari passo con la crescita numerica di operatori competenti nel suo
uso. Il risultato è che ogni giorno si attivano migliaia di
gruppi condotti da operatori fantasiosi quanto improvvisati, il cui
risultato è raramente un cambiamento. A ciò siaggiunga
che le comunità e le organizzazioni raramente sono disponibili
ad avviare un lavoro che, procedendo per piccoli gruppi, richiede
del tempo. Le richieste di intervento, quand'anche non false, sono
sempre legate a tempi brevi e brevissimi. Tutto ciò rimanda
alla necessità di esplorare il Grande Gruppo come nuova dimensione
di intervento e come nuova tenica di cambiamento. Nella storia della
Psicosociologia e della Psicologia di comunità il grande gruppo
è sempre stato un oggetto marginale. Le esperienze oggi in
atto nel mondo anglosassone, perlopiù aziendale, hanno un taglio
fra il folcloristico ed il delirante: come proveremo presto con una
ricca documentazione del panorama mondiale. Le domande cui cercheremo
di rispondere, con riflessioni e sperimentazioni, sono:
INDICE
Questi sono i materiali della prima sperimentazione sul campo, tenuta da ARIPS (Ottobre 2005) sul tema della conduzione del Grande Gruppo.
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