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| Biografia di Mario Lodi | |||
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Da studente si ribella alle manifestazioni per la guerra organizzate dai fascisti: da quel "no" verrà la presa di coscienza che lo porterà poi, dopo la guerra, all'impegno pedagogico per una scuola nuova in una società democratica. Durante la guerra
subisce il carcere per motivi politici e nel 1945, dopo la Liberazione,
aderisce a Piadena alla sezione del Fronte della Gioventù e
organizza le prime attività libere: un giornale aperto a tutti,
il teatro, le mostre dell'artigianato locale, una scuola professionale
gestita con docenti volontari. Nel 1948 è nominato
maestro di ruolo a S. Giovanni in Croce, dove scopre le capacità
creative dei bambini e la sua incapacità di maestro formato
dall'Istituto magistrale a svilupparle e organizzarle nel lavoro
scolastico con una metodologia coerente. In quel tempo
viene in contatto con il Movimento di Cooperazione Educativa,
un gruppo di insegnanti di ogni livello che intendono adeguare
l'insegnamento nella scuola pubblica ai principi della Costituzione
repubblicana. Comincia un periodo
di esperienze, incontri, dibattiti, seminari che ogni anno,
nel Convegno Nazionale, si traducevano in una sintesi pedagogica.
Nasceva così, con l'introduzione critica
nella scuola italiana delle tecniche del pedagogista francese
Celestin Freinet, un'impostazione pedagogica nuova e alternativa
alla scuola trasmissiva di nozioni: il testo libero, il calcolo
vivente, le attività espressive (pittura, teatro, danza, ecc.),
la ricerca sul campo, la corrispondenza interscolastica, la
stampa a scuola, la scrittura individuale di storie e di veri
e propri libri (come Cipì). Era un'impostazione che,
insieme a quella dei bambini, liberava e formava la cultura
del maestro. Parallelamente
si dedica ad attività extrascolastiche, come la Biblioteca Popolare della Cooperativa
di Consumo nella quale introduce la tecnica della stampa e pubblica
i Quaderni di Piadena (documenti
della ricerca sui vari problemi della gente realizzati dagli
stessi giovani soci). All'interno della
Biblioteca Popolare, nel 1957, si costituisce il Gruppo Padano per la ricerca
dei documenti dell'espressività popolare in ogni sua forma tra
i quali i canti popolari e i burattini. Il Gruppo Padano parteciperà
poi a spettacoli a livello nazionale come "Bella Ciao" di Crivelli
(presentato al festival di Spoleto nel 1967) e "Ci ragiono e
canto" di Dario Fo. Nel 1956 ottiene
il trasferimento alla scuola elementare di Vho di Piadena, suo
paese natale. Qui, in ventidue anni di insegnamento, realizza
molti libri: alcuni, scritti insieme ai suoi alunni, di fiabe
e racconti (Bandiera, Cipì, La mongolfiera, ecc.), altri
che documentano le sue esperienze pedagogiche: C'è speranza se questo accade al Vho
(1963), Il paese sbagliato (Premio Viareggio
1971), Cominciare dal bambino (1977)
e La scuola e i diritti del bambino
(1983). Tutti pubblicati da Einaudi. Dal 1970, per
dieci anni, dirige il gruppo di ricerca della Biblioteca di Lavoro che produce
127 libretti di letture, guide e documenti
pubblicati da Manzuoli Editore. Nel 1978 va in
pensione e inizia altre attività nel campo educativo. Per tre anni
dirige a Piadena la Scuola della Creatività nell'ambito
di un progetto della Regione in cui i bambini dai 3 ai 14 anni
e gli adulti sperimentano le più diverse tecniche creative. Nel 1980, con
un'indagine sul territorio nazionale, raccoglie e classifica
5.000 fiabe inventate dai bambini, documentando così che la
creatività infantile nonostante l'avvento della TV è ancora
viva se i bambini si trovano nelle condizioni di esercitarla
e svilupparla. Sulla spinta di questa indagine nasce nel 1983
A&B, un giornale interamente
scritto e illustrato dai bambini in quanto cittadini che hanno
il diritto costituzionale di esprimersi e di comunicare. Dal 1988 A&B
diventa Il giornale
dei bambini, pubblicato dalle Edizioni Sonda. Nel 1988, su
richiesta di vari Comuni, insieme al gruppo redazionale di A&B
riscrive la Costituzione Italiana in forma adatta
ai bambini (Edizioni Marietti - Manzuoli). Nello stesso
anno in Piadena costituisce il Gruppo artisti piadenesi,
con il fine di valorizzare le capacità creative di giovani e
anziani nei vari campi per mezzo di mostre
e pubblicazioni. Nel gennaio del
1989 riceve dall'Università di Bologna la Laurea honoris causa in Pedagogia. Nel novembre
1989 gli viene assegnato il Premio Internazionale LEGO,
che viene conferito a "personalità ed enti che abbiano dato
un contributo eccezionale al miglioramento della qualità di
vita dei bambini". Con i proventi del premio fonda in una cascina
a Drizzona, vicino a Piadena, dove Lodi si trasferisce, la Casa delle Arti e del Gioco,
della cui cooperativa è presidente: un laboratorio dove si sperimentano,
con la guida di esperti, tutti i linguaggi dell'uomo. Nella
stessa sede sorge un Centro di Studi e Ricerche sulla cultura
del bambino e una Pinacoteca dell'età evolutiva. Nel 1992 viene
realizzata, in collaborazione con la Galleria Gottardo di Lugano,
la mostra L'arte del bambino, esposta
in numerose città, che dimostra quali alti livelli espressivi
può raggiungere il linguaggio grafico autonomo. Dai primi scarabocchi
fino alla scoperta dell'astrattismo, le opere raccolte sono
documenti della cultura del bambino spesso ignorate o distrutte
dagli adulti. Negli anni successivi
la Casa delle Arti e del Gioco pubblica 67 libretti di racconti, favole, poesie
di bambini elaborati con il computer che esprimono atteggiamenti
e sentimenti positivi come la collaborazione, il rispetto per
la natura e per l'uomo, la felicità. Una serie è dedicata a
racconti e leggende di bambini extracomunitari. Dal 1994 affronta
il problema sociale dell'influenza negativa della televisione
sui giovani, prima con il romanzo La TV a capotavola e poi con
la campagna Una firma per cambiare la TV
(oltre 550.000 firme raccolte e consegnate, tramite il Ministero
della P.I,. al Capo dello Stato) . In seguito alla
raccolta di firme nasce il libro edito da Franco Angeli Cara TV con te non ci sto più,
scritto in collaborazione con il dottor Alberto Pellai e con
la psicologa Vera Slepoj. Pubblica con
La Casa delle Arti e del Gioco Alberi del mio paese (1992)
e Rifiuti. La lezione della natura
(1996): due libri guida, scritti in collaborazione con G. Maviglia
e A. Pallotti, che sono una
sintesi operativa di due corsi e uno strumento per l'educazione
ambientale, per promuovere una cultura del comportamento responsabile. Dal 1995, per
conto dell'EDITORIALE SCIENZA, dirige la collana Laboratorio Minimo che
ha edito diversi testi guida per i ragazzi e gli educatori che
intendono introdurre nella pratica scolastica l'atteggiamento
scientifico. Nel 1998 cura,
insieme alla figlia Cosetta,
una nuova mostra di pitture di bambini dal titolo Alberi ed il relativo catalogo
(Briciole di neve Editore). In collegamento
alla mostra conduce i laboratori
di educazione ambientale per i bambini e per gli operatori scolastici. Uno degli
strumenti utilizzati è il libro-bianco Io e la natura (1999), che invita
i bambini dai tre anni in su, con la guida di maestri, genitori
e nonni, ad osservare direttamente l'ambiente naturale più vicino,
conoscere il nome e il comportamento degli esseri viventi e
disegnarli sulle pagine bianche del libro. Si vogliono così
gettare le fondamenta di una cultura ambientale e aiutare i
bambini a staccare lo sguardo passivo dal televisore. Una delle attività
della Casa della Arti e del Gioco, è la ricerca sui linguaggi multimediali, con
un gruppo di lavoro di cui Mario Lodi è animatore, che si propone
l'individuazione di opere di qualità, la loro presentazione
critica nelle scuole e l'uso della telecamera da parte dei bambini
per realizzare films. Attualmente con
una scelta radicale ha abbandonato la televisione, di cui critica
la bassa qualità determinata dalla logica dell'auditel, per
circondarsi invece di persone vive, creative, che pensano e
coltivano interessi culturali. Sta documentando questo mondo
reale, contrapposto al mondo virtuale televisivo, in forma di
diario . Da alcuni anni,
inoltre, Mario Lodi tiene, con bambini delle scuole elementari, medie e con allievi dell'Istituto
Magistrale, corrispondenze scritte che,
dal settembre 1999, sono
pubblicate nella rivista "La Vita Scolastica"(Giunti). Nel 1999, in
collaborazione con Editoriale Scienza e il Centro Gioco Natura
Creatività "La lucertola" di Ravenna ha realizzato, con la consulenza
di G: Maviglia, la mostra itinerante "La
scienza in altalena". Si tratta di una mostra di giocattoli
"scientifici" costruiti dai bambini elaborando leggi fisiche. Nel giugno 1999
ha pubblicato il nuovo libro "I
bambini della cascina" (Marsilio editore), Premio Penne
1999: è la rievocazione della vita dei bambini e delle loro
famiglie in una grande cascina padana, dal 1926 fino allo scoppio
della guerra mondiale. Nell'ottobre 1999 a Cremona si inaugura il "Museo della città sotto-sopra" realizzato dalla Azienda Energetica Municipale e dal Comune di cui Mario Lodi con G. Maviglia ha curato il progetto didattico. Nel giugno 2000 viene nominato dal Ministro della Pubblica
Istruzione Tullio De Mauro membro della Commissione ministeriale
per il riordino dei cicli scolastici. Nel settembre 2000, cura, in collaborazione con la figlia
Cosetta, la nuova mostra di pittura infantile I ritratti
dei bambini che viene esposta per la prima volta dal
FAI presso la Villa Porta Bozzolo a Casalzuigno (VA). Nel novembre 2000 viene edito il libro La città
sottosopra, edizioni AEM per il sistema museale di
Cremona. Dal 29 dicembre 2000 cura la rubrica quotidiana Il giornale dei bambini del quotidiano La Cronaca di Cremona: una pagina di letture e opere darte. Nel maggio del 2001 è stato nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione membro del consiglio di amministrazione dell'I.N.D.I.R.E. (ex Biblioteca Didattico Pedagogica) che si occupa della documentazione di esperienze realizzate nella scuola italiana, di aggiornamento dei docenti, ricerca e valutazione dei progetti. Nel novembre 2001 comincia l'esperienza dello scambio di scritti autobiografici con bambini che saranno raccolti in volume di prossima pubblicazione. In collaborazione con il portale Popolis cura la rubrica "Il maestro risponde", corrispondenza con i bambini sui vari problemi del nostro tempo. Il 26 febbraio 2002 è pubblicato da Einuadi il nuovo libro "A TV spenta. Diario del ritorno" nel quale sono ripresi i motivi della critica alla televisione iniziata con la petizione "Una firma per cambiare la TV" (1994). Insieme al giovane ricercatore Yuri Meda ha prodotto una ricerca sul rapporto tra il potere fascista e la stampa per l'infanzia dal titolo "Il Corriere dei Piccoli va alla guerra" che si propone anche come ricerca sulla formazione dei bambini attraverso i media oggi e che diventerà una mostra. Continua a tuttoggi
il suo impegno di studio e ricerca presso La Casa delle
Arti e del Gioco con attività di vario tipo: seminari,
convegni e conferenze, incontri con le scuole, ecc.
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