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Apprendere Indipendentemente: Nuovi Metodi Per Educare La Net Generation


La nuova generazione di studenti, quelli nati nell'era di Internet, ha cominciato a frequentare il sistema scolastico mondiale con un insieme di tratti caratteristici e di interessi nei riguardi dell'apprendimento diversi rispetto ai loro predecessori. Questo stato di cose rappresenta una sfida reale per le istituzioni educative.
Gli studenti della Net Generation arrivano infatti al sistema educativo con il forte desiderio di imparare e di capire, spesso sviluppato durante una precedente esposizione alla rete ed ad esperienze personali di auto-apprendimento, un auto apprendimento guidato dalle scoperte, dalle ricerche personali e dal pensiero critico maturato sul Web. Questa è una generazione di studenti orientati allo scopo, accorti, pragmatici e che si preoccupano sinceramente della loro educazione in un modo che non si era mai visto nelle precedenti generazioni.

"Cresciuti in un'epoca di saturazione mediatica e di accesso senza limiti alle tecnologie digitali, i Net Geners / (questa nuova generazione di studenti abituati alla rete), possiedono un modo diverso di pensare, di comunicare e di apprendere (Oblinger e Oblinger 2005...)"

Questi studenti si aspettano dai loro insegnanti l'utilizzo di approcci educativi efficaci. Odiano le tradizionali lezioni parlate e veicolate con un approccio dall'alto verso il basso, e chiedono ad essi compiti da svolgere in gruppo, progetti interattivi e fortemente coinvolgenti.

"Quello che vogliono sono "opportunità dirette di auto-apprendimento, ambienti interattivi, forme diverse di feedback, oltre che una scelta di compiti da svolgere utilizzando risorse differenti per creare esperienze di apprendimento personali e significative, …più approcci di apprendimento basati sulla pratica o sulla ricerca…"

La Net Generation non si accontenta di nozioni consolidate solo perchè l'insegnante è un esperto riconosciuto nella sua materia. La Net Generation vuole capire, approfondire, ed avere la possibilità di fare un'"esperienza" diretta nell'ambito della natura della materia da studiare. Come possono le istituzioni educative ed i docenti, gli accademici e i professori andare incontro a questa fantastica sfida senza perdere la faccia nel corso di questo processo? Kassandra Barnes, Raymond C. Marateo, e Sharmila Pixy Ferris hanno condotto un'ottima ricerca per aiutarci a fornire una risposta a questa sfida.

Nell'articolo che leggerete verrà introdotto anche un concetto: l'Information Literacy. Nei paesi anglosassoni per Information Literacy si intende quell'insieme di abilità che permettono di riconoscere quando è necessaria una certa informazione e che mettono in grado la persona di sapere dove e come cercarla, di valutarla e di utilizzarla efficacemente. L'insegnante viene inteso in questo senso come una figura di supporto che incoraggia gli studenti a riflettere sulle strategie da adottare.

Insegnamento e Apprendimento con gli studenti della Net Generation
di Kassandra Barnes, Raymond C. Marateo, e Sharmila Pixy Ferris

Una decina di anni fa, la prima ondata della Net Generation ha cominciato a frequentare i college, costringendo le istituzioni educative a confrontarsi con una nuova popolazione di studenti dalle caratteristiche uniche. Con la Net Generation che rappresenta circa il 7% della popolazione odierna (Bartlett 2005) e con circa 49,5 milioni di studenti iscritti alle scuole americane nel 2003 (Enrollment Management Report 2005), rispondere alle loro esigenze specifiche sta diventando di notevole importanza.

La sfida della nuova pedagogia per andare incontro ai bisogni della Net Generation è davvero ardua, ma gli insegnanti fortunatamente sono motivati dal fatto che questa generazione da un valore reale all'insegnamento.

Questi studenti apprendono in un modo diverso rispetto ai loro predecessori; vogliono davvero imparare. In questo articolo definiremo le caratteristiche degli stili di apprendimento della Net Generation e discuteremo di come gli insegnanti possano ottenere il massimo dai loro studenti.

Una caratteristica chiave di questa generazione è che gli studenti sembrano essere molto orientati alla formazione. La pressione educativa comincia infatti molto presto per i Net Geners; l'orientamento verso la scelta del college avviene già dai primi anni della scuola superiore. I Net Geners indirizzano i loro sforzi nella scuola superiore sulla base del tipo di college a cui hanno già in mente di iscriversi. Vengono meno gli stereotipi dei teenager ossessionati solo da abiti, relazioni ed amici.

Invece, la maggior parte dei teenager desidera padroneggiare il proprio lavoro scolastico e contemporaneamente socializzare con i coetanei. Molti dei genitori dei Net Geners affermano che i loro ragazzi spendono diverse notti facendo i compiti scolastici piuttosto che in attività sociali (Whitney-Vernon 2004), ed i report sulle tendenze del 2004 riportano che una delle attività principali dei Net Geners, di età compresa tra i 12 e i 24 anni, sia quella di mettere da parte qualcosa per pagare poi la retta del college (Marketing Magazine 2005).

Un sondaggio su 100.000 adolescenti Canadesi riporta che i ragazzi esprimono un grande interesse per l'educazione più di quanto gli adulti, nello stesso sondaggio, si aspettano da loro. Il report conclude che molti degli adolescenti sono così preoccupati riguardo alla scuola ed alla loro carriera post-secondaria che "I sabato notte li passano spesso facendo i compiti" (Whitney-Vernon 2004, 4). Questa generazione è estremamente orientata verso l'obiettivo, e raggiungere le proprie ambizioni di carriera implica per loro la necessità di una buona formazione.

Con somma gioia per gli insegnanti, gli obiettivi di apprendimento dei Net Geners non cambiano al college. Dalla maggior parte di essi ci si può aspettare che sacrifichino gli weekend per studiare, che considerino seriamente le conseguenze di eventuali voti bassi, e che frequentino regolarmente le lezioni. Al fine di raggiungere futuri successi nelle carriere prescelte, i Net Geners, in generale, vorranno andare bene anche al college.

. . . Ma i Net Geners apprendono in maniera differente

Sebbene tengano in alta considerazione l'educazione, i Net Geners apprendono in maniera differente dai loro predecessori. Questa generazione è unica in questo perchè è la prima ad essere cresciuta con le tecnologie digitali ed informatiche.

Non solo i Net Geners sono avvezzi all'uso della tecnologia, essi ne sono anche saturi. Quando raggiungono i 21 anni di età, in media i NetGener avranno speso qualcosa come:

  • 10.000 ore giocando con i videogames,

  • 200.000 scrivendo e-mail,

  • 20.000 ore guardando la TV,

  • 10.000 ore al telefonino, e

  • meno di 5.000 ore leggendo (Bonamici et al. 2005).

Essendo cresciuti nell'epoca della saturazione dei media e dell'accesso semplice alle tecnologie digitali, i Net Geners possiedono un modo distintivo di pensare, comunicare ed apprendere (Oblinger e Oblinger 2005; Prensky 2006; Tapscott 1998).

Independenza, Autonomia, e Apprendimento

I Net Geners tendono verso l'indipendenza e l'autonomia nei loro stili di apprendimento, cosa che influenza gran parte delle loro scelte educative e dei loro comportamenti; da "che tipo di formazione acquistano" al "cosa, dove, e come apprendono" (Carlson 2005). Questo fa sì che i Net Geners siano cercatori di informazioni molto più assertivi e questo influenza anche i loro approcci di apprendimento in classe.

Questi studenti fanno scelte consapevoli riguardo a quali tecniche di apprendimento funzionino meglio per loro, tecniche che possono includere anche il leggere appunti e lezioni on line, il visionare media interattivi come presentazioni PowerPoint o immagini digitali, oppure lavorare in gruppo.

Tra i Net Gen c'è un grande desiderio di svolgere esperienze di apprendimento attive e coinvolgenti. Oblinger e Hagner osservano che gli studenti dell'Epoca Digitale sentono il bisogno di utilizzare più forme di comunicazione e si annoiano facilmente con i metodi di apprendimento tradizionali.

Glenn (2000) segnala che i Net Geners hanno bisogno di opportunità auto-guidate di apprendimento, ambienti interattivi, forme diversificate di feedback, e possibilità di scegliere i compiti da svolgere tra risorse differenti in modo da creare esperienze di apprendimento personalmente significative; Hay (2000) trova che i Net Geners richiedano approcci più pratici e basati sulla ricerca e siano sempre meno desiderosi di apprendere solo quello che viene loro presentato.

Cosa spiega questo cambiamento negli stili di apprendimento?

Tapscott sostiene che stili di apprendimento più indipendenti si siano sviluppati dalle abitudini consolidate di ricerca e ritrovamento di informazioni su Internet, cosa che segna un contrasto netto con le precedenti generazioni di studenti, i quali tendevano ad acquisire informazioni in maniera più passiva da figure educative ritenute in possesso di una certa autorità.

Altri insegnanti, comunque, pongono delle obiezioni rispetto alle pressioni che vengono loro fatte per cambiare la formazione superiore affinchà possa andare incontro alle aspettative della Net Generation. Naomi Baron, ad esempio, afferma che l'utilizzo di più tecnologie, la riduzione del tempo dedicato alla lezione frontale, ed il ripensare i compiti da assegnare per coinvolgere maggiormente gli impazienti Net Geners porti solamente ad una mancanza di disciplina. Per Baron, "ad un certo punto, quello che stiamo facendo è uccidere la formazione superiore" (citato in Carlson 2005, "Non così diversi?"). Le osservazioni della Baron hanno sicuramente dei solidi fondamenti.

L'istruzione superiore negli Stati Uniti ha una rispettabile tradizione democratica che si è sviluppata in oltre due secoli di pratica; al contrario di molte istruzioni di pari livello in altre nazioni, le università negli USA sono state (relativamente) responsabili dei nuovi sviluppi e della volontà di cambiare i bisogni degli studenti.

Sebbene l'educazione possa essere alterata e persino migliorata grazie ad una più grande autonomia di apprendimento, il sistema educativo può essere mal gestito se si mette fretta ai cambiamenti solo per andare incontro alle necessità percepite come appartenenti alla Net Generation.

Nonostante i giovani di oggi usino frequentemente gli strumenti elettronici, i Net Geners allo stesso modo mancano però delle competenze di alfabetizzazione per l'informazione, e le loro abilità di pensiero critico sono spesso deboli (Oblinger e Oblinger 2005).

Possono anche essere dei nativi digitali, ma non necessariamente sanno comprendere come l' utilizzo della tecnologia possa influenzare la loro alfabetizzazione o le loro abitudini di apprendimento. Per gli insegnanti, il fornire gingilli tecnologici necessari per il coinvolgimento dei Net Geners potrebbe non essere così efficace o così importante quanto il migliorare la loro "information literacy" (alfabetizzazione dell'informazione) ed il pensiero critico.

Allo stesso modo, gli insegnanti possono non far del bene ai loro studenti soddisfacendo un altro bisogno di apprendimento tipico della Net-Generation: la loro preferenza spiccata per l'immediatezza. L'uso che i Net Geners fanno di Internet per l'accesso immediato alle informazioni ha insegnato loro ad aspettarsi risposte immediate su tutto. Questo condizionamento li ha resi, in generale, meno capaci di accettare gratificazioni ritardate nell'apprendimento, sia in classe che fuori da essa.

Hay (2000) ci offre una storia che illustra questi punti. In una classe di scuola elementare, durante una lezione in Australia, uno dei bambini chiese, "Cosa mangiano i canguri?" La maestra, ammettendo che non lo sapeva ed assicurando i suoi studenti che avrebbe successivamente fornito loro una risposta, si trovò davanti uno studente che si alzò dal banco e si offrì di trovare la risposta on line, "per fare più in fretta!". I docenti tipicamente trovano difficoltà ad affrontare questo desiderio di risposte immediate in situazioni di faccia a faccia con gli studenti nelle classi.

Molte istituzioni stanno tentando di ricongiungere gli studenti dell'Epoca Digitale con le pratiche tradizionali di lezione attraverso le tecnologie, ed un consistente numero di università (più di 150, secondo Carnivale e Young 2006) ora richiedono agli studenti il possesso del portatile. Questa strategia può indubbiamente essere utile ai Net Geners, dando loro l'accesso all'Internet di cui hanno bisogno.

Alcuni insegnanti si preoccupano che questo possa ritorcersi contro l'insegnamento efficace perchà, in quanto professori devono poi competere con Internet, instant messaging e computer games per ottenere l'attenzione degli studenti durante la lezione (Carnivale 2006). Comunque, queste preoccupazioni possono essere più in funzione delle credenze e degli assunti degli insegnanti riguardo l'apprendimento e derivanti dai loro propri stili di apprendimento, che una reale condizione da affrontare.

Il famoso educatore Seymour Papert ha sostenuto per molti anni che i computer e la tecnologia possono essere uno strumento potentissimo di insegnamento, ma il loro potenziale non è stato completamente compreso dagli insegnanti che lo usano come strumento isolato, non connesso ai processi della vita degli studenti e del loro apprendimento (Papert 1993). Ai Net Geners, che sono "cresciuti digitali," l'interazione sociale e la struttura della classe è più importante delle potenziali distrazioni di Internet.

Questo è ben descritto da Ben McNeely (2005), egli stesso membro della Net Generation, che afferma che gli studenti della sua generazione "amano l'interazione sociale che deriva dall'essere nella stessa classe con i compagni" (44). Per essi, sostiene McNeely, "le relazioni sono la forza propulsiva del processo di apprendimento e quindi l'apprendimento attraverso l'interazione sociale è molto importante" (2005, 44).

McNeely cita Arman Assa, studente MBA e presidente del Mac Users Group alla North Carolina State University, che afferma che la tecnologia in aula non fa male alla classe; essa dovrebbe "semplicemente potenziare cosa vi è già in aula" in termini di interazione, insegnamento, ed apprendimento (2005, 45). Questa discussione suggerisce che gli insegnanti possano meglio rispondere ai bisogni degli studenti della Net Generation e andare incontro agli obiettivi di insegnamento mediante un cambiamento della pedagogia che assecondi il bisogno di indipendenza e autonomia nell'apprendimento dei Net Geners.

Media, Multitasking, e Apprendimento

L'uso abituale dei media da parte dei Net Geners in formati differenti, evidenzia un'altra caratteristica chiaramente riscontrabile del loro stile di apprendimento. Il Multitasking è parte integrante dello stile di vita della Net Generation (Oser 2005). Come uno storico sondaggio ha riscontrato, i Net Geners tra gli 8 e i 18 anni utilizzano molti media simultaneamente, utilizzando i computer ed Internet allo stesso tempo oltre che i video games, le stampanti, la musica, e il telefono. Un altro studio ha fatto emergere che i Net Geners (di età 6-14) comprimono 8,5 ore di utilizzo dei media in sole 6 ore.

Abituati come sono a stimoli multipli, i Net Geners sembrano annoiarsi nelle aule tradizionali, persino quando gli insegnanti cercano di contrastare in tutti i modi il calo di attenzione dei Net Geners. Baron spiega che gli studenti hanno un tempo di attenzione molto breve a causa dei media e dell'essere stati incoraggiati sia dai genitori che dagli insegnanti a passare molto tempo con essi. (citato in Carlson 2005, "Millennials and 'Me'")

I Net Geners, comunque, tipicamente non accettano il concetto che il problema sia la loro mancanza di attenzione dopo un certo tempo. Essi sostengono, invece, che la mancanza di tempo li costringe al multitasking. E' importante per gli insegnanti comprendere che, al meno qualche volta, quando i Net Geners lamentano che una particolare materia non sia loro necessaria, essi non stanno esprimendo una mancanza di interesse.

Piuttosto, le diverse attività che richiedono tempo ed attenzione ai giovani possono renderli meno pazienti con le lezioni che non si applicano direttamente alle loro scelte di carriera. Il Multitasking, che i Net Geners lamentano, semplicemente li aiuta a cercare comunque di portare a termine ogni compito. Qualunque sia la motivazione, gli insegnanti devono combattere col fatto che il multitasking è uno stile di vita per la maggior parte degli studenti di oggi.

La Baron sostiene che gli insegnanti hanno sulle loro spalle una responsabilità significativa nei confronti di questo problema. Cercando di adattarsi agli stili di apprendimento della Net Generation, gli insegnanti spesso incoraggiano i loro studenti ad utilizzare vari media nel loro lavoro mentre falliscono nell'insegnare l'importanza, allo stesso tempo, del rallentare, focalizzare e contemplare profondamente il materiale dato da studiare.

La lezione più importante per gli insegnanti è: insegnare agli studenti come pensare con la loro testa e come comunicare le proprie idee chiaramente. "Glielo abbiamo detto, vogliamo sentire cosa avete da dire, le vostre personali opinioni, nulla di ciò che potete dire è sbagliato – possiamo solo aggiungervi noi qualcos'altro,'" dice la Baron. "Dovete saper esprimere voi stessi" (citata in Carlson 2005, "Millennials and 'Me'")

Sono necessarie delle strategie pedagogiche che sappiano unire alla conoscenza, la gestione delle informazioni e le modalità di apprendimento dei Net Geners.

Le pratiche d'aula pensate per assecondare gli stili di apprendimento emergenti stanno migliorando giorno per giorno. Gli insegnanti in tutto il paese stanno sempre più passando dalla lezione tradizionale a lezioni basate sulla discussione in modo da permettere una maggiore espressione individuale. Nelle nelle aule odierne l'uso di gruppi di lavoro e la fiducia nell'apprendimento dall'esperienza sono diventati ormai una regola piuttosto che un'eccezione.

Le Università incoraggiano le facoltà a combinare il formato tradizionale di lezione con tecniche che sollecitino l'interazione attiva con gli studenti. I materiali promozionali per i college e per le università illustrano bene questa tendenza; una nuova campagna di marketing nella nostra università (William Paterson University), ad esempio, utilizza tabelloni e poster con studenti che proclamano, "Io credo nelle conversazioni non nelle lezioni."

L'uso frequente del termine "information literacy", alfabetizzazione dell'informazione" nelle conversazioni sulla pedagogia è già un altro esempio di questo passaggio (National Education Association 2005). Chiaramente, le università cercano di attrarre studenti assecondando la loro stessa auto percezione di studenti che acquisiscono informazioni sviluppando le loro domande, valutando sistematicamente le risorse, e selezionando le evidenze a supporto delle loro risposte (Howard 2006).

Alla luce dei benefici che possono nascere dall'assecondare gli stili di apprendimento della Net Generation, gli insegnanti dovrebbero formulare strategie che vadano incontro agli studenti almeno a metà strada evitando la pedagogia azzardata della Baron e di altri critici. La buona notizia è che nell'ultimo decennio gli insegnanti hanno cominciato a muoversi verso lo sviluppo di tali pedagogie, spesso adattando strategie didattiche tradizionali per trarre vantaggio dai benefici della tecnologia e così coinvolgere i Net Geners.

I WebQuest, ad esempio, usano Internet per promuovere lo sviluppo di "un livello di pensiero più elevato" e per "sviluppare piccole abilità di gruppo nell'apprendimento collaborativo" (Zheng 2005, 55). Originati da Bernie Dodge e Tom March nel 1995, i WebQuest sono caratterizzati da quello che Dodge (2001) chiama apprendimento profondo che implica la costruzione di nuova conoscenza attraverso un processo di pensiero critico. I WebQuest non solo sono facilmente utilizzabili dai docenti, ma hanno dimostrato di avere successo nel coinvolgimento dei Net Geners. (Ulteriori informazioni sull'uso dei WebQuests possono essere trovati su WebQuest news).

I WebQuest sono un esempio di "learning by doing," uno stile di apprendimento che molti dicono essere la caratteristica della Net Generation (McNeely 2005; Prensky 2006; Shutt n.d.). Molte delle caratteristiche dell'apprendimento dei Net Geners sono state discusse in questo articolo, così come il loro preponderante multi-tasking, il bisogno di gratificazione immediata, ed il bisogno di indipendenza e coinvolgimento nei processi di apprendimento, che possono essere imbrigliati mediante l'uso di strategie pedagogiche che diano maggior enfasi al learning by doing attraverso le tecnologie.

Un esempio è l'uso nelle classi dei blog, principale punto fermo delle vite dei Net Geners. Darren Kuropatwa descrive un uso dei blog nelle sue classi di scuola superiore. I compiti da lui assegnati richiedono agli studenti di scrivere e registrare sul blog cosa viene appreso giorno per giorno, in questi termini:

"Scrivi un breve riassunto di cosa abbiamo appreso in classe oggi. Includi abbastanza dettagli in modo che coloro che fossero stati malati o assenti per un qualunque motivo, possano comprendere quanto hanno perso. Nel corso del semestre, i post scritti saranno allegati al libro di testo del corso, scritti da voi studenti per voi stessi studenti. Ricordati che tutti devono scrivere il proprio post.

Chiedetevi: "Può andar bene per il nostro libro di testo? Magari un grafico o altri esempi potrebbero aiutare ad illustrare cosa abbiamo appreso?" E ricorda, hai un pubblico globale, devi impressionarlo."
(Darren Kuropatwa, "Harnessing the Power of Pedagogy")

Il compito comincia con un volontario che sceglie colui che scriverà dopo di lui; il ruolo del docente è solamente quello di aggiornare un post chiamato "Elenco quotidiano degli autori". Il compito ottiene molto successo, secondo Kuropatwa, nel coinvolgere gli studenti ad apprendere attraverso diversi meccanismi. Senza dubbio questo accade perchè l'utilizzo del blog in questa maniera non solo coinvolge gi studenti attraverso Internet ma anche costruisce un focus sociale e relazionale per loro.

Un uso correlato delle tecnologie per assecondare lo stile di apprendimento dei Net Geners è l'uso di wiki. Gli Wiki fanno parte dell'ambiente di apprendimento della Net Generation così come i blog. Gli insegnanti utilizzano sempre di più gli wiki come spazi per la scrittura collaborativa. Ad esempio, Teresa Dobson della University of British Columbia li utilizza in un corso di laurea in tecnologie per la scrittura come supporto di sperimentazioni collaborative e "come uno strumento di riflessione sulla natura della scrittura e della lettura on line " (Lamb 2004, 3).

Questo dimostra che gli wiki possono anche essere utilizzati "per cambiare la cultura individualistica dell'istruzione tradizionale verso una orientata alla collaborazione e alla costruzione di conoscenza condivisa" (Ferris e Wilder 2006, "Insegnare ed apprendere con i Wiki,"). Come notano Ferris e Wilder, l'uso di wiki come strumento per la scrittura collaborativa permette agli studenti di apprendere anche nozioni che riguardano la creatività, i diritti d'autore ed il copyright nel contesto tecnologico

Altre risorse multimediali poi affascinano i Net Geners. Il popolarissimo YouTube offre ai docenti un modello di impiego del racconto digitale come strumento per l'insegnamento. Melda Yildiz, della William Paterson University, fa produrre agli studenti del corso per insegnanti, video documentari ed utilizza i progetti video come mezzo per incoraggiare i suoi studenti alla considerazione della multiculturalità, all'apertura alle diverse visioni della storia ed all'uso di strumenti multimediali.

Questi esempi dimostrano che sono diversi i modi in cui gli insegnanti possono utilizzare la tecnologia e la multimedialità in maniera appropriata per includere attività di apprendimento autonome e, nello stesso tempo, assicurarsi che il tempo in aula sia sufficientemente dedicato alla diffusione dell'information literacy ed alla crescita del pensiero critico.

Interattività Sociale e Apprendimento

Per i Net Geners, l'apprendimento è un mezzo per raggiungere le proprie ambizioni professionali. Nello stesso tempo, Internet è uno strumento per l'apprendimento e una parte essenziale della vita sociale. La distinzione tra gli strumenti Internet per il divertimento e quelli per lavorare è poco corretta. In un'analisi effettuata su studenti tra i 19 e i 25 anni, McMillan e Morrison (2006) hanno scoperto che Internet caratterizza in modo determinante la vita quotidiana di questi giovani.

La crescita esponenziale dei siti per il Networking come Facebook e MySpace è diventata il passatempo preferito di questa generazione. Facebook, che ha 250 milioni di contatti al giorno ed è al nono posto del traffico mondiale su Internet, è basato sull'ambiente universitario, e permette agli studenti di tutta la nazione di aggregarsi non solo per studiare ma anche per scoprire dove si terrà il prossimo party. Molti studenti credono che questo tipo di social networking sia molto importante tanto che vi si registrano anche prima di cominciare il primo anno (Market Wire 2006).

Per raggiungere più efficacemente la Net Generation, gli insegnanti devono considerare strategie che includano le competenze di social networking degli studenti anche fuori dalle aule. Ad esempio, la biblioteca del Brooklyn College ora possiede una pagina su MySpace che lo staff della biblioteca utilizza, al posto di inviare email, per comunicare con gli studenti, inclusi gli annunci riguardanti eventi, workshop, ed opportunità lavorative (Carlson 2006).

Pur essendo creativi e ben intenzionati, questi sforzi hanno poco valore dal punto di vista pedagogico se non invitano gli studenti a pensare in maniera differente riguardo all'utilizzo che fanno di Internet, utilizzo che in molti contesti non permette una concentrazione adeguata. A questo scopo, Michael Kearns, un professore di computer and information science alla University of Pennsylvania, usa Facebook per insegnare concetti di social networking, dimostrando di saper utilizzare lo stile di vita della Net Generation, per diffondere il pensiero critico tra gli studenti.

Nel suo corso sulla Networked Life, che è focalizzato sugli aspetti sociali dei computer networks, gli studenti creano il loro personale profilo su Facebook e ricercano le connessioni tra pari, cosa che li conduce a capire come le reti sociali tendano a mescolarsi intorno ad un piccolo numero di membri privilegiati (Read 2004).

Anche l'utilizzo di e-portfoli nell'Expository Writing Program presso l'University of Washington può servire da altro esempio positivo; in questa iniziativa, gli studenti imparano a ri-orientare le loro competenze di social networking nella creazione di portfoli online che illustrano e riflettono il loro impegno verso obbiettivi chiave di apprendimento.

Introducendo le abitudini online degli studenti della Net Generation all'interno di obiettivi pedagogici chiaramente definiti, gli insegnanti potranno insegnare al meglio ed assicurarsi risultati di apprendimento focalizzati e positivi.

Conclusioni

Dal momento che i giovani continueranno ad essere all'avanguardia nei mutamenti tecnologici, i Net Geners continueranno ad avere molto da insegnare agli stessi insegnanti. Ad ogni modo, gli insegnanti non dovranno rinunciare al loro ruolo di autorità che guida le esperienze di apprendimento degli studenti; dovranno invece continuare a trovare modi nuovi per sfruttare le abilità degli studenti sviluppate anche all'esterno delle classi, senza però adattarsi alle loro abitudini di gratificazione istantanea e di pensiero superficiale.

Essere uomini vuol dire imparare, e noi impariamo dai bravi maestri. Russell Ackoff ha spesso segnalato che il sistema educativo odierno non insegna agli studenti come imparare. Le tecnologie ed i computer odierni permettono di rimediare a questo fornendoci gli strumenti per insegnare ai Net Geners non solo cosa imparare ma anche come farlo.

Questo articolo è stato originalmente scritto da Kassandra Barnes, Raymond C. Marateo, e Sharmila Pixy Ferris e pubblicato prima su Innovate con il titolo: Teaching and Learning with the Net Generation. L'articolo è stato ripubblicato qui con il permesso dell'editore, The Fischler School of Education and Human Services at Nova Southeastern University.

Gli autori

Kassandra Barnes ha conseguito un BA in Sociologia e un altro in Filosofia presso la Transylvania University a Lexington, KY. Lavora per un MA in media studies alla William Paterson University dove ricopre la posizione di assistente ricercatore per il dipartimento di comunicazione. I suoi interessi di ricerca riguardano le questioni razziali nella comunità Afro-Americana, un argomento esplorato prima nella sua tesi sugli stereotipi perpetuati dalla cultura giovanile bianca dell'hip hop.

Raymond C. Marateo è uno studente laureato in comunicazione e media studies presso la New Jersey's William Paterson University. Molta della sua ricerca è focalizzata sulla comunicazione di genere e attualmente sta studiando l'attivazione dei ruoli di genere.

Sharmila Pixy Ferris ha ottenuto un PhD presso la Pennsylvania State University nel 1995. Attualmente è docente presso il dipartimento di comunicazione alla William Paterson University. Le sue ricerche sono incentrate sulla computer-mediated communication, dove studia i generi, i piccoli gruppi, l'oralità e l'alfabetizzazione.