La città educativa e i bambini
Franco Frabboni, F. Montanari (a cura di), Franco Angeli, Milano, 2006.

Eventi come la globalizzazione, l’intensificarsi di una società sempre più adultocentrica e la scomparsa di spazi dove poter trascorrere le ore di svago hanno apportato una vera e propria trasformazione per i bambini e gli adolescenti. Si tratta di un’infanzia e un’adolescenza costrette a scomparire: perché costrette a vivere desaparecido, senza le chiavi della città". (pag. 12).

Chiavi che possano aprire le porte per lo sviluppo della creatività mediante l’utilizzo di giochi, della solidarietà e degli affetti attraverso la costruzione di rapporti interpersonali e della formazione di ciascun individuo.

Partendo da tale spunto di riflessione, il testo La città educativa e i bambini, edito dalla Franco Angeli, offre un’analisi teorica ed operativa sull’educazione per le giovani generazioni.

Il prof. Franco Frabboni fornisce idee e suggerimenti per assicurare ai bambini quella che egli definisce "la gioia esistenziale". Perché essa possa esserci è necessario un intervento pedagogico, che egli enuclea in 7 idee: assicurare al bambino/adolescente un territorio a sua misura; assistere le famiglie; garantire diritti per la famiglia; implementare servizi scolastici e territoriali non solo dal punto di vista dell’istruzione e della relazione ma anche dello sviluppo della corporeità; approvare una legge zero-sei; monitorare il funzionamento degli Osservatori che documentino la dispersione scolastica e lo sfruttamento minorile; promuovere un Codice europeo mediatico.

Anche la scuola è coinvolta in tale compito. Essa pertanto deve essere aperta all’ambiente, intensificare il lavoro di gruppo e diffondere la cultura della formazione per l’intero corso della vita.

Un progetto a cui si riferisce anche il prof. Flavio Montanari nel suo saggio soffermandosi sui progetti in ambito educativo finalizzati alla promozione del benessere. A tal proposito il professore delinea alcune linee guida, come l’importanza del gruppo per far emergere le risorse individuali, il lavorare in rete con altre istituzioni. Si tratta di "un sistema formativo integrato in cui tutte le agenzie intenzionalmente educative (scuola, enti locali ed associazionismo) creano un’alleanza strategica da contrapporre alla forza "formativa" del mercato e del consumismo, che vorrebbe i giovani solamente fruitori di beni e servizi". (pag. 34).

A tal proposito presenta il progetto LARA (Laboratorio per le Aggregazioni e le Relazioni con gli Adolescenti) finalizzato ad intervenire sulle difficoltà che possono scaturire dalle relazioni (fra compagni, con l’istituzione scolastica o con la famiglia) attraverso metodi e tecniche proprie del lavoro di gruppo.

Sulla base di tale esperienza il testo approfondisce la parte sperimentale attraverso la descrizione di altri progetti rivolti a bambini ed adolescenti.

Tali progetti sono perfettamente in linea con gli obiettivi della Legge 285/97, proposta dal Dipartimento degli Affari Sociali, sulla base del primo Rapporto sulla condizione dell’infanzia in Italia e coerente con la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo.

Non a caso il testo argomenta: "la Legge di fatto impone la logica del progetto, conducendo non solo, semplicemente ad individuare obiettivi, modalità, tempi o costi, quanto a pensare agli interventi rivolti ai minori in termini di processi da implementare e sottoporre a monitoraggio, verifica e valutazione, attraverso l’attivazione e il conforto di energie e competenze" (pag. 95).

Per quanto concerne l’individuazione degli obiettivi, essi sono propugnati dalla stessa legge: diritto primario del minore a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia; la tutela del minore nel campo educativo, formativo, lavorativo e del tempo libero; il benessere degli adolescenti; la lotta agli abusi e allo sfruttamento sessuale ed alla pedofilia; il contrasto alla devianza ed alla delinquenza giovanile; la tutela della famiglia e dei minori in difficoltà.

La parte operativa, invece, ha comportato la realizzazione del progetto denominato Pueris che ha coinvolto 4 comuni della Regione Sicilia (Trapani, Erice, Pacco e Favignana) e persone con diversa professionalità.

E proprio l’incontro di individui operanti in diversificati contesti lavorativi (comuni, referenti dell’Azienda USL, formatori) e con competenze dissimili ha costituito una ricchezza per l’ideazione di 8 progetti ben integrati tra loro.

Essi sono tutti dettagliatamente presentati nel testo e corredati da schede di valutazione. Attraverso i loro titoli PoloGiovani; Stare insieme; S.O.S Famiglia; Il lavoro che si può; Mi affido a te; Il filo di Arianna;Progetto genitori; La città che desidero, è possibile risalire alle problematiche affrontate nel progetto Pueris supportato dalla Carta dei Servizi e dal Piano comunicazione (finalizzati alla documentazione e divulgazione degli obiettivi di tali progetti).

Dunque, il libro La città educativa e i bambini presenta proposte interessanti per gli amministratori, i dirigenti pubblici, i responsabili di cooperative sociali, ma anche operatori sociali e studenti delle scienze sociali.

Dott.ssa Ena Anna Erika (Dottore di ricerca in "Uomo e Ambiente", Università degli Studi di Foggia)

 

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