Citazioni da "Lettere ad una professoressa" della Scuola di Barbiana , LEF, Firenze, 1967 (a cura di Guido Contessa, ARIPS)
ATTREZZATURE.
Barbiana, quando arrivai, non mi sembrò una scuola. Nè cattedra, nè lavagna, nèbanchi, Solo grandi tavoli intorno a cui si faceva scuola e si mangiava. D'ogni libro c'era una copia sola. I ragazzi gli si stringevano sopra. Si faceva fatica a accorgersi che uno era un po' più grande e insegnava. Il più vecchio di quei maestri aveva sedici anni. Il più piccolo dodici e mi riempiva di ammirazione. Decisi fin dal primo giorno che avrei insegnato anch'io. (pag .12)

ARROGANZA ACCADEMICA.
Un professorone .... parlava senza guardarci. Chi insegna pedagogia all'Università, i ragazzi non ha bisogno di guardarli. Li sa tutti a mente come noi si sa le tabelline. (pag.13)

RAGAZZI MAESTRI
L'anno dopo ero maestro. Cioè lo ero tre mezze giornate la settimana. Insegnavo geografia matematica e francese a prima media. Per scorrere un atlante o spiegare le frazioni non occorre la laurea. Se sbagliavo qualcosa poco male. Era un sollievo per i ragazzi. Si cercava insieme. . Lei non sa fare scuola come me. Poi insegnando imparavo tante cose. Per esempio ho imparato che il problema degli altri è eguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l'avarizia. (pag.14) LE

BAMBINE.
Delle bambine di paese non ne venne neanche una. Forse era la difficoltà della strada. Forse la mentalità dei genitori. Credono che una donna possa vivere anche con un cervello di gallina. I maschi non le chiedono d'essere intelligente. E' razzismo anche questo.

BURATTINO OBBEDIENTE.
Ma voi avete più in onore la grammatica che la Costituzione. E Gianni non è più tornato neanche da noi. Noi non ce ne diamo pace. Lo seguiamo di lontano. S'è saputo che non va più in chiesa, nè alla sezione di nessun partito. Va in officina e spazza. Nelle ore libere segue le mode come un burattino obbediente. Il sabato a ballare, la domenica allo stadio. Voi di lui non sapete neanche che esiste. (pag. 19)

ARRIVISTI A 12 ANNI
Giorno per giorno studiano per il registro, per la pagella, per il diploma. E intanto si distraggono dalla cose belle che studiano. Lingue, storia, scienze, tutto diventa voto e null'altro. Dietro a quei fogli di carta c'è solo l'interesse individuale. Il diploma è quattrini. Nessuno di voi lo dice. Ma stringi il succo è quello. Per studiare volentieri nelle vostre scuole bisognerebbe essere già arrivisti a 12 anni. A 12 anni gli arrivisti son pochi. Tant'è vero che la maggioranza dei vostri ragazzi odia la scuola. Il vostro invito volgare non meritava altra risposta. (pag. 24)

ETICHETTE NUOVE.
Meglio un professore all'antica, d'uno che crede d'esser moderno perchè ha mutato le etichette. (pag. 25)

GERARCHIA DELLE URGENZE.
Pierino del dottore ha tempo di leggere anche le novelle. Gianni no. Vi è scappato di mano a 15 anni. E' in officina. Non ha bisogno di sapere se è stato Giove a partorire Minerva o viceversa. Nel suo programma di italiano ci stava meglio il contratto dei metalmeccanici. Lei signora l'ha letto? Non si vergogna? E' la vita di mezzo milione di famiglie. Che siete colti ve lo dite . Avete letto tutti gli stessi libri. Non c'è nessuno che vi chieda qualcosa di diverso.

EDUCAZIONE FISICA..
Ognuno di noi era capace di arrampicarsi su una quercia. Lassù lasciare andare le mani e a colpi d'accetta buttar giù un ramo d'un quintale. Poi trascinarlo sulla neve fin sulla soglia di casa ai piedi della mamma. M'hanno raccontato d'un signore a Firenze che sale in casa sua con l'ascensosre. Poi s'è comprato un altro aggeggio costoso e fa finta di remare. Voi in educazione fisica gli dareste dieci. (pagg. 28-29-30)

DOPOSCUOLA.
Il sindaco di Vicchio, prima di riaprire il doposcuola comunale chiese il parere degli insegnanti di Stato. Arrivarono 15 lettere. Tredici contro e due a favore. Il motivo ricorrente era che se il doposcuola non è ben fatto è meglio non lo fare. I ragazzi di paese erano per i bar e per le strade. Quelli di campagna nel campo. Di fronte a questa situazione il doposcuola non può mai sbagliare. E' buono tutto. E' buono perfino quell'aborto che voi chiamate scuola. Se siete contrari al doposcuola io vi consiglio di non lo far vedere. La gente è maliziosa. Potrebbe pensare che fate le lezioni private ai signorini. (pag. 32).

LAVORO MINORILE.
Nell'anno da noi considerato c'erano 129.000 ragazzi dai lO ai 14 anni che lavoravano con autorizzazione speciale! ("Rilevazione nazionale delle forze di lavoro 20 ottobre 1962" ISTAT 1963) (pag. 47)

PARTI UGUALI
La più accanita protestava che non aveva mai cercato e mai avuto notizie sulle famiglie dei ragazzi: "Se un compito è da quattro io gli do quattro". E non capiva, poveretta, che era proprio di questo che era accusata. Perchè non c'è nulla che sia ingiusto quanto far le parti eguali fra disuguali. (pag. 55)

RIPETIZIONI
Se sapeva fare da sè non vi mandava Gianni a scuola. Tocca a voi supplirlo in tutto: istruzione e educazione. Sono due facce di un problema solo.... Se la sapese tutta pover'uomo riprenderebbe il mitra. Ci sono dei professori che fanno ripetizioni a pagamento. Invece di rimuovere gli ostacoli, lavorano a aumentare le diferenze. La mattina sono pagati da noi per fare scuola eguale a tutti. La sera prendono il denaro dai più ricchi per fare scuola diversa ai signoriri. A giugno, a spese nostre, siedono in tribunale e giudicano le differenze.

PECULATO E TRIBUNALI
Non è che il babbo di Gianni non sappia che esistono le ripetizioni. E' che avete creato un'atmosfera per cui nessuno dice nulla. Sembrate galantuomini. Se un impiegatuccio comunale, a casa sua, a caro prezzo, facesse certificati presto e bene e allo sportello li facesse lentamente e inservibili, andrebbe dentro. Pensi poi se sussurrasse al pubblico: "Qui i certificati li avrà tardi e inservibili. Le consiglio di andare da qualcuno che li fa in casa a pagamento". Andrebbe dentro. Ma non va dentro un professore di cui so che disse ad una mamma: "Non ce la fa. Lo mandi a ripetizione". Ha detto letteralmente così. Ho i testimoni. Potrei portarlo in tribunale. In tribunale? Da un giudice che ha la moglie che fa ripetizioni? E poi sul Codice Penale questo reato, chissà perchè, non è previsto.

LE CIPOLLE.
Siete tutti d'accordo. Ci volete schiacciare. Fatelo pure, ma almeno non fingete di essere onesti. Bella forza essere onesti su un codice scritto da voi e su misura vostra. Un mio vecchio amico ha rubato 40 cipolle in un orto. Ha avuto 13 mesi di galera senza condizionale. Il giudice le cipolle non le ruba. Dice alla cameriera che gliele compri. I soldi per le cipolle e per la cameriera li guadagna la sua moglie con le ripetizioni.

LE MODE.
ln paese pesano su di lui tutte le mode fuorchè quelle buone. Chi non le accetta si isola. Ci vorrebbe un coraggio che non può avere lui così giovane, incolto, non aiutato da nessuno. Nè dal babbo che ci casca anche lui. Nè dal parroco che vende giochi al bar delle ACLI. Nè dai comunisti che vendono giochi alla Casa del Popolo. Fanno a gara a chi lo trascina più in basso. Come se non bastassero le voglie che abbiamo dentro.

LE MODE.
Le mode gli hanno detto che i 12-21 anni sono l'età dei giochi sportivi e sessuali, dell'odio per lo studio. Gli hanno nascosto che i 12-15 anni sono l'età più adatta per impadronirsi della parola, per usarla nei sindacati e nei partiti. Gli hanno nascosto che non c'è tempo da perdere. A 15 anni addio scuola. A 21 si avvicina l'età dei pensieri privati: fidanzamento, matrimonio, figlioli, benessere. Allora non avrà più tempo per le riunioni, avrà paura a esporsi, non potrà certo donarsi tutto. (pagg. 63-64-65-66)

COLLUSIONI.
A Borgo il preside ha concesso un'ala ai ragazzi di terza media per un ballo con le compagne. l salesiani, per non essere da meno, organizzano il corso mascherato. Un professore che conosco si fa vedere con la Gazzetta dello Sport in tasca. Sono uomini pieni di comprensione per le "esigenze" dei giovani. Del resto Gazzetta in tasca s'intende bene con un babbo operaio con la Gazzetta in tasca, per parlare d'un figliolo col pallone sotto braccio o d'una figliola che sta un'ora dal parrucchiere. Poi l'insegnante fa un piccolo segno sul registro e i figlioli dell'operaio vanno a lavorare quando ancora non sanno leggere. I figlioli dell'insegnante seguitano a studiare ad oltranza anche se "non ne hanno voglia" o "non capiscono nulla". (pag.67) ESAMI E

PAGELLE.
L'insegnante apolitico diventa uno dei 411.000 utili idioti che il padrone ha armato di registro e pagella. Truppe di riserva incaricate di fermare 1.031.000 Gianni l'anno, nel caso che il gioco delle mode non bastasse a distrarli. Un milione e 31.000 respinti l'anno! E' un vocabolo tecnico di quella che voi chiamate scuola. Ma è anche un vocabolo di scienza militare. Respingerli prima che afferrino le leve. Non per nulla gli esami sono di origine prussiana.

IL SISTEMA FISCALE.
Il curioso è che lo stipendio per buttarci fuori ve lo paghiamo noi, gli esclusi. Povero è chi consuma tutte le sue entrate. Ricco chi ne consuma solo una parte. In Italia, per un caso inspiegabile, i consumi sono tassati fino all'ultima lira. Le entrare solo per burla. Mi hanno raccontato che i trattati di scienza delle finanze chiamano questo sistema "indolore". Indolore vuol dire che i ricchi riescono a far pagare le tasse soltanto ai poveri senza che se ne avvedano. All'Università certe cose si dicono. C'è solo signorini. Invece nelle scuole inferiori è proibito parlame. Non sta bene far politica a scuola. Il padrone non vuole. (pag. 68)

CASUALITA'?
Spesso c'è venuto fatto di parlare del padrone che vi manovra. Di qualcuno che ha tagliato la scuola su misura vostra. Esiste? Sarà un gruppetto di uomini intorno a un tavolo con in mano le fila di tutto: banche, industrie, partiti, stampa, mode? Noi non lo sappiamo. Sentiamo che a dirlo, il nostro scritto prende un che di romanzesco. A non lo dire bisogna far gli ingenui. E' come sostenere che tante rotelle si son messe insieme per caso. N'è venuto fuori un carro armato che fa la guerra da sè senza manovratore. (pag.71).

GATTOPARDO.
In conclusione la mamma di Pierino non nè belva nè innocente. Ma sommando migliaia di piccoli egoismi come il suo si fa l'egoismo grande di una classe che vuol per sè la parte del leone. Una classe che non ha esitato a scatenare il fascismo, il razzismo, la guerra, la disoccupazione. Se occorresse "cambiare tutto perchè non cambi nulla" non esiterà a abbracciare il comunismo. Il meccanismo preciso non lo sa nessuno. Ma quando ogni legge sembra tagliata su misura perchè giovi a Pierino e freghi noi non si può più credere nel caso. (pagg. 74-75)

IL MEGLIO DELL'UMANITA'.
In Africa, in Asia, nell'America Latina, nel mezzogiorno, m montagna, nei campi, perfino nelle grandi città, milioni di ragazzi aspettano d'essere fatti eguali. Timidi come me, cretini come Sandro, svogliati come Gianni. Il meglio dell'umanità. (pag.80)

ATTITUDINI
Non vi potete più trincerare dietro la teoria razzista delle attitudini. Tutti i ragazzi sono adatti a fare la terza media e tutti sono adatti a tutte le materie. (pag. 81)

EDUCAZIONE A COTTIMO.
Se ognuno di voi sapesse che ha da portare innanzi a ogni costo tutti i ragazzi e in tutte le materie, aguzzerebbe l'ingegno per farli funzionare. Io vi piglierei a cottimo. O meglio multa per ogni ragazzo che non ne impara una. Allora l'occhio vi correrebbe sempre su Gianni. Cerchereste nel suo sguardo distratto l'intelligenza che Dio gli ha messa certo eguale agli altri. Lottereste per il bambino che ha più bisogno, trascurando il più fortunato, come si fa in tutte le famiglie. Vi svegliereste la notte col pensiero fisso su lui a cercare un modo nuovo di far scuola, tagliato su misura sua. Andreste a cercarlo a casa se non torna. Non gli dareste pace perchè la scuola che perde Gianni non è degna d'essere chiamata scuola. (pag. 82)

MARKETING.
Non dica però di aver offerto il doposcuola quel preside che ha mandato ai genitori una circolare mezza stinta. Il doposcuola va lanciato come si lancia un buon prodotto. Prima di farlo bisogna crederei. (pag. 85)

POLITICA.
Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica ? tutt'uno. Non si può amare creature segnate da leggi ingiuste e non volere leggi migliori. (pag. 93)

FINI E SOVRANITA'.
Cercasi un fine. Bisogna che sia onesto. Grande. Che non presupponga nel ragazzo null'altro che d'essere uomo. Cioè che vada bene per credenti e atei. lo lo conosco. Il priore me l'ha imposto fin da quando avevo 11 anni e ne ringrazio Dio. Ho risparmiato tanto tempo. Ho saputo minuto per minuto perchè studiavo. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte. Contro i classisti che siete voi, contro la fame, l'analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali. (pag. 94)

INFLUENZA DEL MAESTRO.
Io sono un ragazzo influenzato dal maestro e me ne vanto. Se ne vanta anche lui. Sennò la scuola in che consiste? La scuola è l'unica differenza che c'è tra l'uomo e gli animali. Il maestro dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualche cosa e così l'umanità va avanti. Gli animali non vanno a scuola. Nel Libero Sviluppo della loro Personalità le rondini fanno il nido eguale da millenni. (pag. 112)

MODERNITA'.
Anche sugli uomini ne sapete meno di noi. L'ascensore è una macchina per ignorare i coinquilini. L'automobile per ignorare la gente che va in tram. Il telefono per non vedere in faccia e non entrare in casa. (pag. 116).

SEMPLICITA'.
Lei su un compito m'ha segnato un "portavit". Per lei è un delitto fare le cose semplici quando si possono fare complicate. Il curioso è che Cicerone spesso diceva "porto". Era romano e manco lo sapeva. (pag. 118)

MATEMATICA.
La seconda materia sbagliata è matematica. Per insegnarla alle elementari basta sapere quella delle elementari. Chi ha fatto la terza media ne ha tre anni di troppo. (pag. 118)

INSEGNARE MATEMATICA.
Non è vero che occorra la laurea per insegnare matematica alle medie. E' una bugia inventata dalla casta che ha i figliuoli laureati. Ha messo la zampa su 20.478 posti di lavoro un po' speciali. E' la cattedra dove si lavora meno (16 ore settimanali). E' quella in cui non occorre aggiornarsi. Basta ripetere per anni le stesse cretinate che sa ogni bravo ragazzino di terza media. La correzione dei compiti si fa in un quarto d'ora. Quelli che non sono giusti, sono sbagliati. (pagg.118-119)

FILOSOFIA.
I filosofi studiati sul manuale diventan tutti odiosi. Sono troppi ed hanno detto troppe cose. Il nostro professore non s'è mai schierato . Non si è mai capito se gli vanno bene tutti o se non gliene importa di nessuno. Io tra un professore indifferente e un maniaco preferisco un maniaco. Uno che abbia o un pensiero suo o un filosofo che gli va bene. Parli solo di quello, dica male degli altri, ce lo legga sull'originale per tre anni di seguito. Sortiremo di scuola convinti che la filosofia può riempire una vita. (pag 119)

PEDAGOGIA.
La pedagogia così com'è io la leverei. Ma non ne sono sicuro. Forse se ne faceste di più si scoprirebbe che ha qualcosa da direi. Poi forse si scoprirà che ha da dirci una cosa sola. Che i ragazzi son tutti diversi, son diversi i momenti storici e ogni momento dello stesso ragazzo, son diversi i paesi, gli ambienti , le famiglie. Allora di tutto il libro basterebbe una pagina che dicesse questo e il resto si potrebbe buttar via. (pag. 119)

INUTlLITA'.
Tre anni su brutte traduzioni di poemi antichi. (lliade, Odissea, Eneide). Tre anni su Dante. Neanche un minuto solo sul Vangelo. (pag. 120)

GESU'. Come mai non ci avete pensato? Forse chi v'ha costruito la scuola Gesù l'aveva un po' in sospetto: troppo amico dei poveri e troppo poco amico della roba. (pag-121)

SCUOLA NATA MALE.
Il fatto è che la vostra scuola è neta male. E' nata nel 1859. Un re voleva allargare i possessi della propria famiglia. Cominciò i preparativi della guerra. Per prima cosa mise al governo un generale. Poi mandò in vacanza i deputati. Poi chiamò un conte e gli fece scrivere la legge sulla pubblica istruzione. Quella legge imposta con le armi in tutta Italia è ancora l'ossatura della scuola. (pag, 122)

IL GENIO.
Consegnandomi un tema con un quattro lei mi disse: "Scrittori si nasce, non si diventa". Ma intanto prende lo stipendio come insegnante d'italiano. La teoria del genio è un'invenzione borghese. Nasce da razzismo e pigrizia mescolati insieme. Anche in politica piuttosto che arrabattarsi nel pensiero complesso dei partiti è più facile prendere un De Gaulle, dire che è un genio, che la Francia è lui. Così fa lei con l'italiano. Pierino ha il dono, io no. Riposiamoci tutti: Pierino non importa che ripensi a quel che scrive. Scriverà libri come quelli che c'è in giro. Cinquecento pagine si potrebbero ridurre a cinquanta senza perdere un concetto solo. Io posso rassegnarmi ed andare al bosco. Lei può seguitare ad oziare in cattedra e a far segnini sul registro. (pag.125).