BAMBINI SOLDATO: LE NUOVE TENDENZE NEL "GLOBAL REPORT 2001"

"Al campo eravamo addestrati all'utilizzo delle armi. A quelli che disobbedivano venivano tagliate dita e orecchie. Io non volevo partecipare alle uccisioni, ma loro mi minacciavano di morte se mi fossi rifiutato".
Odur Leko, rapito dall'Esercito di resistenza del Signore, Uganda, all'età di otto anni.

Oltre mezzo milione di bambini sono reclutati nelle forze armate governative e in gruppi armati in più di 87 paesi, denuncia oggi la Coalizione contro l'uso dei bambini soldato nel nuovo "Global Report".
Almeno 300 mila di questi ragazzi combattono attivamente in 41 paesi.


In 450 pagine, il "Global Report on Child Soldiers 2001", è attualmente il più completo studio sull'utilizzo dei bambini come soldati.
Il rapporto fornisce nuovi dettagli sull'arruolamento da parte di forze armate governative, milizie civili, gruppi paramilitari e gruppi armati non governativi in 180 paesi.
Il rapporto evidenzia come negli ultimi anni la situazione è complessivamente migliorata nell'America Latina, nei Balcani e nel Medio Oriente, mentre nuove generazioni di minorenni sono a rischio in Africa e in parte dell'Asia e del Pacifico.
"I bambini soldato non sono solo nei paesi in via di sviluppo: il Regno Unito e gli Usa sono in compagnia di Myanmar, Sudan e Afghanistan nell'utilizzo di minori di 18 anni in combattimento", afferma Rory Mungoven, coordinatore internazionale della Coalizione "Stop using child soldiers".
I paesi industrializzati, dovendosi confrontare con la mancanza di personale, hanno tra l'altro incrementato gli sforzi per attrarre i giovani al reclutamento.
Il Regno Unito accetta nelle forze armate ragazzi di 16 anni e manda abitualmente in combattimento i diciassettenni.
Gli Stati Uniti hanno impiegato minori di diciotto anni nella guerra del Golfo, in Somalia e nei Balcani.
"La vasta disponibilità di moderne armi leggere ha aggravato il problema dei bambini soldato, rendendo possibile anche ai bambini più piccoli di diventare killer efficienti in combattimento", dice Mungoven.
Il supporto politico e militare internazionale per forze armate e gruppi armati che usano i bambini come combattenti, a volte legato allo sfruttamento di risorse naturali come diamanti o petrolio, ha in molti casi peggiorato i conflitti e il coinvolgimento dei minori.
"Quando anche pochi bambini sono coinvolti come soldati in un conflitto, tutti i ragazzi in quella particolare comunità sono guardati con sospetto", dice ancora Mungoven.
L'inizio del rapporto sulla Colombia cita il caso di alcuni di scolari uccisi dopo che l'esercito li aveva scambiati per un gruppo di guerriglieri, nella provincia di Antioquia.
"Non sono solo i bambini presenti nell'area del conflitto a essere a rischio: spesso vengono reclutati in altri paesi, in comunità di rifugiati o in gruppi etnici sfollati; oppure sono vittime di tratta e vengono fatti passare illegalmente attraverso i confini", spiega Mungoven.
Bambini sono stati reclutati in paesi europei o del Nord America da gruppi armati kosovari e curdi, e probabilmente da gruppi coinvolti in conflitti che si svolgono altrove.

Fino allo scorso giugno, 80 paesi - tra cui l'Italia - hanno firmato il trattato che mette al bando l'uso dei bambini nei conflitti armati, ma solo cinque stati l'hanno ratificato. L'Italia non è tra questi ultimi.
Il Protocollo opzionale della convenzione sui diritti dell'infanzia, sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, è stato adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 maggio 2000. Proibisce la partecipazione dei minori di diciotto anni alle ostilità e ogni forma di arruolamento forzato di minori.
Chiede comunque agli stati di aumentare l'età minima per l'arruolamento volontario.
"Negli ultimi anni, moltissimi governi hanno interrotto il reclutamento di minori di diciotto anni. Anche alcuni gruppi armati si sono impegnati in questo senso", dice Jo Becker, presidente della coalizione e responsabile per l'infanzia di Human Rights Watch.
Mentre si preparano a seguire i lavori della Sessione speciale dedicata all'infanzia, il prossimo settembre a New York, tutti i governi dovrebbero ratificare immediatamente e attuare il Protocollo opzionale come primo passo verso un mondo senza più bambini soldato."

PUNTI CHIAVE DEL RAPPORTO

Il Global Report sui bambini soldato analizza il reclutamento militare da parte dei governi e dei gruppi armati in 180 paesi.

Tendenze dell'utilizzo dei bambini soldato

  • Più di 300 mila bambini stanno combattendo negli eserciti governativi o con gruppi armati in più di 40 paesi nel mondo.
  • In 87 paesi i bambini vengono reclutati nelle forze armate governative, nei gruppi paramilitari, nelle milizie civili e nei gruppi armati non governativi.
  • Settantatré paesi sostengono il principio che nessun minore di 18 anni può essere arruolato. La situazione rimane poco chiara in 25 paesi.

Aree in cui si sono verificati progressi

  • Negli ultimi anni, 80 paesi hanno firmato il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia, che riguarda il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e fissa a 18 anni l'età minima per partecipare direttamente alle ostilità, per l'arruolamento forzato e per ogni forma di arruolamento da parte di gruppi armati non governativi.
    Cinque l'hanno ratificato (Canada, Bangladesh, Sri Lanka, Andorra e Repubblica democratica del Congo). Il Protocollo dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno.
  • Alcuni governi hanno adottato nuove legislazioni per portare l'età minima per il reclutamento a 18 anni, inclusi Colombia, Italia, Sud Africa, e Portogallo.
    Anche gruppi armati non governativi si sono impegnati a non reclutare bambini al di sotto dei 18 anni, ad esempio il Consiglio per la restaurazione dello stato di Shan e l'Esercito dello stato di Shan in Myanmar.
  • L'uso dei bambini soldato in America Latina, Medio Oriente e Balcani è diminuito marcatamente man mano che conflitti con un alto tasso di utilizzo di bambini soldato sono andati spegnendosi. Questi includono le guerre civili in America Centrale, Libano, la guerra Iran-Iraq e i conflitti balcanici.
  • C'è stata una recente smobilitazione dei bambini soldato in Sierra Leone (da parte del Fronte unito rivoluzionario) e nel Sudan meridionale (da parte dell'Esercito di liberazione del popolo sudanese).

Tematiche comuni
Ampiamente considerati come un prodotto economico e utilizzabile in mille modi, i bambini soldato tendono a ricevere scarso o nessun addestramento prima di essere spinti al fronte.
I minori possono cominciare a partecipare ai conflitti sin dall'età di sette anni. Alcuni operano come staffetta per i messaggi, altri come spie.
In Myanmar, per esempio, i ragazzini sono costretti a spazzare le strade con rami d'albero o scope per scoprire o far esplodere le mine.
Ben presto i bambini sono forti abbastanza da maneggiare un fucile d'assalto o un'arma semi automatica (normalmente intorno ai dieci anni d'età) che utilizzano sulla linea del fronte.
I bambini soldato sono spesso trattati brutalmente e le punizioni per eventuali errori o diserzioni sono severe.
In molti Paesi, i bambini soldato che vengono catturati, scappano o sono consegnati vanno incontro generalmente a trattamenti crudeli, tortura e anche alla morte.
In Colombia, il luogo dove si svolgono i programmi di reintegrazione è chiuso, controllato e segreto poiché i bambini soldato corrono seri rischi per la loro sicurezza, inclusa la morte.

Ragazze.
I bambini soldato non sono solo giovani ragazzi con la pistola: in molti paesi anche le ragazze sono utilizzate come soldati, benché generalmente in numero minore rispetto ai coetanei maschi.
In Sri Lanka, per esempio, adolescenti tamil, spesso orfane, sono sistematicamente reclutate dal gruppo di opposizione Tigri per la liberazione del Tamil Ealal (Ltte). Secondo "Birds of Freedom", molte sono appositamente addestrate per azioni dinamitarde suicide in quanto possono meglio eludere i controlli delle forze di sicurezza del governo.
Le ragazze sono particolarmente a rischio di stupro, schiavitù sessuale e abusi, benché sia anche segnalato l'utilizzo di ragazzi per questi scopi.
Anche nelle forze armate cosiddette sofisticate dei paesi industrializzati, le giovani reclute, specialmente ragazze, sono soggette ad aggressioni, molestie e abusi.
Negli Stati Uniti, una scuola del distretto di Washington ha bandito gli addetti all'arruolamento dalla scuola stessa, dopo che alcuni reclutatori dell'esercito erano stati indagati con l'accusa di molestie sessuali ai danni di alcune liceali.
Negli ultimi anni, casi di nonnismo e umiliazioni contro reclute minorenni dell'esercito britannico hanno incluso finte esecuzioni, simulazioni forzate di atti sessuali, "bagni del reggimento" in vomito e urina e ingestione forzata di fango.

Conseguenze
Accanto ai rischi di riportare ferite o morire in combattimento, i bambini soldato soffrono enormemente per i rigori della vita militare.
Bambini piccoli svengono sotto carichi pesanti; malnutrizione, infezioni respiratorie o della pelle e altre indisposizioni sono frequenti.
I bambini soldato possono anche correre ulteriori rischi a causa dell'abuso di alcol e droga (spesso usate per reclutarli o renderli insensibili alla violenza), delle malattie sessualmente trasmissibili, incluso l'Aids, e delle gravidanze indesiderate.
Problemi all'udito o alla vista sono frequenti, insieme a ferite causate dalle mine.

PANORAMICA REGIONALE

Africa Sub-sahariana
Più di 120 mila bambini, alcuni non più grandi di sette o otto anni, combattono abitualmente in conflitti armati in tutta l'Africa, incluso Angola, Burundi, Congo-Brazzaville, Repubblica democratica del Congo (Drc), Etiopia, Liberia, Ruanda, Sierra Leone, Sudan e Uganda.

  • Alcuni bambini sono stati reclutati oltre confine: nel 2000, minori della Namibia sarebbero stati arruolati dalle forze angolane nelle zone di confine. Le forze armate ruandesi e ugandesi reclutano bambini per le milizie coinvolte nella guerra civile nella Repubblica democratica del Congo. Ragazzi di strada del Kenya sarebbero stati reclutati dalle milizie hutu del Burundi, attive nello stesso conflitto; le forze ruandesi reclutano bambini nei paesi vicini per combattere sia nella Drc sia in Burundi.
  • In Sierra Leone più di 5 mila bambini, tra forze del governo e dell'opposizione, sono impiegati nei campi di battaglia e si stima che altri 5 mila siano reclutati per lavori all'interno dei gruppi armati. Nei rapporti del 2000, emerge che i gruppi armati costringono i bambini a lavorare nelle miniere di diamanti sotto il loro controllo. Nelle ultime settimane, il Ruf ha rilasciato più di 700 bambini soldato come risultato dei colloqui di pace, ma già nel passato sono stati smobilitati e poi richiamati.
  • Il Lord Resistance Army ha sistematicamente strappato oltre 10 mila bambini dalle loro scuole, comunità e case in Uganda, per portarli negli accampamenti del Sudan costringendoli a commettere ogni sorta di atrocità e tenendoli in stato di schiavitù sessuale. I ragazzi che tentano la fuga, si oppongono, non ce la fanno più a continuare o si ammalano, vengono uccisi.

Medio Oriente e Nord Africa
Nei venti anni passati, il Medio Oriente e il Nord Africa sono stati testimoni di alcuni dei peggiori e maggiormente rappresentativi casi di sfruttamento dei bambini soldato.
Oggi, anche se la situazione è molto migliorata, ragazzi con meno di diciotto anni continuano a essere utilizzati nella forze armate governative e d'opposizione, o a essere soggetti a varie forme di militarizzazione nelle loro comunità e nelle scuole.

  • Il Sudan è tra i paesi maggiormente afflitti dal problema dei bambini soldato: ragazzi di 12 anni sono stati forzatamente reclutati nelle forze armate allineate col governo o nei gruppi separatisti nel sud del paese. Il governo sudanese ha anche provveduto a supportare e a proteggere il Lord's Resistance Army (vedi sopra) responsabile della tratta, di trattamenti brutali e di riduzione in schiavitù a scopo sessuale perpetrati ai danni di oltre 10 mila bambini ugandesi.
  • In Iraq, migliaia di ragazzini tra i 10 ed i 15 anni partecipano agli "Ashbal Saddam" (Piccoli leoni di Saddam) e ricevono addestramento all'uso di armi leggere, al combattimento corpo a corpo e alle tattiche di fanteria.
  • Svariati gruppi armati curdi nel nord dell'Iraq, in Iran e in Turchia sembra utilizzino bambini al di sotto dei dieci anni. L'opposizione in Algeria e gruppi tribali in Yemen hanno fatto uso di bambini soldato.

Americhe
Nonostante l'incidenza del fenomeno dei bambini soldato si sia ridotto e i conflitti nella regione vadano diminuendo, in alcuni paesi i bambini continuano a combattere in conflitti interni o a essere arruolati con la forza negli eserciti governativi. Gli stati maggiormente colpiti da questo problema sono la Colombia e il Perù, benché un alto numero di bambini abbia servito le forze armate del Paraguay e problemi analoghi siano stati riportati in Messico.

  • Oltre 14 mila bambini colombiani hanno combattuto con i guerriglieri o con i paramilitari.
  • In Paraguay, 56 minori di diciotto anni sono morti durante il servizio militare obbligatorio, sei di loro soltanto nel 2000.
  • Gli Stati Uniti hanno riconosciuto che soldati diciassettenni hanno partecipato ad operazioni militari durante la Guerra del Golfo, in Somalia e in Bosnia.

Asia e Pacifico
I paesi maggiormente coinvolti nella regione sono stati l'Afghanistan, il Myanmar, lo Sry Lanka e, fino a non molto tempo fa, la Cambogia.

  • I talebani, che controllano gran parte del territorio afghano, continuano a reclutare giovani addestrati e indottrinati nelle scuole islamiche o "madrasas" nel vicino Pakistan. L'Alleanza settentrionale avrebbe anche intensificato il reclutamento di bambini da quando la sua situazione militare si è deteriorata.
  • Il Myanmar ha uno dei più alti numeri di bambini soldato nel mondo, sia nelle forze armate del governo sia nei gruppi armati non governativi.
  • Le Tigri per la liberazione del Tamil Ealal (Ltte) dello Sry Lanka hanno migliaia di bambini che militano nelle loro fila, a dispetto dei ripetuti impegni a non reclutare minori di 17 anni.
  • Bambini si sono uniti alle milizie politiche e settarie in Indonesia e stanno combattendo in Aceh, Papua e Kalimantan.

Europa, Russia e Asia centrale
Bambini hanno partecipato in alcuni conflitti europei negli anni recenti, la maggior parte nei gruppi armati di opposizione ma alcune volte con gruppi paramilitari filogovernativi.
I minori hanno agito come spie, hanno consegnato messaggi, trasportato armi e munizioni e, inevitabilmente, hanno ucciso e sono stati uccisi i Bosnia-Herzegovina, Cecenia, Nagorno-Karabakh, Turchia sud orientale, Kosovo e Macedonia.

  • Nelle ultime due settimane, un comandante ribelle albanese ha dichiarato ai giornalisti che l'Esercito di liberazione nazionale sta usando dei bambini contro le forze governative in Macedonia.
  • Ci sono rapporti sconvolgenti riguardanti la presenza di giovani orfani o bambini di strada anche di nove anni presso unità e campi militari in Russia.
  • Il Regno Unito è l'unico paese europeo che abitualmente manda in combattimento ragazzi di 17 anni, anche se non è loro permesso dalle leggi nazionali bere, votare alle elezioni o anche unirsi alle forze di polizia.
  • Oltre la metà di tutti gli stati membri dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) accettano minori di 18 anni nelle proprie forze armate.

Il "Global Report on Child Soldiers 2001" è disponibile anche in internet, visitando il sito www.child-soldiers.org. Per maggiori informazioni: http://www.bambinisoldato.it/