TV E GUASTI EDUCATIVI

I benpensanti si affanno a criticare la televisione per qualche "culo nudo" e qualche omicidio di troppo, per la disinformazione giornalistica e per la volgarità del linguaggio. Tutto questo a poco a che fare con l'educazione dei minori come degli adulti. Poichè l'educazione avviene per identificazione, i programmi più "pornografici" e diseducativi sono le telenovelas in genere, e i più recenti "reality show". Questi spettacoli hanno la pericolosità della reiterazione quotidiana, e della finzione di mettere in scena "gente comune": due forti fattori di manipolazione identificatoria. La quale si basa sul principio del "siamo tutti uguali", quindi 1) puoi evitare di vivere la vita in prima persona, visto che gente come te la vive al tuo posto, e tu puoi guardare; 2) se proprio vuoi vivere una tua vita, segui i comportamenti dei tuoi oggetti di identificazione.

La telenovela regina è "Beautiful", la cui eroina principale passa il tempo a indicare il matrimonio e la famiglia come ideali centrali. Per lei la famiglia è talmente importante che va letto col patriarca, un suo figlio vero, un figliastro e (recentemente) il fratello di quest'ultimo. Per chiudere il cerchio, non si fa mancare una scappatella (e conseguente parto) col marito della figlia.

I maggiori reality show di questi giorni presentano due "crisi" davvero esemplari, la cui soluzione è un veleno peggiore di 100 serate di Porta a Porta o del Costanzo show.

In uno, il Grande Fratello, succede che i quattro superstiti si accordano per votare in modo da non eliminarsi a vicenda. La presentatrice minaccia provvedimenti per punire un accordo che minerebbe il "regolamento", quindi due dei quattro votano in modo da eliminare gli altri due che restano fedeli all'accordo. Reazioni dei giovani che si identificano coi "traditori": hanno fatto bene, il regolamento si rispetta, è solo un gioco.

Nell'altro, La Fattoria, un tale (apparentemente vicino ai 50 anni) si fa sfuggire una bestemmia. La cosa dovrebbe essere normale in uno show che dice di essere "reale" e in un Paese nel quale 2 adulti su 3 farciscono le frasi con parolacce e bestemmie, come interiezioni letterarie. Invece no. Forse per creare un caso, la regia espelle il bestemmiatore. Riunione del gruppo, con lacrimazioni generali, e uscita del reietto dalla Fattoria. Nessuna messa in discussione del potere di espulsione di una regia che si comporta come un vecchio parroco d'Oratorio (vecchio perchè gli attuali non fanno più caso alle parolacce e alle bestemmie).

Insegnamenti educativi sottostanti:

1) se hai la famiglia come valore primario, tutto il resto passa in secondo piano

2) i regolamenti sono indiscutibili e i tradimenti della parola data sono una furbata

3) la regìa (l'autorità) ha tutti i diritti di punire i ragazzi cattivi (anche se hanno 50 anni)

Ecco l'Italia. Un popolo educato dal familismo, che facilmente degenera nell' incesto e nella mafia. Un popolo educato ad essere ligio a tutti i regolamenti e insieme comprensivo verso tutti i tradimenti. Un popolo che accetta ogni emarginazione o punizione proveniente dall'autorità, ma piange tanto per la "vittima".

Mircea Meti