TV SPAZZATURA: quando la TV ammazza l'Educazione (inviaci le Tue segnalazioni)

Che peccato la tv assetata di denaro (di Paola Fosson)

La nuova oscenità: il Grande Fratello
(di Comenius)


Chi ha l’occasione di vedere prima del Tgi delle 20, e poi appena dopo Biagi, il programma televisivo di Amadeus, il gioco a premi “Quiz Show”, dovrebbe rimanere sconcertato. Perché è un’angoscia, nel vero senso della parola. Scenografia scarna, con un qualcosa di... metallico. Luci azzurrognole da sala operatoria o rievocative di film di fantascienza. Con riflessi color giallo oro, naturalmente. Ambiente... gelido; musica a ritmo cadenzato e insistente. Le domande del conduttore il più delle volte banali e scontate. Gli occhi di Amadeus: non li avete mai osservati? Che incubo!
Occhi di ghiaccio, che fissano, scrutano, interrogano e sca­vano quasi fossero punte di un trapano. Per far sentire al con­duttore tutta la responsabilità della vittoria come della scon­fitta. Per dirgli di fare attenzione, di concentrarsi, di riflette­re, di prendere tempo oppure per dirgli che non c’è più tem­po. Per convincere che “Quiz Show” è un’occasione assoluta­mente unica, da non perdere. Pause spesso interminabili: da parte di chi pone la domanda e di chi deve dare la risposta. Nel tentativo di rincorrere i minuti o di fermarli.

Sudore, tensione, impazienza spasmodica del concorrente di sapere se ha indovinato o meno la risposta esatta. Pesanti silenzi che fanno salire l’adrenalina, che creano un’attesa nervosissima. Da infarto. Il concorrente, con le vene del collo visibilmente gonfie, continua a ripetere a sestesso, quasi per scaramanzia, che tanto è solo un gioco”! Ma chi vorrebbe perdere l'occasione di una vita? Di certo non i 6 milioni di ascoltatori che pazientemente aspettano di essere baciati dalla fortuna. E così la sete di denaro man mano cresce; diventa arsura.

Una febbre che per placarsi si affida al gioco. L’obiettivo? Divertirsi, senza dubbio, ma più ancora ottenere soldi, possibilmente tanti, subito e senza troppa fatica. Ve ne sarete accorti che, da un po' di tempo - forse per catturare più audience - il programma di Amadeus ha una variante: il “Mini Quiz Show”, che chiama a... divertirsi non solo i grandi, ma anche i bambini. La dinamica è sempre la stessa.

Questa volta però i milioni che vengono dati al vincitore hanno il nome di borsa di studio. La gara apparentemente è simpatica, perché i bambini sono più spontanei, meno preoccupati degli adulti della bella figura e del successo. Anche se, purtroppo, qui sono adulti in miniatura e bambini spesso trasformati in scimmiette ammaestrate, osannate dal battimani e dai sorrisi di genitori e parenti soddisfatti. Che non sembrano affatto preoccupati se il messaggio che comunque fa da ossatura alla trasmissione è sempre lo stesso: come ottenere denaro. Un messaggio sottile, insinuante che non potrà non far breccia nella mente dei piccoli e trasmettere loro un modo di percepire la realtà alquanto distorto.

Per cui il denaro anziché essere considerato un bene neces­sario e utile, che si guadagna, che è frutto di un lavoro il più delle volte faticoso, che richiede tenacia e costanza, sarà visto piuttosto come il traguardo più importante nella vita di una persona, da raggiungere in fretta e senza troppo sudare. La borsa di studio, che normalmente premia il merito di chi stu­dia seriamente, diventerà invece il premio dei pappagalli, dei pigri e dei furbacchioni. Ma una volta finito il gioco, quando i bambini diventeranno ragazzi, e poi adulti, quali comporta­menti adotteranno nella vita vera? Sbaglia chi pensa che la tivù non educhi, perché lo fa: spesso diseducando. Un vero peccato!


Il Grande Fratello è l'estrema frontiera della nuova oscenità post-moderna. Fra l'ammiccamento e la simulazione della quotidianità, il Grande Fratello mette sulla scena corpi, sentimenti, valori nel modo più spudorato e intrusivo. Il fatto che emerga qua e là il carattere artefatto di molte situazioni (qualcuno evidentemente le pensa a tavolino) non riduce l'intenzione di "verità" che aggrava il messaggio complessivo. Almeno i film e certe fiction o telenovelas, sono una finzione evidente e quindi tutelano lo spettatore con l'alibi dell'artificio. Un fallo di cartone indossato sopra i pantaloni è un'evidente finzione che, col grottesco, difende lo spettatore dalla spinta all'imitazione nè mina l'identità dell'imitatore che, evidentemente, finge l'oscenità. Una videocamera inserita in un bide' è invece oscenita' pura in quanto mostra la verita' e umilia l'attore, che diventa vittima, come lo spettatore che diventa invasore violento.

Il Grande Fratello propone uno spaccato di vita quotidiana "vera" inserita sotto il vuoto di un esperimento da topi, togliendo agli attori ogni difesa ed agli spettatori ogni alibi, dati dalla finzione teatrale. Per gli spattatori ciò che vedono qui è vero e quindi diventa un modello di comportamento. Quali messaggi manda questo modello?

  1. Lavorare, studiare, affaticarsi per una carriera o solo per mantenere se stessi ed una famiglia è inutile
  2. L'asservimento acritico ad un regista televisivo ed alle regole che pone, per quanto demenziali ed autoritarie, è naturale come respirare
  3. I legami interpersonali sono fondati sull'ipocrisia e sul tradimento: gli stessi "amici" che ti sorridono a tavola sono quelli che ti segnalano per l'espulsione
  4. La messa "in piazza" televisiva di corpi nudi, sentimenti, emozioni e valori, che nella vita reale sono abitualmente repressi o nascosti, è cosa buona e doverosa
  5. Un prodotto televisivo ed i relativi sponsor vengono mascherati da "fatto di costume" e diventano argomento di cronaca giornalistica, il che aumenta l'effetto "verità"

Il Grande Fratello è un apripista per qualcosa di "più vero" che possiamo aspettarci dai prossimi programmi:

  • Il Grande Occhio: rete di webcam nelle toilettes delle autostrade; dei cinema; degli ospedali
  • Il Grande Medico: messa in onda di trapianti, aborti ed eutanasìe;
  • Dentro di noi: serie su ispezioni ginecologiche ed urologiche
  • Giustizia è fatta: esecuzioni, mutilazioni, torture in diretta dalle prigioni di tutto il mondo;
  • Perche' si muore?: illustrazione delle varie malattie tramite l'autopsia di cadaveri
  • Amica Morte: suicidi originali (meglio se di massa)

Per la verità esistono già webcam che riprendono la vita vera 24 ore su 24, nelle case di compiacenti signorine, ma non essendoci nè regìa ne sponsor, non siamo ancora riusciti a farli diventare programmi di prima serata. Vite troppo normali e monotone. Forse se qualcuno riuscisse a mettere una webcam nella tenda e nella toilette di Bin Laden......