Note
Struttura
I Falsi Miti dei giovani
     dfrancotassone@cdg.it
Falsi Miti
Sotto la spinta dylaniana Francesco Guccini partorì:
 Noi non ci saremo, Noi, Dio è morto, Per fare un uomo lanciate dal complesso dei Nomadi sorto nel 1963 per mano di Beppe Carletti e di Augusto Daolio.
Risaputa è la collera che scatenarono Dio è morto e Per fare un uomo nei benpensanti di ogni specie. Canzoni che parlavano apertamente di corruzione e meschinità, di falsi miti e di falsi dei.
La RAI le censurò entrambe, ma il pubblico reagì facendone una bandiera del nuovo modo di pensare che trovava in certe fasce della popolazione sempre più adepti.
Teorie mitologiche
MITO E LOGOS. Il termine mito è stato assunto nel linguaggio comune, giovanile con una certa spigliatezza.
Mito è narrazione, racconto, evocazione, commemorazione di storie dotate di una intrinseca completezza e significatività semantica.
Il mito (storia) viene contrapposto al logos (ragione), con una forzatura che talvolta ha imprigionato l’idea di mito all’interno di concetti negativi infelici, evocatori di irrazionalità e di tensioni inconcepibili per la mente razionale.
I miti non sono favole, ma un’opposizione ancora attuale alle forme più temibili di certi ragionamenti e logiche umane.
"vivere senza miti è tristissimo come dover vivere senza letteratura e poesia“ Hillman
Per esempio, il mito del cambiamento.
In un mondo che si evolve in continuazione tutto deve essere nuovo. Il "vecchio" non ha più valore.
Il primato della tecnologia come nuovo ordinatore del mondo, subentrato anche nella didattica.
Il mito della valutazione come esercizio di controllo
Il mito dell’intelligenza emotiva, intesa come strumento di successo sia nella vita privata che pubblica in ambito scolastico e lavorativo, da valutare secondo quozienti prestabiliti
"Voglio una vita "maleducata"
Voglio una vita "maleducata"
di quelle vite fatte fatte così.
Voglio una vita "che se ne frega"
che se ne frega di tutto siiii !
Voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non "dormi" mai,
voglio una vita, di quelle che non si sa mai!
E poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al Roxy Bar
oppure non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai,
ognuno col suo viaggio, ognuno "diverso"
e ognuno in fondo "perso" dietro i fatti suoi!
Voglio una vita spericolata !
Voglio una vita come quella dei films!!
Voglio una vita esagerata !
Voglio una vita come Steve McQueen!!
Voglio una vita che non è mai tardi
di quelle che non "dormi" maiiii
voglio una vita, la voglio piena di guai!
"1)"
1) La maleducazione - (rispetto delle regole)
2) La casualità - (vita regimata, che segue il clichè)
3) Il menefreghismo - (rispetto delle cose, del denaro)
4) Il disordine esistenziale - (rispetto degli orari e del ritmo naturale)
5) Bere come le star nei posti "giusti" - ( non bere, non imitare, né frequentare i posti in cui si va per farsi vedere)
6) L'isolamento, la solitudine - (il vivere insieme agli altri interessandosi dei loro guai)
7) Il viaggiare da soli - (percorrere insieme un itinerario esistenziale)
8) La diversità ricercata ma sofferta - (l'omologazione del gruppo)
9) Il ripiegarsi sui fatti propri - (Il ritrovare se stesso nel rapporto con gli altri)
10) La vita spericolata - (La vita ordinaria, il bisogno di sicurezza)
11) L'imitazione dei miti del cinema - (Il senso del proprio limite ed il non farsi influenzare)
12) L'esagerazione, anche al di là del realistico - (La moderazione ed il costante aggancio alla realtà)
13) La vita piena di guai o comunque di cose diverse dal normale per esaltarmi - (Mi accontento della vita che ho e cerco di evitare i guai)
14) Ti faccio vedere io che vita farò... - (Ti offro un futuro forse mediocre ma pieno di certezza)
1) La maleducazione (rispetto delle regole)
NARCISISTI:   realtà rifiutata
-        problemi di comportamento
 Ritiro sociale
Acting-out
Scissione
Proiezione
Negazione
Fissazione
Regressione
Annullamento retroattivo
2) La casualità  
(vita regimata, che segue il cliché)
IMMATURI
-     realtà trasformata
-     problemi di immagine propria ed altrui
Onnipotenza
Idealizzazione primitiva
Rivolgimento verso se stessi
Fantasie schizoidi
Pensiero magico
Incapacità di relazioni sociali
3) Il menefreghismo        (rispetto delle cose, del denaro…)
NEVROTICI
-           realtà reinterpretata
-          problemi di autostima
Formazione reattiva
Compensazione
Razionalizzazione
Intellettualizzazione
Isolamento
Spostamento
Repressione
Incapacità di gioire di sé e della vita
4) Il disordine esistenziale (rispetto degli orari e del ritmo naturale)
MATURE:
 MECCANISMI PROTETTIVI DI CONTROLLO
 -           realtà accettata
        -      capacità creativa
Soppressione
Anticipazione
Umorismo
Costruttività
5) Bere come le star nei posti "giusti"
(che non imita e beve né frequenta i posti in cui si va per farsi vedere)
I meccanismi di difesa (teorizzati da Freud e dalla psicanalisi), assolvono a diversi scopi:
     ü     mantenere l’equilibro dell’Io di fronte a situazioni difficili
     ü      proteggere o restaurare la stima di sé minacciata dalle forze pulsionali
 ü       neutralizzare conflitti con persone o parti della realtà sentiti come altrimenti irrisolvibili.
6) L'isolamento, la solitudine
(il vivere insieme agli altri interessandosi dei loro guai)
  Ci consentono : di evitare un confronto (dall’esito incerto) con stimoli interni o esterni pericolosi
  di avere gratificazioni sostitutive che portano ad un livello sopportabile la frustrazione.
negano, falsificano o deformano la realtà interna ed esterna
      sono automatici e non atti deliberati
    operano nell’inconscio così che la persona non è consapevole di ciò che avviene.
7) Il viaggiare da soli
(percorrere insieme un itinerario esistenziale)
    Ritiro sociale ci si ripiega su se stessi, rifugiandosi nella routine o in un gruppo di appartenenza
8) La diversità ricercata ma sofferta  (l'omologazione del gruppo)
       J   Pensiero magico
E’ l’atteggiamento di chi pensa che fare un bel piano sia sufficiente ad ottenere uno scopo.
Maggiore è lo squilibrio tra bisogni e realtà e maggiore è l’uso di questa difesa. Maggiore è l’importanza della decisione, maggiore è la probabilità di affidarsi ad essa
(“per organizzarsi la giornata l’uomo usa la logica, per decidere della vita può servirsi della fantasia”).
9) Il ripiegarsi sui fatti propri  (Il ritrovare se stesso nel rapporto
con gli altri)
J   Scissione (splitting) alternativa attivazione di stati dell’Io contraddittori e tenuti separati l’uno dall’altro, ma entrambi attivi in modo alternato   (si tende a vedere, in fasi successive, tutto nero o tutto bianco in sé o negli altri).
Qui l’Io non è bene integrato nelle sue funzioni  e rifiutato nelle sue ambivalenze.
10) La vita spericolata  (La vita ordinaria, il bisogno di sicurezza)
       J   Proiezione
se un pericolo, che mina il nostro Io, viene dall’interno, lo proiettiamo fuori di noi, attribuendolo ad un altro (pagliuzza-trave). Possiamo agire in modo:
       supplementare – non riconoscere l’impulso e attribuirlo all’altro (non sono io ad avere il nervoso ma sei tu)
        complementare – attribuire all’altro i motivi che spiegherebbero i propri turbamenti (è colpa tua se ho il nervoso)
11) L'imitazione dei miti del cinema  (Il senso del proprio limite ed il non farsi influenzare)
      J   Idealizzazione primitiva tendenza a vedere situazioni, persone o ideali come totalmente buoni, in modo da neutralizzare gli aspetti negativi di essi o su essi proiettati. :   le contaminazioni date dalla realtà con i suoi limiti  gli attacchi all’oggetto dell’idealizzazione, da parte dei nostri affetti contrari
il senso dell’onnipotenza personale  i dubbi e le incertezze (ce la farò?)
E’ la dipendenza del discepolo dal leader (vedi anche dissolvimento nella psiche collettiva)
12) L'esagerazione, anche al di là del realistico
 (La moderazione ed il costante aggancio
alla realtà)
 J   Negazione  aspetti dolorosi della realtà sono inconsciamente trattati negando la loro esistenza. Essa annulla l’esame critico della realtà degli oggetti e si colloca dunque all’opposto della sanità.  A mano a mano che si avanza nella consapevolezza le si sostituisce la repressione e poi la soppressione.
13) La vita piena di guai o comunque di cose diverse dal normale per esaltarmi
(Mi accontento della vita che ho e cerco
di evitare i guai)
  J   Regressione
 si regredisce ad un precedente stadio di sviluppo. Di solito la stadio della regressione è uno stadio male superato, nel quel abbiamo abbandonato un conflitto non risolto (evasioni nel passato…).
Se temporanea e circoscritta può non recare danni ma se protratta, può estendersi ad altri aspetti della personalità.
14) Ti faccio vedere io che vita farò...
(Ti offro un futuro forse mediocre
ma pieno di certezza)
Problemi di Immagine
J   Onnipotenza  tendenza a fantasie e comportamenti che tradiscono una pretesa di potere assoluto (privilegi, oggetti…). Nasconde insicurezza e svalutazione (l’oggetto insufficiente si scarta)
il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro su bambini e ragazzi
Dalla ricerca si evince che tra gli adolescenti il mammismo prevale tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Secondo la ricerca infatti il desiderio di indipendenza è maggiormente sentito dalle ragazze che nel 51,3% dei casi affermano di voler vivere da sole appena possibile contro il 47,5% dei ragazzi.
Il 92,4% dei ragazzi hanno individuato innanzitutto in una vita familiare serena l'elemento in grado di trasmettere loro un certo sentimento di sicurezza e la garanzia di un «cantuccio ideale» in cui potersi raccogliere, per un momento lontani dalle inquietudini e dalle angosce del mondo. Lo conferma il fatto che il 60,6% dei giovani afferma che nei momenti difficili i genitori ci sono sempre. Il 79,9% dei ragazzi ritiene che le decisioni importanti che li riguardano vengono prese insieme ai propri genitori; il 90,6% di loro riconosce che le proprie richieste e i propri desideri vengono accolti.
il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro su bambini e ragazzi
Mammoni, schiavi degli sms, favorevoli al divorzio ma contrari all'aborto. Questi gli adolescenti italiani che nell’indagine sono individuati in 4 tipologie comportamentali:
CONFORMISTI
SINTETICI
ANFIBI
VIRTUOSI
Tra le 'patologie tecnologiche' per i minori e' la 'Cyber relationship addiction' (dipendenza da cyber-relazioni) e l'epilessia da videogame.
In Italia si contano circa 10 mila casi di epilessia, il 3% di questi casi e' causato da videogiochi. Si stima che sia attribuibile ad essi il 10% di quei casi di epilessia che interessano soggetti tra i 7 e 19 anni.
"Educare non è un mestiere"
Educare non è un mestiere, cioè non è un modo per gratificarsi e sentirsi meno inutili e tanto meno un mezzo solo per guadagnarsi da vivere con uno stipendio discreto. La buona volontà non basta, è indispensabile una costante formazione pedagogico-esperienziale, con uno stile di vita fortemente essenzializzato e anticonsumista, per meglio far crescere certi valori essenziali.
"Il grande problema non è..."
Il grande problema non è solo quello dei giovani devianti, o meglio di quelli che certe fasce del nostro mondo hanno contribuito a deviare, ma il grosso e spesso minimizzato problema è quello degli operatori per cui è necessario che siano preparati, dotati di particolare equilibrio, sensibilità, moralità.
"Sono convinto che è ancora..."
Sono convinto che è ancora possibile trovare grandi formatori, non da palcoscenico, ma dal vissuto conquistato e sperimentato, conoscitori coraggiosi dei grandi movimenti giovanili con le loro lacerazioni e le loro infiammate intuizioni, veri Maestri che sanno affascinare e rispettosamente amare i loro discepoli, incoraggiandoli e aiutandoli ad interiorizzare e consolidare profonde relazioni.
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"Anglani B."
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