Stimolo Corte di Equità - autunno 2008
Due disfunzioni relazionali: esofilìa e prosfilìa (G.Contessa)

La relazione è un legame. La sua funzionalità risiede nel grado di soddisfazione di entrambi i poli di questo legame. Nel linguaggio comune definiamo altruisti coloro che sono capaci di attivare legami altamente soddisfacenti sia nella sfera della prossimità, sia nell'ambito sociale allargato. Consideriamo "altruisti" coloro che ascoltano, rispettano, valorizzano ed amano sia i vicini (partners, parenti, amici, allievi o maestri) che i lontani (vicinato, concittadini, e altri membri del consorzio umano). Consideriamo, al contrario, "egoisti" coloro che attivano legami, magari utili a se stessi, ma poco soddisfacenti per i vicini o i lontani in genere.

Non esistono invece termini che descrivano due atteggiamenti molto diffusi oggi, e che sembrano colpire la grande maggioranza degli esseri umani. Altruisti ed agoisti sono infatti comportamenti estremi piuttosto rari.

Definiamo il primo di questi due atteggiamenti come "prosfiliaco". Esso si presenta in un quadro di chiusura difensiva, basata su condizioni particolari di tipo economico, o culturale o razziale o semplicemente affettiva. I prosfiliaci amano i vicini molto più che i lontani; a volte amano solo i vicini e considerano i lontani con ostilità o disprezzo. A titolo di esempio, ecco un breve elenco dei tipi evidenti di prosfilìa:

  • i genitori che considerano i loro figli meravigliosi, e i figli degli altri solo "cattive compagnie"
  • i membri di una famiglia o di un gruppo che si vede come un clan in lotta col mondo
  • gli amici che si danno sempre ragione, nei confronti di terzi, a prescindere dalla situazione
  • i politici che considerano un complotto ogni critica fatta al loro partito o cricca
  • i soggetti disposti a uccidere o morire per le persone che amano

Il substrato psicologico prevalente nella prosfilìa è quella che M.Klein definiva "posizione persecutoria", nel senso che il mondo allargato è vissuto come una minaccia al mondo ristretto degli affetti.

Definiamo il secondo atteggiamento con neologismo di "esofiliaco". Gli esofiliaci sono coloro che mostrano più amore per i lontani che per i vicini; a volte amano solo i lontani e trattano i vicini come scomode appendici. L'attegiamento esofiliaco si presenta in un quadro di estroversione, socialità ed altruismo tutto centrato sulle relazioni sociali a scapito di quelle degli affetti ristretti. A titolo di esempio, ecco un breve elenco dei tipi evidenti di esofilìa:

  • i genitori che considerano i figli (o i partners che considerano i partners) degli altri sempre migliori dei propri
  • i membri di una famiglia o di un gruppo che fanno di tutto per uscirne; che all'esterno sono allegri e loquaci, collaborativi e seducenti, mentre all'interno sono tutto il contrario
  • gli amici o i parenti che si danno sempre torto, nei confronti di terzi, a prescindere dalla situazione
  • i politici che si fanno un vanto nel criticare la loro parte e fare ogni sforzo per dialogare con gli esterni
  • i soggetti dispositi a morire per un'idea o un popolo africano, mai per i vicini

Il substrato psicologico prevalente nella prosfilìa è quella che M.Klein definiva "posizione depressiva", nel senso che il mondo ristretto degli affetti è vissuto come colpa da redimere con la ipersottomissione al mondo.

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