Proibizionismo idiota, criminale e perdente (E.Georgiakis)
Al Capone, i cartelli della droga e i mercanti di schiavi


Il paradosso è che i proibizionisti di solito accusano gli anti-proibizionisti di ideologismo, utopìa e inegnuità. Mentre i proibizionisti hanno trascinato e tutt'oggi trascinano il pianeta in continue "guerre", tutte regolarmente perse: a dimostrazione che è il proibiziosmo ad essere ideologico, utopico e ingenuo.

1. Proibizionismo verso l'alcool: guerra persa

Con il termine proibizionismo s'intende per antonomasia il periodo fra il 1919 e il 1933 in cui negli Stati Uniti, tramite il XVIII emendamento e il Volstead Act, venne sancito il bando sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool.

Il Proibizionismo e i "ruggenti anni venti" furono indissolubilmente collegati alla nascita del fenomeno noto come gangsterismo, periodo la cui figura di spicco fu Al Capone. La sua fortuna infatti, così come quella di molti altri criminali, fu raggiunta tramite i proventi del traffico di alcol, sfruttando la proibizione e la conseguente crescita esponenziale del prezzo. Oltre a ciò, essendo la sostanza in questione non controllata e illecita, era possibile utilizzare metodi estranei al comune mercato per imporre il proprio prodotto e/o ottenere condizioni più favorevoli in generale.

Inutile ricordare che saggiamente, dopo solo 15 anni, il proibizionismo verso l'alcol è cessato e oggi riguarda solo la cultura musulmana. La sanguinosa "guerra all'alcol", dopo aver causato centinaia di morti e aver sviluppato il crimine arganizzato, è stata la prima guerra vistosamente persa dalla modernità contro i suoi problemi interni.

2. Proibizionismo verso la droga: guerra persa

La messa al bando di ogni narcotico fu dovuta in gran parte a Harry Jacob Anslinger (1892 - 1975), funzionario governativo negli anni ’30, che riteneva l’uso della cannabis appannaggio di “negri, ispanici, filippini e artisti”, che generava musiche come il jazz e lo swing e che spingeva le donne a fare sesso con le suddette minoranze etniche. Richard Milhous Nixon (1913-1994) legò la droga a comunismo e omosessualità, nemici della forte società americana e quindi tesi alla sua distruzione. Ronald Wilson Reagan (1911-2004) si spinse oltre, ma solo perché nel frattempo comparve l’aids. Quindi se la droga portava all’omosessualità, questa di conseguenza causava il contagio dell’HIV.

Oggi l''Onu ha stimato in 250 mila i morti annuali dovuti al consumo di droghe nel mondo. I decessi da abuso di stupefacenti in Italia nei solo tre lustri 1990-2006 è stimato in 16.173. Nel 2014 in Italia sono morte 313 persone a causa delle droghe assunte. Ma la droga dilaga nel Belpaese dagli anni sessanta e oggi comprare droga è più facile che comprare il pane: ci sono più punti di distribuzione. In queste stime non rientrano i morti nelle sparatorie per droga fra spacciatori, trafficanti, poliziotti e passanti innocenti. In Messico, la stima totale è di citca 83.000 omicidi dal 2007 al 31 ottobre 2012: più di sedicimila decessi l'anno.

Si stima in circa 24 miliardi di euro il fatturato del mercato della droga in Italia e di oltre 300 miliardi nel mondo. Con questi fatturati il traffico di droghe è la quinta impresa nazionale. E l'ottava impresa mondiale. Significa che i signori della droga sono proprietari di una buona fetta dell'economia italiana e planetaria. Negli ultimi 40 anni sono stati spesi oltre 1.000 miliardi di dollari (un trilione) solo nel Nord America per combattere la droga: il che forse spiega il pessimo stato dei servizi sociali in quel Paese. Una Relazione Annuale al Parlamento su droga e dipendenze evidenzia che, tra il 2008 e il 2013, sono stati spesi in media circa 180 milioni di euro l'anno in attività di contrasto legate alla droga: più di un miliardo in sei anni, di soldi sottatti al welfare.

Nel 1973 vi erano 328.670 arresti registrati negli USA dall’FBI per violazioni delle leggi sulle droghe. Nel 2007 1.841.182 arresti, ovvero un incremento del 460,2% in 34 anni. Nel 2008 gli arresti sono stati 1.702.537, e di questi 847.863, ovvero il 49,8%, per reati collegati alla sola cannabis, di cui 754.224 per semplice possesso (traffico e vendita di cannabis 93.640 arresti).

Gli Stati Uniti d'America hanno la più numerosa popolazione carceraria del mondo. Con meno del 5% della popolazione mondiale, gli USA hanno circa il 25% della popolazione carceraria mondiale. Secondo un rapporto del Dipartimento di Giustizia USA del 2006, oltre 7,2 milioni di persone erano in quel momento in prigione o sotto varie forme di custodia, ossia circa 1 americano su 32. In Italia, abbiamo 1 persona su 1000 nelle stesse condizioni. Secondo l'International Centre of Prison Studies presso il King's College London, di questi 7,2 milioni, 2,3 sono effettivamente in prigione.

La "guerra alla droga" è una delle più clamorose e costose sconfitte delle società moderne.

3. Proibizionismo verso la prostituzione: guerra persa

La New York Society for the Suppression of Vice, tramite il fondatore Anthony Comstock (1844 -1915) , dopo anni di pressioni al Congresso degli Stati Uniti riuscì a far promulgare una legge che proibiva la spedizione a mezzo posta di stampe erotiche di ogni tipo (libri, riviste, foto, giornali, perfino pubblicazioni riguardo al controllo delle nascite e testi di biologia che mostrassero rappresentazioni accurate del corpo umano) e addirittura di corrispondenza epistolare privata con accenni o riferimenti di natura sessuale; vi fu persino un tentativo di vietare nei musei le statue e i quadri di nudo.

Oggi il mercato della prostituzione in Italia genera un giro d’affari stimato in 3,6 miliardi di euro annui (tutti esentasse), coinvolgendo in modo attivo circa 90.000 operatori del sesso per un numero di clienti che raggiunge i 3 milioni di cittadini. Il giro d'affari della prostituzione negli Usa è calcolato attorno ai 14 miliardi di dollari all'anno.

Dai dati dell'Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime) e dell'Icmpd (International Centre for Migration Policy Development) emerge che la tratta di schiavi sessuali ha fatto in Europa 52.340 vittime in soli 5 anni (dal 2003 al 2007) e nel mondo, secondo l'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (IOM) dai 2 ai 4 milioni. Ma tutti gli osservatori concordano sulla pesante sottostima di questi dati.

La prostituzione in Italia non è illegale solo se selvaggia, mentre lo è se è organizzata. Il proibizionismo, cioè la mancata legalizzazione della prostituzione come una qualsiasi professione sanitaria o d'aiuto. favorisce i fatturati in nero dei trafficanti, l'evasione delle tasse, la riduzione in schiavitù di molti esseri umani, la diffusione di violenze e malattie. Malgrado ciò, la prostituzione è sempre più diffusa, anche come secondo lavoro di casalinghe e studentesse (o giovani disoccupati)

La "guerra" alla prostituzione è la terza guerra, interna all'Occidente, vistosamente persa.

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