Quanti anni aveva Edipo quando ha ucciso Laio? by Eva Zenith*

 

I recenti crimini di minori contro i familiari fanno giustamente scalpore. Tuttavia le riflessioni circolanti sembrano più esorcismi che analisi. Si accusa la generale caduta dei valori, l'assenza della famiglia e della scuola, il deserto culturale della comunità, il materialismo dilagante, l'influenza dei media vecchi e nuovi. Riflessioni che non spiegano come mai, malgrado tutti questi fattori (che pure esistono), non registriamo massacri quotidiani di padri e madri.
Tutti trascurano la spiegazione più ovvia, cioè che esiste il male e che i criminali sono fra noi come lo sono i benefattori. Il bene non ha un perchè e nemmeno il male ne ha. La negazione del male si accompagna spesso ad una sottile forma di giustificazionismo, che sembra essere riconosciuto sia alle madri che ai figli. I padri che uccidono i figli sono sempre animali. Le madri che uccidono i figli (casi recentissimi) sono sventurate. I figli che uccidono la madre, il padre, i due genitori o l'intera famiglia sono giovani disadattati, per i quali progettare un veloce recupero.

Nel caso oggi in cronaca abbiamo un figlio che vuole morti i genitori perchè non lo valorizzano abbastanza. Il che lo rende un criminale pericoloso, che poteva fare strage di insegnanti, colleghi di lavoro, o fidanzata (altri soggetti potenzialmente svalutanti).
Ma abbiamo anche un "amico" (di cui tutti i compagni di scuola parlano benissimo) che ammazza a colpi d'ascia i genitori altrui, forse per soldi forse per amicizia. Se è per soldi, significa che è pronto per una carriera di killer a pagamento. Se è per l'amicizia invece è pronto a diventare il membro di un "gruppo di fuoco" della mafia o dell'ISIS: gruppi nei quali i legami amicali hanno grande peso.

La storia e la mitologia sono piene di omicidi e stragi familiari, da Caino a Edipo, da Medea a Nerone, al grande Costantino che uccise figlio, moglie e nipote. Perchè il male, il crimine sanguinoso, la strage famigliare sono intrinseci alla storia umana come il bene, la carità e l'amore. La banalità del male è come la banalità del bene. Ci accompagnano entrambi quotidianamente e sono sempre il frutto di una scelta, grazie alla libertà che Dio ci ha dato.

Il giustificazionismo serve a negare la "naturalità" del male, che fatichiamo a sopportare e che ci spaventa. Se il male è così onnipresente può essere accanto a noi, o anche dentro di noi. Così, la negazione del male si esprime nel giustificazionismo delle figure più idealizzate dalla nostra società: le donne, i minori, le famiglie.

La presunta santità e debolezza delle donne ci porta a stupirci quando una donna dirige una banda mafiosa, a compatire una madre che uccide i figli, a sorvolare sulle donne terroriste.

I minori, specie gli adolescenti e i giovani, sono una "invenzione sociale" del XX secolo. Prima di allora i bambini erano adulti incompleti, che diventavano presto maturi, senza passaggi intermedi. L'invenzione di queste nuove categorie sociali è stata accompagnata da una specie di santificazione che vede nei minori solo purezza, ingenuità e innocenza. Questa idealizzazione non è scalfita dalle frequesti crudeltà degli adolescenti e dei giovani verso i coetanei, o verso gli animali o verso la famiglia; dai minori che delinquono, rubando, scippando o sparando. E quando uccidono ci deve essere una causa esterna perchè non possono essere cattivi. I minori sono santi per definizione, e contro ogni prova contraria.

La illusione della sacralità della famiglia ci fa sorvolare che molto spesso è nella famiglia che tutti uccidono tutti: padri che uccidono le madri, genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i fratelli e i genitori....da secoli. E ci stupiamo sempre, quando accade.


* In margine al fatto di cronaca avvenuto il giorno 11-1-2017, quando sono stati uccisi Salvatore Vincelli, 59 anni, e sua moglie Nunzia Di Gianni, 45, ristoratori, ad opera del figlio sedicenne, aiutato da un complice diciassettenne

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