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Il tempo libero è stata una delle conquiste della seconda
metà del secolo scorso. Era considerato libero il tempo che
l'individuo dedicava a sè, all'ozio e alle sue passioni,
oltre al lavoro o allo studio, agli impegni familiari e domestici
e a quelli burocratici. Gradualmente il tempo libero è stato
colonizzato dal sistema economico e sociale, diventando "tempo
asservito".
Tempo libero come industria
Il fenomeno più cospicuo circa il tempo libero è la
sua progressiva trasformazione in industria. Il capitale ha colonizzato
ogni aspetto del tempo a disposizione degli individui, e la cultura
dominante lo ha ridotto a mero business. Tutto ciò che un
tempo si poteva fare gratis, oggi si paga. Non ci sono più
le colonie per bambini, ci sono i costosi "camps". Non
ci sono più i campetti di calcio di quartiere, ma solo campi
privati da prenotare. Sono quasi sparite le "spiagge libere",
sostituite da bagni a cinque stelle, coi relativi costi. Nessuno
va più semplicemente in bicicletta, a giocare a pallone,
o a correre nei prati prima di aver acquistato una costosa divisa
e carissimi accessori. Nessuno può fare campeggio o mettere
una roulotte dove preferisce: deve posizionarsi in costose aree
attrezzate. I cinemini di quartiere (600 lire tre films più
"lascia o raddoppia") sono stati sostituite dalle multisale,
dove si arriva solo con auto e vendono biglietti a peso d'oro. I
juke-box sono spariti e se vuoi sentire musica devi andare a un
concerto o in una discoteca, dove non basta più una monetina.
Di fare un ballo dove senti un po' di musica, non se ne parla: puoi
farlo solo dove esiste una licenza per la danza. Sei pazzo se organizzi
una festa da ballo con gli amici a casa tua: arriva la SIAE e ti
multa per evasione dei diritti d'autore. Se poi ti fai dare qualche
soldo dagli amici per dividere le spese, arrivano le "teste
di cuoio" che ti arrestano per evasione fiscale. Se lasci in
bellavista un fiasco di vino o una bottiglia di grappa, rischi la
galera per distribuzione abusiva di superalcolici. Vuoi consumare
una merendina a scuola durante l'intervallo? Devi comprarla perchè
se te la fa la mamma non è in regola con l'igiene. Non puoi
pretendere di fare una grigliata fra amici in giardino, a spese
condivise: meglio andare al ristorante perchè non disponi
di una cappa anti-fumo, non hai il certificato sanitario, e non
dai lo scontrino agli amici che ti danno il loro contributo. Il
compleanno del tuo bambino a casa tua può essere organizzato
alla presenza della sola famiglia. Non puoi invitare gli amichetti
perchè non hai il certificato sanitario, l'assicurazione
per gli incidenti, o il diploma di educatore: meglio andare da MacDonald's.
Tempo libero fra iper-competenze e quasi-lavoro
I bambini tiravano due calci al pallone ogni giorno nel campetto
sotto casa o in strada. Oggi devono fare un corso di calcio, giocare
in una squadra, competere nei campionati giovanili, e puntare alla
professione di calciatore. Persino gli adulti fanno del calcetto
un quasi-lavoro. Se vuoi fare una nuotata in piscina d'inverno,
devi iscriverti a un "corso di nuoto", anche se di mestiere
fai il marinaio. Se vuoi andare in balera a fare quattro salti,
devi prima fare un corso di "salsa". Non si va più
a rimorchiare partners in balera, in spiaggia o al parchetto di
quartiere. Oggi si rimorchia sul web o nelle agenzie di incontri.
Oppure ci si iscrive a "corsi di seduzione". Il bambino
vuole prendere due sci e scivolare? Non senza aver prima fatto un
regolare corso. Per tirare due racchettate su un campo da tennis,
devi avere un maestro. Se il pargolo vuole strimpellare una chitarra
o picchiare sui tasti di un pianoforte, i genitori si precipitano
a contattare i relativi "maestri". Non parliamo delle
povere bambine infilate a forsa in sadiche "scuole di danza".
O trascinate in delirati concorsi di bellezza, gioia dei pedofili.
Quasi nessuna attività di tempo libero può essere
fatta senza competenze, e nessuna viene più fatta per il
solo piacere. Tutto è fatto in vista di una possibile futura
professsione. I diari scritti erano confessioni private delle fanciulle,
tenuti gelosamente segreti e usati come mero sfogo personale. Penna
e quaderno erano alla portata di chiunque. I blogs (versione post-moderna
del diario) richiedono mezzi economici e una certa competenza, vengono
pubblicizzati al massimo e aspirano a migliaia di followers per
poter produrre soldi: un'altra attività di tempo libero diventata
un quasi-lavoro.
Tempo libero come industria "favorita"
L'industria del tempo libero è anche privilegiata perchè
da una parte gode del privilegio di una forza lavoro stagionale,
pagata in nero, delocalizzata, e dall'altra perchè gode di
vistose fasce di esenzione pubblicitaria.
Gli operatori del turismo sono stagionali. I produttori di divise
e attrezzature sportive stanno in Cina. Gli operatori dello sport
sono volontari o finte partite Iva.
La pubblicità è sostituita da infinite markette televisive
e dal gossip della carta stampata. I libri, i dischi, i films, le
auto e le moto vengono presentati in tv come informazione, e sui
giornali come gossip. Una maglietta con la scritta FIAT o ILVA può
essere solo regalata dall'impresa per scopi pubblicitari. Se invece
la scritta riguarda un film, un attore, un libro, una squadra di
calcio, chi la porta deve comprarla e fare pubblicità gratuitamente.
Un concerto musicale non è più solo una esibizione
di gente che suona e canta. Tant'è che spesso è addirittura
gratuito. Un concerto è la promozione di un cd-rom, di gadgets
promozionali e infine un veicolo di pubblicità di birra o
altro. D'altronde non esiste quasi più sport esente da pubblicità.
Tempo libero come catena di montaggio dello svago
L'ozio, il vero tempo libero dell'antichità, era il contrario
del lavoro che veniva definito in negativo come neg-ozio. Il tempo
libero era il tempo dell'inattività, della conversazione,
della riflessione, del bagno alle terme, del fare del tutto slegato
dal dovere e da un obiettivo.
Oggi i bambini sperimentano la catena di montaggio dello svago:
dalla lezione di karate a quella di piano; dalla lezione di calcio
a quella di ballo. Le vacanze non sono più "vacue"
cioè vuote, ma piene di attività frenetiche: yoga,
snorkeling, parapendio, ballo sudamericano, spinning, acquagym,
trekking. Meglio se attività pericolose, e meglio se richiedono
attrezzature costose. Per giocare a calcio, a tennis, a basket bisogna
prenotare il campo. Per cacciare, pescare, raccogliere funghi ci
vogliono la licenza e il calendario per conoscere i giorni sì
e quelli no. Ogni svago possibile è regolato da autorizzazioni,
orari e danaro.
Il tempo libero come agenzia "educativa"
La mutazione del tempo libero come industria contiene un fattore
che è il più pericoloso di tutti. L'ambizione di essere
la nuova (e forse unica) agenzia "educativa". Un tempo
i bambini volevano fare l'astronauta, il medico o l'ingegnere. Oggi
vogliono fare il partecipante al "Grande fratello" o "diventare
famosi". I modelli, i maestri di vita, sono i calciatori, i
cantanti, gli attori il cui compito non è solo far divertire
e svagare ma dare l'esempio, lanciare messaggi moralistici, educare.
Un tempo la cultura si basava sul numero di libri letti o di teatri
frequentati e musei visitati. Oggi la cultura è snocciolare
la formazione della nazionale di calcio del 1968, citare tutti gli
accoppiamenti registrati sull'Isola dei famosi, conoscere a memoria
i testi dell'ultimo cantante rap. Nessuno ti chiede che studi hai
terminato, ma quanti concerti di Vasco hai visto. Non sei considerato
una bestia se non sai chi sono Catullo e Pirandello, ma se non sai
chi è Costantino Vitagliano. Il bambino malato in ospedale
non chiede di conoscere l'ultimo premio Nobel per la medicina o
l'autrice di Harry Potter. Vuole al suo capezzale il cantante o
il calciatore del momento. L'industria del tempo libero e lo star
system sono la tromba dei valori del regime. "Fate come noi,
non siate critici verso il regime dominante": questo è
il messaggio costante. Non si è mai sentito (almeno negli
ultimi 40 anni) un calciatore, un cantante, un attore che critichi
apertamente, con nomi e cognomi, il sistema dello sport, della musica
o del cinema, e tantomeno il regime politico dominante.
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